69 Photos - Oct 5, 2014
Photo: Photo: Photo: Photo: Photo: Photo: Photo: Photo: Photo: Photo: Photo: Il connubio tra internet e Movimento 5 Stelle è uno dei tratti distintivi della formazione politica ideata da Beppe Grillo. Arena di discussione alternativa ai media tradizionali, il web viene utilizzato dai consiglieri pentastellati anche come strumento di comunicazione istituzionale, come dimostra il caso del blog relativo ai quindici municipi romani. Questo libro presenta i risultati più significativi di uno studio multidisciplinare condotto sulla comunicazione politica con specifico riferimento proprio al blog istituzionale capitolino. La base empirica di riferimento è rappresentata dai materiali pubblicati online (post, commenti, immagini) dal periodo immediatamente precedente le elezioni amministrative del maggio 2013 fino all’agosto 2015. Basandosi su un approccio mixed-method oriented, imperniato nella prospettiva di analisi dei Big Data, la ricerca presentata nel volume sottopone ad analisi il consistente corpus presente nel blog servendosi di diversi strumenti: l’analisi del contenuto come inchiesta; lo studio del lessico, dei toni della comunicazione e della titolazione; l’analisi delle parole-chiave e dei temi del blog; l’analisi etnografica delle conversazioni online. Il gruppo di ricerca, composto da esperti di diverse discipline, ha messo a fuoco prodotti culturali, individui, gruppi/istituzioni, sistemi di relazioni, fornendo così un ritratto approfondito e a tutto tondo di un caso emblematico di comunicazione istituzionale nel panorama politico italiano.Photo: Questo volume intende ragionare sulla didattica per competenze, con una particolare attenzione alle competenze comuni a vari livelli di apprendimento scolastico. Per fare ciò gli studiosi coinvolti nella ricerca hanno usato il TCR, uno strumento di rilevazione dei concetti spaziali e temporali aperto alla valutazione e al lavoro didattico con competenze di tipo visuospaziale, sorretto anche dalle recenti acquisizioni delle neuroscienze dell'apprendimento e della psicologia cognitiva. Il valore inclusivo dello strumento e dell'approccio abilitativo e didattico che ne deriva, che si serve della robotica educativa, è dimostrato dalla ricerca sia quantitativa sia qualitativa utilizzata e documenta come la robotica educativa possa essere un ottimo esempio di didattica laboratoriale, format di istruzione che permette di differenziare e personalizzare per i diversi alunni obiettivi e strategie di apprendimento. Con questo testo si sono dunque poste le basi per sviluppare lo strumento TCR (con un campione di ben 1.509 casi) nell'ottica della rilevazione precoce delle abilità fondamentali per l'apprendimento e nella definizione delle possibilità di intervento didattico mirato e motivante, oltre che intrinsecamente inclusivo, della robotica educativa.Photo: Photo: Napoli è il punto focale di una delle più estese, dense e abitate aree metropolitane d’Europa. Un’area metropolitana di grande complessità in termini geografici, sociali, economici, politici e culturali – caratterizzata da profondi disequilibri.
Data la sua scala, le sue prestazioni influenzano la traiettoria di sviluppo economico dell’Italia in misura rilevante. Su Napoli pesa un pregiudizio analitico: troppo complesso il suo sistema urbano, troppo elevata la sua frammentazione politicoamministrativa, troppo anomali e
intrattabili i suoi disequilibri per giustificare il tentativo di una rappresentazione sistemica della sua dinamica sociale ed economica. Questa raccolta di saggi intende portare alla luce una prima riflessione in questo particolare quadro emersa da una serie di seminari, che il GSSI Social Sciences ha  organizzato all’Aquila, come spazio di
discussione e confronto – aperto e in costruzione – per giovani studiosi che stanno svolgendo attività di ricerca sul sistema territoriale di Napoli.Photo: Questo libro è dedicato a un approccio emergente nella letteratura e nel panorama della ricerca sociale in Gran Bretagna e negli Stati Uniti, quello dei Mixed Methods, ancora relativamente poco conosciuto e praticato in Italia. Nel dibattito internazionale con questa locuzione si intende un approccio o movimento nella ricerca sociale, intenzionato a porsi come alternativo sia alla prospettiva qualitativa che a quella quantitativa, teorizzando la necessità di una loro sistematica integrazione a livello metodologico e tecnico. L’intento delle autrici è di fornire i necessari inquadramenti ontologici, epistemologici e metodologici di cui i MM sono stati più volte accusati di mancare.
L’obiettivo che ci si propone è quello di fare chiarezza tra le diverse posizioni mettendo in luce i punti di forza, intesi sia in via teorica sia in via procedurale, congiuntamente agli elementi che richiedono ancora un’attenta riflessione prima che i MM possano configurarsi come un vero e proprio terzo approccio alla ricerca sociale.Photo: Il libro esamina da differenti prospettive temi drammatici e attuali. Il senso di appartenenza terrorista jihadista si radica anche nelle contraddizioni della società occidentale, nelle inedite sfide del progresso, del governo della coesione e dell’integrazione sociali. La Sociologia permette di analizzare questi fenomeni e le risposte sul piano culturale, giuridico e strategico. Gli autori del volume, studiosi e docenti universitari, propongono riflessioni per comprendere il terrorismo jihadista europeo, le radici dell’odio verso l’Occidente e il riemergere di antichi contrasti che risalgono alle Crociate.Photo: In contesti di spending review è sempre più diffusa la pratica di lavorare per progetti, dovel’inserimento lavorativo ed i bisogni socio-sanitari si incontrano per sperimentare  nuove strategie comuni di intervento. Il volume ha l’obiettivo di presentare quanto effettuato durante lo svolgimento del progetto “Tra una fascia e l’altra”.  Dal titolo stesso si evince una duplice chiave interpretativa nella quale, da un lato, la finalità del progetto è quella di coinvolgere tutti coloro che nonostante siano in situazione di bisogno non rientrano a pieno titolo all’interno dei programmi di reinserimento lavorativo canonici; dall’altra il riferimento diretto alle “fasce” ricorda l’attività lavorativa attraverso la quale avviene il reinserimento oggetto delle azioni formative intraprese, l’olivicoltura e l’ortocultura, tipiche delle aree dell’entroterra che contraddistinguono il panorama ligure  con il caratteristico terrazzamento a fasce.  
Quanto emerge pone in evidenza una serie di buone pratiche adottate dal nascente network composto dai maggiori esponenti del Terzo Settore imperiese, enti di formazione, pubblica amministrazione comunale, casa circondariale, UEPE, che di comune accordo hanno individuato una serie di  strategie utili  al soddisfacimento dei bisogni espressi ed inespressi dei beneficiari, protagonisti indiscussi del progetto, ma altresì di tutta la cittadinanza attiva che, attraverso il coinvolgimento lavorativo sul territorio delle fasce deboli, ne reinterpreta il ruolo in chiave proattiva.Photo: I migranti viaggiano nello spazio e nel tempo per raggiungere i Paesi di destinazione. Questo è il loro primo viaggio. C’è un altro viaggio che i migranti compiono, ma in questo caso si tratta di un viaggio immoto, che avviene senza spostamento e che affiora tra le righe del confronto fra le collocazioni temporali di nativi e migranti viventi nel medesimo territorio.
Amalgamando contributi teorici e dati empirici, il volume propone una lettura inedita del fenomeno migratorio che, utilizzando la lente delle politiche temporali, mostra un aspetto dell’alterità che resta celato ad altri approcci di indagine. In base a questa analisi i migranti appaiono confinati in una sorta di apartheid temporale, generata da scelte politiche e meccanismi sociali, entro la quale si vive secondo i parametri di un’altra epoca. Migranti e nativi risultano così «specie» simpatriche ma allocroniche, cioè gruppi che condividono lo stesso spazio ma non il medesimo tempo sociale.Photo: Il volume propone la ripresa della riflessione sulla ricercazione, un modo di fare conoscenza che implica azione e l’azione si traduce in cambiamento dei fattori e dell’ambiente in cui si agisce.
La ricercazione implica una conoscenza sempre più connessa (embedded)
alle strutture organizzative e ai processi sociali che si traduce nel mutamento
sostenibile e nel cambiamento delle realtà locali; nella logica processuale
della ricercazione si può cogliere, in altri termini, la possibilità di
gestione dei cambiamenti sociali sia nell’ambito delle macro organizzazioni
(economiche, istituzionali) che delle micro comunità sociali.Photo: Este libro es el fruto de la original propuesta del Dr. Marradi quien invitó a numerosos expertos en diversas disciplinas sociales a que critiquen un ensayo de su propia autoría. Dicho ensayo, originalmente presentado en el Primer Encuentro Latinoamericano de Metodología, ofrece una revisión histórica breve y mordaz, de relevantes exponentes de las Ciencias desde el Siglo XVII hasta la actualidad. Se enfoca en el abuso de los “términos fetiche” con pretensiones de “cientificidad” de los cuales analiza puntualmente tres conceptos: medición, experimento y ley. Asimismo, se sumerge en el cuestionamiento de las premisas del “silogismo cientificista” con el cual se pretende alcanzar un codiciado reconocimiento social y cuyo precio obliga a afrontar atroces consecuencias. Marradi, atribuye a esta expansión el supuesto de un “complejo de inferioridad” de las Ciencias Sociales. De este modo arroja su explosiva conclusión que interpela y desafía a colegas contemporáneos.
Aceptaron este desafío 45 Catedráticos e Investigadores de importantes Universidades e Institutos de Investigación de Italia y Argentina, a los que se sumaron algunos de Chile, Alemania y Estados Unidos. Como resultado, en cada capítulo se aprecian adhesiones, cuestionamientos, rechazos, posiciones conciliadoras e innovadoras, tanto parciales como totales. El lector encontrará trabajos abocados a interrogantes epistemológicos que ponen en cuestión pretensiones de verdad, el credo cientificista, y la “neutralidad”. En otros hallará tanto perspectivas moderadoras entre las Ciencias Sociales y las Exactas o Biológicas, como de ruptura. También algunos autores atribuyeron la necesidad de las Ciencias Sociales de apoyarse en las Ciencias Físicas como antecedente forzoso y legitimador para avanzar en la responsabilidad y el reto de elaborar posiciones epistemológicas, instrumentos conceptuales, métodos y herramientas adecuadas al objeto y naturaleza de las Ciencias Sociales. Además, podrá leer trabajos centrados en aspectos específicos del ensayo de Marradi, como silogismos, “términos fetiche” y conceptos relacionados. Finalmente, entre posicionamientos divergentes ante la normatividad, naturalización, la (in)comodidad de los investigadores, expansiones y limitaciones, la propuesta es lograr mantener el debate vivo para una aproximación cada vez más certera la naturaleza del objeto de estudio de las Ciencias Sociales.
Mg. Ana Paula Solans
Co-Directora de la ColecciónPhoto: La sociología frente a los nuevos ataques cientificistas
Resumen
En 2011 Marradi llamó la atención sobre la expansión semántica que han sufrido algunos de los términos más utilizados en las ciencias sociales debido a un complejo de inferioridad respecto a las ciencias físicas. La cascada de los componentes conceptuales de las llamadas ciencias “duras” las “blandas” es, sin duda, impresionante. Obviamente, el problema no es el mestizaje de las ciencias humanas, sino la substitución del pensamiento mismo con eslóganes, sin reflexionar sobre sus presupuestos epistemológicos y ontológicos. En mi presentación quiero extender el análisis de las consecuencias del complejo de inferioridad en tres direcciones: i) ampliando los referentes (los términos importados), incluyendo a otro término clave de parte de las ciencias sociales: el término indicador; ii) analizando la importancia que tuvo la cuantificación en el desarrollo de la disciplina sociológica, en competición con la disciplina económica para obtener un reconocimiento público; iii) marcando la importancia del éxito de una imagen de ciencia entre el mundo de los que toman decisiones políticas y económicas, que limita las posibilidades de la investigación social.

en Relmecs, Vol. 5, núm. 1 (2015) Junio, http://www.relmecs.fahce.unlp.edu.ar/indexPhoto: Nell'ambito delle attività previste durante l'Ostensione della Sindone, il Dipartimento di Filosofia e Scienze dell'Educazione ha collaborato con il Consiglio regionale del Piemonte alla realizzazione di una mostra su "Ex-voto e Sindone. Antiche illustrazioni e figure devozionali" curata da Renato Grimaldi e Franca Porticelli (Biblioteca Nazionale Universitaria di Torino) e al volume curato da Renato Grimaldi, Simona Maria Cavagnero, Maria Adelaide Gallina, "Gli ex-voto: arte popolare e comportamento devozionale".

Il libro si può scaricare al link: http://www.consiglioregionale.piemonte.it/dwd/pubblicazioni/studi/ex-voto.pdf    

mentre la mostra (di cui è possibile fare un tour virtuale) è segnalata all'indirizzo:

http://www.consiglioregionale.piemonte.it/web/per-il-cittadino/mostre-del-consiglioPhoto: http://link.springer.com/article/10.1007%2Fs11135-013-9923-4

Abstract
This article aims to illustrate how qualitative research strategies contribute to the
implementation of the standard survey model by monitoring and improving the quality of
collected data and thus the quality of survey findings as well. The methodological cycle
for survey data-quality construction using qualitative strategies comprises three sequential
stages that alternate with standard procedures: the pilot study, pretesting, and deviant case
analysis. If the first two of these stages have enjoyed a certain recognition in the literature,
the same cannot be said for deviant case analysis. Deviant case analysis is a research strategy originally proposed by Lazarsfeld and promoted within the Colombia School from the 1940s to the 1960s, unfortunately without subsequently receiving the attention it deserved within the area of survey research in general. It refers to searching outside the collected empirical
base for clues concerning anomalous responses revealed by statistical analysis that either
deviate from research hypotheses or produce contradictory classificatory results.

Keywords Mixed methodology · Survey data quality · Deviant case analysis · Pilot study ·
Columbia SchoolPhoto: http://link.springer.com/article/10.1007%2Fs11135-015-0199-8

Abstract
As widely recognized during the golden age of survey research thanks to the work of the Columbia school, the use of mixed strategies allows survey research to overcome its
limitations by incorporating the advantages of qualitative approaches rather than seeking
alternative methods. The need to re-think survey research before embarking on this course
impelled the author to undertake a critical analysis of one of the survey’s most important
assumptions, proposing a shift from standardization of stimulus to standardization of meanings in order to anchor the requirement of answer comparability on a more solid basis. This
proposal for rapprochement with qualitative research is followed by a more detailed section in
which the author distinguishes four different types of mixed survey strategies, combining two
criteria (time order and function of qualitative procedures). The most significant parts of the
constructed typology are then brought together in a model called the multilevel integrated
survey approach. This methodological model is concretely illustrated in an empirical study of
homophobic prejudice among teenagers. The example shows how in research practice analytical mixed strategies can be creatively combined in the same survey research design,
contributing to improvements in data quality and the relevance of research findings.

Keywords
Mixed methodology  Survey research  Multilevel approach  Columbia school  HomophobiaPhoto: Il volume presenta e discute i risultati di un’indagine condotta su un campione di circa 1.000 adolescenti, iscritti ad istituti di scuola secondaria superiore di Roma, ricostruendo i meccanismi di natura sociale, relazionale e identitaria che contribuiscono a generare l’ostilità giovanile nei confronti di gay e lesbiche. Il pregiudizio omofobico è studiato in una prospettiva multilivello, integrando diverse strategie di ricerca (indagine con questionario, sociometria, procedure qualitative), con l’intento ultimo di ideare linee guida di azione in grado di decostruire e contrastare – in modo scientificamente mirato – il bullismo omofobico nelle scuole. Questo approccio di ricerca ha consentito di recuperare, oltre ai fattori individuali, la rilevanza di elementi altrimenti inaccessibili, come la rete delle relazioni amicali stabilite nella classe scolastica e le pratiche di ricezione dei messaggi mediatici centrati sull’omosessualità. Dalle pagine del volume emerge progressivamente un quadro denso di implicazioni socio-psicologiche e pragmatiche, che invita il lettore a riflettere criticamente sulle sovra-strutture culturali fondate sul rapporto inscindibile tra eteronormatività e dominio maschile. È proprio questo universo simbolico, dato per scontato dagli stessi agenti di socializzazione, a far sì che lo stigma omosessuale sia così pervasivo in tutte le sfere esistenziali e relazionali e che, tra tutti i marchi possibili, sia quello considerato più infamante in età adolescenziale.
Il volume è corredato da un allegato multimediale disponibile nell’area Biblioteca multimediale del sito www.francoangeli.it.

Contributi di: Francesca Aureli, Marcella Di Cristofaro, Andrea Taddei.

Sergio Mauceri è ricercatore e docente di Strategie di ricerca sociale presso il Dipartimento di Comunicazione e Ricerca Sociale della Sapienza Università di Roma. Ha svolto ricerche sociali in ambiti apparentemente diversi, come la precarietà lavo-rativa, i percorsi di transizione allo stato adulto, il pregiudizio etnico e la convivenza multiculturale, accomunati dalla tensione a cogliere soluzioni a problemi emergenti nel mondo giovanile, connessi all’Alterità e alle disuguaglianze sociali. Tra le nume-rose pubblicazioni a carattere metodologico in volumi e articoli scientifici, si segnalano: Per la qualità del dato nella ricerca sociale (2003, in questa stessa collana) e (con G. Gobo) Constructing Survey Data. An Interactional Approach (2014, Sage). Tra gli ultimi volumi di ricerca: Nello stesso luogo. Percorsi di ricerca sulle pratiche e le dinamiche della convivenza multiculturale (2009, Bonanno) e Arcipelago call center. Indagine sulla vita lavorativa degli operatori telefonici (2013, NovaLogos).Photo: Il fenomeno dei giovani non impegnati in attività di istruzione, occupazione né formazione
(not in education, employment or training, da cui l’acronimo Neet) è stato un problema
emergente sulla scena europea a partire dalla fine degli anni ‘90. La diagnosi di una condizione
di simultanea assenza dai processi di istruzione, formazione professionale e lavoro di
quote sempre più consistenti di popolazione giovanile è venuta alla ribalta come espressione di
una forma peculiare di disagio, ed è stata inquadrata nella prospettiva teorica dell’esclusione sociale. Il volume illustra i risultati di un articolato programma di indagine sulla fenomenologia dei Neet, che è stato realizzato a livello dell’Unione Europea e a livello nazionale integrando diversi percorsi e strategie di ricerca. L’espressione “generazioni sospese”, scelta come titolo del volume, può considerarsi essa stessa il risultato dell’indagine. Il termine generazioni è
utilizzato al plurale non solo perché il segmento anagrafico studiato (15-34 anni) è ricompreso
tra gli estremi di due generazioni biologiche, ma anche perché restituisce la varietà delle
condizioni riscontrate all’interno della fenomenologia Neet; l’aggettivo sospese è sembrato poi il più adatto a dar conto dello stato di incertezza, di timore, di momentaneo arresto di una traiettoria esistenziale in cui versano moltissimi giovani e giovani-adulti in condizione di
esclusione educativa, formativa e lavorativa: disorientati, ma non perduti.
Contributi di: Maria Stella Agnoli, Nicoletta Brachini, Maria Paola Faggiano, Francesca
Marconi, Isabella Mingo, Enrico Nerli Ballati, Stefano Nobile.
Maria Stella Agnoli è professore ordinario di Sociologia generale e docente di Metodologia
della ricerca sociale presso il Dipartimento di Comunicazione e Ricerca Sociale della Sapienza
– Università di Roma. È autrice di saggi teorici e metodologici pubblicati in volumi singoli e
collettanei e in riviste scientifiche. Per i nostri tipi ha pubblicato Lo straniero in immagine.
Rappresentazione degli immigrati e pregiudizio etnico tra gli studenti del Lazio (a cura di),
2004; Spazi, identità, relazioni. Indagine sulla convivenza multiculturale nelle residenze universitarie (a cura di), 2010.Photo: La crescente importanza dell’economia della conoscenza ha stimolato negli ultimi anni, in quasi tutti i paesi economicamente avanzati, una vera e propria “febbre della valutazione”: dalle graduatorie mondiali e nazionali delle università, al benchmarking e la governance delle istituzioni di ricerca, alle classificazioni dei prodotti scientifici basate su conteggi delle citazioni e valutazioni paritarie. Un dibattito sovente confuso, in cui si esprimono – e spesso prevalgono – interessi e criteri differenti da quelli delle comunità scientifiche.
È prossima anche in Italia una nuova epoca della valutazione della ricerca scientifica negli atenei e negli enti di ricerca. Si tratta di un passaggio delicato, da cui dipende l’orientamento e lo sviluppo delle ricerche e delle discipline scientifiche nel nostro paese.
Scopo del volume è presentare e discutere, nella prima parte, diversi tipi di valutazione della ricerca delle scienze sociali: la valutazione paritaria, la scientometria basata sul conteggio di citazioni, la valutazione professionale. La seconda parte riguarda i problemi incontrati dalla valutazione della ricerca in alcune tra le principali scienze sociali: l’antropologia culturale, l’economia politica, l’economia aziendale e il management, la sociologia.

Bonanno, Acireale e Roma, 2009.
(oltre a una presentazione di L. Gallino, contiene di contributi di Alberto Baldissera, A. Cerroni, N. Dodier, M. Palumbo, M. Diani, G. Rebora; V. Valli, P. P. Viazzo).Photo: La tipologia, come la classificazione e la tassonomia, si colloca a pieno titolo in numerose “cassette degli attrezzi” e rinvia ad una serie di significative occasioni di studio empirico ed ambiti di applicazione. Si tratta di uno strumento dalle grandi potenzialità per l’analisi primaria e secondaria dei dati; per la ricerca accademica ed extra-accademica; per la sociologia e le altre scienze umane.
Il volume costituisce un percorso di valorizzazione della classificazione (nelle sue diverse forme) e mira - avvalendosi di numerosi esempi tratti da concrete esperienze di ricerca - ad evidenziarne la versatilità e l’utilità, nonché l’efficacia strategica e comunicativa, in ogni fase di un’indagine: dalla formulazione e concettualizzazione dell’oggetto della ricerca alla progettazione e costruzione delle informazioni; dall’organizzazione dei dati, alle operazioni di controllo e impostazione del piano di analisi; dalla sintesi dei dati alla presentazione dei risultati.
Nel testo si intersecano numerosi piani: ideazione teorica e pratica della ricerca, qualità e quantità, descrizione e spiegazione, risorse e vincoli, mezzi e fini, progettazione e realizzazione, analisi e sintesi. Con riferimento ad ogni momento cruciale di un’indagine si insiste sulla capacità di coniugare razionalità, competenze logiche e progettuali, passione per la ricerca, amalgamandole in un vero e proprio stile di lavoro, al fine di ottenere risultati di pregio per la più ampia comunità scientifica, rigorosi sul piano metodologico, interessanti sul versante teorico.Photo: Come si studia un territorio? Quali segni esso esprime? Con quali strumenti possiamo coglierli? Quali tecniche di analisi possiamo utilizzare sia per analizzarlo come studiosi, sia per trasformarlo e programmarne le sorti? Così pervasivo nei dibattiti di senso comune così come in quelli politici, il concetto di territorio soffre della mancanza di una chiara definizione operativa perché è connesso a diverse dimensioni, come, ad esempio: tra natura e cultura, tra attore e struttura, tra simbolico e materiale che caratterizzano l’attuale dibattito delle scienze sociali. Questo libro, rivolto ai ricercatori delle scienze umane, agli amministratori locali e agli altri attori che agiscono a livello territoriale, nasce da un’esperienza ventennale di studi e ricerche-azione caratterizzate dal tentativo di coniugare il valore della natura, dell’equità e del benessere delle generazioni presenti e future con disegni di ricerca robusti e consistenti, in tema di sviluppo sostenibile.
Inoltre, il testo illustra possibili percorsi di ricerca che tentino di restituire con efficacia descrittiva, interpretativa e valutativa le interazioni complesse che, nello spazio e nel tempo, si instaurano tra la società e l’ambiente. A partire da riflessioni teoriche, valutazioni empiriche e casi di studio, il volume presenta i modelli interpretativi e le connesse tecniche di analisi quantitative e qualitative a partire dalle quali è possibile condurre ricerche e analisi che restituiscano la descrizione, l’interpretazione e la valutazione efficace delle diverse dimensioni di un territorio: demografica, morfologica, ecologica, organizzativa, e le sue possibili traiettorie di sviluppo.
Elena Battaglini è dottore di ricerca in Sociologia dell’ambiente e del territorio. Dal 1997, è ricercatore senior, responsabile dell’Area di ricerca ambiente e sviluppo territoriale, dell’Istituto Ricerche Economiche e Sociali (Ires), ora Associazione Bruno Trentin, dove lavora dal 1992.
Collabora con il Dipartimento di Architettura dell’Università di Roma Tre dove insegna metodo e tecniche per l’analisi territoriale. Da circa vent’anni si occupa dello studio dei processi di innovazione territoriale. Su questi temi ha pubblicato una trentina di articoli e saggi peer-reviewed sia in Italia che all’estero. E’ membro del Consiglio Scientifico dell’AIS territorio. Di prossima pubblicazione, come curatore, un volume nella collana Routledge Studies in Culture and Sustainable Development e due saggi in due volumi collettanei Springer e Routledge.untitledPhoto: La sempre maggiore disponibilità di dati numerici in tutti i contesti (marketing, ricerca, divulgazione, ecc.) comporta necessariamente l’impiego di grafici che riescano a spiegare al meglio i risultati delle proprie elaborazioni. Gli strumenti devono quindi essere facili da usare, essere intuitivi, e soprattutto fornire un’ampia gamma di soluzioni di rappresentazione per il medesimo risultato numerico-quantitativo. Allo stesso tempo all’utilizzatore è richiesto di compiere lo sforzo di comprendere cosa desidera ottenere, sulla base dei propri dati, e soprattutto come. Questo favorisce l’evoluzione degli strumenti di visualizzazione web-based, ma anche la nascita di nuovi metodi di rappresentazione, attraverso il contributo conoscitivo di tutti gli utilizzatori. Il Wizard Grafico, ispirato a un'idea di Amit Agarwal, rappresenta una sintesi degli strumenti attualmente disponibili e una guida alla loro utilizzazione. L'auspicio è che questi suggerimenti possano stimolare l'inventiva degli analisti e dei ricercatori fino ad indurli ad immaginare quali e quanti altri modi non ancora esistenti vi siano per descrivere i propri dati.  La versione dinamica del volume è stato realizzata con iBooks Author ed è scaricabile gratuitamente da iBookstore al seguente indirizzo:  https://itunes.apple.com/us/book/wizard-grafico/id888331825?ls=1&mt=11. Per la visualizzazione è necessario iPad con iBooks 3.0 o versione più recente e iOS 5.1 o versione più recente, oppure Mac con iBooks 1.0 o versione più recente e OS X 10.9 o versione più recente.Photo: Questo volume intende approfondire la doppia spinta tra europeizzazione e decentramento della politica sociale in alcuni paesi europei considerati quali guida di specifici modelli. Tale obiettivo è perseguito attraverso un’analisi comparata geografica e di policy che contempla congiuntamente lo studio delle direzioni sovranazionali, degli sviluppi contestuali e delle dinamiche locali, in particolare a partire dai casi di Napoli, Milano e Berlino. Nello specifico, il processo di europeizzazione in materia di politiche pubbliche e sociali punta su una convergenza strategica verso una piena integrazione comunitaria perseguita, tuttavia, attraverso meccanismi decentrati, sussidiarietà e metodo aperto di coordinamento. Un processo di rivalutazione della dimensione territoriale, dunque, che contemporaneamente, è accompagnato dalla volontà di ricostruzione di un’identità sovranazionale univoca che possa reggere le sfide con la crisi di alcune delle sue periferie in un quadro di competizione globale. Il fattore che governa queste spinte è da individuare nella capacità dei contesti, siano essi nazionali o locali, di tendere verso una piena integrazione comunitaria (welfare europeo) o di divergere da essa (net welfare locali), integrazione che si può realizzare essenzialmente in due direzioni. Nello scenario europeo pervaso da questa doppia spinta, la variabile integrazione comunitaria diventa la discriminante nel riconsiderare, attraverso uno studio comparato, una diversa tipologia di sistemi di welfare. A livello metodologico, l’obiettivo descritto, nelle sue linee generali, viene raggiunto attraverso l’applicazione dei Mixed Methods, i quali, partendo dalla necessità di una struttura di ricerca integrata, anche se non necessariamente convergente, aiutano ad indagare il campo sia in prospettiva macro che in prospettiva micro. Ciò che ci restituiscono, nella loro applicazione, non è la somma dei risultati, ma l’elaborazione di un nuovo strumento interpretativo e conoscitivo, un general model of classification che diviene esso stesso il risultato.Photo: Mentre la sfera dei media ci racconta, con toni non alieni da un certo euroscetticismo, effetti e conseguenze dell’europeizzazione economica e monetaria, un’altra Europa, più silenziosa e discreta, muove i propri passi alla ricerca di una più profonda unità. È l’Europa della società civile e dei suoi attori. Dopo aver indagato, mediante lo studio di alcune esperienze italiane, l’europeizzazione come effetto delle alleanze, delle reti e delle partnership istituzionali stabilite dalle organizzazioni (cfr. Europa e società civile. Esperienze italiane a confronto, a cura di G. Moro e D. Pacelli), la ricerca qui restituita prosegue ricorrendo a un questionario on line, facendo proprio il presupposto, assunto dalle stesse istituzioni comunitarie, secondo il quale le organizzazioni e le associazioni della società civile sensibilmente orientate all’Europa contribuirebbero alla sua edificazione diffondendo presso i propri aderenti una più spiccata “coscienza europea”. Una consapevolezza che l’indagine osserva, esaminandone gli orientamenti valoriali, la percezione della propria identità sociale, il riconoscimento del ruolo strategico giocato dall’Europa istituzionale in alcuni settori chiave della vita pubblica e privata. Il volume fornisce, in questo modo, un prezioso riscontro empirico dell’efficacia e della validità di un fondamentale assioma del “fare Europa” e la sua lettura costituisce, pertanto, oggetto di interesse per il sociologo ma anche per quanti – dai giornalisti ai politici, dagli insegnanti ai lettori di informazione – sono interessati all’attualità e alla comprensione di come cambia la nostra società.Photo: “In this (very) well-written book, the authors make a persuasive case for reuniting surveys and interviews...Gobo and Mauceri demonstrate that they could be natural allies in a mixed-method
approach. Rather than continue with the current uneasy division of labor between survey and interview research, the authors propose reintegrating them in a synthesis that has deep historical roots and promises more profound and nuanced interpretations.” Paul Vogt, Emeritus Professor of Research Methods and Evaluation, Illinois State University
Engaging and informative, this book provides students and researchers with a pragmatic, new perspective on the process of collecting survey data. By proposing a post-positivist, interviewee-centred approach, it improves the quality and impact of survey data by emphasising the interaction between interviewer and interviewee. Extending the conventional methodology with contributions from linguistics, anthropology, cognitive studies and ethnomethodology, Gobo and Mauceri analyse the answering process in structured interviews built around questionnaires. The following key areas are explored in detail:
-- An historical overview of survey research
-- The process of preparing the survey and designing data collection
-- The methods of detecting bias and improving data quality
-- The strategies for combining quantitative and qualitative approaches
-- The survey within global and local contexts
Incorporating the work of experts in interpersonal and intercultural relations, this book offers readers an intriguing critical perspective on survey research.Photo: Questo è un libro da fare, non da leggere. È un'esperienza.
Contiene trentatré Esercizi (da eseguire prevalentemente in coppia) per imparare a osservare il mondo che ci circonda, ad ascoltare le persone che ci parlano, a leggere testi di vario tipo (giornali, memorie, filmati, fotografie) con attenzione critica.
Certo, dire 'osservare', 'ascoltare', 'leggere dei testi' è facile. Poi ci si trova di fronte a persone, situazioni sociali, libri, giornali. E non si sa come farlo. Questo libro insegna il come.
L'Autore, sociologo con una forte impronta storica e antropologica e una grande esperienza di ricerca sul campo, ha pensato il testo come uno strumento di autoapprendimento e riflessione per chiunque voglia migliorare la propria capacità di interpretare il mondo che lo circonda. Attraverso gli Esercizi e tre brevi saggi, il libro insegna delle pratiche dalle quali ognuno potrà far nascere un metodo applicabile nella propria vita professionale e dà degli spunti critici per leggere in modo diverso - più attento, più approfondito, più completo - la quotidianità.
Il libro è rivolto in particolare a chi analizza le situazioni sociali - studenti e studiosi di sociologia, antropologia, storia, urbanistica - a chi lavora con le persone - assistenti sociali, educatori, infermieri, medici, sacerdoti - a chi usa l'osservazione e il colloquio come strumento professionale - giornalisti, investigatori, psicologi, psicoanalisti, psichiatri, giudici.

Daniele Nigris insegna Sociologia all'Università di Padova. Il suo centro di interesse sono i fondamenti, e i limiti, della conoscenza, sia nella scienza sia nella quotidianità. Ha esplorato ed esplora questo tema, oltre che nel campo epistemologico, in quelli dell'ipnosi e delle tecniche di suggestione e manipolazione delle credenze.Photo: Il volume espone taluni dei concetti del quadro teorico della sociologia in una prospettiva che apre al confronto con saperi di matrice disciplinare diversa, può dunque essere un utile strumento didattico per realizzare un modello di apprendimento che dia l'opportunità di selezionare, entro un dominio conoscitivo di saperi e concetti appropriati, quelli necessari per andare incontro agli obiettivi formativi di diversi piani di studio di lauree triennali e magistrali. Il libro, formulato sotto forma di ventisette lemmi, considera la specificità del sapere sociologico rappresentato dall'integrazione di Teoria, Metodo e Spendibilità e individua le categorie proprie dell'analisi sociologica, che vanno a incontrare trasversalmente le diverse discipline comprese in uno spazio culturale delimitato dai progetti formativi di differenti corsi di laurea. Si possono quindi trovare lemmi che, in funzione della loro natura concettuale, tendono a trasferire: 
- conoscenze teorico-epistemologiche di base che costituiscono lo statuto autonomo della sociologia; 
- conoscenze metodologiche e di implementazione degli strumenti operativi; 
- competenze scientifiche viste nell'ottica dello scambio tra saperi disciplinari interni ed esterni alla disciplina, essenziali per la spendibilità in ambito professionale; 
- competenze tecniche viste nell'ottica di fenomeni che caratterizzano la società odierna e richiedenti una conoscenza in ambiti disciplinari di confine, per poterne capire l'orientamento e l'agire in specifiche aree professionali.
I lemmi possono essere letti in modo a sé stante, oppure ricomposti in maniera complementare non solo all'interno del testo ma anche in relazione a volumi dello stesso genere o di stampo tradizionale, allo scopo di approfondire ed estendere gli argomenti d'interesse.Photo: Il volume illustra i modelli log-lineari e la regressione logistica, due tra le più diffuse tecniche di analisi per variabili categoriali. Attraverso un sistematico confronto tra le due tecniche vengono sottolineati gli aspetti comuni e anche evidenziate le specificità di ciascuna, con l’obiettivo di fornire indicazioni utili per capire in quali circostanze l’una o l’altra è preferibile.
Gli ultimi due capitoli del libro sono dedicati all’uso dei modelli log-lineari e della regressione logistica per l’analisi delle relazioni tra variabili categoriali. Le difficoltà che in questo caso le due tecniche pongono, si sostiene nel libro, sono imputabili alla complessità di tali variabili, più difficili da gestire - indipendentemente dalla tecnica di analisi usata - sia rispetto alle variabili cardinali e ordinali, sia rispetto alle dicotomie.
Le potenzialità dei modelli log-lineari e della regressione logistica sono illustrate riducendo al minimo i riferimenti agli aspetti tecnico-matematici. Si è preferito piuttosto ricorrere sistematicamente ad applicazioni esemplificative che non trascurano i limiti delle due tecnichePhoto: Nelle scienze sociali si possono oggi ripercorrere i sentieri della teoria? Oppure dovremo accontentarci dell’incessante emergere di “visioni” complessive del mondo contemporaneo (“società liquida”, “società del rischio”, “società narcisistica” e così via)? O ancora, come per il mainstream della teoria economica, sarà sufficiente affidarsi agli elementari assiomi della teoria della scelta razionale pur conoscendoli come parziali e spesso irrealistici? 
Scritto per studiosi di scienze sociali e per la più vasta cerchia di quanti vogliono seriamente riflettere, a partire da altre discipline, su cosa sia la società, questo libro propone una risposta. La sua tesi di fondo è che teoria possa consistere nel porre ordine  nella serie di quei concetti fondamentali e problematici che ricorrono sistematicamente nella ricerca sociale, fra i quali valore, norma, regola, identità, ideologia,  micro-macro - e, sul versante metodologico, comprensione, spiegazione, struttura. Intrisi di storia e di ideologia, questi termini non possono essere ridefiniti per convenzione, ma ripercorrendo i significati accumulati nel drammatico oscillare  della modernità, e delle sue rappresentazioni teoriche, fra  costruzione e crisi. Per questa via si mostra come la stessa riflessione terminologica imponga, se orientata alla concretezza dei fatti sociali, di dare alla fine risalto a distinzioni che la ricerca sociale empirica di oggi spesso sottovaluta. Emerge, in particolare,  quella polarità fra privato e pubblico che è occultata da coppie di concetti come micro/macro e che è invece decisiva per comprendere le tensioni della modernità. 

Franco Rositi, sociologo, è professore emerito dell’Università di Pavia. I suoi libri hanno riguardato principalmente la metodologia delle scienze sociali, la teoria sociologica generale e le relazioni fra sistema politico e cultura di massa. Per le edizioni Liguori ha curato il volume La ragione politica 1. I discorsi dei leaders politici [2013].Photo: L’ermeneutica è una famiglia di tecniche per l’analisi di testi, ma è anche un insieme di teorie dell’interpretazione, oltre a presentarsi come l’espressione più adatta a cogliere lo spirito dei nostri tempi. Può vantare sia una plurisecolare tradizione, sia la capacità di interloquire con le odierne scienze umane e sociali in particolare. 
L’interpretazione dei processi culturali e comunicativi tanto quanto l’attuale dibattito epistemologico e metodologico hanno bisogno di confrontarsi con l'ermeneutica, che suscita oggi grande interesse in vari ambiti: si pensi alla «ricerca qualitativa», al dibattito epistemologico e filosofico sulla «verità», all’attuale confronto sul «realismo», alle relazioni fra culture e lingue diverse, al successo delle pubblicazioni di teoria ermeneutica. 
In questo volume l’autore ricostruisce lo sviluppo del pensiero ermeneutico e le sue molteplici anime, al fine di coglierne l’attualità nell’ambito delle scienze sociali. 
La prima parte del libro ripercorre la storia del pensiero ermeneutico, la seconda rivisita tre “luoghi”: l’ermeneutica esegetica, quella filosofica e la critica alle distorsioni ideologiche della comunicazione.  Infine, il libro si concentra su limiti e potenzialità dell’intervista, riletta alla luce dei capitoli precedenti. Ma varie indicazioni riguardano anche altre tecniche della ricerca sociale, ponendole fra l’arte dell’interpretazione ed il rigore metodologico.Photo: Il volume riflette sulla metodologia gender-sensitive, ovvero le pratiche e tecniche di ricerca sensibili alle peculiarità, differenze e convergenze di genere. Dopo aver presentato i concetti chiave per capire tale prospettiva, il libro analizza il rapporto che essa intrattiene con la dicotomia “qualitativo/quantitativo”; ricostruisce la crescente sensibilità della produzione statistica verso gli indicatori di genere;
descrive lo sforzo compiuto dalla sociologia contemporanea
per superare il determinismo della prospettiva olistica e il soggettivismo di quella individualistica a favore di posizioni
più aperte all’idea della contaminazione. Valuta infine il contributo che gli studi longitudinali possono offrire al paradigma gender-sensitive.
Alessandra Decataldo è ricercatrice e professoressa aggregata di Sociologia generale e Sociologia dell’educazione all’Università di Milano-Bicocca. Tra le sue pubblicazioni: La misurazione della distanza sociale inter-etnica. Questioni teoriche, metodologiche e tecniche (Roma 2009); Turismo generi generazioni (con E. Ruspini, M. Gilli, M. Del Greco, Bologna 2013).
Elisabetta Ruspini è professoressa associata di Sociologia all’Università di Milano-Bicocca. Tra le sue più recenti pubblicazioni: Men and Masculinities Around the World. Transforming Men’s Practices (a cura di, con J. Hearn,
B. Pease, K. Pringle, Basingstoke 2011); Diversity in Family Life. Gender,
Relationships and Social Change (Bristol 2013).Photo: Scopo dei lavori presentati in questo volume è esaminare le credenze positive e normative espresse dai lavoratori italiani sui principali criteri usati per distribuire le risorse destinate al lavoro. Qual è la gerarchia retributiva percepita? Quali lavoratori dovrebbero essere pagati di più e quali di meno? Chi dovrebbe essere messo al riparo dal licenziamento in caso di fallimento di un’azienda? In conformità a quali criteri ripartire le risorse pensionistiche? E’ opportuno aumentare l’età pensionabile o i contributi previdenziali? Esistono problemi di giustizia tra le occupazioni e le generazioni? Quali sono e come risolverli? Quali rapporti hanno i lavoratori con le rappresentanze sindacali?
Per rispondere a queste domande è stato intervistato un campione nazionale di 2.502 persone attive sul mercato del lavoro, nell’ambito di una ricerca (Aging)  finanziata dalla Regione Piemonte.
Ne emerge un quadro articolato e in parte inatteso, che permette di abbandonare molti luoghi comuni sul lavoro in Italia e aprire nuovi ambiti  di riflessione e di ricerca.Photo: Cosa significa fare arte, essere artisti oggi? Cosa spinge a scegliere l’arte come professione di vita? A questi interrogativi, semplici eppure quasi inesplorati, la presente ricerca vuole dare alcune prime risposte. Basata su un campione composto dagli artisti partecipanti al Premio Terna per l’arte contemporanea, fortemente sperimentale per il metodo utilizzato, unica nel suo genere e quindi, forse, pionieristica, la ricerca a cura di Francesco Casetti vuole fare luce
su questa faccia nascosta dell’arte contemporanea. Sullo sfondo dell’indagine, le tendenze decisive nella comunicazione  contemporanea: la radicale trasformazione dell’attività intellettuale, la profonda ristrutturazione di linguaggi e strumenti espressivi, la crescente e sempre più pervasiva cultura mediale. "L'arte al tempo dei media" nasce da una collaborazione tra postmedia books e Premio Terna per l'Arte Contemporanea.

Autori
Francesco Casetti è professore alla Yale University, nell’Humanities Program e nel Film Studies Program. I suoi studi hanno esaminato l’impatto dei media visivi sulla nostra cultura, con particolare riguardo per le strategie di comunicazione e le forme di consumo del cinema e della televisione. Tra i suoi libri, tradotti in diverse lingue, Dentro lo sguardo. Il film e il suo spettatore (1986), Teorie del cinema. 1945-1990 (1993), e L’occhio del Novecento. Cinema, esperienza, modernità (2005). Con Federico di Chio ha scritto Analisi del film e Analisi della
televisione. 
Per "L'arte al tempo dei media" ha invitato alcuni dei più qualificati ricercatori e docenti italiani: Paolo Parra Saiani, Elisabetta Locatelli, Marco Tomassini, Mariagrazia Fanchi, Peppino Ortoleva, Emanuela De Cecco, Valeria Cantoni e con un intervento finale di David Joselit.Photo: Con la terza edizione di Donne e Scienza, realizzata con il patrocinio dell’UNESCO, Observa - Science in Society, intende presentare una raccolta ragionata di dati e informazioni provenienti dalle più autorevoli fonti nazionali e internazionali, utili per comprendere lo stato e i cambiamenti dei rapporti di genere nel mondo della scienza e della ricerca in Italia e all’estero. 
La pubblicazione si articola in quattro parti. La prima offre una fotografia delle donne nella scienza a partire dalle competenze rilevate nell’ambito della scuola superiore, passando poi all’analisi della presenza nei corsi di laurea e nelle scuole di dottorato, affrontando i percorsi professionali nella ricerca, la presenza femminile nei ruoli chiave delle organizzazioni e presentando i dati riguardanti le richieste di finanziamento da parte delle ricercatrici. La parte si conclude con due saggi  dedicati alle carriere femminili e al contributo delle donne alla conoscenza scientifica. Il secondo capitolo è dedicato alle testimonianze di donne scienziate che propongono alcune riflessioni sulla loro carriera. Nel terzo capitolo si presentano dati riguardanti il rapporto con la tecnologia, gli interessi e le opinioni su temi di rilevante importanza scientifica. L’ultima parte propone, infine, una raccolta di risorse sul tema dei rapporti di genere nel mondo scientifico italiano ed europeo: una cronologia dei principali avvenimenti dell’anno attinenti al tema, le fonti statistiche da cui sono tratti i dati citati, libri e saggi pubblicati sul tema negli ultimi anni, riferimenti a istituzioni, premi scientifici e siti web dedicati alle questioni di genere nella ricerca.Photo: È la comunità contadina che si propone sulla scena della Resistenza. Ce lo ricorda il libro, in ogni pagina: «si impara il linguaggio dell’accoglienza e della fiducia, quando è Giovanni Balbo a entrare nelle cascine per chiedere ospitalità parlando il dialetto di Cossano e presentandosi disarmato»; «ci conoscono e sanno che paghiamo il dovuto. Ci ospiteranno e nessuno saprà che da loro c’è un partigiano ferito. Spie qui intorno non ce ne sono. Sono state tutte catturate e fucilate». Le spie sono “esterne” alla comunità. Così come i fascisti. Lo sono non per le ragioni della “carne e del sangue” ma per la loro appartenenza ideologica. […] C’è però una scelta che, a un certo punto, riguarda solo i singoli individui. All’inizio, dopo l’8 settembre, farsi partigiani e darsi alla macchia rientra ancora nei comportamenti comunitari: «cosa fuma», si dicono, e tutti insieme decidono cosa fare. Nel gennaio 1944, Piero Balbo convoca nei locali del Dopolavoro i capifamiglia di Cossano per comunicare le sue intenzioni e insediare pubblicamente “la banda”; ai convenuti chiede anche di dichiararsi, «si alzi in piedi chi è fascista»: lo fa solo il notaio Fenocchio, con la sua famiglia. Dopo non è più così. Durante lo sbandamento del 1° marzo 1944, in seguito a uno dei rastrellamenti più feroci e più efficaci, sulle colline di Mombarcaro restarono solo in sei. Ognuno fu chiamato a fare i conti con se stesso, con la coerenza dei propri ideali, con la decisione di continuare a lottare con il rischio di farsi uccidere e con l’eventualità di essere chiamato a uccidere. Fu un appuntamento con il proprio destino, un momento chiave per capire cosa fu la Resistenza e cosa furono i partigiani. I sei decisero di restare a combattere. Dalla loro scelta nacque la futura II Divisione Langhe. 
(dalla Prefazione di Giovanni De Luna)Photo: A che cosa serve l’intervista focalizzata? Da un punto di vista generale, e prescindendo dalle caratterizzazioni prevalentemente tecniche, essa ha a che fare con il modo in cui l’esperienza soggettiva degli individui incontra la situazione concreta, al punto da definirla e schematizzarla. La situazione concreta, in questa prospettiva, significa un riferimento a eventi concreti della vita reale degli individui sotto indagine, alle esperienze che in quell’ambito essi possono fare. L’intervista focalizzata consente di individuare strutture di significato a partire da risposte spesso ingenue, che si rivelano sovente cruciali ai fini dell’interpretazione. 
Perché uno degli obiettivi dell’intervista focalizzata è di interpretare, nel senso più generale del termine: controllare ipotesi, formulare nuove ipotesi, “leggere” risposte inattese, rilevare discordanze, individuare casi devianti. Proprio perché si caratterizza come una tecnica per l’interpretazione, l’intervista focalizzata opera nel campo pressoché illimitato delle sempre possibili interpretazioni post factum. Poiché si appoggia sulla definizione della situazione così come viene concettualizzata dagli individui sotto indagine a partire dalle loro esperienze soggettive, è la stessa situazione ad essere assunta come pietra di paragone al fine della valutazione della pertinenza dei dati in cui si esprime il soggetto. Questo vuol dire che attraverso l’intervista focalizzata si esprime massimamente il carattere «nodale dell’esperienza».Photo: Non v’è dubbio che il lavoro sia profondamente mutato nel tempo, per come è concepito individualmente, e per come è organizzato e finalizzato in termini di produzione economica e sociale.
Le conseguenze complesse derivanti dalla globalizzazione, il perdurare di congiunture economiche meno favorevoli o i mutamenti nei modelli produttivi e nelle relazioni industriali costituiscono la parte più manifesta, quella a cui più spesso attingono le cronache, nonché la più eclatante, poiché da essa dipendono i destini delle economie nazionali, la loro produttività e i tassi di occupazione conseguenti. Non di meno, proprio gli effetti che simili fattori complessi producono sulle esistenze individuali riflettono la centralità che il lavoro, o il non lavoro, assume sia per le possibilità di realizzazione e sostentamento degli individui e delle loro famiglie, sia per l’accesso alle opportunità di espressione e all’esercizio stesso di una piena e libera cittadinanza.
Il volume trae spunto dai risultati empirici di un’indagine avente per oggetto il mercato del lavoro a Genova, contesto metropolitano paradigmatico delle trasformazioni socioeconomiche che hanno attraversato gli ultimi decenni del sistema produttivo italiano. Le evidenze locali genovesi divengono spunto di riflessione su una crisi economica e sociale che ormai da troppo tempo interessa l’intero paese e affonda le sue radici tanto nelle derive di un capitalismo globale sempre più aggressivo, quanto nella perdurante insufficienza di efficaci riforme produttive e nell’inadeguatezza delle politiche del lavoro degli ultimi decenni.Photo: Negli ultimi decenni si è assistito ad un aumento della quantità di informazione statistica prodotta su tematiche oggetto di analisi della sociologia. Allo stesso tempo, la ricerca sociale ha espresso un’attenzione più consapevole ed esigente al patrimonio statistico. Tuttavia le fonti statistiche ambiscono a soddisfare i bisogni informativi non solo dei sociologi, ma anche di altri studiosi della società, che posseggono conoscenze diverse e le interrogano con obiettivi dissimili. Da qui l’esigenza di creare un’occasione di confronto interdisciplinare sulla valorizzazione critica delle fonti statistiche e sui loro usi nella costruzione della conoscenza dei fenomeni sociali. Il convegno organizzato a Napoli dalla Sezione di Metodologia dell’AIS nel 2012 ha rappresentato tale occasione. Il volume raccoglie in forma breve tutti i contributi che hanno alimentato il dibattito di quei giorni.
Con saggi di E. Amaturo, B. Aragona, M.G. Grassia, P. Parra Saiani, L.L. Sabbadini, S. Strozza, D. Zindato, M. Picci, G. Sindoni, D. Abbatini, F. Di Pede, F. Benassi, R. Ferrara, D. Nigris, F. Addeo, G. Punziano, E. Bonini, B. Molinari, M.C. Agodi, S.M.Cavagnero, M.A. Gallina, R. Grimaldi, C. Cascella, F. Cornali, S. Montecolle, S. Orsini, I. Corazziari, P. Di Filippo, C. Facioni, S. Vitaletti.

Biagio Aragona è ricercatore presso il Dipartimento di Scienze Sociali dell’Università degli Studi di Napoli Federico II, dove insegna Metodologia della ricerca sociale e Metodi avanzati per la ricerca quantitativa. Ha svolto numerose ricerche nel campo delle disuguaglianze economiche e sociali, collaborando con gli uffici di statistica nazionale ed europeo e approfondendo gli aspetti metodologici connessi alla costruzione delle documentazione empirica e all’uso delle fonti statistiche per la ricerca secondaria. È membro del consiglio scientifico 2012-2014 della Sezione di Metodologia dell’AIS. Tra le sue pubblicazioni metodologiche più recenti: Tecniche di analisi multivariata: alcune applicazioni con SPSS (2013), Liguori; La costruzione della documentazione empirica (con Amaturo E.), Analisi Monovariata e Bivariata in Metodologia della ricerca sociale, Amaturo E. (2012), UTET.Photo: L’approccio grounded nella sua prima formulazione - The Discovery of Grounded Theory di Glaser e Strauss del 1967 - si propone come metodo generale e contemporaneamente come insieme di procedure capaci di generare una teoria fondata sulla base empirica. Il termine grounded, di difficile traduzione in italiano, contiene in sé il concetto di essere radicato, ancorato a terra, basato sulle informazioni raccolte. Fin dagli esordi la Grounded Theory ha fornito un potente argomento di legittimazione della ricerca non standard, sfidando l’assunto che essa non potesse generare teoria e non potesse essere sistematica. Oggi l’approccio grounded è un insieme articolato che si è sviluppato in numerose discipline applicate e contribuisce così a rinsaldare non solo a il legame fra elaborazione teorica e ricerca sul campo ma introduce un terzo termine: il rapporto con l’intervento sociale. Il volume si struttura in due parti: una prima parte storica che prende in considerazione le origini e gli sviluppi della Grounded Theory e una seconda parte che analizza gli elementi costitutivi del metodo. In particolare nella seconda parte l’attenzione è focalizzata sul processo di produzione della teoria e sulle pratiche di ricerca, considerando anche le tecniche di analisi. Il testo propone inoltre una riflessione sul concetto di teoria processuale grounded come tratto di originalità dell’approccio e di stimolo rispetto alla ricerca psico-sociale nel suo complesso.Photo: Questo Libro Bianco, che colma una indubbia lacuna esistente nel nostro Paese, nasce dall’impegno preso nel 2012 dal Direttivo della Associazione Italiana di Valutazione (AIV) di “fare il punto” sullo stato della valutazione in Italia fornendo elementi
di analisi e riflessione nonché suggerimenti e indicazioni per il suo miglioramento. Infatti, la valutazione, intesa come utilizzo dei metodi e delle tecniche della ricerca sociale per formulare giudizi argomentati su uno specifico intervento o ambito di politica pubblica, si è sviluppata in maniera rilevante in Italia negli ultimi venti anni ma, non sorprendentemente, ciò è accaduto con luci e ombre, mostrando punte di eccellenza ma anche aree di criticità e difficoltà nell’incidere effettivamente nei processi decisionali relativi alla cosa pubblica.

Alberto Vergani, sociologo, si occupa da quasi venticinque anni di welfare e politiche territoriali. Su questi temi svolge attività di valutazione, di ricerca di base e applicata, di modellizzazione e supporto alla implementazione degli interventi. È docente a contratto presso la Facoltà di Sociologia dell’Università di Milano-Cattolica; è stato presidente di AIV, di cui dirige attualmente la rivista, Rassegna Italiana di Valutazione.Photo: Vedi l'anteprima su Google Books (http://books.google.it/books?id=vvz7aayqvhoC&printsec=frontcover&hl=it#v=onepage&q&f=false)

Ai dati e alle ricerche empiriche si fa ricorso per comprendere, decidere, argomentare, convincere. Con sempre maggiore frequenza, nell'arena pubblica si fa uso di indagini più o meno approfondite sulla vita sociale, al fine di programmare o indirizzare azioni di interesse collettivo, oppure per sostenere una tesi o un'opinione. Cresce dunque l'esigenza di strumenti per valutare la qualità di una ricerca sul piano metodologico, tecnico-procedurale e terminologico, salvaguardando i dovuti riferimenti epistemologici e teorici.
Questo manuale di base, rivolto a coloro che devono affrontare per la prima volta una ricerca sociale di tipo empirico, presenta alcune tecniche fondamentali attraverso un linguaggio chiaro, diversi esempi e numerose schematizzazioni. Si tratta di un testo introduttivo alle tecniche di raccolta delle informazioni tra quelle più usate nelle scienze sociali, come il questionario e l'intervista, ma anche alle procedure di campionamento, di organizzazione delle informazioni e di analisi (monovariata e bivariata). Oltre a ciò, nel libro si dà spazio alle strategie cui è possibile fare ricorso rispetto a due importanti livelli della ricerca empirica: la costruzione delle domande conoscitive e la presentazione dei risultati.
A partire dalla constatazione che la scelta e l'uso delle tecniche non è mai neutra rispetto a un problema di ricerca, alle teorie di riferimento e al contesto in cui si studia, il volume tratta anche alcuni aspetti metodologici fondamentali della ricerca sociale. Completa il testo l'analisi di una indagine che, nonostante le carenze e le lacune di tipo tecnico e metodologico, può risultare credibile agli occhi del "profano".Photo: Il volume discute le applicazioni di alcune delle principali tecniche multivariate della ricerca di tipo standard. Analizzando una reale matrice dei dati con SPSS, si presentano sia tecniche che non assumono relazioni di dipendenza tra variabili - analisi delle corrispondenze multiple, analisi in componenti principali e analisi dei gruppi - sia tecniche che ipotizzano legami tra le variabili - analisi della varianza a più vie e regressione multipla. Di ogni tecnica vengono illustrate nel dettaglio le procedure implementate nel software, chiariti gli assunti statistici che ne stanno alla base e commentati i principali risultati a cui possono pervenire. Particolare attenzione è dedicata all’esame dei pregi e dei difetti delle varie tecniche, in relazione alla natura delle variabili da analizzare e agli obiettivi perseguiti dal ricercatore.       (dalla quarta di copertina)
Clicca qui per la presentazione di Enrica Amaturo.


Biagio Aragona insegna Metodi avanzati per la ricerca quantitativa presso l’Università degli Studi di Napoli Federico II. Sulle tecniche di analisi dei dati ha pubblicato: Introduzione all’analisi dei dati: analisi monovariata e Introduzione all’analisi dei dati: analisi bivariata in Amaturo (2012), Metodologia della ricerca sociale, UTET.Photo: È un gioco diffuso e antico quello di ironizzare sul nebuloso universo di parole dei professionisti della politica. Con questa collana si vuole invece riprendere la strada di una analisi sistematica di discorsi variamente politici o di generale rilevanza pubblica, estraendone fra diverse situazioni pragmatiche alcuni normali esemplari, neppure i più scandalosi, ponendo al centro dell’attenzione, e perfino misurando, cose come la qualità dell’argomentazione, la presenza di stereotipi, la decifrazione degli inganni sottili dell’ideologia.
In questo primo volume Franco Rositi e Walter Privitera ragionano sullo stato dell’opinione pubblica nelle democrazie capitaliste, Fiammetta Corradi analizza il grado e la qualità dell’argomentazione nei discorsi di dieci grandi leaders del mondo “occidentale” a riguardo del terrorismo a radice fondamentalista islamica, Anna Rita Calabrò riesamina questi stessi discorsi focalizzando il modo con cui in essi viene trattata l’ambivalenza fra pace e guerra, Francesco Battegazzorre ripercorre la storia dell’analisi simbolica nella tradizione politologica e suggerisce alcune linee metodologiche, infine Paolo Franzosi indaga con tecniche quantitative e qualitative un campione di dieci dibattiti del Parlamento italiano vertenti sulla fiducia in un periodo della prima repubblica (1975-1980) e in un periodo della seconda (1995-2006).       


Questo volume è il primo della collana Argomentazione e sfera pubblica. E’ in preparazione il secondo volume: La ragione politica 2. I discorsi delle politiche, a cura di Vando Borghi, Ota De Leonardis e Giovanna Procacci. Scritti di Vando Borghi, Roberto Cammarata, Ota De Leonardis, Roberto Escobar, Alberta Giorgi, Barbara Giullari, Chiara Marchetti, Paola Molinatto, Andrea Molteni, Carlotta Mozzana, Raffaele Monteleone,Emanuele Polizzi, Giovanna Procacci, Roberto Rizza, Mila Sansavini. Editore LiguoriNelle scienze sociali si possono oggi ripercorrere i sentieri della teoria? Oppure dovremo accontentarci dell’incessante emergere di “visioni” complessive del mondo contemporaneo (“società liquida”, “società del rischio”, “società narcisistica” e così via)? O ancora, come per il mainstream della teoria economica, sarà sufficiente affidarsi agli elementari assiomi della teoria della scelta razionale pur conoscendoli come parziali e spesso irrealistici? 
Scritto per studiosi di scienze sociali e per la più vasta cerchia di quanti vogliono seriamente riflettere, a partire da altre discipline, su cosa sia la società, questo libro propone una risposta. La sua tesi di fondo è che teoria possa consistere nel porre ordine  nella serie di quei concetti fondamentali e problematici che ricorrono sistematicamente nella ricerca sociale, fra i quali valore, norma, regola, identità, ideologia,  micro-macro - e, sul versante metodologico, comprensione, spiegazione, struttura. Intrisi di storia e di ideologia, questi termini non possono essere ridefiniti per convenzione, ma ripercorrendo i significati accumulati nel drammatico oscillare  della modernità, e delle sue rappresentazioni teoriche, fra  costruzione e crisi. Per questa via si mostra come la stessa riflessione terminologica imponga, se orientata alla concretezza dei fatti sociali, di dare alla fine risalto a distinzioni che la ricerca sociale empirica di oggi spesso sottovaluta. Emerge, in particolare,  quella polarità fra privato e pubblico che è occultata da coppie di concetti come micro/macro e che è invece decisiva per comprendere le tensioni della modernità. 

Franco Rositi, sociologo, è professore emerito dell’Università di Pavia. I suoi libri hanno riguardato principalmente la metodologia delle scienze sociali, la teoria sociologica generale e le relazioni fra sistema politico e cultura di massa. Per le edizioni Liguori ha curato il volume La ragione politica 1. I discorsi dei leaders politici [2013].Photo: Nel panorama attuale della società della comunicazione e del web 2.0, dove ci sono una quantità di dati immediatamente disponibili, stiamo assistendo ad una riscoperta delle tecniche di analisi del contenuto, tra ambiti disciplinari molto diversi fra loro. Semiotica, scienze politiche, linguistica computazionale, statistica testuale, psicologia, sociologia della comunicazione hanno battuto strade differenti, eppure accomunate dalla volontà di sviluppare sofisticati sistemi di analisi automatizzata, software e algoritmi che consentano di recuperare, archiviare e analizzare i contenuti più disparati.
Il testo, che vuole avere fini didattici, si propone di mettere ordine fra i diversi tipi di analisi del contenuto, fornire una lettura critica delle tecniche classiche e più innovative, con il fine di offrire gli strumenti per una necessaria sistematizzazione teorica.Photo: Questo Volume raccoglie analisi originali sui dati dell’indagine PISA (Programme for International Student Assessment) 2009 relativi alla Liguria. L’indagine concerne le competenze in lettura, matematica e scienze dei quindicenni di 75 Paesi, di cui 34 dell’OCSE e contiene dati importanti per valutare la capacità dei diversi sistemi educativi di far raggiungere una preparazione adeguata agli allievi. Attraverso la comparazione con altre regioni italiane ed europee e con approfondimenti sulle differenze nei risultati in base all’origine sociale, al tipo di scuola, al genere e alla condizione di migrante, si ottiene una fotografia molto dettagliata del campione ligure.
Luci e ombre caratterizzano la Liguria, posizionata nei pressi della media OCSE, ma al di sotto delle altre regioni del Nord Ovest, rispetto alle quali presenta un livello un poco superiore di equità. La lettura del Volume da parte dei decisori e degli operatori del sistema regionale dell’istruzione e formazione professionale potrà sicuramente agevolare misure a livello di sistema, di scuola e di metodologie didattiche capaci di migliorare i livelli medi dei rendimenti degli studenti liguri e di attenuare le forti differenze che tuttora presentano al loro interno.
Il testo è stato redatto dagli allievi del primo ciclo del Corso di Dottorato in Valutazione dei processi e dei sistemi educativi (ciclo XXIII), Emanuela Bonini, Alessandro Cataldo, Roberto Franchini, Michela Freddano, Sara Mori, Anna Siri, con il supporto di due validi docenti del Corso, Gabriella Ravizza e Lucia Tramonte, e la supervisione del suo ispiratore, Norberto Bottani, che ne ha scritto la prefazione.
Il Volume è frutto di una intensa e duratura collaborazione del Corso di Dottorato con la Regione Liguria e l’Ufficio Scolastico Regionale, che ha portato nel tempo ad organizzare numerosi seminari, convegni e interventi specifici sulla valutazione a beneficio del sistema regionale di istruzione e formazione.Photo: Molte ricerche scientifiche sull'immigrazione sono dedicate alle rappresentazioni che gli autoctoni hanno degli stranieri. Meno numerose sono le ricerche incentrate sulle rappresentazioni che gli stranieri hanno della maggioranza autoctona o delle altre minoranze.
Nel volume si riportano i risultati di una ricerca condotta tra il 2010 e il 2011 con la quale abbiamo voluto metterci in ascolto degli immigrati provenienti dalla Cina, spesso vittime di stereotipi e pregiudizi, perché ritenuti membri di una comunità "chiusa e isolata". Come siamo, ai loro occhi, noi italiani? Per rispondere a questa domanda abbiamo intervistato 41 immigrati cinesi che vivono stabilmente a Roma. Le interviste, a basso livello di standardizzazione, hanno permesso di raccogliere storie ed esperienze di vita: questo è stato il veicolo comunicativo principale per far emergere rappresentazioni e valori.
Dopo una panoramica sul concetto di straniero e sulle principali teorie in materia di emigrazione, il volume presenta un'analisi della letteratura sinoitaliana che ha permesso di cogliere le rappresentazioni degli italiani presenti nei testi scritti da cittadini cinesi in Italia. I saggi successivi approfondiscono, sulla base delle interviste, i diversi aspetti (famiglia, lavoro, istituzioni, visioni della politica) di tali rappresentazioni, evidenziando somiglianze e differenze fra autoctoni e immigrati sul piano dei riferimenti valoriali.

Milano, Franco Angeli, 2012Photo: Non è sempre facile far capire l’importanza della metodologia della ricerca né a chi si trova a leggere un saggio sociologico, né tanto meno ai giovani che intraprendono un percorso di studio nel campo delle scienze sociali, in quanto spesso il desiderio di conoscenza si orienta  più facilmente su temi sostantivi. È dunque fondamentale che il primo contatto con questa materia riesca a convincere della centralità del metodo, facendo comprendere come le scienze sociali trovino la loro caratterizzazione nella capacità di «fare scienza», di formulare le proprie asserzioni sulla realtà che ci circonda seguendo un metodo scientifico. Questa riflessione è indispensabile sia per poter imparare a condurre esperienze di ricerca empirica, sia per  essere in grado di avvicinarsi consapevolmente alla ricerca fatta da altri, valutandone la solidità e la correttezza. E ciò sia all’interno di un discorso strettamente disciplinare, sia più in generale da cittadini chiamati, ad esempio, a leggere su un quotidiano i dati di un sondaggio o ad ascoltarne la presentazione in un programma televisivo, o semplicemente ad orientarsi tra i dati forniti dalle fonti statistiche più varie ai fini di un qualunque tipo di programmazione.
In questo manuale, frutto di una lunga esperienza di insegnamento della metodologia delle scienze sociali e delle tecniche di ricerca in sociologia e nelle discipline affini, Enrica Amaturo insegna che cos’è una ricerca sociale e quali sono le sue procedure, presentando le diverse tecniche a disposizione di un ricercatore sociale in un quadro unitario e ricco di esempi,  fornendo così gli elementi necessari a una scelta consapevole del percorso più adatto per raggiungere in differenti situazioni gli obiettivi cognitivi desiderati. 

Torino, UTET, 2012Photo: Questo lavoro mette in campo il potenziale della ricerca sociale e insieme la testimonianza di atleti consapevoli della responsabilità pubblica che deriva dalla loro stessa personale popolarità. Occorre saper intercettare e occorre voler comprendere i mutamenti che interessano il sistema sportivo e che non sempre incontrano risposte efficaci in termini di attenzione collettiva e di politiche pubbliche. I ricercatori sociali possono anche in Italia, come già avviene altrove in Europa, contribuire a una piccola rivoluzione culturale. Lo sport italiano ha bisogno di un occhio sociologico e di una sociologia capace di dialogare con altre competenze. Uno sguardo che si posi sul territorio, sulle fasce di età più giovani, sullo sport ignorato dai broadcaster televisivi e dall’idolatria giornalistica del campionismo costituisce un contributo prezioso. […] I tremila ragazzi piemontesi che hanno fornito alla ricerca i suoi preziosi contenuti empirici abitano un arcipelago dello sport che avrà sempre più i colori e le forme di un caleidoscopio. Forse è tempo che di questa metamorfosi si accorgano le istituzioni, i decisori, un’opinione pubblica meno distratta. […] L’indagine empirica include un’esperienza di osservazione partecipante che conferisce all’analisi un’impronta straordinaria perché affidata a una campionessa come Stefania Belmondo. Un’atleta che ha onorato l’alta competizione italiana e che ha voluto mettere a disposizione del gruppo di ricerca la propria esperienza, rendendola occasione per una vera e propria rappresentazione corale dell’immaginario sportivo. Un racconto biografico che propone ai ragazzi una storia di emozioni, di sacrifici, di tanti successi e di qualche delusione. Una storia che si sviluppa in un contesto territoriale, quello piemontese, che ha storicamente rappresentato l’incubatrice e poi il laboratorio dello sport nazionale.

(Dalla Prefazione di Nicola Porro)Photo: La storia raccontata in questo libro comincia in Olanda, negli anni Ottanta. A innescare l’intreccio fu Pasty Hage, una paziente psichiatrica tormentata dalle voci. Queste voci cessarono di costituire un problema quando la signora Hage ebbe la ventura di imbattersi nel libro di Jaynes, L’origine della coscienza e il crollo della mente bicamerale. In questo controverso volume, l’autore afferma che ciò che oggi chiamiamo coscienza sia un costrutto relativamente recente. Prima di allora gli uomini orientavano il proprio agire guidati dalla voce degli dei, che udivano nella loro mente, non diversamente dagli eroi dell’antica Grecia, cantati da Omero. Le vestigia di questa mente primordiale - prosegue Jaynes - si possono rinvenire ancora oggi nelle persone che odono le voci. Forte di questo sapere, Pasty Hage ebbe l’opportunità di dare alla propria differenza un significato nobile: come gli eroi dell’Iliade, anche lei aveva il privilegio di udire la voce degli dei. La condivisione con altri pazienti di questo sapere diede il via alla nascita del movimento degli Uditori di voci. Un movimento internazionale che si contrappone alla medicalizzazione della differenza da cui sono abitati i suoi membri, al discorso egemone della psichiatria biologica, per la quale le voci sono nulla più che il sintomo di un disturbo cerebrale devastante. Di questo vasto movimento - con alcuni importanti distinguo - è parte anche il Gruppo Voci di Settimo Torinese, seguendo le cui vicende approdiamo alla fine della nostra narrazione. Il Gruppo Voci si costituisce nel febbraio del 2001, non già come un gruppo terapeutico, ma come un gruppo di ricerca sulle voci; un gruppo nel quale veniva riconosciuto agli uditori il compito di condurre in prima persona uno studio sulle allucinazioni uditive, valorizzando il proprio «sapere per esperienza». Il gruppo si costituisce con un proposito che - a dieci anni dalla sua costituzione - trova finalmente compimento: la redazione di un libro col quale dar conto di questo singolare lavoro di ricerca.Photo: Sezione monografica di Quaderni di Sociologia, volume LV, n. 56 (2/2011)
Scopo questa sezione monografica è esaminare le credenze positive e normative espresse dai lavoratori italiani sui principali criteri usati per distribuire le risorse destinate al lavoro. Qual è la gerarchia retributiva percepita? Quali lavoratori dovrebbero essere pagati di più e quali di meno? Quanto di più e quanto di meno? Chi dovrebbe essere esso al riparo dei licenziamenti in caso di fallimenti o necessità economiche? In conformità a quali criteri ripartire le risorse pensionistiche? E’ opportuno aumentare l’età pensionabile o i contributi previdenziali a carico d’imprese e lavoratori? Esistono problemi di giustizia interoccupazionale e intergenerazionale? Se sì, quali sono e come risolverli? Queste sono alcune delle domande  che sono state poste a un campione casuale di 2.502 lavoratori italiani nel corso della primavera del 2011. La survey, condotta nei primi mesi del 2011 si è svolta nell’ambito della ricerca Aging, Labor Productivity and Sustainability of Public Pension Systems: an Investigation through Macro and Micro Modelling patrocinata e finanziata dalla Regione Piemonte  e posta sotto la direzione di Elsa Fornero, dell’Università di Torino. La ricerca sociologica che fa parte di questo progetto (Italy’s Wage and Public Pension System: Behaviors, Believes and Redistributive Criteria: an Empirical Investigation) è stata diretta da Alberto Baldissera.
Alberto Baldissera, Il paradosso dell’anzianità. Un criterio efficace, ma impopolare, di distribuzione dei redditi da lavoro
Renzo Carriero, Equità, sentimenti di giustizia e disuguaglianze di reddito in Italia
Federica Cornali e Barbara Saracino, Norme, ruoli e credenze nel divario pensionistico di genere
Alberto Baldissera, Renzo Carriero, Flavio Ceravolo, Federica Cornali, Barbara Saracino, Anzianità e stratificazione sociale: concetti, metodo e tecniche della ricerca AGINGPhoto: I casi della Fiat e dell’industria automobilistica in Italia si presentano oggi in forme diverse rispetto a quelle della seconda metà dello scorso secolo. Dopo aver attraversato un periodo difficile, la Fiat tenta di diventare, grazie all’incorporazione della Chrysler, un global player dell’industria
automobilistica mondiale. Molti dei problemi della congiuntura economica recente si riverberano nelle contrastate relazioni industriali tra azienda e sindacati del 2010-2011. Queste vicende segneranno probabilmente una fase rilevante dello sviluppo industriale e sociale nel nostro paese.
Il libro raccoglie i contributi, rivisti e aumentati, presentati in un convegno organizzato dal Dipartimento di Scienze Sociali dell’Università di Torino. Essi sono stati integrati da due saggi dei curatori e da una cronologia aggiornata degli eventi del 2010-2011. Lo scopo è esaminare e discutere -- inserendoli in un contesto più ampio, storico comparato -- gli eventi più recenti: dagli accordi separati tra azienda e sindacati, con la notevole eccezione della Fiom-Cigl; ai referendum negli stabilimenti di Mirafiori e Pomigliano; all’evoluzione delle relazioni industriali nel gruppo, con riferimento agli aspetti contrattuali e giuridici; ai rapporti dell’impresa con il territorio; alle innovazioni tecnologiche e organizzative, alle prospettive di
sviluppo dell’industria automobilistica.
Bonanno, Acireale e Roma, 2012.Photo: This Briefs conducts a critical survey of the main tools devised for the synthetic measurement of globalization processes. To this end, the first part of the Briefs discusses the meaning of the concept considered, highlighting the different and often contradictory interpretations put forward in its regard in the literature. Subsequently analysed are the passages and issues that must be addressed when constructing an instrument intended to measure a social phenomenon of such complexity as globalization. Stressed in particular is that the researcher’s subjectivity is repeatedly involved in these passages, so that no instrument can have objective validity. Given these premises, the Briefs presents the principal tools employed in attempts to measure globalization, starting with those whose unit of analysis is the state. In this regard, particular space is devoted to indexes which take a multidimensional approach to the concept of globalization. There follows a comparison among the results obtained using these indexes, and criticisms are made of the ways in which the latter have been constructed. A limitation, or if one wishes a paradox, concerning such tools is that they measure in relation to states a process which has as one of its principal features the fact that it extends beyond the confines of states.For this reason, the final chapter considers whether globalization can be measured with different units of analysis – in particular people and cities. The Briefs concludes with discussion of the general limitations of globalization indexes.Photo: Che cos’è la ricerca qualitativa? Quando è opportuno farvi ricorso? Come va condotta? Come vanno considerati, in termini di plausibilità ed estendibilità, i suoi risultati? Il manuale illustra, con numerosi esempi concreti, tutte le prin­cipali fasi di una ricerca qualitativa: la definizione dell’impianto metodologico, le tecniche di lavoro sul campo (osservazione etnografica, shadowing, esperi­mento sul campo, intervista discorsiva, focus group, osservazione documen­taria), l’analisi dei dati raccolti (note di campo, trascrizioni, documenti natu­rali), la presentazione della ricerca. Una guida esauriente a un metodo di illu­stre tradizione, di recente tornato in primissimo piano nelle scienze sociali.

indice del volume: Introduzione. - I. La ricerca qualitativa. - II. Il disegno della ricerca qualitativa. - III. L’osservazione partecipante. - IV. L’intervista discorsiva. - V. Il focus group. - VI. Analisi della documentazione empirica e scrittura. - Appendici. - Riferi­menti bibliografici. - Indice analitico.Photo: Indicatori sociali, indicatori di impatto, indicatori di qualità della vita, di contesto, economici... gli indicatori godono di una diffusione superiore al numero di testi a essi dedicati. Nella gestione di progetti e programmi, nelle grandi organizzazioni, non c'è ormai contesto amministrativo o decisionale in cui non sia richiesto di fornire dati e progettare indicatori, sovente mal compresi e scarsamente utili.
Il problema fondamentale è la grande distanza che si registra fra i pochi testi specialistici che inquadrano l'argomento e la grande diffusione pratica, non solo valutativa, che negli anni pare avere imboccato la deriva della produzione massiccia di indicatori sterili, trascurando la riflessione sul loro significato, la loro corretta costruzione e il loro uso efficace.
In seguito a una giornata di studio tenutasi a Roma fra sociologi ed economisti, metodologi e valutatori, è nato questo volume che accosta il sofisticato ragionamento teorico all'indicazione procedurale; il confronto fra modelli epistemologici alla ricchezza di casi empirici; il riferimento ai sistemi di monitoraggio e il loro collegamento alla valutazione.
Il volume è destinato a un pubblico di ricercatori sociali, pianificatori o progettisti, valutatori, manager pubblici e operatori (sanitari, scolastici, delle politiche formative e sociali, ecc.) che ritengono necessario un sistema di indicatori ma lo desiderano efficace, chiaramente collegato all'oggetto da monitorare o valutare, adeguatamente argomentato, non improvvisato.Photo: Ogni tre anni la ricerca PISA dell’Ocse rileva le competenze linguistiche, matematiche, scientifiche degli studenti in molti paesi. La percentuale dei giovani quindicenni italiani che si sono sottoposti dal 2000 al 2006 ai test PISA e che hanno ottenuto i punteggi più elevati è nettamente inferiore a quella rilevata in altri paesi economicamente avanzati: la metà rispetto alla media Ocse, un terzo rispetto a Finlandia e Giappone.
Lo scarto è rilevante, sicché si può parlare di un’anomalia o di un’eccentricità italiana: non solo rispetto ai paesi del G8, ma anche alla maggior parte dei paesi europei e delle nuove “tigri” asiatiche. La scuola italiana (di recente anche alcune facoltà universitarie) sembra in imbarazzo di fronte all’eccellenza scolastica. Non stimola gli studenti migliori a perseguirla, è anzi propensa a ridurre se non annullare le differenze tra i rendimenti scolastici degli studenti. Misconosce così il merito degli studenti più capaci e attivi.
Perché la scuola italiana “produce”, a differenza di quelle di molti altri paesi, un numero così ridotto di studenti eccellenti? Perché il divario territoriale e tra tipi di scuole è così ampio? Quali credenze facilitano l’eccellenza scolastica? Perché gli insegnanti sono così importanti per i risultati degli studenti? Quale nesso intercorre tra autonomia scolastica e valutazione del merito?
Il libro cerca di rispondere a queste domande e di fornire indicazioni per le politiche scolastiche e di ricerca. 

Anna Bianco è dottore di ricerca in scienze dell’educazione presso l'Università di Torino, con una tesi in sociologia. Collabora all’attività didattica della cattedra di Sociologia generale della Facoltà di Scienze dell’Educazione della stessa università.Photo: Photo: Questo volume rappresenta un completamento del manuale pubblicato nel 2008: L’analisi automatica e semi-automatica dei dati testuali. Software e istruzioni per l’uso (L. Giuliano e G. La Rocca, LED). Le ricerche qui presentate fanno uso delle tecniche e dei software illustrati là con dettaglio e sulla base degli approcci metodologici argomentati e discussi con riferimento all’integrazione tra qualità e quantità, alla Grounded Theory e all’analisi lessicometrica. La conoscenza approfondita degli strumenti di analisi statistica dei dati testuali e dei CAQDAS (Computer Assisted Qualitative Data Analysis Softwares) non è strettamente necessaria per acquisire una conoscenza critica dei risultati delle ricerche e dei temi affrontati. Tuttavia, le applicazioni qui presentate hanno lo scopo di fornire all’utente una descrizione dei percorsi e delle strategie che sono state adottate per compiere il consueto cammino che dalla formulazione delle ipotesi porta al loro controllo empirico. Parimenti è illustrato anche il cammino che porta all’emergere della teoria dai dati (percorso bottom up). Complessivamente le ricerche presentate coprono, sia per i contenuti che per le tecniche utilizzate, una gamma molto ampia di temi e interessi: dal linguaggio politico al linguaggio giornalistico, dai testi delle canzoni del Festival di Sanremo alla rappresentazione della famiglia nella pubblicità. Le tecniche di analisi utilizzate si offrono come sussidio a diversi approcci come la sociologia visuale, l’etnografia, l’analisi del contenuto dei media, la linguistica computazionale e l’analisi della comunicazione mediata dal computer. 
Milano, LED, 2010.Photo: Il volume raccoglie contributi (di Agnoli, Agodi, Baldissera, Bichi, Cardano, Fasanella, Gobo, Fasanella e di molti altri ancora) alla discussione sul tema dell’insegnamento della metodologia della ricerca delle scienze sociali nei corsi di laurea triennali, biennali e nei master e nei dottorati di ricerca negli atenei italiani. Negli ultimi anni nel nostro paese i corsi dedicati alla materia si sono moltiplicati e con essi i manuali di metodologia, standard e non standard.
La metodologia della ricerca delle scienze sociali può ormai considerarsi una disciplina matura, con standard di riferimento relativamente condivisi, una rete di discussione e di scambi consolidata, livelli di collaborazione tra studiosi generalmente elevati. Da questa  rassegna ragionata sui modi in cui la metodologia viene insegnata nelle nostre università, il lettore potrà ricavare un’idea della varietà di pratiche, approcci, innovazioni nell’organizzazione della didattica e nei contenuti degli insegnamenti metodologici.

Acireale-Roma, Bonanno, 2009.Photo: Spesso c'è poca consapevolezza delle potenzialità dei grafici e ci si limita ad usarne alcuni, ritenuti adatti e accativanti, per illustrare i risultati delle analisi dei dati, rischiando esiti banali, inefficaci o - ancora peggio - scorretti.
In questo volume, dopo un excursus storico sulla loro invenzione ed impiego, sono esaminati gli scopi per i quali i grafici sono realizzati, esposti i principi base da tenere presenti nell'esecuzione e analizzati i singoli elementi geometrici e testuali che li compongono. Successivamente sono descritti pregi, difetti e campi di applicazione di ognuna delle tecniche grafiche, mostrando come esse godono di versatilità ed autonomia sufficiente a costituire una valida alternativa alla tradizionale presentazione tabulare dei risultati e, molto spesso, un insostituibile strumento di analisi dei dati.
La ricca esemplificazione, contenuta in oltre 120 figure, consente di illustrare compiutamente i diversi tipi di grafici e di mettere a confronto ed apprezzare vantaggi e svantaggi di alternative ed opzioni disponibili. Il testo, punto di riferimento fondamentale per chi opera nel campo delle scienze sociali, si rivolge anche ad un pubblico di professionisti che viene così messo in grado di realizzare grafici efficaci o di valutare la correttezza di quelli prodotti da altri.

Milano, FrancoAngeli, 2010, vol. XX della Collana di Metodologia delle scienze umane.Photo: Quali caratteristiche deve avere un «buon» manuale di Metodologia della ricerca sociale? Chiarezza espositiva, completezza, ricchezza di esempi, innovatività, lungimiranza. Questo manuale contiene tutte queste importanti caratteristiche, messe in luce dal fecondo dialogo tra autrici e autori.
La prospettiva utilizzata è altresì fortemente orientata alla relazione tra ricerca e mutamento sociale: ampio spazio è dedicato alle trasformazioni sociali e agli importanti cambiamenti che hanno interessato le pratiche di ricerca al fine di entrare in relazione con un mondo sempre più complesso.
Il mondo della ricerca qualitativa sottolinea altresì che i mondi «quali» e «quanti» non sono poi tra loro così distanti e che, nel particolare, la ricerca qualitativa è sempre più aperta al confronto e all’integrazione con metodi di carattere quantitativo.

Torino, Utet, 2010.Photo: Sempre più frequente e sempre più usata in ambiti diversi è la descrizione in termini quantitativi di quegli aspetti della realtà sociale che sono ritenuti i più rilevanti e significativi. Il livello di istruzione, di salute pubblica, di ricchezza e di giustizia sociale raggiunto da un Paese sono espressi attraverso numeri che, altrettanto frequentemente, diventano criteri per stilare graduatorie internazionali.
Con l'espressione 'indicatori sociali' si intende l'insieme delle informazioni sulle condizioni di vita di un Paese, raccolte al fine di valutarne lo stato di salute e monitorarlo nella sua evoluzione. Ma come vengono costruiti gli indicatori sociali? Qual è la loro validità?
L'autore, ripercorrendo le fasi attraverso cui il loro uso si è affermato ed analizzandone approfonditamente alcuni tra i più utilizzati, fornisce sia spunti critici che proposte operative per un loro più corretto impiego.

Milano, FrancoAngeli, 2009, vol. XVIII della Collana di Metodologia delle scienze umane.
http://www.francoangeli.it/Ricerca/Scheda_libro.aspx?CodiceLibro=1120.18