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Morning Glory
Found this older image just lying around, waiting to be rediscovered.

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Two steps on a flower

My way to show the water https://www.paolodalprato.com/water

#macrophotography #hqspmacro #hqspflowers #fotomaniaitalia #ilovephotography

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L’Aquila, “88enne muore e lascia 3 milioni di euro in eredità a Berlusconi”. Ma è una fake news

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Continua ad espandersi la gamma di smartphone Xiaomi ufficialmente venduti in Italia

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What kind of bees drop things? Fumble bees!

#Toy_photographers #womeintoyphotography #xxsjc #worldbeeday

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Naturalised

Cowslip (Primula veris)

Svartskog, Norway

Once upon a time one or more of this species were planted to brighten a flowerbed.

Now, several decades later, it has spread and naturalised, perhaps not to my preferred locations. Nonetheless they have become a distinct member of the local flora which I treasure as they are such a lovely visual addition and provides nectar for the spring pollinators that are continuing to decline in numbers. They smell good too.

Many of the primula species originate from the Himalayas, and on my travels there I must say that nothing beats the alpine meadows dotted with purple primulas. If you are lucky you might spot one being eaten by a pika!

Image Copyright © 2018 +Morten Ross
Image Capture Date: 15 May 2018 19:17
Altitude: 15 meters

#spring #flowers #svartskog #norway

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In The Age of Purple
Yolo County, CA, US

[Another (very small) flower from my grandfather's garden.] But if you may lend your philosophical ear for a moment, let's consider an interesting aspect of flowers together. We (humans) go through life thinking about our appearance, beauty and age on a day by day basis, year by year and decade by decade. We have better days and decades, and worse days and decades. Flowers (and plants in general) bloom rapidly but typically do so from one end to another (or one flower to another on a larger plant) and expose their entire aging process at once. The smallest pods on the bottom of this flower are older than the ones at the top; they stand tall and show their entire aging process at once as if they exist in all their ages at once.

This image on my site: http://bit.ly/2wSqVYe
More of my photography: http://capturedonearth.com/
Photography Tips, Stories: http://blog.captured.earth/

#hqspflowers for +HQSP Flowers
#hqspmacro for +HQSP Macro
#LandscapePhotography +Landscape Photography curated by +Margaret Tompkins +Eric Drumm +Chandler L. Walker +Krzysztof Felczak +Jeff Beddow +H Peter Ji +Dorma Wiggin

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dry wall

#spectrumsunday by +Laura Ockel +Spectrum Sunday

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And Afternoon by the Beach

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Venezuela, le elezioni farsa per fare vincere Maduro. L’opposizione: “Chi vota per lui riceve cibo”

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The Majestic Mount

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Meghan Markle al Royal Wedding e le dive di Cannes. Due universi a confronto

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Camelia in the shdows

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My honest toil
“As the sun shines I will make hay
To keep failure at bay
For there remaineth a pay
For my honest toil each day.”
------------------- Ogwo David Emenike

#pakistan #punjab #street #streetphotography
#StreetPhotographySaturday
+Street Photography Saturday curated by +Sunny Wu
#hqspStreetDoc for +HQSP Street & Documentary
+BTP Street PRO
+BTP Editors' Choice (Top Photo page)

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“La primavera dell’investimento è arrivata”, si legge su una pubblicità nel viale delle startup (Zhongguancun chuangye dajie), una strada pedonale nascosta dai grandi negozi di elettronica nella zona nordest di Pechino, in Cina. L’area brulica di ventenni immersi nei loro smartphone. Nella strada si susseguono spazi di coworking, caffetterie, acceleratori di startup.

Uno di questi è il Garage café, pieno di imprenditori con gli occhi stanchi e curvi sul laptop. Lì incontro Tian Yang, 27 anni. Ha studiato all’università di Sydney prima di lavorare due anni per la Lenovo, grande azienda cinese di computer. Ma il lavoro era “sterile e noioso, ripetitivo”. Ora sta progettando un’app che usa il riconoscimento facciale per mettere in contatto persone che si somigliano (gli chiedo se ha idea di cosa parleranno, ma non ha ancora pensato a questo aspetto).

Tra le altre startup del Garage café ci sono un sito di apprendimento tramite video (un settore in grande crescita) e un servizio di consulenza per cinesi che vogliono trasferirsi all’estero. All’ora di pranzo c’è una presentazione per i nuovi arrivati e la caffetteria organizza incontri con gli investitori. Una bacheca lunga dal soffitto al pavimento è piena di annunci di lavoro per sviluppatori.

Fare l’imprenditore è diventata una valida alternativa per chi non ha voglia di entrare in fabbrica

In Cina le startup sono diventate una caratteristica delle città più grandi, proprio come il traffico o lo smog. Una volta i neolaureati facevano domanda in banca o nelle aziende di stato, ma spesso questi lavori erano poco gratificanti: in un sondaggio del 2012, il 94 per cento degli intervistati aveva detto di non sentirsi appagato dal lavoro. Ora, con i fondi pubblici e privati che affluiscono nelle startup, fare l’imprenditore è diventata una valida alternativa per chi non ha voglia di entrare in fabbrica.

Le storie di successo non mancano. Prima i giovani si ispiravano a Steve Jobs, ora cercano di emulare Jack Ma (fondatore del sito di ecommerce Alibaba), Robin Li (fondatore del motore di ricerca Baidu) e Lei Jun (fondatore dell’azienda produttrice di telefonia mobile Xiaomi). Nel 2014, l’offerta pubblica iniziale di Alibaba negli Stati Uniti ha raggiunto i 25 miliardi di dollari, e Xiaomi ha appena presentato la sua a Hong Kong, e probabilmente andrà bene.

La rivoluzione tecnologica è onnipresente nella società cinese. Io uso l’applicazione di messaggistica WeChat per fare chiamate di lavoro e per prenotare le vacanze. Pago una tazza di caffè o un passaggio in auto scansionando un codice qr sul telefono. Lavoro da una scrivania in affitto in uno “spazio di vita sperimentale” chiamato 5Lmeet, aperto in un’ex fabbrica di salsa di soia, insieme a un ristorante temporaneo, un supermercato senza contanti e senza personale, e un ufficio da cui si entra grazie a un software di riconoscimento facciale. Quando esco da una fermata della metro, a Pechino, devo farmi strada tra una massa di bici a noleggio che hanno trasformato la mobilità della città. Dai Wei, l’amministratore delegato di Ofo – l’azienda leader nel settore del noleggio bici, il cui valore stimato è di due miliardi di dollari – ha 27 anni.

Negli ultimi anni le aziende cinesi sono state accusate di copiare tecnologie statunitensi, invece di proporre nuove invenzioni. Patria delle “quattro grandi invenzioni” (compasso, polvere da sparo, carta e stampa), la Cina rivendica oggi “quattro nuove grandi invenzioni”: il bike sharing, l’ecommerce, il pagamento da telefono e la ferrovia ad alta velocità. Nessuna di queste cose è nata in Cina, ma qui sono diventate molto popolari.

Nel JD+ milk tea shop, un incubatore per startup a Pechino, il 18 marzo 2016. (Emmanuel Wong, Getty Images)

La cultura imprenditoriale nel paese, però, sta diventando più creativa. Nel 2015 il presidente Xi Jinping ha presentato il progetto Made in China 2025, per modernizzare l’economia del paese investendo in settori avanzati dell’industria attraverso sussidi, prestiti a basso interesse e altri aiuti alle aziende. Entro i prossimi dieci anni la Cina vuole essere al vertice in campi come la robotica, l’intelligenza artificiale e le auto a energia pulita.

I leader cinesi si affidano ai giovani imprenditori per guidare questa trasformazione, grazie anche al fatto che buona parte dell’hardware di tutto il mondo, come quello di smartphone e computer, è fabbricato in Cina, con componenti chiave prodotti a Shenzhen, nel sud del paese. A sostenere la forza del paese si aggiunge un afflusso di venture capital nelle startup cinesi, sia locale sia straniero, oltre che di investimenti da parte di privati rimasti senza alternative più sicure data l’instabilità del mercato azionario cinese e le restrizioni sugli investimenti nell’immobiliare.

L’anno scorso, nel mondo, i fondi cinesi hanno rappresentato quasi un quarto del capitale ad alto rischio, un numero 15 volte maggiore rispetto al 2103, e la maggior parte degli investimenti è andata ad aziende cinesi, secondo un articolo del Wall Street Journal.

Se hai un’idea, arriveranno anche i soldi

È evidente che, per molti versi, la Cina gode di diversi vantaggi rispetto alla Silicon valley e il paese spera di diventare il prossimo centro dell’innovazione. Jack Ma ha espresso il suo apprezzamento per la stabilità politica della Cina e il sostegno a lungo temine delle industrie innovative, definendoli aspetti positivi per gli affari.

Non è detto che i ragazzi del Garage café stiano per eclissare i colleghi dei WeWork di San Francisco e Seattle. Una burocrazia lenta e poche leggi sulla proprietà intellettuale rendono ancora difficile il decollo delle aziende cinesi e la protezione dei loro prodotti dalle imitazioni. Il potere esercitato dal governo sulle aziende è un’arma a doppio taglio: può censurare o chiudere una startup che si avvicina troppo a temi delicati, com’è successo ad aprile quando l’agenzia di stato per la censura pubblica ha temporaneamente bloccato l’app d’informazione Jinru Toutiao per “aver trasmesso programmi che si oppongono alla morale pubblica”.

E anche se il governo ha aiutato le aziende tecnologiche scegliendo con cura i protagonisti di determinati settori (Baidu per le automobili che si guidano da sole, Alibaba per le infrastrutture urbane avanzate, Ofo per le bici a noleggio senza stazioni), un tale livello di controllo potrebbe impedire ad altre idee di realizzarsi all’interno di mercati competitivi. Nel frattempo, una guerra commerciale con gli Stati Uniti potrebbe ostacolare il progetto Made in China 2025, imponendo tariffe su quelle industrie manifatturiere innovative che la Cina cerca di rafforzare.

Niente di tutto questo sembra aver spento l’ottimismo nel Garage café. Secondo Kaiser Kuo, il conduttore del Sinica podcast ed ex direttore delle comunicazioni internazionali di Baidu, “non c’è dubbio che la Cina sia oggi allo stesso livello degli Stati Uniti” per quanto riguarda innovazione, hardware e flusso di capitali. Tian Yang, il ragazzo del riconoscimento facciale, descrive la situazione senza mezzi termini: “Ti serve solo l’idea. Se ce l’hai, loro ti daranno i soldi”.

(Traduzione di Caterina Benincasa)

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“Un passo in avanti fenomenale, che apre nuovi orizzonti sia alle persone portatrici di malattie genetiche, sia, in un’ottica a lungo termine, a tutte le persone che vogliono un figlio sano. Se posso identificare, all’interno dell’embrione, la mutazione genica pericolosa, la taglio e ricucio una nuova sequenza normale, con questa sorta di ‘bisturi molecolare’ – evidenzia Borini – porto un vantaggio in primis a chi sa di essere portatore di una malattia genetica e oggi deve fare una diagnosi preimpianto, ‘scartando’ gli embrioni che risultano malati e aprendo al problema etico del loro destino. Potenzialmente, con Crispr di embrioni malati non ce ne saranno più. E l’Italia è peraltro l’unica nazione al mondo che ha una legge secondo cui la coppia è autorizzata a conoscere lo stato di Salute dell’embrione“.
Per approfondire http://www.meteoweb.eu/2018/05/fecondazione-editing-genetico-embrioni/1093844/#KYEGBOWiTGslS9CZ.99

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leggi in ebook, economico e facile, romanzi di Qam: Giulia, bello da morire, Il viaggio di Mario e la sposa bambina

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https://www.salutecobio.com/mandorle-al-posto-dello-snack-cuore
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