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Erano sagome vuote.
abiti afflosciati sulla terra.
Li avete riempiti di stracci
per farne dei fantocci.
Le mostrine sulle braccia.
Volevate eserciti, capaci
di sfilare intruppati
con le armi in mano,
ubbidienti ai fili del puparo.
Il palco era lontano,
oltre questa sponda,
da dove arriva il petrolio
che vi rende tanto potenti.
Il filo troppo teso
prima o poi si spezza.
Pure la meccanica lo dice,
Ma voi, troppo presi dall'ingordigia
non vi interessa mai la scienza.
Adesso, che un pò dei vostri soldi
e il potere che ne deriva
traballano sotto gli scarponi
dei vostri pupi senza fili,
volete legarci alle catene
della paura e delle armi.
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