Post has shared content
MESSAGGIO DI P. PIO

PER IL 18 NOVEMBRE

Dio me l’ha data la povera sorella mia e Dio me l’ha tolta. Sia benedetto il suo santo nome. In queste esclamazioni ed in questa rassegnazione trovo la forza sufficiente di non soccombere sotto il peso del dolore. A questa rassegnazione nella divina volontà esorto anche voi e troverete, al par di me, l’alleviamento del dolore (Epist. IV, p. 802)

Tratto da “Buona Giornata ” – Edizioni Padre Pio da Pietrelcina
Photo

17 Novembre

Lettura biblica: 2 Timoteo 1:1-11

“Cristo Gesù... ha distrutto la morte”

Questa affermazione esprime la certezza della fede cristiana, la quale implica una profonda rifondazione di tutti i valori umani e si riflette su ogni gesto della vita presente, nella prospettiva di un futuro eterno.
Una concezione prettamente materialistica della vita, riduce a semplici reazioni chimiche le più elevate manifestazioni del pensiero, del sentimento, dell’arte, della stessa morale e vede perciò nella morte la fine definitiva della persona fisica. Le concezioni spiritualistiche, che potremo definire gnostiche, enfatizzando l’antitesi con la materia, portano a svalutare la vita presente, ritenuta priva di valore. Il messaggio cristiano, però, proietta la sua luce sia sulla vita presente che su quella futura.
Infatti la creazione è l’opera dell’infinito amore di Dio, avendo Egli posto in ogni uomo la Sua immagine e la vita terrena è un Suo dono prezioso.
Dio si è incarnato in Cristo Gesù, per redimere l’uomo e per riconciliarlo a Sé, ricongiungendolo alla vera Sorgente di Vita. L’uomo redento da Cristo vive nella luce e nell’amore di Dio. Tutte le sue capacità si dilatano quando la fede nella vita immortale scaturisce, non da presupposti teorici, ma dalla filiale fiducia nell’amore di Dio.
La vita divina è nel Figliuolo di Dio e, come Cristo Gesù è risuscitato, anche il credente risusciterà. Egli sa che la morte non è la fine della sua esistenza, ma il passaggio ad una dimensione spirituale, con un corpo completamente trasformato. Questa sublime esperienza deve essere il richiamo ad accettare Cristo quale nostra unica salvezza, per vivere in Lui la vita presente, illuminata e modellata dalla fede, e realizzare fin d’ora la vita eterna che vivremo con Gesù nella luce e nella gloria!

16 Novembre

Lettura biblica: Lamentazioni 3:40-66

“Nel giorno ch’io t’ho invocato ti sei avvicinato; tu hai detto: Non temere!”

Il giorno in cui invocheremo Dio, quando ci volgeremo decisamente a Lui spandendo la nostra anima e confessando la nostra condizione spirituale, allora e soltanto allora, Egli si avvicinerà togliendoci ogni timore ed eliminando qualsiasi ansia.
Purtroppo, spesso trascuriamo di accostarci a Dio in preghiera perché riteniamo di riuscire a cavarcela da soli con la nostra abilità ed esperienza.
Alle volte Dio permette che ci cimentiamo nella soluzione dei problemi che ci affliggono, facendo assegnamento unicamente sulle nostre forze. Questo affinché ci si renda conto che le nostre vittorie sono frutto degli interventi divini, e solo implorando il Suo aiuto e riposando fiduciosi nella Sua infinita sapienza e nel Suo grande amore, la nostra vita potrà prosperare. Dio attende che impariamo a presentare ogni peso e a lasciare qualsiasi timore ai Suoi piedi.
Quando ci accosteremo a Dio con questa attitudine, scopriremo che la nostra vita dovrà subire delle correzioni perché il peccato facilmente ci coinvolge, scopriremo quindi tutte le nostre ribellioni, la nostra impazienza e la nostra caparbietà. Comprenderemo così di essere indegni e colpevoli e ci umilieremo profondamente nel Suo cospetto.
Quando dall’abisso dei nostri bisogni ci rivolgeremo all’Eterno, riceveremo una benedizione copiosa, la forza ed il coraggio per proseguire il cammino, e alla fine udiremo la Sua voce e saranno parole di consolazione: “Non temere!”.
Com’è meraviglioso il giorno dell’invocazione! Quanto è prezioso il momento in cui, deboli, bisognosi e pieni di timore, andiamo all’Eterno per esporGli ogni pena ed ogni conflitto che dilania la nostra esistenza! Potrà essere un momento straziante, nel quale il pianto o una profonda commozione avranno il sopravvento, ma non ha importanza: sarà certamente il giorno della liberazione, del riposo e della vittoria in Cristo Gesù!

Post has shared content
MESSAGGIO DI P. PIO

PER IL 16 NOVEMBRE

L’abnegazione principale è quella che si esercita al focolare domestico (FM, 167).

Tratto da “Buona Giornata ” – Edizioni Padre Pio da Pietrelcina
Photo

Post has shared content
MESSAGGIO DI P. PIO

PER IL 15 NOVEMBRE

Sii in famiglia anima di profonda convinzione, sorridentenell’abnegazione e nell’immolazione costante di tutta te stessa (ASN, 43).

Tratto da “Buona Giornata ” – Edizioni Padre Pio da Pietrelcina
Photo

15 Novembre

Lettura biblica: Colossesi 4:12-18

“Tre uomini”

Il piccolo elenco di persone menzionato da Paolo ha per noi un significato del tutto particolare. Epafra, Luca e Dema rappresentano, agli occhi dell’apostolo, rispettivamente il ministro, il vero amico e il discepolo infedele.
Epafra: è un “servo di Cristo Gesù”, così lo definisce l’apostolo, aggiungendo che: “egli lotta sempre per voi nelle sue preghiere”. Così, con poche parole, Paolo ha tratteggiato l’immagine di un perfetto ministro dell’Evangelo: un servitore zelante e un uomo di preghiera! La preghiera e il servizio reso a Cristo erano totalmente rivolti agli altri. Più che per sé stesso, egli pregava affinché tutti i Colossesi, e non solo i credenti, fossero “perfetti e pienamente accertati... fermi in tutta la volontà di Dio”.
Luca: è “l’amato medico”, l’apostolo non aggiungealtro, ma questo basta a suggerirci l’immagine di un uomo pieno di ottime qualità. Egli è “amato” perché ha scelto di accompagnare Paolo nei suoi viaggi, rimanendogli a fianco nelle prove e sostenendolo con le sue cure premurose. Tutto questo lo rende immediatamente vicino ai nostri cuori ed accende in noi il desiderio di assomigliargli.
Dema: il solo nome evoca delle esperienze tristi. Per lui Paolo non ha parole di lode e neppure di biasimo, forse l’apostolo presagiva il futuro di quest’uomo, la sua prossima fuga e l’abbandono del lavoro per il Signore. Un uomo carico di dubbi e di tentazioni, la cui esperienza ci fa avvertire il pericolo incombente della tentazione costantemente in agguato.
Ci aiuti il Signore a non imitare questo collaboratore infedele, ma ad avere nel cuore l’amore e la devozione di Luca, e la costanza e l’umiltà di Epafra.

14 Novembre

Lettura biblica: Lamentazioni 3:22-39

“...in silenzio”

Abbiamo mai considerato quanto sia difficile stare zitti dinanzi a chi ci accusa, tralasciando ogni tentativo di difesa?
Di fronte a maldicenze, offese personali o insinuazioni ci mettiamo prontamente a difendere la nostra integrità morale così preziosa agli occhi nostri. Se ci si prospetta una situazione delicata o di difficile soluzione, immediatamente pensiamo di toglierci dai guai risolvendo la questione con le nostre forze.
Ma il Signore ci insegna ad aspettare. Aspettare? Ma... Signore, non facciamo altro che cercare una soluzione! No: “Aspetta in silenzio la mia salvezza”. È un consiglio che si scontra in maniera violenta con gli impulsi della nostra natura, specie in una società “decisionista” come quella nella quale viviamo, ove viene apprezzata l’aggressività e la determinazione con cui si affrontano le situazioni. Eppure quando Dio si mette all’opera, ogni difficoltà scompare, ogni perplessità si dissolve. Si tratta dunque di un consiglio veramente prezioso per una vita di fede, punteggiata di vittorie.
Anche il popolo di Israele ha dovuto imparare questa lezione quando si trovava dinanzi al Mar Rosso. Il Signore fece loro comprendere quanto fosse importante un’attitudine fiduciosa in attesa della Sua risposta: “L’Eterno combatterà per voi e voi ve ne starete quieti” (1).
LasciamoLo operare in noi! Quando l’ansia ci assale, quando vorremmo reagire ad una situazione che riteniamo insostenibile, sediamoci, in solitudine e mettiamo la nostra bocca nella polvere, proprio come consigliava Geremia. Forse è difficile, ma possiamo e dobbiamo imparare questa lezione così preziosa ed importante: avere fiducia in Dio, perché Egli “è buono con quelli che sperano in lui” (v.25).
1) Esodo 14:14

Post has shared content
MESSAGGIO DI P. PIO

PER IL 14 NOVEMBRE

Il Signore vi benedica e vi renda meno pesante il giogo della famiglia. Siate sempre buoni. Ricordate che il matrimonio porta dei doveri difficili che solo la divina grazia può rendere facili. Meritate sempre questa graziaed il Signore vi conservi sino alla terza e alla quarta generazione (AD, 169).

Tratto da “Buona Giornata ” – Edizioni Padre Pio da Pietrelcina
Photo

Post has shared content
MESSAGGIO DI P. PIO

PER IL 13 NOVEMBRE

Siate, mie direttissime figliole, tutte rassegnate nelle mani di nostro Signore, donandogli il rimanente degli anni vostri, e supplicatelo sempre ad impiegarli a servirsene in quella sorte di vita che a lui più piacerà. Non preoccupate il vostro cuore con vane promesse di tranquillità, di gusto e di meriti; ma presentate al vostro Sposo divino i vostri cuori tutti vuoti di ogni altro affetto ma non del suo casto amore, e supplicatelo che lo riempia puramente e semplicemente dei movimenti, dei desideri e volontà che sono del suo [amore] acciocchè il vostro cuore, come una madreperla, non concepisca che con la rugiada del cielo e non con l’acqua del mondo; e vedrete che Dio vi aiuterà e che farete assai, così nell’eleggere che nell’eseguire (Epist. III, p. 569).

Tratto da “Buona Giornata ” – Edizioni Padre Pio da Pietrelcina
Photo

13 Novembre

Lettura biblica: Colossesi 4:7-11
“Collaboratoriper il regno di Dio”

Dobbiamo ringraziare Dio Padre e il Nostro Signore Gesù Cristo, per aver dato all’uomo l’opportunità di collaborare all’opera della salvezza.
L’occasione viene concessa a tutti: uomini e donne, poveri e ricchi, giovani e vecchi, istruiti o meno: “quel che si richiese è d’essere trovati fedeli”(1),“ed avere un concetto sobrio secondo la misura della fede che Dio ha assegnato a ciascuno”(2).Nel nostro testo, l’apostolo menziona il nome di cinque uomini che collaborano con lui nell’Opera di Dio. Se Paolo è l’inconfondibile autore dell’epistola, Tichico, il fedele ministro, si distingue per la disponibilità nell’accettare l’umile compito di latore della stessa, affrontando con il caro fratello Onesimo un lungo viaggio. Ecco che a distanza di circa duemila anni, quel servizio reso al Signore, non solo non viene dimenticato da Dio, ma viene ricordato ai credenti per incoraggiarli a contribuire a questa grande Opera di Salvezza. Collaboriamo dunque, sapendo che la nostra fatica non è vana nel Signore (3).
Chi riconoscerebbe ora in Onesimo“lo schiavo ladro e fuggiasco” di un tempo? Trasformato dalla potenza di Dio ora è pienamente disposto a collaborare nell’opera. Per tenere alta la bandiera dell’Evangelo, accetta il consiglio di Paolo e più tardi ritornerà da Filemone, dando testimonianza del suo profondo cambiamento e della disponibilità a contribuire al progresso del Regno di Dio.
Poco sappiamo di Aristarco e di Marco, e ancora meno di Gesù detto il Giusto. Non a caso, l’Apostolo, menzionando i loro nomi afferma che questi sono i soli collaboratori per il Regno di Dio che gli siano stati di conforto.
Questi nomi rimangono per noi un esempio di credenti che hanno combattuto per la libertà cristiana.
Fratelli, ora è il nostro momento, anche a noi è viene detto di combattere strenuamente per la Fede, che è stata una volta per sempre tramandata ai Santi(4).
La nostra Guida e perfetto esempio di fede “Gesù” ci precede, seguiamoLo e sicuramente non avremo motivo di pentirci.
1) 1 Corinzi 4:2
2) Romani 12:3
3) cfr. 1 Corinzi 15:58
4) cfr. Giuda 3
Wait while more posts are being loaded