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Madre
incastro messaggero
da cordone ombelicale,
provoca dipendenza
non te ne puoi disfare.


Perché, maledizione,
è capitato
che quando uscii
dal ventre
di mia madre
qualcuno mi promise
che ci sarei tornato?

...eternità
che ha un principio
farraginoso
e condivisa sorte
nell'immortalità
blasfema
della morte


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NEL BORDELLO (filastrocca rotta)

Nel bordello
c' e' una giovinetta,
carina, piccoletta.
Prende i suoi anni,
ne fa un mazzo con il nastro dei capelli,
poi li offre all' attempato
dongiovanni pensionato.
Nel bordello
c'è una donna
agita la sua gonna,
prende i suoi anni
ne fa un mazzo con la cinta della veste,
poi li offre a quel signore
che l' attende già da ore.
Nel bordello
c'è una vecchia
col belletto sulla faccia,
prende i suoi anni
ne fa un mazzo con
la cinta dei calzoni
che ha levato al
suo magnaccia:
delle altre andava a caccia.
L'ha sgozzato
col suo dente acuminato
e ora giace lì per terra,
mezzo nudo e insanguinato.
Nel bordello...,
Ahahaha!

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IMBOSCATA

Qualcuno mi propose un tempo
Ne chiesi due,
uno per me
ed uno per te.
Era in un tempo non mio
che volevo
spiare.

Non lasciare
non lasciare

che

il tuo occhio cieco non inciampi
nel racconto

l' orecchio sordo non oda
la fissità della pietra

il piede zoppo non salti
il profilo delle ombre

l'erba dei prati non suoni
in una bettola
l' Adagetto di Mahler.

Imboscarmi in un'altra Eternità

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Danziamo presso il vicino
i nostri balli,
cantiamo le nostre canzoni.
Indossiamo i vestiti colorati.
Calda è la notte,
venite, la musica sta per iniziare.

Era bisestile l'anno all'inizio dei tempi
ma non lo sapevamo

C'è un gap che va colmato,
il mio, il tuo, il suo,
tu lo sai,

Non importa di chi sia
è di tutti e di nessuno
si nutre di silenzio,

ci prende di mira
e tace.
Bisestile è la sua identità.

Il mio è complice del tuo
mi dici.
Io allora,
lo misuro a grandi passi
mentre gli vado incontro.

Dammi la mano amico
sei il mio vicino
sei a me d'appresso
c'è un gap che va colmato,
non importa di chi sia

Danziamo nuovi balli,
cantiamo nuove canzoni.
Indossiamo vestiti colorati.
Ancora calda è la notte,
vieni, la musica non deve cessare.

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Fantasmi confusi a teatro

Il riflesso dei miei fantasmi
ha la tua voce, le tue parole,
i tuoi no
e...la mia faccia!

Riflessi sarcastici,
risate stridule
rispecchiano nel tuo ventre
di sabbia.
la mia rabbia

In un improvvisato teatro
una compagnia girovaga di pensieri
degenerati e senza
pudore
infilza in bocca
spilli
di applausi allo spiedo.

Dispersi gli incisivi,
fili interdentali dialogano
inutilmente
con gengive sanguinolente
nel golfo mistico,
mentre
il vento col morbo di Parkinson
solleva il palcoscenico
e lo avvolge tremolante
in una nuvola di sipario

Indosso soprabito
e cappello in platea
Li saluto garbato
e vado per strada.

Fischiettando,
un bastone rotea una mano

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Scarpe e frutta

Le mie pause
corrono
dinnanzi a me
verso il luogo in cui l'anima si fa
polvere d'oro

Scarpe alate le loro

La mia frutta dolce
è lì dentro.
Felicità itinerante.

Non arrivo mai
ad addentare.

Le mie mani parlanti
gettano un acchiappo a molla
Il calpestio
disegna una bocca

nel luogomorso perduto
tra me e te
in cui con più fame
gridasti: non più

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