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Quasi terminata anche l'esperienza di studi all'Università Vita e Salute San Raffaele, e sempre mosso dall'idea che la cultura vada condivisa, rendo disponibili, come avevo fatto per la triennale alla Statale, tutti i miei appunti e i miei riassunti dei corsi seguiti, nella speranza che possano aiutare altre generazioni di studenti e trasmettergli la conoscenza che tali testi hanno passato a me.
Buono studio a tutti,

Daniele Palmieri

http://nerodinchiostro.blogspot.it/p/appunti-e-riassunti-universitari.html

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La figura del cavaliere medievale, con indosso la scintillante armatura, la lancia e la spada, a cavallo di un bianco (o nero) destriero è una delle grandi immagini archetipiche che non cesseranno mai di ammaliare l'uomo con la loro sublime (dunque terribile e incantevole) bellezza; persino nell'era della tecnica, in cui la guerra è stata completamente razionalizzata, geometrizzata e robotizzata.
Questo perché il cavaliere, benché anch'egli portatore di armi non meno temibili, preserva tuttavia un'aurea mistica; si percepisce che sul filo della sua spada e dietro la sua armatura si nasconde dell'altro. Non una furia cieca e barbarica, nemmeno il freddo calcolo della macchina, ma un valore etico che trascende l'ordinario.
[...] Alle radici della cavalleria medievale di Franco Cardini analizza proprio l'origine del fascino sovrastorico del cavaliere, e con una approfondita analisi storica e filosofica ne ricostruisce la nascita, la diffusione, i principi e le contraddizioni.

Nero d'inchiostro

http://nerodinchiostro.blogspot.it/2017/05/franco-cardini-alle-radici-della-cavalleria-medievale-recensione-riassunto.html

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"Non fu difficile per lui imparare a combattere lacerando e azzannando al modo dei lupi, perché così avevano combattuto i suoi avi dimenticati. Essi ravvivavano in lui l'antica vita, e le antiche astuzie da loro lasciate in eredità all'esistenza erano le sue stesse astuzie. Apparivano in lui senza sforzo e senza meraviglia, come se fossero sempre state sue; e quando nelle lunghe notti gelate levava il muso alle stelle gettando lunghi ululati al modo dei lupi, erano i suoi antenati morti e ridotti in polvere, che levavano il muso alle stelle e ululavano nei secoli attraverso di lui [...]. Così, prova evidente di quale lieve cosa sia la vita, l'antico canto tornava in lui, ed egli tornò nel suo antico essere".

http://nerodinchiostro.blogspot.it/2017/03/jack-london-il-richiamo-della-foresta-significato-riassunto-liberta.html
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