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Panantukan, il kali filippino a mani nude-l'arte del combattimento e della difesa personale a mani nude senza regole dei guerrieri filippini.

Fimasd-panantukan-il pugilato senza regole del kali filippinoIl termine “Panantukan”, molto diffuso in occidente grazie all’opera di Teodoro “Ted” Lucaylucay, di suo padre Leodoro “Lucky” Lucaylucay e di Daniel “Dan” Inosanto dell’Inosanto-Lacoste Kali, è stato assimilato da numerosi sistemi di arti marziali filippine ed indica generalmente il “pugilato filippino” ovvero l’arte di boxare tipica delle arti marziali filippine, conosciuta anche come “boxe sporca” o “boxe da strada”.
Nelle Filippine, invece, tale arte da combattimento è conosciuta con il termine “Suntukan”, ma anticamente era chiamato semplicemente "Mano Y Mano".
Da un punto di vista tecnico, il Panantukan è un’arte da combattimento idonea al combattimento da strada e alla difesa personale, le cui tecniche rispecchiano i principi, le strategie ed i movimenti del combattimento con il coltello e con il bastone.
La “boxe filippina”, definita Suntukan nella lingua Tagalog e Sumbagay o Sinumbagay nel dialetto Bisaya, rappresenta una porzione del vasto panorama del combattimento a mani nude originario delle Isole Filippine.

Indipendentemente dalla categoria di appartenenza, il repertorio di tecniche senz’armi delle arti marziali filippine deriva dalle tecniche e dai principi e strategie del combattimento armato.
Ciò traspare molto evidente proprio nel Panantukan, dove alcuni movimenti delle braccia riprendono palesemente le tecniche di Sinawali ovvero l’uso contemporaneo di due bastoni o i principi e strategie di maneggio del coltello singolo e doppio coltello con le varie impugnatue.

Gli stili tradizionali antichi, chiamavano il combattimento a mani nude semplicemente Mano y Mano (vedi Arnis Koredas Obra Mano e arnis Ricarte), che comprende anche la fase di studio del mani nude contro le varie armi.
Nell’Arnis classico, la tradizione vuole che il Mano y Mano, rispecchia l’estensione dei concetti studiati nel combattimento con le armi: bastone, coltello, doppio bastone, spada y daga, doppio coltello ed è con quest’ultimo che si va a perfezionare il tutto, perché nel combattimento col coltello vige il principio “tocca e non devi essere toccato”, e qui subentrano: movimento, tempismo, colpo d’occhio, schivate, parate, blocchi etc…

Gli attacchi studiati con il bastone e col coltello, le traiettorie lo sviluppo della forza, la velocità di esecuzione, ed i bersagli, hanno un’ottima applicazione con il mani nude specialmente quando si usa la mano aperta che colpisce sia di palmo che con il dorso, con le dita agli occhi ed alla gola come se fossero pugnalate. Le tecniche di parata, i blocchi, i deviamenti degli attacchi avversari, le schivate, praticate con il bastone ed il coltello e assimilate nel modo più realistico possibile, vengono poi anche applicate in uno scontro a mani nude contro persone armate e non.

Panantukan della Fimasd
L'approccio della fimasd tramite le esperienze, le ricerche e gli studi di Samuele, spaziano dal Arnis Ricarte fino all'Arnis KoredasFimasd-panantukan-il pugilato senza regole del kali filippino Obra Mano.
L'Arnis Ricarte, è uno stile alla lunga distanza e di conseguenza sviluppa metodi per l'attacco alla lunga distanza sia con le armi che a mani nude.
Il Koredas è uno stile specializzato alla media-corta distanza, e sviluppa attacchi e difese nel combattimento a corta distanza sia con armi che a mani nude.

I due stili uniti e non fusi, mi hanno dato modo di avere un sistema completo per quanto riguarda in questo caso del Panantukan:
Ricarte per attacco
Koredas per difesa e attacco
Il concetto tradizionale dei due stili, fa si che i 12 angoli o bersagli, vengono studiati prima col bastone, doppio bastone, coltello singolo, doppio coltello, spada e daga, e i bastoncini da palmo singolo e doppi.

L'approccio iniziale del panantukan della fimasd, è quello di portare gli attacchi alle braccia, per poi arrivare a corpo ed al viso, tecnicamente viene chiamato "rompere il dente al serpente" o jununting.

Il metodo per colpire è semplice, si portano colpi con le nocche verso le parti sensibili delle braccia, delle articolazioni, colpire la parte dei tendini e dei nervi, tutto quello che può recare danno e dolore.
Poi si prosegue con colpi di pugno a martello, specialità derivata dallo studio del bastone corto del koredas, per poi continuare con colpi di avambraccio e qualche gomitata.
E non trascuriamo il colpire a mano aperta, sia col dorso che col palmo.
Non usiamo blocchi o bloccaggi rigidi, ma parate colpendo gli arti.
Siccome il concetto di base e l'utilizzo delle armi da botta e da taglio, nel panantukan della fimasd non inseriamo calci, perchè la mentalità è assai tradizionale e realistica, usiamo le gambe per ottimizzare un ottimo footwork ovvero movimento, e colpire in movimento come se avessimo coltello e bastone.
Sviluppiamo e diamo molta importanza all'esplosività, importante perchè in poco tempo dobbiamo risolvere il problema, quindi colpi esplosivi, potenti e veloci.

Programma studio Panantukan Fimasd
Sintesi del nostro programma di studio del Panantukan:
Footwork
Guardie varie
Studio dei colpi di pugno: con le nocche, pugni a martello
Studio delle metodiche per l'attacco
Studio della difesa
Studio delle entrate
Studio delle combinazioni

Il metodo che abbiamo messo a punto, si discosta dal solito panantukan, nel senso che non prevede scambi di colpi come se fosse una boxe o pugilato occidentale, ma al contrario studiamo il modo più veloce e semplice per finire un cambattimento o aggressione per strada.
Il Panantukan essendo il kali arnis escrima a mani nude, è un sistema di difesa personale reale e non può avere sbocchi sportivi, e noi lo alleniamo con la mentalità del realismo.
Il Panantukan è un pugilato sporco senza regole, e se devo tirare ai genitali per salvarmi lo faccio.
Samuele simone

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kembangans
Kembangan, ovvero la danza del fior di loto, simbolo di alcuni stili di pencak silat come ad esempio il Setia Hati Terate, ispirandosi alla sua apertura e chiusura dei petali, il praticante usa braccia e mani con la stessa idea, aprendole e chiudendole, ruotandole crea un flusso continuo di figure, da lente fino a velocizzarle. Queste movenze, strategicamente servono per ingannare l'avversario, come per distoglierli la concentrazione, per poter lanciare attacchi con le gambe.


La pratica, o meglio l'allenamento del kembangan, si inizia da soli. L'allievo viene introdotto con lo studio delle figure. Figure che enfatizzano colpi di pugno, calcio, gomito, ginocchio, figure che simulano movenze degli animali. Queste figure vengono allenate prima statiche e poi muovendosi, legandole una con l'altra con un senso logico, armonioso, lento, fino a creare uno stato mentale profondo da vederle come se fossimo davanti uno specchio.
Quando si arriva a padroneggiare le figure in movimento, la pratica continua fino ad eseguirle legate una con l'altra come se fosse una danza, lenta, continua, elegante. 
                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                            
Nella pratica del kembagan esistono due fasi, la prima che durante la marcia in cerchio, i due praticanti danno il meglio di se mostrando i kuda insieme ai langhka ed il pukulan, tutto questo a distanza senza invadere lo spazio altrui.

Quando gli allievi hanno raggiunto un buon livello nell'eseguire le figure in movimento da soli, arriva la fase dove gli stessi vengono messi davanti all'altro alla distanza di circa due metri.
Dopo il saluto si inizia camminare in cerchio, in senso orario e antiorario, e pian piano gli allievi iniziano con l'eseguire le figure. Ognuno esprime al  meglio quello che ha imparato, e girando e camminando fluidicamente in questo cerchio immaginario sembra di vedere due danzatori di una forma antica ma sempre accattivante e unica. 
Mammano danzano, la concentrazione aumenta, questo perchè si focalizza sempre di più il corpo, si cerca di vederlo e sentirlo. Aumentando la concentrazione, si entra nello stato di vuoto, questo vuoto presente che continua a farti danzare senza più pensare a quale figura si deve eseguire. Una sorta di meditazione in movimento.

La seconda fase, a turno i due praticanti portano degli attacchi di calcio o di pugno, naturalmente chi si difende applica le tecniche di difesa personale il più realistico possibile. Quando il livello di questa fase diventa alto gli attacchi ed i contrattacchi assumono un flusso continuo di movimento, sia in piedi che a terra.

Si può affermare, che il kembangan e l'arte nell'arte, nel senso che lo studio di questa fase del Pencak Silat, è ancestrale, mistica. La sua pratica costante fa si che la mente viene educata, siamo noi che controlliamo lei e non lei a controllare noi.  

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Arnis Koredas Obra Mano: 19 novembre 2017 a Parma Italy
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Yoga Indonesiano

Yoga Indonesiano è uno stile di yoga derivato dal Satria Silat (Silat Guerriero), o meglio dalle arti marziali indonesiane classificate come Pencak Silat.

Costituito da 144 posture (Sikap) e movimenti/sequenze (Jurus), può essere praticato come un sistema di yoga fine a se stesso, ed anche come l'inizio degli allenamenti del di qualunque arte marziale.
E' efficace per tutto il corpo per il condizionamento e nella costruzione della forza e la produzione di energia, migliorando la stabilità di base e l'equilibrio, aumentando la flessibilità, l'agilità e la mobilità così come lavoro sulla coordinazione, l'equilibrio e il controllo del respiro.

Quindi lo Yoga Indonesiano è l'equilibrio tra forza e morbidezza, resistenza e flessibilità, esplosività e dolcezza ed eleganza e armonia fisica e interiore, grazie ai movimento aggrazziati che fanno di questo Yoga uno stile unico.

Yoga Indonesiano 'Power' : finalizzato per costruire forza e resistenza
Yoga Indonesiano 'Stretch' : lo scopo e di aumentare la mobilità e la flessibilità
Yoga Indonesiano 'fluido' : per portare armonia al corpo alla mente(psiche) e soprattutto allo Spirito.

Yoga Indonesiano, aiuterà a sviluppare la forza su tutto il corpo.
Condiziona il corpo per una allenamento funzionale, e con la sua meccanica di movimento fluido, porterà armonia a tutte le parti del corpo.
Il movimento e il flusso continuo da una posizione all'altra, con il sollevamento del peso del proprio corpo non solo aumenterà la resistenza e foza fisica, ma svilupperà anche l'equilibrio interno, la stabilità e la coordinazione.
Con i movimenti a terra e lo spostamento del peso da una postura alla successiva, svilupperà un aumento della mobilità, della agilità e anche un aumento della flessibilità e della forza sottile tendinea e non muscolare.

Respirazione

La conoscenza di una corretta respirazione non solo aumenterà la tua resistenza nella pratica, ma aiuterà anche a migliorare i livelli più profondi di concentrazione, consapevolezza e rilassamento.
Nello Yoga Indonesiano abbiamo tre tecniche di respirazione: Respirazione naturale, respirazione controllata e la respirazione della forza.

Stili Animali: posizioni e Jurus

Ciascuna delle 144 posture dello Yoga Indonesiano è chiamata "sikap".fimasd-yoga indonesiano con i maestro samuele
Ciascun sikap ha un nome o una descrizione, anche se nei tempi antichi non c'erano nomi ma solo posizioni.
Ma per facilitare il praticante nell'apprendimento, le posture sono identificate e ricordate attraverso i nomi o le descrizioni.
I titoli "animali" all'interno del Yoga Indonesiano, sono solo nomi che descrivono le posture o i movimenti.
I sikap sono ispirati dalle movenze degli animali: Tigre (Harimau), Gatto (Kucin), Tartaruga (Kura Kura), Coccodrillo (Buaya), Serpente (Ular), e uccello (Garuda).

Jurus: sequenze - sono l'unione dei Sikap (posizioni), che vengono eseguite con armonia, lentezza, fluidità e allo stesso tempo sviluppano la forza dinamica.
Imparato e interiorizzato ogni singolo sikap, si passa allo studio delle sequenze (Jurus), che nello Yoga Indonesiano ne troviamo 12 tradizionali, ma la finalità dei 12 jurus è quella di imparare a legare e fluire in modo armonico ed elegante da da una figura all'altra con una logica ben precisa, senza forzature, ma con la naturalezza di una danza ( Kembangans ) istintiva basata sullo studio delle figure proprie dello Yoga.
L'allenamento o l'esecuzione dei jurus abbianata alla respirazione, conduce ad uno stato di concentrazione profonda, questo è dovuto grazie alla lentezza, all'armonia e all'eleganza dei movimenti fluidi e continui atto a sentire il proprio corpo, col tempo a sentirne tutte le parti.
Tutto questo bel danzare elegante armonioso e fluido, ha inizio con un particolare movimento delle mani, in continuo fluire da una posizione all'altra, prima morbido e poi per qualche attimo forte come per stirare e allungare la partre tendinea, per ritornare alla morbida eleganza che nel tempo il tutto porta un benessere interiore, una tranquillità mentale e un rilassamento psicofisico.
Questa consapevolezza, questo stadio, questo studio del corpo con la respirazione, accresce sin da subito un benessere interiore, un benessere totale tra corpo e la mente (psiche) e lo Spirito.
Queste sensazioni si percepiscono sin dalle prime lezioni.

Lavoro sui Tendini
Il lavoro sui tendini, è un insieme di esercizi specifici per il benessere tendineo, le fibre che collegano il muscolo all'osso e tuttaviaFimasd-yoga indonesiano-lavoro sui tendini sono collegate a tutte la parti del corpo.
Gli esercizi per i tendini costruiscono forza e aprono i canali per l'energia per scorrere attraverso di essi.
Le fibre tendinee sono generalmente noti per essere più forti delle fibre muscolari e quindi l'effetto diretto che questi esercizi hanno sui tendini consentono a queste fibre di tessuto bianco di diventare ancora più forti.
La formazione del tendine nello Yoga Indonesiano, può essere considerata un aspetto 'interno' dell'allenamento e richiede concentrazione, intenzione e una tecnica di respirazione specifica per ottenere il massimo beneficio.
L'effetto diretto degli esercizi sui tendini è un potere interno, rilassamento dei muscoli, flusso di energia in tutto il corpo e una sensazione più interconnessa in tutto il corpo.
Il suo scopo è generare energia interna, per la salute e per l'autodifesa.

Nello Yoga Indonesiano abbiamo due modi per allenare i tendini: femminile e maschile.
L'allenamento femminile è composto da 3 set e sono in posizione statica.
L'allenamento maschile è fatto di movimenti rilassati.

I fattori chiave per le esercitazioni femminili tendono ad espandersi e sbloccare e allungare i muscoli attraverso i tendini, mentre gli esercizi maschili sono per le articolazioni, in velocità e in rotazione nei movimenti, assicurando di muovervi velocemente, seguendo le linee giuste .

Condizionamento Yoga Indonesiano
Forgiare il Copro per il benessere Interiore

Yoga Indonesiano è progettato specificatamente per venire incontro a tutti i tipi di praticanti.Fimasd-yoga indonesiano-kucin-il gatto
Per alcuni lo yoga classico è visto come la forma passiva di movimento che connette il proprio io con il suo/a Creatore/Creatrice.
Invece lo Yoga Indonesiano è stato progettato sistematicamente non solo per lavorare sull'individuo su questo aspetto, ma anche come metodo di condizionamento sistematico del corpo.
Condizionare il corpo, significa allenanrlo renderlo forte ed elastico e fluido, questo avviene tramite un allenamento sulle singole posizioni( Sikap).
Ogni singola posizione viene presa, esaminata e allenata dalle 6 alle 12 ripetizioni su ogni lato.
Questo allenamento consiste in un flusso continuo lento, sempre sulla stessa posizione, questo fa si che la posizione viene scaldata come un pezzo di ferro prima di dargli la postura o l'angolazione.
Dopo questo processo sulla figura, si rimane per un periodo di tempo tenendo la figura in questione.
Si rimane per forgiare, allungare e dare la forza fisica e di volontà, per accrescere la deterinazione.
In altre parole, porta e conduce il praticante allo stesso stato lavorando dall'esterno (sul corpo) all'interno (nello spirito/anima).

Simone Samuele
http://www.fimasd.com
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24/09/17
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Bastone singolo del Kali Filippino

Nelle arti marziali filippine il bastone da combattimento prende i seguenti nomi baston, yantok, olisi in base al luogo da dove proviene lo stile. Oggi il bastone è considerato l’anima della maggior parte dei sistemi di combattimento filippini, questo perché è la prima arma che viene studiata in tutti i suoi aspetti tecnici tattici, e solo dopo aver approfondito tutti i principi si passa allo studio delle altre armi come la spada, il bastone da palmo e per poi passare allo studio del mani nude (panantukan).

La sua lunghezza per l’impiego in combattimento, dipende dallo stile che si pratica, le misure standard variano dai cm 55 fino ai cm 100, ma per personalizzare il proprio bastone esistono molti pensieri come ad esempio che la misura deve essere come l’intero braccio del praticante, altri praticanti vogliono che la sua lunghezza parte dall’interno dell’ascella fino all’interno del palmo,altri invece vogliono che parte dall’interno dell’ascella fino alla punta delle dita delle mani, mentre altri vogliono che il proprio bastone sia lungo dall’ombellico fino a toccare in terra.

Anche il peso è di importante considerazione, qui subentrano le proprie condizioni fisiche, c’è chi preferisce un bastone leggero per sviluppare un metodo più dinamico e spettacolare, chi invece usa un bastone più pesante per sviluppare una tecnica più potente nel colpire, chi invece usa un bastone più pesante e lungo per sviluppare un metodo che enfatizza le armi da taglio.

Ma la cosa più importante è che il bastone è un’arma da botta da percussione e come tale che bisogna usarla, quindi con colpi frustati e potenti che somigliano ai jab del pugilato.

Le distanze

Nel combattimento con il bastone esistono tre distanze principali : lunga, media, corta.

Ognuna di queste distanze sviluppa tecniche e tattiche e strategie diverse, per questo la maggior parte dei vecchi maestri erano specializzati in una massimo due distanze compatibili, ad esempio chi era esperto nella corta aveva dei rudimenti della media; chi era esperto nella lunga non poteva che avere dei rudimenti nella media; chi era esperto nella media non poteva che avere i rudimenti della corta.

Oggi invece le cose sono cambiate, i maestri sono specializzati in tutti e tre le distanze, questo perché un pò le esigenze del perfezionismo e di completare il proprio bagaglio tecnico, e c’è chi addirittura a aggiunto una quarta distanza che è la lotta a terra col bastone.

Qui di seguito troviamo:
Distanza lunga : distanza dove vengono utilizzate solo le armi con la parte della punta
Distanza media : distanza dove subentra la mano sinistra, per deviare, disarmare che per colpire
Distanza corta : distanza dove si lavora con la parte estrema dell’impugnatura


I principali modi per colpire

Nelle arti marziali filippine, il bastone sia per l’attacco che per la difesa personale esistono svariati metodi per colpire, che rendono lo stesso utile i qualunque situazione come per colpire di punta che di taglio per la lunga distanza, che con il calcio la parte dell’impugnatura nella corta distanza, in più abbiamo la tecnica a ventaglio che è una via di mezzo che il suo movimento somiglia all’utilizzo di un ventaglio che fa uso di una notevole scioltezza del polso.

Qui di seguito troviamo:
witik: colpo frustato, simile al jab del pugilato
lobtik : colpo a tagliare, che enfatizza la dinamica di un’arma da taglio.
Abanico : colpo a ventaglio, che imita le movenze del maneggio di un ventaglio.
Punta : colpo di punta, nel caso del bastone viene portato con una discreta forza.
Punyo : colpo con l’impugnatura, che impiega la poca parte scoperta del bastone

In più con il bastone si possono applicare leve articolari, strangolamenti, proiezioni.
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Panantukan

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Panantukan, il kali filippino a mani nude-l'arte del combattimento e della difesa personale a mani nude senza regole dei guerrieri filippini.

Fimasd-panantukan-il pugilato senza regole del kali filippinoIl termine “Panantukan”, molto diffuso in occidente grazie all’opera di Teodoro “Ted” Lucaylucay, di suo padre Leodoro “Lucky” Lucaylucay e di Daniel “Dan” Inosanto dell’Inosanto-Lacoste Kali, è stato assimilato da numerosi sistemi di arti marziali filippine ed indica generalmente il “pugilato filippino” ovvero l’arte di boxare tipica delle arti marziali filippine, conosciuta anche come “boxe sporca” o “boxe da strada”.
Nelle Filippine, invece, tale arte da combattimento è conosciuta con il termine “Suntukan”, ma anticamente era chiamato semplicemente "Mano Y Mano".
Da un punto di vista tecnico, il Panantukan è un’arte da combattimento idonea al combattimento da strada e alla difesa personale, le cui tecniche rispecchiano i principi, le strategie ed i movimenti del combattimento con il coltello e con il bastone.
La “boxe filippina”, definita Suntukan nella lingua Tagalog e Sumbagay o Sinumbagay nel dialetto Bisaya, rappresenta una porzione del vasto panorama del combattimento a mani nude originario delle Isole Filippine.

Indipendentemente dalla categoria di appartenenza, il repertorio di tecniche senz’armi delle arti marziali filippine deriva dalle tecniche e dai principi e strategie del combattimento armato.
Ciò traspare molto evidente proprio nel Panantukan, dove alcuni movimenti delle braccia riprendono palesemente le tecniche di Sinawali ovvero l’uso contemporaneo di due bastoni o i principi e strategie di maneggio del coltello singolo e doppio coltello con le varie impugnatue.

Gli stili tradizionali antichi, chiamavano il combattimento a mani nude semplicemente Mano y Mano (vedi Arnis Koredas Obra Mano e arnis Ricarte), che comprende anche la fase di studio del mani nude contro le varie armi.
Nell’Arnis classico, la tradizione vuole che il Mano y Mano, rispecchia l’estensione dei concetti studiati nel combattimento con le armi: bastone, coltello, doppio bastone, spada y daga, doppio coltello ed è con quest’ultimo che si va a perfezionare il tutto, perché nel combattimento col coltello vige il principio “tocca e non devi essere toccato”, e qui subentrano: movimento, tempismo, colpo d’occhio, schivate, parate, blocchi etc…

Gli attacchi studiati con il bastone e col coltello, le traiettorie lo sviluppo della forza, la velocità di esecuzione, ed i bersagli, hanno un’ottima applicazione con il mani nude specialmente quando si usa la mano aperta che colpisce sia di palmo che con il dorso, con le dita agli occhi ed alla gola come se fossero pugnalate. Le tecniche di parata, i blocchi, i deviamenti degli attacchi avversari, le schivate, praticate con il bastone ed il coltello e assimilate nel modo più realistico possibile, vengono poi anche applicate in uno scontro a mani nude contro persone armate e non.

Panantukan della Fimasd
L'approccio della fimasd tramite le esperienze, le ricerche e gli studi di Samuele, spaziano dal Arnis Ricarte fino all'Arnis KoredasFimasd-panantukan-il pugilato senza regole del kali filippino Obra Mano.
L'Arnis Ricarte, è uno stile alla lunga distanza e di conseguenza sviluppa metodi per l'attacco alla lunga distanza sia con le armi che a mani nude.
Il Koredas è uno stile specializzato alla media-corta distanza, e sviluppa attacchi e difese nel combattimento a corta distanza sia con armi che a mani nude.

I due stili uniti e non fusi, mi hanno dato modo di avere un sistema completo per quanto riguarda in questo caso del Panantukan:
Ricarte per attacco
Koredas per difesa e attacco
Il concetto tradizionale dei due stili, fa si che i 12 angoli o bersagli, vengono studiati prima col bastone, doppio bastone, coltello singolo, doppio coltello, spada e daga, e i bastoncini da palmo singolo e doppi.

L'approccio iniziale del panantukan della fimasd, è quello di portare gli attacchi alle braccia, per poi arrivare a corpo ed al viso, tecnicamente viene chiamato "rompere il dente al serpente" o jununting.

Il metodo per colpire è semplice, si portano colpi con le nocche verso le parti sensibili delle braccia, delle articolazioni, colpire la parte dei tendini e dei nervi, tutto quello che può recare danno e dolore.
Poi si prosegue con colpi di pugno a martello, specialità derivata dallo studio del bastone corto del koredas, per poi continuare con colpi di avambraccio e qualche gomitata.
E non trascuriamo il colpire a mano aperta, sia col dorso che col palmo.
Non usiamo blocchi o bloccaggi rigidi, ma parate colpendo gli arti.
Siccome il concetto di base e l'utilizzo delle armi da botta e da taglio, nel panantukan della fimasd non inseriamo calci, perchè la mentalità è assai tradizionale e realistica, usiamo le gambe per ottimizzare un ottimo footwork ovvero movimento, e colpire in movimento come se avessimo coltello e bastone.
Sviluppiamo e diamo molta importanza all'esplosività, importante perchè in poco tempo dobbiamo risolvere il problema, quindi colpi esplosivi, potenti e veloci.

Programma studio Panantukan Fimasd
Sintesi del nostro programma di studio del Panantukan:
Footwork
Guardie varie
Studio dei colpi di pugno: con le nocche, pugni a martello
Studio delle metodiche per l'attacco
Studio della difesa
Studio delle entrate
Studio delle combinazioni

Il metodo che abbiamo messo a punto, si discosta dal solito panantukan, nel senso che non prevede scambi di colpi come se fosse una boxe o pugilato occidentale, ma al contrario studiamo il modo più veloce e semplice per finire un cambattimento o aggressione per strada.
Il Panantukan essendo il kali arnis escrima a mani nude, è un sistema di difesa personale reale e non può avere sbocchi sportivi, e noi lo alleniamo con la mentalità del realismo.
Il Panantukan è un pugilato sporco senza regole, e se devo tirare ai genitali per salvarmi lo faccio.
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