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Latest edition of Cards & Payments Intelligence is now available on your iPad.

Mobile Payments Special Edition:
   * research into what makes consumers into users of mobile payments technologies
   * opinion piece on BankInter's product announcement on NFC
   * credit gap and credit risk in the EU
   * generation-M leading research into what consumers really want from mobile payments
   * attitudes to mobile payments by merchants in different markets
   * expert LinkedIn tips to further your career

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Primo Comandamento del Commercio
Per aumentare e migliorare il fatturato serve:
a. Aumentare il numero di nuovi clienti (new business)
b. Aumentare il tasso di mantenimento dei clienti (retention)

Uno degli obiettivi più importanti che ogni attività commerciale deve porsi, in un momento storico di crisi dei consumi come questo, è quello di fidelizzare la clientela, infatti conservare un cliente è sempre più importante per un semplice motivo:

“Acquisire un nuovo cliente costa 20 volte di più che conservarne uno”

Spesso però ci si dimentica di quanto sia “costato” e si fa poco o nulla di veramente nuovo per tenerlo.

Eppure tutti sanno che “fidelizzare”significa mantenimento e soddisfazione della clientela esistente, basato sui gusti e le tendenze sociali più attuali. La fidelizzazione viene stimolata e promossa studiando azioni di marketing che prevedono benefici, vantaggi o premi verso tutti i consumatori, in modo personalizzato.

E pensare che in genere programmi fedeltà ben strutturati, incidono più del 50% sugli acquisti.

Un cliente fidelizzato torna nel punto vendita, ed acquista ancora, ed è predisposto a segnalare ad altri potenziali clienti l’azienda e i suoi prodotti, anche attraverso i nuovi sistemi sociali. Una quota rilevante di questi clienti sicuri, garantisce una base di fatturato solida e duratura.

Si pensi che ogni azienda può aumentare il fatturato di quasi il 50% fidelizzando solamente il 15% dei suoi clienti.

Scratch&Screen è un avanzato sistema di incentivazione legato ad un Social Mobile Game, una Fidelity Card Smaterializzata ed a tutti i Social Network più diffusi al mondo, in grado di generare un Database Clienti mai visto finora. Un sistema strutturato in modo nativo per dialogare con tutti i tipi di Software CRM di gestione della relazione col cliente, che consente di tenere monitorato l’andamento delle promozioni e di programmare attività di direct marketing, mantenendo viva nel cliente l’attenzione verso l’azienda.

Con Scratch&Screen la frequenza di spesa dei clienti nel vostro/i punto/i vendita sarà mediamente più alta, ed il livello di fidelizzazione media ed il relativo fatturato potrà aumentare fino al 46%, così come quando negli anni 90 si iniziavano ad offrire le prime campagne di fidelizzazione con le attuali Fidelity Card.

I vantaggi competitivi dei vecchi sistemi direct marketing, magari basati sulle fidelity card materiali, sono stati annullati, perché oramai sono stati copiati da ogni vostro concorrente, il quale è stato in grado di copiare anche: la vostra strategia di business, le vostre scelte sull'Information Technology e la vostra strategia di Marketing e/o di posizionamento.

Fate giocare i Vostri Clienti con Scratch&Screen, e per i prossimi anni nessun concorrente potrà copiare il vostro vantaggio competitivo e la vostra conoscenza sul cliente.

Buone Vendite Gente

www.ScratchAndScreen.com

@slori
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Negli ultimi mesi, durante gli incontri che ho avuto con i miei clienti, ho riscontrato che il problema che più li affligge e li accomuna è la risibile efficacia, rispetto a soli cinque o sei anni fa, della comunicazione pubblicitaria effettuata con i mezzi tradizionali quali la televisione, la carta stampata, il cinema e via dicendo.
La digitalizzazione dei media, sta cambiando il mondo della comunicazione, rendendo obsoleta parte dell'expertise accumulata da anni di studio e lavoro da parte di larga parte degli operatori del settore.
La conseguenza di tutto ciò è un generale e inarrestabile rallentamento dei consumi, la mancanza di pubblicità efficace infatti, capace cioè di sviluppare e motivare i consumi, anche quelli più modesti, semplicemente va scemando di pari passo all'intera economia. La causa della crisi della comunicazione si riversa direttamente nei consumatori, che hanno tutti poca voglia di fare acquisti. I soldi infatti ci sono, ed a sufficienza, solo che restano fermi in tasca. E allora quando i soldi restano fermi, non circolano e non si vedono più in giro, semplicemente non esistono più, per quanti ne stampi di nuovi, sembrano sparire. Una spirale che rischia di portare al collasso l'intero sistema.
Le agenzie media da un po' di tempo si sono rese conto di quanto sta accadendo, anche perché i clienti sono sempre meno soddisfatti dei risultati di vendita, ed iniziano fortemente a dubitare degli attuali sistemi di comunicazione, sempre più impegnativi dal punto di vista finanziario. Ed allora si assiste alla proliferazione delle divisioni cosiddette "digital" (che bella parola), e la caccia alle migliori teste pensanti è diventata un Asset strategico, infatti qui si assiste ad un turnover a livelli imbarazzanti.
Ovunque nascono soluzioni che lasciano il tempo che trovano, parliamo ad esempio delle App Retail attualmente in circolazione: fanno vedere quello che con un buon motore di ricerca già vedi, ovvero dove sono i punti vendita di una tale insegna, oppure novità di prodotto, o dove lo vendono, con la differenza che ad esempio con Google, vedi anche dove sono le insegne della concorrenza e magari dove un tal prodotto lo puoi avere per meno, e se c'è traffico sulla strada, e quale via è meglio percorrere per arrivare prima.
Il risultato è che la gente scarica queste App per provare, e poi le cancella nel giro di qualche minuto, anche perché sono lente che e di conseguenza consumano banda (e batteria) più di tutti gli attuali sistemi in uso, e sono pesanti in termini di memoria. Non c'è spazio per tutto in uno smartphone. Bocciate.
Per riuscire a produrre un sensibile cambiamento nella mente del consumatore in generale, serve uno sviluppo di sitemi "digital" efficaci, anche se vanno risolte difficoltà mai affrontate finora.
Si pensi di voler creare un semplice programma digitale di Loyalty olistico veramente utile ed efficace in grado di integrare un App mobile ad una linea di produzione di prodotto o ai registratori di cassa nel canale Retail, per fidelizzare al meglio e per creare un rapporto che tutti gli attuali sistemi non sono in grado di instaurare, smaterializzando al contempo le fidelity card. Si avrà a che fare con responsabili del reparto di Marketing e CRM e relativi centri di costo, e con i responsabili del reparto produzione e relativi centri di costo o con i responsabili dei reparti IT con i relativi centri di costo. La mancanza di una politica di segmentazione continua integrata, finalizzata alla fidelizzazione e soddisfazione del cliente, ad oggi raramente adottata, genera barriere e difficoltà ai fini della creazione e gestione del programma.
Solo la lungimiranza dei vertici delle aziende più dinamiche e pionieristiche, sarà in grado di comprendere e sfruttare per primi e con grande profitto questa rara opportunità di crescita, gli altri non troveranno di meglio che tagliare i costi, fino al giorno in cui si accorgeranno che non resta da tagliare solo che il proprio stipendio.


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La TV
In Italia, solo dieci anni fa, per fare una campagna pubblicitaria che avesse un impatto ed una copertura efficace sulle vendite di un prodotto a livello nazionale, servivano le risorse finanziarie per mettere in onda degli spot, su sei o al massimo sette reti TV. Il Roi era assicurato.
A volte era possibile ottenere ottimi risultati anche solo con tre emittenti (senza fare nomi).
Oggi tutto questo non è più possibile, il target dei consumatori si è letteralmente polverizzato per via della digitalizzazione dell'etere, ci sono più di 220 canali digitali terrestri, con segnale di ottima qualità. È finita l'era delle piccole TV locali, si riceve di tutto, bene e dappertutto. Se a queste aggiungiamo le migliaia di TV satellitari il discorso si perde all'infinito. È diventato difficile, se non impossibile per gli utenti pubblicitari, pianificare una campagna in TV che abbia un ritorno sugli investimenti come qualche anno fa, la TV non fa più crescere le aziende come una volta. E il futuro prospetta scenari ancora più dispersivi, e aggressivi, si pensi alla Web TV (i ragazzi oramai guardano solo quella). Tra poco i signori del web, delle nostre reti televisive terrestri e non, ne faranno un bel mazzo e se lo metteranno in tasca, i canali TV come li conosciamo oggi saranno solo un bel ricordo, come il VHS.

La stampa
Per il settore della "carta stampata", a parte qualche bella rivista, il discorso non cambia, l'informazione sui mezzi digitali ha già da tempo preso il sopravvento, e ce ne siamo accorti tutti (se stai leggendo qui lo sai per forza).

La radio
Al momento il comparto resiste, ma solo perché è un mezzo di cui i dati di audience vengono rilevati con anacronistiche indagini telefoniche, basti pensare che l'importanza di un emittente, oggi si misura in ascoltatori nel giorno medio (o quarto d'ora che sia), che ai fini dell'ascolto di uno spot da 20 secondi, lascia la precisione statistica alla propria immaginazione. Credo che gli utenti pubblicitari ben presto pretenderanno ben altre certezze, e siccome i soldi degli sponsor in genere vanno esattamente dove c'è l'audience, credo che la radio, così come la conosciamo oggi, farà ben presto la fine del vinile.
P.s.: l'ente che ufficialmente ne certificava gli ascolti, ha chiuso i battenti tre anni fa.

Il cinema
Bello ma in crisi di pubblico.

Le affissioni
Qui c'è l'assoluta incertezza di audience, crisi che si somma alla crisi.

L'internet
Il mercato pubblicitario ha investito molto fino ad oggi sul web, sopratutto perché si tratta di un mercato trasparente, misurabile e con precisione, e si sa che tutti i piani di marketing, per essere ben costruiti, hanno bisogno di audience misurabili, ed ecco che il 2012 chiude ancora con una crescita, un bel + 13%. Niente male davvero.
Tuttavia, anche qui all'orizzonte si profila un serio problema, si pensi che già nel 2013 si prevede che gli utenti del web, passeranno più tempo su dispositivi mobili che su quelli fissi, e tutti sappiamo che su un dispositivo mobile le cosiddette App la fanno da padrone, e allora, dove andranno allocati i 600 milioni di euro che sino ad oggi finiscono ogni anno sul web?
Tutti sappiamo che le App veramente utilizzate sono al massimo 12/13, che spesso corrispondono a quelle installate sulla maggioranza dei dispositivi mobili, e che tutte le altre vengono provate solo un paio di volte, e se si rivelano noiose o peggio bufale, sopratutto se scaricate gratis, vengono mal recensite e inesorabilmente cancellate, per far pulizia sul display, sulla memoria. E le App più in voga appartengono ai soliti Big del web.

E allora ... che fare?

Primo, se è vero che in tempo di crisi, cercare nuovi clienti risulta estremamente costoso, bisogna fare come diceva il mitico allenatore di football Mr. Trapattoni, bisogna evitare di "prenderle", bisogna fidelizzare i "propri" clienti ed i "propri"venditori.

Come?

Con un nuovo sistema di Loyalty, da integrare in tutte le Retail & Brands App, che trasformi queste ultime in uno strumento di fedeltà sicuro, residente a lungo nei dispositivi mobili, virale e con una pioggia di dati su cui ragionare, prendere decisioni e azioni.

Esiste davvero?

Si, questo sistema esiste già e si chiama Scratch & Screen, ed è pay per use!

Scratch & Screen,
probabilmente la più importante applicazione promo pubblicitaria di tutti i tempi.

Benvenuti a bordo Signori, se volete, c'è posto per tutti.
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I dati Nielsen sull’utilizzo del mobile in Italia nel terzo trimestre 2012 confermano ancora una volta la crescita degli smartphone, un trend che continua ormai da più di due anni e che coinvolge oltre la metà dei possessori di cellulari, ovvero il 56% degli utenti italiani di telefonia mobile.

La vera novità però non è la crescita dei possessori di smartphone, meno netta rispetto agli anni passati, quanto piuttosto l’andamento dei principali attori all’interno del segmento. Symbian, leader indiscusso con oltre il 70% di quota nel 2010, ha registrato trimestre dopo trimeste un graduale calo, imputabile anche al passaggio di Nokia a Windows, arrivando nel terzo trimestre del 2012 a dover cedere la posizione di leadership ad Android, che, con una crescita senza precedenti, arriva al 36% di quota di mercato, superando ogni altro sistema operativo.

Per quanto riguarda gli altri player, rimane sostanzialmente stabile iOS, che nei dati riferiti al Q3 2012 ancora non trae benefici dall’uscita dell’iPhone 5. Degno di nota è invece Windows, per la prima volta con numeri statisticamente significativi che fanno presagire scenari futuri interessanti.

Si tratta di un cambio di leadership storico, che porta il mercato italiano ad una struttura più simile a quella americana e inglese, dove Android è già da tempo il principale sistema operativo. A guidare questo cambiamento sono soprattutto i giovani, considerando che il 39% dei possessori di device Android ha meno di 34 anni. Altro driver fondamentale è l’accessibilità al grande pubblico: gli utenti Android dichiarano di spendere la metà per il proprio device rispetto a chi possiede iOS, fattore non da poco in un momento di crisi come questo, che vede in continuo calo la spesa percepita per i servizi di telefonia.

La nuova composizione del mercato smartphone comporta necessariamente delle conseguenze. In particolar modo, la diffusione inarrestabile dei più evoluti sistemi operativi ha un forte impatto sull’utilizzo del cellulare, favorendo una user experience sempre migliore su tutti i servizi. “Se ormai non sorprendono più gli elevati tassi di utilizzo di internet ed email in mobilità, si può però constatare come il mutamento di scenario nel mondo del mobile sembra favorire la crescita di ulteriori servizi che in precedenza erano di nicchia. Nel corso del terzo trimestre le crescite maggiori sono state registrate nelle applicazioni, nella messaggistica istantanea e, particolare davvero interessante, nel mobile commerce” commenta in una nota Andrea Valadè, Telecom Practice manager di Nielsen Italia.

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