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Eccoli in azione. Tra un po' li vedremo anche in Italia.

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Salve a tutti, oggi alle 2:30 c'è il triste annuncio dei genitori di Alfie Evans per il ritorno alla casa del Signore dove lo attendono gli angeli e sono certo che è con Charlie Gard a giocare insieme agli angeli.
Fonte: https://www.facebook.com/freeAlfieEvans/
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Alfie Evans un simbolo d'amore e di Cristianità

 #AlfieEvans #Alfiesarmy #releaseAlfieEvans #SaveAlfie

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Alfie, una vita "futile" che sta cambiando il mondo

http://lanuovabq.it/it/alfie-una-vita-futile-che-sta-cambiando-il-mondo

Mentre si fa silenzio su quanto accade all'interno dell'Alder Hey Hospital per favorire una soluzione positiva della vicenda di Alfie Evans, è necessario riflettere sul senso di quanto sta avvenendo intorno a questo fragilissimo bambino: dalla scoperta di cosa siano un padre e una madre, all'emergere di un popolo che da ogni parte del mondo è stato risvegliato alla vita e all'amore.

Mentre cala il silenzio su quanto avviene all’interno dell’Alder Hey Hospital, l’epilogo della vicenda Alfie è ancora lontano. Dopo il clamore mediatico degli ultimi giorni, il silenzio nasce dalla necessità di favorire – come ha detto Thomas, il papà di Alfie – un accordo con i medici dell’ospedale per arrivare al primo obiettivo: portare Alfie a casa.

Le condizioni del bambino sono stabili, anzi sembra addirittura migliorare anche se ha sempre bisogno dell’ausilio dell’ossigeno. Potrebbe essere spostato dalla terapia intensiva ad altro reparto e poi dimesso nel giro di qualche giorno, risultato raggiungibile solo se si calmano le acque e si crea un clima più collaborativo fra famiglia Evans e Alder Hey. Questa almeno è la speranza che spiega il comunicato letto da Thomas ieri sera, 26 aprile. Con tutte le cautele del caso: Thomas è ben consapevole che non ci si può fidare della parola di medici che hanno già fatto di tutto per uccidere Alfie, e quindi i familiari non abbandoneranno neanche per un attimo il lettino di Alfie. E poi nel giro di pochi giorni si vedrà se l’improvvisa disponibilità dei medici è reale – e Alfie potrà tornare a casa, e da lì poi dove vorranno i suoi genitori – oppure è l’ennesimo tentativo di guadagnare tempo per risolvere la questione a modo loro.

Perciò se da una parte è giusto per il momento rispettare il silenzio su quanto avviene tra famiglia Evans e medici dell’Alder Hey, non può cessare l’accompagnamento nella preghiera e la riflessione su quello che è avvenuto e sta ancora avvenendo.

E qui non possiamo non stupirci di cosa questo bambino di pochi mesi, gravemente malato e inerme, è stato capace di generare o comunque di far emergere con forza. A cominciare dalla paternità e maternità dei suoi genitori. Fieramente deciso a combattere fino all’estremo per proteggerlo dal Drago che lo voleva mangiare, Thomas; sempre al suo fianco, comunicandogli discretamente tutto il suo amore e protezione di madre, Kate. Un padre e una madre che sono un vero uomo e una vera donna, per di più giovanissimi. Un vero e proprio segno di contraddizione in una società dove la guerra ai cosiddetti “stereotipi di genere” è diventata obbligo di legge, dove è diventato una bestemmia dire che uomo e donna hanno ruoli diversi. Thomas e Kate sono la rivincita della natura sugli artifici umani, l’imporsi della realtà sull’ideologia, il segno di Dio contro Satana.

Allargando lo sguardo non si può non rimanere stupiti e commossi per il movimento mondiale che si è creato attorno ad Alfie. C’è ormai un popolo, attraverso tutti i continenti, in trepidazione per questo bambino, un popolo  che ha la consapevolezza che il destino di Alfie riguarda ognuno di noi; che quanto sta accadendo rappresenta una domanda sul senso della nostra vita; che vincere questa battaglia per la vita è decisivo per noi e per il futuro della nostra società; e che, comunque, a prescindere da quella che sarà la sorte di Alfie, il seme è stato gettato per preparare il futuro, come dice oggi l’editoriale di monsignor Crepaldi.

C’è un popolo incredibile che in questi giorni si sta radunando davanti alle cattedrali per pregare, che mostra con innegabile evidenza quanto la preghiera sia il vero motore della storia; centinaia e centinaia di migliaia di persone in tutto il mondo che possono dire oggi che Alfie ha cambiato la loro vita, ha aperto gli occhi sul valore e sul significato della vita e del dolore, su cosa significhi essere genitori, più coscienti che il senso della nostra vita è nella dipendenza; ci sono migliaia di famiglie con figli gravemente disabili che si sono sentiti confortati da questa improvvisa solidarietà internazionale e hanno trovato la forza di condividere la loro esperienza potendo contare su persone disposte ad ascoltare.

C’è un tesoro di umanità e di fede emerso con forza in queste settimane, un tesoro che non può essere perduto, che – quale che sia la conclusione della storia di Alfie e sempre pregando e lottando perché sia Dio a decidere sulla sua vita e non gli uomini – deve essere raccontato. E pensare che medici e giudici hanno sentenziato che la vita di Alfie è «futile».

Poi ci sono anche quelli che «la situazione è complessa, non si può giudicare»; quelli che guai a mettere in discussione medici e giudici; quelli che «il punto è un altro»; quelli che sono delusi dal comunicato di ieri; i papolatri che si sono “persi” il passaggio del Papa sulla difesa del diritto alla vita di Alfie e Vincent; quelli che «perché Alfie sì e i migranti no?»; quelli che «è importante farsi domande». Sì, ci sono anche tutti costoro e saranno pure la maggioranza e magari sono anche quelli che hanno il potere. Ma per questi risuona ancora l’invito di duemila anni fa: «Lasciate che i morti seppelliscano i morti».

#GranBretagna #UK #AlfieEvans #Evans #Alfie #AlfieEvans #Alfiesarmy #releaseAlfieEvans #CharlieGard #Gard #Charlie #omicidio #eutanasia #Italia #saveAlfie #AlfieEvans #Alfiesarmy #releaseAlfieEvans #AlfiesArmy #AnthonyHayden #Hayden #Islam #islamici #musulmani #islamofili #adozionigay #lobbygay #LGBT #AlderHeyHospital #Cristianesimo #Cattolicesimo

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Sì certo scelgo femmina ma però qui sotto c'ho una banana, mmh me sa che era meglio se mi adottavano almeno non sbagliavo bagno

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IL PARLAMENTARE PRO-LIFE AGGREDITO DAGLI ESTREMISTI IN #CILE

La vittima è l'ex candidato alla presidenza della Repubblica José Antonio Kast

«Nel giorno della festa di San Giuseppe il parlamentare cattolico José Antonio Kast, già candidato indipendente alla presidenza della Repubblica cilena alle ultime elezioni politiche, è stato aggredito da un gruppo di estremisti e attivisti pro-Lgbt mentre stava entrando nell’auditorium dell’università “Arturo Prat” di Iquique, città del Cile settentrionale nella quale era stato chiamato a tenere una conferenza. Assieme a lui sono stati malmenati anche l’avvocato Ignacio Dülger e il dirigente politico Hector Vergara, due suoi preziosi collaboratori durante la campagna elettorale per le presidenziali. Dall’ospedale Kast ha mandato un messaggio tramite Twitter: “Possiamo pensarla in maniera totalmente diversa, ma io non mi azzarderei mai ad aggredire qualcuno per le sue idee. Non consentiamo che l’intolleranza ci rubi il diritto di esprimerci liberamente”. A Kast non si perdona l’aver esercitato, in un Paese scristianizzato nella sua classe dirigente, la funzione del “chiodo impiantato nella coda del serpente” per usare una delle sue espressioni più efficaci. Ovvero la funzione di “garante” della tenuta politica complessiva sui principi non negoziabili: vita, famiglia, educazione» (Giuseppe Brienza, Parlamentare cattolico aggredito da militanti Lgbt, “InTerris.it”, 5 aprile 2018).

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Quando non serviamo più alcuni governanti vorrebbero farci morire tramite eutanasia. Tito Boeri in primis.....che degrado morale in questa Unione Europea
Il "progresso" nella UE e in Occidente..... #noEutanasia


IN OLANDA UNA DONNA VIENE DROGATA E UCCISA A FORZA CON L'EUTANASIA

http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=5086

La commissione di controllo riconosce gli orrori commessi, ma chiede ai giudici di non condannare il medico (VIDEO: l'inganno dell'eutanasia)

di Leone Grotti
La commissione di controllo dell'eutanasia in Olanda ha trasferito per la prima volta in 16 anni un caso ai giudici per violazione della legge. I revisori hanno riconosciuto che una donna affetta da demenza in stato avanzato, che aveva fatto intendere in modo chiaro di non volere l'iniezione letale ma di volere vivere, è stata ugualmente uccisa. Nonostante siano stati accertati questi fatti però, la commissione ha chiesto alla procura di non accusare né condannare il medico per omicidio.
[...]
Da gennaio in Olanda è legale uccidere con l'eutanasia i malati in stato avanzato di demenza, quindi non più in grado di esprimere la propria volontà, a patto che il paziente abbia lasciato un testamento biologico chiaro. L'obiettivo è sempre quello di «ridare dignità ai malati» e di esaltare «l'autonomia del paziente», conferendo la possibilità di «scegliere quando morire». Nel 2014, ultimo anno per il quale sono disponibili statistiche, in Olanda hanno ricevuto la "buona morte" 5.306 persone morte, un aumento del 182 per cento rispetto al 2002.

Nota di BastaBugie: estratto di tre minuti del documentario "Vulnerabili, l'inganno dell'eutanasia", uscito nel 2016 e prodotto dall'associazione "Coalizione per la prevenzione dell'eutanasia" con lo scopo di sfatare tre menzogne sull'eutanasia: che sia un atto di compassione, che sia espressione dell'autonomia del paziente, che la legge che la depenalizza riesca a proteggere le persone più vulnerabili.
https://www.youtube.com/watch?v=brLr6zgVINg

Titolo originale: Olanda: chiede di vivere, ma viene drogata di nascosto e uccisa a forza con l'eutanasia

Fonte: Tempi, 30/01/2017

Pubblicato su BastaBugie n. 549


#PaesiBassi #NL #Olanda #eutanasia #omicidi #Cristianofobia
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REFERENDUM SULL'ABORTO IN #IRLANDA, VIETATO TACERE!

La consultazione popolare chiederà agli irlandesi di decidere su una modifica costituzionale in senso abortista. Attualmente la vita della madre è parificata a quella del nascituro e, oltre alla determinata mobilitazione pro-life dei vescovi, significativa è anche la campagna contraria al referendum che stanno conducendo alcuni intellettuali come il giornalista e commediografo John Waters

«L’annuncio di tenere il referendum abortista è stato dato a fine gennaio dal premier irlandese di origini indiane Leo Varadkar, 39 anni, leader del partito di centrodestra “Fine Gael” (membro del Partito Popolare europeo) e primo ministro della Repubblica d'Irlanda dal giugno 2017. Varadkar è il primo capo del Governo di Dublino ad essersi dichiarato apertamente omosessuale, con annessi e connessi di interventi, espressioni solidarietà e appoggi ai vari “Pride” nazionali. Il referendum da lui appoggiato è fortemente voluto da una coalizione minoritaria ma molto attiva e influente di movimenti, associazioni e gruppuscoli Lgbt e femministi che, da oltre un decennio, stanno portando avanti la campagna “Repeal the 8th”, volta a picconare l’ottavo emendamento della Costituzione che vieta espressamente l’aborto. […] Oltre alla determinata mobilitazione pro-life dei vescovi, significativa è anche la campagna che stanno conducendo alcuni intellettuali come l’opinionista e commediografo irlandese John Waters, autore di nove libri e collaboratore per molti anni dell’Irish Times. Waters (nella foto), come editorialista in passato si è occupato di questioni politicamente scorrette come ad esempio l’oscuramento e la discriminazione della paternità nella società irlandese, in particolare in relazione alla tutela legale del rapporto tra padri e figli, ha pubblicato infatti sul giornale “First Things”, uno dei più influenti in ambito culturale-cristiano nordamericano, un editoriale intitolato “La crisi costituzionale irlandese”, nel quale denuncia come questa lotta contro “i diritti dei bambini non ancora nati” dura almeno “da trentacinque anni” in Irlanda» (Giuseppe Brienza, A maggio, in Irlanda, #referendum sull’aborto, in “La Croce quotidiano”, 10 marzo 2018, p. 4).
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"Google discrimina i maschi bianchi e conservatori".
La rivolta di James Damore che, licenziato per le sue idee politicamente scorrette, fa causa al colosso digitale. "Google maltratta e punisce chi rifiuta la visione dominante.
Quotidiano "La Verità", 10 gennaio 2018.
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La Chiesa di Svezia adotta il Dio “gender neutral”

La Chiesa Evangelica Luterana di Svezia, la principale religione professata nel paese che con i suoi circa 6 milioni di fedeli rappresenta la Chiesa luterana più numerosa al mondo, ha invitato i propri seguaci ad utilizzare un linguaggio neutro quando ci si riferisce a Dio.

Il suo primate, la sacerdotessa Antje Jackelén, intervistata dall’agenzia di stampa svedese TT, ha motivato la rivoluzionaria decisione sottolineando la necessità di adattarsi al nuovo verbo globale del gender per il quale rappresenterebbe una discriminazione, nei confronti delle donne, rivolgersi al “Signore” in termini unicamente maschili:

«Dal punto di vista teologico, ad esempio, sappiamo che Dio va ben oltre qualsiasi determinazione di genere. Dio va al di là del concetto di genere, Dio non è umano».

La risoluzione, presa giovedì 23 novembre nel corso di un lungo meeting di 8 giorni al quale hanno preso parte le massime autorità luterane, diventerà effettiva a partire dal prossimo 20 maggio 2018, in occasione nel giorno di Pentecoste. Da quella data la Chiesa svedese “bandirà” dunque la connotazione maschile e liturgie, preghiere, inni e canti si rivolgeranno ad un generico e politically correct Dio gender-free.

La #Chiesa di Svezia adotta il Dio #genderneutral #osservatoriogender #genderdiktat

RELATIVISMO E LUTERO
La Chiesa luterana di Svezia, che nell’ottobre 2009 ha registrato il triste primato di essere la prima chiesa cristiana al mondo a riconoscere e celebrare ufficialmente i matrimoni tra persone dello stesso sesso, con la folle e ridicola decisione di adottare il linguaggio gender neutral all’interno delle proprie celebrazioni liturgiche, s’inchina dunque al “gender diktat” del mondo contemporaneo, sempre più inebetito dal pensiero unico relativista il cui germe originario è da ricercarsi proprio nella riforma protestante di 500 anni fa.

I principi luterani di una chiesa senza dogmi, del primato della coscienza e del primato della prassi sono infatti gli assunti teorici alle base del relativismo soggettivo e della società secolarizzata e nichilista di oggi che è, si può dire, figlia delle idee di Lutero. Il primato del pensiero sull’essere e della coscienza, intesa come percezione soggettiva, sulla realtà, costituiscono infatti il nocciolo ideologico della filosofia del gender e della rivendicazione di ogni presunto “diritto”, in nome dell’infinita e illimitata autodeterminazione individuale, al di là del bene e del male.
https://www.osservatoriogender.it/la-chiesa-svezia-adotta-dio-gender-neutral/?refresh_cens


Link Raccolta CHIESA DI SVEZIA - CHIESA EVANGELICA CRISTIANA LUTERANA:
https://plus.google.com/collection/A0lwVE

#ChiesaEvangelicaLuteranadiSvezia #ChiesadiSvezia #Luterani #Protestanti #Gender #genderneutral #osservatoriogender #genderdiktat #AntjeJackelén #Jackelén
Associazione Famiglia Domani
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osservatoriogender.it
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