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ARMI DI DISTRUZIONE
Immigrazione obbligatoria studiata per cancellare una civiltà.
La denuncia dell'uso dell'immigrazione come arma di distruzione apparsa ieri sulla "Verità" svela uno dei grandi tabù del nostro tempo: le migrazioni sono pianificate a tavolino per cancellare le identità e stabilire il nuovo Ordine mondiale.
La Verità ieri ha posto all'attenzione un fenomeno importantissimo. I fallimenti del nuovo Ordine mondiale hanno provocato una crisi economico-sociale - morale irreversibile, che sta producendo cambiamenti inimmaginabili fino a ieri. Tra questi: decrescita economica, immigrazione "politica" che trasformerà il mondo intero, riequilibri geopolitici e dei valori morali. Chi prova a reagire viene travolto, diventa oggetto di scandali, viene dissuaso chiunque egli sia: capo della Chiesa o presidente degli Stati Uniti. Questo potere, accresciuto proprio perché preoccupato di perdere il controllo della situazione, sta reagendo lasciando immaginare la minaccia di un impeachment per il presidente Usa se non cambiasse politica. Vorrei ricordare di seguito le grandi vittorie da cui questo mondo non vuole retrocedere, e conseguentemente che cos'è "no touch" (da non toccare, non cambiare) per chi ha una posizione di potere globale. E' "no touch" il relativismo culturale. E' "no touch", dal punto di vista antropologico, il cosa sia l'uomo. La creatura è stata ridotta al rango di animale semi intelligente, ma cancro della natura. perciò da estinguere per proteggerla. E' "no touch" l'esclusione delle morali religiose nelle scelte politiche ed economiche (pubbliche). La miseria morale è conseguenza di quella materiale, ed è opportuno che le chiese si occupino dei poveri materiali, non dei poveri di spirito. L'origine dei mali non deve essere il peccato, ma l'inequità.
E' "no touch" il fatto che la scienza non debba avere fini, ma autonomia morale. E' "no touch" il neomalthusianesimo ambientalista, che deve affermarsi contro gli eccessi di popolazione e contro la famiglia, al fine di evitare i famosi modelli educativi soggettivi che creano diseguaglianza. Sono "no touch" infine le "vittorie" in ambito sessuale, dove le leggi naturali non devono più neppure essere evocate. E' "no touch" l'ambientalismo candidato a diventare religione universale, enfatizzando il degrado senza preoccuparsi di spiegarne le ragioni. E' un "super no touch" la garanzia del processo di immigrazione, come descritto da queste colonne, imposto razionalmente ed emozionalmente ma in realtà spiegato da segretari Onu, necessario per realizzare una forma di sincretismo religioso e rendere inapplicabile nel globale la cultura cattolica. E' anche "no touch" la necessità di evitare insorgenze democratiche (definite populiste) inefficienti e insostenibili, che possano impedire la necessaria omogeneità dei governi. Teologicamente "no touch" devono essere i principi evoluzionistici nella Genesi, nei dogmi religiosi e nel concetto di "peccato", per adattare la dottrina alla realtà in evoluzione dell'umanità.
Chi si azzarda a mettersi contro questi "no touch" cosa deve aspettarsi?
Tratto dal quotidiano "La Verità" . articolo di Ettore Gotti Tedeschi, 23 marzo 2017, pagg. 1e 5
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E adesso ne abbiamo anche la riprova. Questa legge è stata creata e approvata a esclusivo vantaggio della lobby LGBT. Un contentino per soddisfarne un capriccio.
Non si capisce, infatti, dove una coppia di conviventi eterosessuali possa trarre beneficio da questa norma. Fa parte della cultura di chi va a convivere fuggire dalle formalità, dai legami di qualsiasi tipo. Se ci si registra tanto vale sposarsi (magari solo in comune); si ha anche maggiore tutela.
Allora cerchiamo di non pensare al tempo e al denaro buttati in futili discussioni, in inutili riunioni, in estenuanti dibattiti, in soporifere commissioni parlamentari. Serviva a lor signori una vittoria politica. Hanno fatto di tutto e di più per ottenerla. Chissenefrega se a nessuno serve. Loro hanno una "scaletta" da rispettare. Costi quel che costi.

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Nel pancione di una mamma c'erano due bambini.
Uno chiese all'altro: "Ma tu ci credi in una vita dopo il parto?"
L'altro rispose: "Certo! Deve esserci qualcosa dopo il parto. Forse noi siamo qui per prepararci per quello che verrà più tardi". "Sciocchezze" disse il primo "non c'è vita dopo il parto! Che tipo di vita sarebbe quella?"
Il secondo riprese: "Io non lo so, ma ci sarà più luce di qui. Forse potremo camminare con le nostre gambe e mangiare con le nostre bocche. Forse avremo altri sensi che non possiamo capire ora".
Il primo replicò: "Questo è assurdo. Camminare è impossibile. E mangiare con la bocca!? Ridicolo! Il cordone ombelicale è tutto quello di cui abbiamo bisogno...e poi è troppo corto. La vita dopo il parto è fuori questione".
Il secondo continuò ad insistitere: "Beh, io credo che ci sia qualcosa e forse diverso da quello che è qui. Forse la gente non avrà più bisogno di questo tubo".
Il primo contestó: "Sciocchezze, e inoltre, se c'è davvero vita dopo il parto, allora, perché nessuno è mai tornato da lì? Il parto è la fine della vita e nel postparto non c'è nient'altro che oscurità, silenzio e oblio. Il parto non ci porterà da nessuna parte".
"Beh, io non so" disse il secondo "ma sicuramente troveremo la mamma e lei si prenderà cura di noi".
Il primo rispose: "Mamma? Tu credi davvero alla mamma? Questo si che è ridicolo. Se la mamma c'è, allora, dov'è ora?"
Il secondo riprese: "Lei è intorno a noi. Siamo circondati da lei. Noi siamo in lei. È per lei che viviamo. Senza di lei questo mondo non ci sarebbe e non potrebbe esistere".
Rispose il primo: "Beh, io non posso vederla, quindi, è logico che lei non esiste".
Al che il secondo rispose: "A volte, quando stai in silenzio, se ti concentri ad ascoltare veramente, si può notare la sua presenza e sentire la sua voce da lassù".

Questo è il modo in cui uno scrittore ungherese ha spiegato l'esistenza di Dio. Buona Domenica a tutti amici!!

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Lontani ricordi...
Grazie alla carissima +Gisella Canzian
Dipinto di Romero Redondo.

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La coppia più bella del mondo - di Massimo Gramellini
Un uomo molto anziano imbocca una donna molto anziana in un fast food. Un utente di Facebook immortala la scena e la mette in circolo. E la foto viene subito condivisa da centinaia di migliaia di persone in ogni parte del globo. Di solito lascia perplessi questa smania del web di enfatizzare i normali atti della vita quotidiana. Ma stavolta, forse, è diverso. E lo è per le ragioni che hanno spinto l’autore della foto a scattarla. Sotto l’immagine ha scritto: «Per tutta la vita ho sognato un amore così». Così come? Incondizionato.
Quanti dei nostri gesti migliori avvengono sotto la spinta più o meno inconscia della gratificazione. Uno li compie per sentirsi dire che è bravo. Invece in questa istantanea esistenziale non c’è soltanto un uomo che sta accudendo una donna (e già il ribaltamento dei ruoli colpisce). C’è un marito di 96 anni che si prende cura di una moglie malata di Alzheimer. Una moglie che non lo riconosce neanche più. Il suo gesto, completamente sganciato da qualsiasi ricompensa esterna, è immerso nella magia di un sentimento coltivato per tutta la vita. È un atto privato e oscuro che la foto illumina per un attimo, rivelando a chiunque ne vada in cerca di quali meraviglie sia capace l’energia del cuore che l’autore della foto — ciascuno di noi — maneggia ogni giorno con tanta voglia e tanta fatica.
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