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Accanto alla produzione delle fotocamere reflex professionali Nikon F la società Nippon Kogaku decide già alla fine degli anni Cinquanta di commercializzare delle fotocamere più economiche e si fa costruire in subappalto alcune fotocamere reflex con obiettivo non intercambiabile, esposimetro esterno incorporato ed otturatore centrale a lamelle. La prima di queste fotocamere viene presentata nel 1960 con il nome Nikkorex e monta un obiettivo Nikkor 50mm f/2.5 su un otturatore Citizen. La Nikkorex viene sostituita nel 1962 da un modello migliorato con lo stesso obiettivo montato su di un otturatore Seikosha e nel 1963 da un nuovo modello denominato Nikkorex Zoom, equipaggiata con lo stesso otturatore Seikosha ma con un obiettivo non intercambiabile Nikkor Zoom 43-86mm f/3.5. Nel 1964 viene infine presentata l'ultima delle Nikkorex con otturatore Seikosha, il modello Nikkorex Auto; monta un obiettivo Nikkor 48mm f/2 che regola automaticamente il diaframma in base alla velocità di otturazione ed alla luce disponibile. La produzione delle Nikkorex Auto si interrompe nel 1967.
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Dopo dodici anni di vita la Nikon F viene affiancata e pian piano sostituita da una nuova fotocamera battezzata Nikon F2. La Nikon F2 viene messa in produzione nel settembre del 1971 e si sviluppa in maniera parallela alla Nikon F di cui costituisce un aggiornamento. L'impostazione di base è la stessa, con un corpo macchina da completare con mirini intercambiabili, motori e dorsi magazzino. La velocità dell'otturatore arriva a 1/2000 di secondo ed offre una gamma di velocità basse fino a 10 secondi. Il dorso non è più solidale con il fondello ma è incernierato. La predisposizione per i motori è di serie in tutti gli esemplari, la batteria di alimentazione dei mirini esposimetrici è nel corpo macchina e la velocità di sincronizzazione è di 1/80 di secondo. I mirini della Nikon F2 sono il pentaprisma classico, il pozzetto classico, il mirino sportivo classico ed una serie di mirini esposimetrici basati sul vecchio Photomic della Nikon F ma resi più leggeri e compatti. Come nel caso della Nikon F anche nel caso della Nikon F2 le possibilità di evoluzione del sistema sono affidate alla evoluzione degli accessori. Al motore MD1 succedono il modello migliorato MD2 ed il modello semplificato MD3, oltre al modello speciale MD100 ad altissima velocità di ripresa. Al mirino esposimetrico standard DP1 viene affiancato nel 1973 un mirino DP2 con le indicazioni fornite da diodi luminosi al posto del tradizionale aghetto e nel 1976 viene presentato un nuovo mirino DP3 con fotocellule al silicio e diodi luminosi. Sulla Nikon F2 viene anche sperimentato un mirino esposimetrico con collegamento all'anello dei diaframmi per la selezione automatica del diaframma mediante un braccio meccanico. Nel 1977 con la presentazione degli obiettivi Nikkor AI i mirini Photomic della Nikon F2 vengono sostituiti da due nuovi mirini dotati di collegamento AI. I nuovi mirini vengono individuati con le sigle DP11 e DP12 e rappresentano la versione AI dei vecchi mirini DP1 ad aghetto mobile e DP3 a diodi luminosi. Corredate con i diversi mirini le Nikon F2 assumono le sigle Nikon F2 Photomic con DP1, Nikon F2S Photomic con DP2, Nikon F2SB con DP3, Nikon F2A con DP11 e Nikon F2AS con DP12. Come la Nikon F anche la Nikon F2 viene costruita in alcune versioni speciali, come la Nikon F2 High Speed che arriva fino a dieci scatti al secondo, la Nikon F2 25 Years celebrativa del venticinquesimo anniversario dell'importazione delle Nikon negli USA e la Nikon F2 Titan con la carrozzeria realizzata in titanio. La Nikon F2 rimane in produzione anche nel corso dei primi anni Ottanta.
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20/03/17
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Nel 2001 viene presentata una nuova versione della Nikon FM battezzata Nikon FM3A e destinata a sostituire la Nikon FM2. La Nikon FM3A mantiene inalterata la sagoma e la carrozzeria della Nikon FM e mantiene inalterate le funzioni meccaniche dell'otturatore. Sul selettore delle velocità da un secondo a 1/4000 di secondo viene aggiunta la funzione A che permette il controllo elettronico dell'otturazione e la selezione automatica della velocità in funzione del diaframma selezionato. La Nikon FM3A offre anche l'impostazione automatica della sensibilità con i film DX ed il controllo TTL della luce emessa dai flash dedicati Nikon.
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Nel 1982 la Nikon FM viene sostituita dal modello Nikon FM2 praticamente invariata nell'estetica ma equipaggiata con una fotocellula al Gallio, con gli schermi di messa a fuoco intercambiabili e con un nuovo otturatore meccanico veloce con lamelle in titanio che raggiunge la velocità di 1/4000 di secondo. La velocità di sincronizzazione con il flash è di 1/200 di secondo ma nella versione migliorata Nikon FM2n viene portata a 1/250 di secondo. La terza versione della Nikon FM2 del 1989 vede la sostituzione delle lamelle in titanio con lamelle ultra leggere in lega di alluminio rimanendo invariate le velocità. Nel 1993 viene realizzata una versione speciale della Nikon FM2 con carrozzeria in titanio. La Nikon FM2 Titan è ancora più leggera e robusta della Nikon FM2 di produzione standard. Nonostante l'incalzare dell'elettronica e delle fotocamere autofocus con motore e flash incorporati, la Nikon FM2 tradizionale rimane in produzione per tutti gli anni Novanta. Nel 1996 viene fatta costruire in subappalto un reflex meccanica TTL con innesto Nikon battezzata Nikon FM10 che viene commercializzata dalla stessa Nikon Corporation che ha sostituito la Nippon Kogaku. La Nikon FM10 si caratterizza per un otturatore da 1/2000 di secondo, per la carrozzeria in materiale plastico con finiture argentate, per non essere predisposta per l'impiego del motore elettrico e per un prezzo estremamente competitivo.

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Nel 1977, contemporaneamente alla presentazione degli obiettivi Nikkor AI, viene presentata la fotocamera Nikon FM. Più compatta e più leggera di una Nikkormat, la Nikon FM utilizza un otturatore a lamelle metalliche con scorrimento verticale sul piano focale con velocità massima di 1/1000 e sincronizzazione a 1/125 di secondo, un mirino pentaprismatico fisso e la misurazione TTL con fotocellule al silicio e diodi luminosi. La Nikon FM utilizza un tradizionale selettore delle velocità posto sul tettuccio e rispetto alla Nikkormat offre la possibilità della motorizzazione per mezzo del motore MD11 e del successivo motore MD12 da montare direttamente sul fondello. La Nikon FM inaugura l'epoca delle Nikon compatte e degli obiettivi AI Nikkor per i quali è predisposta ed inaugura una nuova abitudine che consiste nell'impiegare il nome Nikon su tutte le fotocamere in produzione.
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Nel luglio del 1965 inizia negli stabilimenti della Nippon Kogaku la costruzione delle reflex 35mm Nikkormat, fotocamere che accompagneranno per oltre dodici anni la Nikon F nelle sue successive evoluzioni e versioni. Le Nikkormat sono le prime fotocamere della Nippon Kogaku provviste di un esposimetro TTL e vengono costruite nella versione Nikkormat FT con esposimetro e nella più rara versione Nikkormat FS priva di esposimetro. Le Nikkormat vengono equipaggiate con un otturatore a lamelle metalliche con scorrimento verticale tipo Copal Square da 1/1000 di secondo, con un selettore per le velocità coassiale al bocchettone degli obiettivi, con l'autoscatto, un mirino pentaprismatico fisso e con il dorso incernierato. La Nikkormat FT è inoltre dotata del meccanismo per il sollevamento manuale dello specchio, di cui è invece priva la Nikkormat FS. Come la Nikkorex F anche la Nikkormat FS viene costruita nella sola versione cromata ma in un numero ridotto di esemplari. La Nikkormat FT è invece molto più fortunata e viene accolta favorevolmente sui mercati. Si tratta di una fotocamera robusta ed affidabile che permette l'impiego di tutti gli obiettivi Nikkor e di tutti gli accessori della Nikon F ad eccezione dei mirini e dei motori. Costruita come le Nikon F con finiture cromate o nere, la Nikkormat FT viene commercializzata anche con il nome Nikomat FT e viene sostituita nell'ottobre del 1967 dal modello Nikkormat FTn con un tipo di misurazione esposimetrica media a prevalenza centrale identica a quella del Photomic FTn della Nikon F. La Nikkormat FTn viene appena modificata nel disegno dei comandi durante il corso della sua produzione e rimane in catalogo fino al 1975 per essere sostituita da un modello quasi identico battezzato Nikkormat FT2. La Nikkormat FT2 è più effimera e presenta i comandi sagomati sullo stile della Nikon F2 ma rispetto al modello precedente offre la sola prestazione in più della staffa per il flash con contatto diretto. Quando nel 1977 la Nippon Kogaku presenta il nuovo sistema di accoppiamento AI fra gli obiettivi Nikkor ed il simulatore del diaframma della Nikon FM, la Nikkormat FT2 viene modificata per accettare i nuovi obiettivi e viene ribattezzata Nikkormat FT3 senza subire nessuna altra modifica funzionale o estetica. Dopo il 1977 tutta la produzione di fotocamere della Nippon Kogaku viene individuata con il nome Nikon ed i marchi Nikkormat e Nikomat scompaiono dai cataloghi.
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Impegnata nella produzione delle fotocamere Nikon F e Nikon SP la Nippon Kogaku subappalta nei primi anni Sessanta la costruzione di una fotocamera reflex 35mm di tipo economico da affiancare alla Nikon F ed in grado di utilizzare quasi al completo il corredo ottico di quest'ultima. La fotocamera viene battezzata con il nome Nikkorex F ad indicare una fotocamera diversa dalla Nikon F ma compatibile almeno in parte con il suo sistema. La Nikkorex F viene battezzata anche Nikkor J su alcuni mercati e viene commercializzata con il nome Ricoh Singlex dalla società Riken. La Ricoh Singlex è la sola reflex giapponese ad utilizzare l'innesto a baionetta Nikon F, ma lo stesso innesto a baionetta viene ripreso in Ucraina dalle officine Arsenal di Kiev che negli anni Ottanta costruiscono alcune reflex TTL come le Kiev 17, 18, 19 e Kiev 20 con obiettivo intercambiabile a baionetta N, identico all'innesto Nikon e con esso compatibile. La caratteristica principale della Nikkorex F risiede nell'otturatore a tendina metallica, un Copal Square a lamelle con scorrimento verticale sul piano focale che all'epoca non manca di suscitare entusiasmi anche perché permette la sincronizzazione del flash con la velocità di 1/125 di secondo. Il Copal Square montato sulla Nikkorex F è il primo di una fortunata serie che condiziona in breve tutto il modo di costruire le fotocamere reflex. A parte l'otturatore la Nikkorex F si presenta come una fotocamera piuttosto tradizionale, piuttosto goffa, più alta del normale, con il dorso incernierato, il mirino pentaprismatico fisso e la levetta dell'autoscatto. La Nikkorex F è priva della predisposizione per il motore e dell'esposimetro incorporato ma presenta sul frontale una strana staffa che serve per l'inserimento di un esposimetro clip-on accoppiato al selettore delle velocità fino a 1/1000 di secondo ed all'anello dei diaframmi per mezzo della tradizionale forchetta Nikon. Sulla Nikkorex F possono essere montati tutti i prestigiosi obiettivi Nikkor con la sola eccezione del grandangolare estremo non retrofocus Nikkor 21mm e degli obiettivi Fish-Eye non retrofocus costruiti all'epoca dalla Nippon Kogaku. La Nikkorex F rimane in produzione fino al 1965, quando escono di produzione le Nikon SP e vengono liberate le linee di montaggio in vista della costruzione delle nuove fotocamere reflex Nikkormat.
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Nel marzo del 1959 la società Nippon Kogaku affianca alle Nikon SP ed alle Nikon S3 la sua prima reflex 35mm, battezzata Nikon F. La Nikon F utilizza molte delle componenti della Nikon SP e della Nikon S3, dall'otturatore all'autoscatto fino ad alcuni comandi come la leva di carica ed il contapose, e mantiene il dorso intercambiabile della Nikon SP e della Nikon S3 con la stessa predisposizione per i motori F36 e F250. Il mirino della Nikon F è un tipico mirino a specchio con mirino a pentaprisma intercambiabile e schermo di messa a fuoco intercambiabile. Lo specchio è del tipo con ritorno istantaneo simile a quello delle Asahi Pentax e può essere bloccato in alto, mentre il pentaprisma che mostra il 100% del campo inquadrato dall'obiettivo può essere sostituito con un classico mirino a pozzetto con visione dall'alto. Come le Nikon SP e le Nikon S3 anche la Nikon F può essere accessoriata con un esposimetro al selenio di tipo clip-on accoppiato al selettore delle velocità ma anche all'anello dei diaframmi per mezzo di una forchetta esterna. Gli obiettivi della Nikon F sono del tipo con innesto a baionetta e con automatismo completo della chiusura e della riapertura del diaframma. L'otturatore in stoffa delle prime Nikon F viene sostituito con un otturatore con tendina in lega di titanio, adottato anche sulle Nikon SP e sulle Nikon S3. Il successo commerciale della Nikon F è immediato e duraturo e la produzione parte dal numero di serie 6.400.001 per attestarsi sui centomila esemplari costruiti per ogni anno. Grazie alla sua robustezza, alla costruzione modulare, alla motorizzazione ed alla qualità dei suoi obiettivi la Nikon F si prepara a rimanere sul mercato a lungo, completandosi con una serie di accessori e di mirini che ne aumentano la versatilità. In Germania la società Zeiss Ikon costringe la Nippon Kogaku ad utilizzare il nome Nikkor al posto del nome Nikon ritenuto troppo simile al nome Ikon. Nel 1962 viene presentato un mirino Photomic equipaggiato con una fotocellula esterna al CdS ed accoppiato alle velocità ed ai diaframmi, ma già nel 1965 questo mirino viene sostituito dal mirino Photomic T con misurazione TTL della luce sullo schermo di messa a fuoco. Nel 1967 con il mirino Photomic Tn viene utilizzata la misurazione media a prevalenza centrale e nel 1968 con il mirino Photomic FTn viene semplificato il meccanismo di accoppiamento dell'esposimetro con la forchetta dell'anello dei diaframmi degli obiettivi Nikkor. La Nikon F rimane in produzione fino al 1974 e subisce un piccolo ritocco estetico ai comandi principali nel 1973. La Nikon F viene realizzata in alcune versioni speciali come il modello High Speed, in grado di scattare con velocità di ripresa di sette o nove fotogrammi al secondo, il modello con specchio fisso semi trasparente ed il modello US Navy per la Marina degli Stati Uniti.
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La fine della produzione delle Nikon a telemetro coincide con i Giochi Olimpici di Tokyo del 1964. In questa occasione vengono costruite circa 2500 Nikon S3 con tendina in titanio anziché in stoffa e nel 1965 termina anche la produzione delle Nikon SP. La Nikon S3 viene costruita in una serie limitata celebrativa nell'anno 2000 per essere destinata al collezionismo.
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Alla fine del 1954 le Nikon prive di leva di carica vengono sostituite dal modello Nikon S2 modificato nella carrozzeria in modo da somigliare ancora di più ad una Contax II ma con un mirino più grande, una leva di carica rapida con contapose ad azzeramento manuale ed un manettino estraibile di ribobinamento del film. La velocità massima di otturazione sale a 1/1000 di secondo ma il selettore è ancora articolato su due livelli e manca ancora il meccanismo dell'autoscatto. Il formato viene portato allo standard 24x36mm imposto dai laboratori Kodak e dall'importatore americano. La Nikon S2 si impone come una delle fotocamere più versatili e robuste del momento e viene seguita nel 1957 dal modello migliorato Nikon SP che offre numerose prestazioni di tipo professionale, come un selettore unico per le velocità di otturazione accoppiabile ad un esposimetro di tipo clip-on, il meccanismo dell'autoscatto di serie, il contapose automatico e la predisposizione per l'accoppiamento con un motore elettrico S36 o S250. Il mirino della Nikon SP è multifocale doppio con cornici per gli obiettivi con focale da 28mm e 35mm da una parte e da 50mm fino a 135mm dall'altra. La Nikon SP rappresenta il limite massimo raggiunto da una fotocamera a telemetro negli anni Cinquanta e mai più raggiunto da una fotocamera a telemetro, se si escludono le evoluzioni recenti della Leica M. Mentre la Nikon S2 viene costruita in oltre 57.000 esemplari, la Nikon SP viene costruita in poco più di 22.000 esemplari. Nel 1958 le viene affiancato un modello più economico, con autoscatto, predisposizione per il motore e selettore unico delle velocità ma con un mirino multifocale più modesto per le sole focali da 35mm, 50mm e 105mm. La versione economica della Nikon SP viene battezzata Nikon S3 e viene costruita in poco più di 14.000 esemplari. Una versione della Nikon S3 per il mezzo formato viene costruita in meno di duecento esemplari mentre la versione economica Nikon S4 priva dell'autoscatto e della predisposizione per il motore viene rifiutata dall'importatore americano e viene costruita solo per il mercato giapponese in meno di seimila esemplari.
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