Post has attachment
Iscrivetevi...e trascorrete un Lunedì da protagonisti

Post has shared content
https://youtu.be/blCO_npQruE Oggi comandate VOI...Quattro chiacchiere con il mio pubblico dalle 12.00

Post has shared content
A FIL DI SPADA (EXTENDED VERSION) - 26 AGOSTO 2017 - ROMA-INTER 1a3 - INTER: UNA VITTORIA PEDAGOGICA!

COMMENTO PARTITA:l'Inter va a Roma con tutti i più ragionevoli pronostici avversi: stracciante il distacco a fine del precedente campionato; trasferta da sempre insidiosa; sulla carta, confrontando le rose, la bilancia pende pericolosamente per i giallorossi e, infine, anche le statistiche e la storia sembrano condannare i nerazzurri.
Messo in naftalina il Brozo che ha smarrito la sua "epicità" in un mare di indolenza, Spalletti getta nella mischia Gagliardini, forse con l'intenzione di vederlo fare da ladro di palloni, mediano e intenditore nel contempo. Per il resto la formazione ricalca quella che ha battuto la Fiorentina, con un Nagatomo a sinistra che ha fatto storcere il naso a molti tifosi prima dell'inizio della partita.
Il match, é bene chiarirlo da subito, col senno di poi, può essere soggetto a molteplici, forse infinite, letture, interpretabile da prospettive anche diametralmente opposte e analizzarlo in maniera oggettiva e univoca appare impossibile. Ma, prima di tutto, per capire la partita, noi interisti dobbiamo prescindere dall'ottimo risultato e leggere al di là di esso: troppe le sfaccettature e le sembianze mostrate dalle due squadre con uno spettacolo calcistico che avrebbe appassionato chiunque... Sono comunque queste le partite che riconciliano col calcio.
Premesso ciò, il match inizia mostrando una Roma attenta e un'Inter che prova a ruggire. Purtroppo si capisce presto che la vittoria con la Viola è lontana, che il gioco che i nerazzurri vogliono imbastire (cosa che, comunque, da anni non si vedeva) é stentato, così, in poco tempo, la Roma ci prende le misure. Viene aiutata nel suo compito da alcuni giocatori che sembrano spaesati e da passaggi frettolosi e imprecisi che fanno tornare alla mente vecchi e, ahimè, ai nostri occhi, ben noti dolori. A onor del vero ci si trova di fronte a un'Inter che ci prova, che ci mette almeno volontà, ma per quasi tutto il primo tempo la Roma appare nettamente superiore, sia negli uomini che nelle azioni di attacco. Il goal giallorosso, nato dalla cooperativa D'ambrosio e (unico neo nella sua partita) Skriniar, è l'archetipo dell'ovvio frammisto al giusto. Nessun tifoso interista avrebbe potuto parlare di svantaggio immeritato a quel punto del match. Certo, la Roma non era stata inarrestabile, ma noi non eravamo mai stati capaci di contenerla nelle sue fiammante improvvise e taglienti. I vari pali colpiti dagli avversari sembrano preannunciare il tracollo, soprattutto di fronte alla nostra difesa che, perpetrando il più grande peccato originale già denudato con la Fiorentina, si abbassa troppo, esponendosi alle conclusioni da fuori che solo la fortuna (nei confronti di cui negli ultimi anni abbiamo spesso ricevuto credito) battezza sui legni o fuori di poco. A questo punto, però, é giusto riflettere sul nostro passato e ammettere che, dopo le ingnominie mostrate nel recente passato, perdere con una prestazione simile avrebbe potuto essere accettato con triste rassegnazione, perché, comunque, i nostri ci avevano provato, soprattutto tentato, a fasi molto alterne e con deludenti risultati, a produrre gioco. Si è capito presto che questa rosa era ancora macchiata da alcuni anni e giocatori inadatti alla nostra storia.
Portando a casa un passivo risicato, dopo il primo tempo, i nostri sembrano trovare qualche punto di riferimento nuovo nella ripresa. La mossa di inserire Joao Mario al posto di un più che imbarazzante Gagliardini paga, permettendo al portoghese quegli strappi e quelle incursioni che tanto lo avevano fatto amare in Europa. Non possiamo sapere se sia stata questa la mossa azzeccata, o la decisione di chiamare in causa anche Dalbert, o un oggettivo calo relativo della Roma o un ritocco tattico, ma la certezza è che il secondo tempo, lento, ma inesorabile, inizia a mostrare una nuova faccia. L'Inter continua a mostrare alcune imprecisioni, ma quando attacca punge di più e poi, di colpo, dopo una prestazione quasi anonima, discende col suo carro alato il capitano Icardi e insegna al mondo intero cosa significhi essere attaccante e, per di più, campione! Il suo goal è il prototipo originale della rete d'area, nato, generato e scaturito dai suoi piedi. È nel suo goal che, forse, qualcuno in società ha capito che non bastano i mezzi giocatori per risorgere: servono i top player, gli immensi, i giocatori dotati di classe per cambiare le partite... (Ormai è tardi però!).
Il pareggio sembra sparigliare le carte e la partita assume ancora un altro volto. La Roma non accetta lo smacco e reagisce, noi proviamo a resistere e poi, di nuovo, la dea del calcio tocca due uomini, uno già da lei concupito, Icardi, e quel portento di classe, forza, intelligenza, abnegazione e spirito inarrestabile che è Perisic. Aveva acceso la fascia sinistra per tutta la partita rendendo imbarazzante e impietoso il confronto con il lato opposto (dove Candreva e D'ambrosio facevano a gara per dissacrare il più possibile non solo l'estetica, ma il senso più profondo e sacro del calcio). L'assist per il goal di Icardi é un dono all'umanità, un gesto da autentico fuoriclasse, un atto quasi orgasmico. Poi, quello che il capitano riesce a creare come un demiurgo calcistico, in area, é quello che dà il senso più autentico al calcio. Il vantaggio è ciò che di più insperato e desiderato potessimo dipingere nelle nostre menti... ma dove non arriva la ragione, arriva il genio!
La Roma, stordita, prova a rimettersi in gioco e qui è la nostra difesa a salire in cattedra, nonostante qualche rischio corso. E, dopo l'entrata di Cancelo, ormai il miracolo è in completamento, così pure Vecino ha il tempo per apporre il terzo sigillo... Ed è in questo tripudio che finisce una partita che celebra la bellezza del calcio e ci lascia mille spunti di riflessione ma, prima di tutto, altri 3 punti... Starà ai posteri l'inutile compito se definirli meritati o meno.

PROMOSSI&BOCCIATI: questa partita, come già scritto, impartisce più di una lezione, fortunamente nessuna di esse è dolorosa. Quello che, prima di tutto, deve essere capito ha un solo destinatario: la società. L'assioma è chiaro: senza campioni non si vince, ergo, un mercato di giocatori di medio valore non cambia il destino di una rosa destinata alla mediocrità. Oggi non è stato Vecino a salvarci, neppure Borja Valero e, forse, il solo nuovo innesto da celebrare è Skriniar. Più precisamente, non è per i nuovi acquisti di medio valore che oggi abbiamo vinto, ma solo grazie agli unici autentici Campioni presenti nella rosa: Perisic e Icardi. Meditate, dirigenza.
Il male che ci affligge da anni alberga nei giocatori mediocri che oggi si sono infidamente mostrati; imperdonabile lo scempio perpetrato da Candreva sulla fascia destra, un giocatore inutile che non ha azzeccato un cross degno di tale nome, lento, spaesato, sicuramente deprimente, capace di portare la mente umana a dubbi amletici sulla sua esistenza e utilità. Al suo fianco il fido scudiero D'ambrosio che non c'ha capito nulla... Sarebbe il caso di chiedere loro il motivo per cui tutti i più grandi pericoli siano nati dal nostro lato destro!
Vorremmo tanto poter evitare la menzione di massimo disonore a questo giovane, ma oggi Gagliardini è stato il concentrato del "nonsense" del calcio. Poco incisivo, spesso saltato, prestazione condita con leggerezze che potevano essere fatali, insomma, scusate la schiettezza, lo schifo più inaudito. Il fatto che con l'entrata di Joao Mario al suo posto qualcosa sia cambiato sembra mettere la pietra tombale sul tumulo di chi crede nelle semplici coincidenze.
Borja Valero ha alternato buone giocate a stilettate al cuore, come l'intervento suicida in cui è stato saltato come il Murillo dei tempi migliori.
Vecino, nonostante il goal, resta difficile da valutare per un lavoro spesso silente e, per questo, viene rimandato.
Nagatomo è lì in campo, gioca, ma non possiamo dimenticare quanto meglio di lui abbia fatto Dalbert che, nonostante in difesa mostri qualche lacuna, quando sale dà sostanza, quindi il terzino del sol levante non viene bocciato, ma il brasiliano scalpita e, in fondo, fare peggio di Nagatomo è quasi impossibile.
Handonovic ha fatto poco, anche se andrebbe edotto sul fatto che il portiere DEVE saper anche uscire.
Skriniar ha colpe sul goal, ma poi si è fatto ampiamente perdonare e con Miranda, là dietro, è artefice della rinascita del nostro reparto arretrato.
Encomio senza fine per Joao Mario che ha generato, come l'Uno plotiniano, per sovrabbondanza di sé, la rinascita della ripresa.
Dalbert ha mostrato buone cose e sembra il perfetto completamento di Perisic, soprattutto in fase di attacco.
Non esistono parole per celebrare la perfezione assoluta calcistica rappresentata dal binomio Perisic-Icardi. Quando fraseggiano e creano certi capolavori la commozione sgorga dietro le nostre palpebre e, pur eccedendo nell'encomiastico, non si può evitare una proskinesis intellettuale di alessandriana memoria nei loro confronti, quando l'inginocchiarsi era gesto di reverenziale rispetto. Non credo sia eccessivo affermare che, alla fine, la partita è stata vinta da loro due.
Non possiamo esimerci dal confrontarci con Spalletti. Resta un dubbio che niente e nessun potrà fugare: ha sbagliato uomini e tattica nel primo tempo? Forse la risposta non ha la stessa importanza, però, di quello che innegabilmente é il suo primo merito: aver spinto l'Inter a cercare di giocare a calcio, cosa da anni sconosciuta, soprattutto cercando di non gettare mai via il pallone, costruendo la manovra fin dalla difesa. Questo comporta, evidentemente, dei rischi, soprattutto nei periodi iniziali, ma non possiamo negare in alcun modo che la nostra Inter, a tratti, anche se non poi così ampi, mostra idee e trame che fanno ben sperare. É vero, non possiamo dimenticare, che certe amnesie sono troppo pericolose e se con la Fiorentina sono state superate, con la Roma ci hanno portato vicini al tracollo. Si deve correre ai ripari, ma vogliamo avere fiducia in questo nuovo tecnico che ha portato con sé qualcosa che avevamo dimenticato:il carisma e la grinta che, forse, gli hanno permesso di svegliare dal torpore la squadra dopo il primo tempo e, siamo certi, gli torneranno utili in futuro. Probabilmente aver inserito Joao Mario e Dalbert sono state le mosse vincenti, ma non dimentichiamo che sono state le magie di Perisic e Icardi a cambiare volto al match. Eppure non si può neppure scordare che se un giocatore rende al massimo, questo dipende anche da chi lo allena e, da questo punto di vista, Spalletti é un vero "potenziatore" (termine esecrabile, ma esplicativo in questo frangente).
Speriamo tutti che presto questo difesa bassa da cardiopalma, soggetta al rischio di essere trafitta da tiri dal limite, sparisca presto, anche se ho qualche timore che non rientri tra le priorità da correggere o, addirittura, resti una caratteristica di Spalletti!
Ad ogni modo, dopo due partite, aiutati anche dal fato, siamo a punteggio pieno e dei meriti al tecnico vanno riconosciuti. Ora deve perfezionare, e di molto, il suo disegno tattico e correggere i tanti errori, ma una vittoria é il miglior paravento dietro cui lavorare.

COMMENTO FINALE:nonostante l'euforia, giusta per una vittoria, questa partita, oltre ai 3 punti, deve essere un monito pedagogico. Non saremmo tifosi obiettivi se non riconoscessimo che, a tristi e lunghi tratti, soprattutto nel primo tempo, il senso di "dejà vu" ci ha stritolato il cuore. La nostra Inter è sembrata, in certi momenti, quella dello scorso anno, spaesata, inesistente, senza anima e forza, tutti danni che si palesavano nel non-gioco. Il male patito negli ultimi anni è un virus difficile da estirpare e Spalletti non avrà vita facile in ciò. Questa partita ci deve insegnare molto, farci capire che avremmo anche potuto perdere, se non fosse stato per i pochi Campioni che albergano nella nostra rosa. Il match ci deve spronare a lavorare ancora tanto, sostenuti da due vittorie che, è innegabile, danno morale, devono, però, essere solo il primo passo. Cedere a facili entusiasmi é piacevole, ma rischioso e da evitare. Non abbiamo ancora fatto nulla e il futuro è adombrato da un grande punto interrogativo, compagno inseparabile della nostra Inter. Dobbiamo anche ammettere che questa Roma è apparsa lontana parente della macchina da guerra di Spalletti, ma abbiamo sofferto, molto, anche troppo. Non voglio togliere la gioia di una larga vittoria, ma dietro al risultato ci sono moltissimi dettagli da non trascurare, uno per ogni sfaccettatura di questa partita dalle mille sembianze.
Affrontare i giallorossi ora è stato un vantaggio indiscusso e avere alle spalle Fiorentina e Roma, per l'andata, non è un dato da sottovalutare. Dobbiamo ricavare il massimo da questo stato di cose ed essere consapevoli che saranno le partite contro le "piccole" a dover essere vinte per forza. Napoli e Juventus ci sono indiscutibilmente superiori, forse anche il Milan e la Lazio, ma con la vittoria di oggi possiamo già iniziare a lavorare con serenità per migliorarci. É importante chiarire subito che, anche questa volta, perdere non sarebbe stata una tragedia (ci poteva stare) come vincere con dice nulla del nostro domani. Siamo fin troppo consapevoli che l'Inter sa creare e distruggere alla medesima velocità.
Ma dobbiamo anche riconoscere che questa vittoria era insperata, e proprio per questo, va accettata con gioia, senza nascondere, però, dietro l'esultanza, tutto il percorso ancora lunghissimo da fare! E c'è ancora una mole infinita di accorgimenti da attuare e di errori da cancellare, primo tra tutti una sorta di discontinuità nella prestazione in un unico match che potrebbe diventare presto letale. Eppure è dopo due vittorie che la situazione può essere meglio gestibile, lontani da polemiche o critiche.
Quindi, nessun facile entusiasmo e si deve continuare a lavorare per superare i limiti comunque comprensibili alla seconda di campionato, pur senza dimenticare il ruolo che la Roma vuole rivestire in questo campionato. Noi non possiamo competere per il titolo, ma abbiamo battuto una squadra che lo vuole fare!
Al di là di tutto ciò è giustissimo esultare per questa importantissima vittoria e gridare FORZA INTER, AMALA!!! con immenso orgoglio.

PS1: il tema è spinoso e controverso, ma ora che il mercato è quasi concluso, tralasciando il caso Schick, credo che la partita con la Roma debba insegnare a chi di dovere che i campioni, i top player, non sono un semplice "sovrappiù", non sono un futile nome che fa sognare i tifosi o qualcosa di non necessario come, stupidamente, vogliono farci credere Suning e società tutta tra una menzogna e l'altra! Oggi abbiamo vinto grazie a questi Campioni che non saranno accompagnati o supportati da altri in questo mercato. Quindi, finitela di raccontarci menzogne, siate chiari e abbiate il coraggio almeno di raccontare a tutto il popolo nerazzurro la verità, perché stasera la favoletta dei campioni e dei grandi nomi non necessari è stata demistificata e smentita dai fatti, se ce ne fosse stato bisogno!!! Ora il mercato è quasi finito (per fortuna), ma sappiate che noi tifosi, per la maggior parte, per lo meno, non dimentichiamo di essere stati "raggirati" dai vostri inganni... Felici, però, che siano stati i nostri CAMPIONI a smentirvi... E su tale tema, più non favello.

PS2:soliti e dovuti ringraziamenti a +Gerardo Metta​, boss e creatore di questo scoppiettante e splendido mondo, ai moderatori tutti, all'affreschista +Lucia Galante​, creatrice dei fantastici loghi e alla motivatrice +Licia Scuteri​; è grazie a tutti loro e a voi, membri della com, se questa rubrica vive e si riempie di spunti.
Un grazie a chi sarà in accordo o disaccordo e a chi lascerà anche solo un +1. So che si tratta di una extended version, ma la vittoria la meritava.... Se siete arrivati alla fine della lettura, complimenti e grazie 2 volte... Lasciate un commento... Ci fareste il regalo più grande.
Al prossimo Live e al prossimo A FIL DI SPADA, dopo la sosta per le nazionali.
Photo

Post has attachment
Strepitoso gol di Murillo vedetevelo più volte

Post has attachment
Inter Schalke 04 1-1 , ecco il mio commento

Post has attachment
Anticipazioni di calcio mercato

Post has attachment
Un'altro pezzo dell'Inter va via

Post has attachment
Ufficiale Banega al Siviglia e.....

Post has attachment

Post has attachment
#Inter: il #mercato non è ancora partito per i nerazzurri, ma sono diversi i nomi accostati.....
Wait while more posts are being loaded