Ciao a tuttii!!! Volevo dirvi che per questo ilbro, tra poco farò un viaggio a londra e che quindi è quasi im via d'uscita! !!! Lo potrete trovare nelle librerie l'anno prossimo 💙

La ragazza avanzò lentamente, mentre i sui passi risuonavano sulla pietra della strada. I lunghi cappelli neri le sfioravano le gambe. Si potrebbe dire che aveva un portamento da regina, con un eleganza assoluta ed uno sguardo come pochi: occhi grandi color pece, labbra sottili e sopracciglia folte. La determinazione dei suoi occhi, era marcata anche da diversi strati di trucco.
Portava un mantello con un cappuccio abbassato, uno splendido mantello nero, che raggiungeva il tacco degli stivali e dava ancor più leggiadria alla giovane.
Si muoveva molto sicura per le vie di quella “città”, ma non si poteva più definire tale, dato che ormai era tutto crollato. Affianco a lei non c'era più nulla. Distrutto, si scorgeva soltanto distruzione.
Poi un frastuono enorme venne da alcuni resti di un abitazione. Tanto non sarebbe sopravvissuto nessuno, erano già tutti morti...
Continuò, lasciandosi dietro quelle grida e pianti, senza provare a capire di di fossero.
Si fermò. Davanti a lei un portone in legno, incorniciato con argento ormai rovinato del tutto.
«Tanto è finita...».
Arrestò la mano diretta ad afferrare la chiave, quando in tasta le riaffiorò un pensiero, ricordandole il vero motivo per cui era lì.
“Sappiti controllare!”
“Io non ci riesco!”
“Non è vero! Devi solo mantenere la calma...”
“Ho distrutto tutto! Sai che vuol dire! Io non mi fermerò finché l'intero universo non verrà cancellato!”
“Piantala, sono tue convinzioni...”
«Basta!» gridò. Troppe emozioni da controllare, era tutto così eccessivo per lei. In fondo aveva ragione, necessitava soltanto di calma.
Dallo stivale, sfilò una chiave dorata. Se non l'avesse nascosta, le avrebbero portato via anche quella. Non aveva bisogno di guardarla, sapeva già qual'era la legittima serratura. Ma il portone non si aprì, neppure dopo diversi minuti. La volevano fermare, ostacolare di nuovo! Non avevano idea del perché lei fosse rimasta là! E tutta questa guerra, questa inutile guerra, le cui dita puntate erano su di lei, doveva finire.
La ragazza si tirò su il cappuccio, che le oscurò il volto. Si massaggiò l'ennesimo taglio al polso. Sotto quel mantello indossava un top e degli shorts neri, macchiati di rosso, come il più bel colore delle rose.
Poi le tornò in mente: il Libro!
Volevano portarglielo via! Sarebbe stato un ulteriore battaglia andarlo a riprendere e lei era stanca di combattere. Però...
"Non è colpa mia, giuro! Vi prego aiutatemi! Non lasciatemi sola! Spiegatemi perché, voglio sapere che cosa ho mai fatto?!" Ma nessuno parlava o la difendeva, la lasciarono sola, la abbandonarono.
«Davvero pensavate di venire qui e finirla?» i suoi occhi si illuminarono di rosso. «Pensavate di concludere tutto questo con la vostra vittoria, imprigionandomi quaggiù?!». Scagliò un pugno che buttò giù il portone, con tanto di arcata. Si massaggiò la mano, rivestita da un guanto nero senta dita e riprese a camminare all'interno di quel palazzo decadente. I suoi piedi scricchiolarono sopra dei pezzi di vetro del lampadario, ora in frantumi al suolo. «Sono altamente stufa di voi sei...».
I suoi stivali, strisciavano contro la pietra del pavimento.
Salii i numerosi gradini che le si prostrarono davanti, non c'era dubbio che avrebbero portato là in cima. «Se non ci fosse stata quella guerra, ora staremmo unite e se la vostra inquietudine non vi bloccasse, allora staremmo di nuovo assieme!» Tutto quel palazzo era interamente rivestito di pietra, pietra fredda che non colmava nessun vuoto, che indossava interamente tutto l'edificio, spogliandolo della sua gioia. Il suo pugno batté contro il muro, facendo oscillare i numerosi dipinti, attaccati ad esso. I suoi canini lievemente più lunghi del normale, la facevano sembrare sempre più una creatura della notte, perché è quello che era.
Una porta, piccola e colorata di un marroncino, le comparve davanti al viso. Era arrivata. La spalancò con un calcio e questa urtò violentemente il muro.
Eccola, quella sfera tonda, che risplendeva di nero, il colore delle sue rose. Quello che le serviva. Ed affianco ad essa, un figura nera, possente e senza volto, sembrava la fissasse. Poi lo notò: il Libro. Una certa quiete le assorbì il volto, un sentimento che dopo pochi secondi scomparve, lasciando posto alla furia.
«Avete distrutto la mia Dimensione, le mie armate sono in rovina e mi avete portato via tutto!... Ma ora basta, il tempo di finirla è arrivato...Terra, Acqua, Neve, Luce, Fuoco e Vento, senza accorgervene tra voi arriverà il Settimo elemento...».







I Sette Elementi

Raga, vi sembrerà strano, ma il libro sta completamente cambiando. Eliminato tutti questi capitoli e ne farò di nuovi. Il primo arriva oraaaa

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+Alice​​ avvertici quando pubblichi il libro!_😍cosí lo vado subito a comprare😂😘sei bravissima,nient'altro da dire😋😊buona serata🌸
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