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A chi serve il Trust?

A chiunque (imprenditore, medico, ingegnere, commercialista, ecc…) abbia a che fare con un rischio, sia questo connesso o meno alla sua attività.

Quale operatore economico tra quelli citati o altri può dare risposta negativa al fatto che il rischio nel proprio operare quotidiano, non costituisca una preoccupazione vieppiù crescente?

Non sono sotto gli occhi di tutti situazioni di imprenditori, medici, ecc… che si trovano a rispondere individualmente con i propri mezzi personali per attività svolte all’interno della propria professione?

Non è giusto che in un contesto storico come questo, ove il rischio assume la caratteristica di un fenomeno in crescente presenza, il soggetto non provveda a proteggere i beni acquisiti sia per effetto di una vita lavorativa piuttosto che pervenuti per successione?

A questo scopo provvede il Trust!
(e in modo meno efficace altri strumenti normativi minori di cui parlerò in altro mio intervento)

Ma per quale motivo lo strumento del Trust, se è vero che meglio di qualunque altro strumento normativo raggiunge lo scopo di proteggere il patrimonio, non è sufficientemente conosciuto ed utilizzato?

A questa domanda, cui spesso mi sono soffermato, penso di dare una risposta che ho imparato dal mio professore di storia e filosofia al liceo: “La storia è figlia delle idee”.

Tutto questo significa che a fronte di una normativa fiscale ora finalmente definitiva già a partire dal 2007 – e che in certe circostanze rappresenta addirittura un vero e proprio affare per l’utilizzatore del Trust (ma anche di questo parlerò in un prossimo intervento) – quelli che abbiamo definito operatori economici non trovano nella cassetta degli strumenti del proprio bagaglio culturale le informazioni minime sull’argomento.

Sono certo che nell’arco dei prossimi anni questo gap culturale verrà velocemente colmato e lo strumento del Trust diverrà di patrimonio ed utilizzo comune, in ciò confortato dalla sicurezza che mi consegna il mio passato professionale, dove il parallelo era per gli imprenditori, la scelta tra una società di capitali piuttosto che una di persone, allora molto in voga. Questo fenomeno, la scelta di svolgere la propria attività con una SNC piuttosto che con una SRL, è andato avanti per un periodo troppo lungo per chi ha dovuto pagarne le conseguenze.

Parola d’ordine pertanto: chiunque deve convivere con un’attività a rischio ricorra ad uno strumento per la protezione del patrimonio personale, il più efficace dei quali è in assoluto il Trust.

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Trasferimento dei beni nel trust
Il trattamento varia in funzione del soggetto che effettua il trasferimento e della tipologia di bene trasferito.
• Beni relativi all’impresa: Il trasferimento, comportando la destinazione dei beni a finalità estranea all’impresa, determina per il disponente imprenditore il conseguimento di componenti positivi di reddito da assoggettare a tassazione (ricavi o plusvalenze/minusvalenze, sulla base del valore normale dei beni trasferiti). Se il trasferimento in Trust ha ad oggetto un’azienda, questo può essere effettuato in regime di neutralità fiscale a condizione che il trustee assuma il complesso di beni agli stessi valori fiscalmente riconosciuti in capo al disponente.
• Beni diversi da quelli relativi all’impresa: Il trasferimento al trust in assenza di corrispettivo non genera materia imponibile ai fini della imposizione sui redditi, né in capo al disponente non imprenditore né in capo al trust o al trustee.
Con il trasferimento di titoli partecipativi il trustee acquisisce l’ultimo costo fiscalmente riconosciuto della partecipazione. Se, però, i titoli sono detenuti nell’ambito di un rapporto amministrato, l’intermediario abilitato applica le relative imposte.
Cessione dei beni In-trust
Relativamente alla cessione dei beni durante la vita del trust, la circolare chiarisce che nel caso il trasferimento sia effettuato non nell’esercizio dell’impresa, potranno realizzarsi, ricorrendone i presupposti, plusvalenze tassabili come redditi diversi, per la determinazione delle quali dovrà farsi riferimento ai valori fiscalmente riconosciuti in capo al disponente, oppure, nel caso di cessioni di beni acquistati dal trust, al prezzo pagato.
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Fondo patrimoniale o trust?

Questi due istituti vengono spesso confusi tra loro e, nonostante a prima vista possano apparire effettivamente simili, in realtà le differenze sono notevoli e derivano soprattutto dall’ordinamento in cui nascono: il primo pertiene alla civil law, mentre il secondo fa capo alla common law. Una delle differenze sostanziali tra i due istituti è che il primo crea un vincolo di destinazione sul patrimonio e il secondo un patrimonio autonomo segretato. Inoltre, mentre col fondo patrimoniale si ha il dovere di destinare i frutti alla famiglia e alle sue necessità, con il negozio di trust i frutti possono essere destinati anche ad altri beneficiari, non necessariamente interni alla famiglia. Il trust, quindi, si presenta più duttile per la protezione patrimonio e si adatta meglio alle diverse esigenze, ma ha anche costi più elevati.

Esempio di trust

Un imprenditore che voglia lasciare la propria azienda a uno solo dei suoi figli, quello più capace, deve optare per un negozio di trust in cui al trustee vengono conferite tutte le azioni aziendali inglobate in una holding e il trustee dovrà nominare amministratore unico il figlio prescelto.
Un altro esempio di trust potrebbe consistere nel caso di una famiglia che, volendo garantire al figlio disabile un’esistenza dignitosa anche in futuro, trasferisse a un trustee una quota del patrimonio con lo scopo di assicurare al raga

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La legislazione inglese offre una migliore protezione rispetto ad un servizio Trust offerto da un’ altra giurisdizione. La normativa societaria inglese è la legge originaria e fondante dei Trusts di tutto il mondo.

In Italia, la costituzione di un trust interno avviene per lo più tramite scrittura privata, necessariamente autenticata da un notaio, o – più raramente e in presenza di beni di particolare valore – attraverso un atto pubblico ufficiale. Un trust ha una caratteristica peculiare: non è statico. Ciò significa che, anche a distanza di tempo, il disponente ha la facoltà di aggiungere ulteriori beni al negozio attraverso atti di dotazione da compiersi seguendo la prassi giuridica e burocratica attuata per il conferimento iniziale, detto atto istitutivo.
Il trustee, nella maggior parte dei casi, è una trust company, ossia un istituto finanziario che svolge professionalmente l’attività di trustee. Le trust company possono essere abilitate esclusivamente ai contratti di trust interni o anche a quelli esterni, e possono essere i trustee di una persona giuridica di un contratto ditrust societario.

Tra gli usi più frequenti vi sono quelli motivati da:

protezione dei beni: spesso il trust viene istituito a protezione di beni immobili; per esso non è infatti infrequente l’uso del termine "blindatura patrimoniale”. Una delle caratteristiche più apprezzate del trust è infatti la segregazione del patrimonio conferito cosicché esso risulterà insensibile ad ogni evento pregiudizievole che coinvolge personalmente uno o più soggetti protagonisti del trust. Per questa sua utilissima caratteristica il trust viene sempre di più impiegato per separare e proteggere il patrimonio personale da quello aziendale o per tutelare tutti quei soggetti il cui patrimonio può essere compromesso da attività professionali rischiose (medici, avvocati, funzionari, ecc.) o, semplicemente, da comportamenti personali avventati (gioco d’azzardo, uso di droghe e alcool, ecc.).
riservatezza: le disposizioni contenute nel trust possono essere riservate.
tutela dei minori e dei soggetti diversamente abili: spesso, come visto, le disposizioni testamentarie prevedono che i minori abbiano un godimento limitato dei beni fino alla maggiore età o che i soggetti diversamente abili possano godere dei beni in trust senza esserne pieni proprietari;
tutela del patrimonio per finalità successorie: di frequente un trust viene costituito allo scopo di tutelare un patrimonio nel passaggio generazionale o dallo sperpero ad opera di soggetti incapaci di amministrarlo, dediti al gioco o affetti da eccessiva prodigalità;
beneficenza: in molti ordinamenti di common law gli enti di beneficenza debbono essere costituiti in forma di trust;
forme di investimenti e pensionistiche: i piani di investimento pensionistici ed i fondi comuni sono derivazione dei trust fund anglosassoni;
vantaggi di natura fiscale. Per maggiori informazioni scriveteci a info@jmitalia.it , vi invitiamo a visitare il sito www.jmitalia.it Vuoi saperne di più?
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Start-up

J&M è in grado di affiancare gli imprenditori durante le fasi di progettazione e realizzazione di nuove imprese (Start-Up).

L’inizio di un nuovo progetto d’impresa richiede straordinario impegno e l’apporto di un numero elevato di competenze che difficilmente un impreditore può avere.

Spesso errori di valutazione iniziale, errori di calcolo, determinati dal “fai da te”, determinano il successo o meno del nuovo progetto aziendale. Il supporto e l’esperienza del team J&M, attivo da anni in questa materia, può certamente fare la differenza!

Due sono gli elementi fondamentali di un nuovo progetto aziendale: il Business Plan e la ricerca di Equity.

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Chi siamo

J&M Global Advisory è un network di tecnici, professionisti, manager, con esperienza e in grado di fornire servizi innovativi a 360° alle imprese.

La società nata nel 1996 ha sede a Londra, uffici di rappresentanza diretta a Milano, Bellaria, Casablanca, Tirana, nel corso degli ultimi anni ha stretto rapporti con studi di consulenza in diversi paesi emergenti e non, India, Iran, Cina, Corea, Polonia, Sud Africa ecc. Grazie a questa vasta rete di collaborazione J&M è in grado di fornire strumenti utili alle imprese interessate a implementare un processo di Internazionalizzazione e di Tax planning

Cosa facciamo

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La mission di J&M consiste nel supportare, affiancare, guidare, imprenditori e privati nel raggiungimento degli obiettivi definiti.

Al fianco degli imprenditori nel cammino verso la creazione, sviluppo, alienazione, o chiusura della propria attività, è una guida solida e costante nel fornire un supporto specialistico nei settori strategici dell’azienda. Mettiamo a disposizione il nostro know-how e la garanzia di un impegno finalizzato all’acquisizione di valore e di vantaggi competitivi.
Al fianco dei privati nella pianificazione, protezione e passaggio generazionale del patrimonio familiare. Mettiamo a disposizione la nostra esperienza e know-how.


I nostri valori

I nostri clienti sono la nostra linfa vitale, senza clienti non si sviluppano professionalità, competenze ma soprattutto esperienza. Per questo l’interesse per i nostri clienti è al disopra di quello nostro personale.

Migliorare le performance dei nostri clienti è il nostro valore

Mediante il costante sviluppo del nostro network internazionale
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