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I danni provocati dall'uso della benzina verde sui motori storici.

Salve a tutti sono Pippo di SidecarNapoli,
Oggi vi parlerò della benzina verde o senza piombo e degli effetti sui motori datati ( per non dire vecchi), però prima di spiegarvi gli effetti vi voglio spiegare le piccole differenze tra benzina verde e benzina rossa ( la vecchia SUPER).
Come tutti voi ben sapete e come si intuisce dalla parola la benzina che attualmente utilizziamo non ha più il piombo tra i vari componenti che la compongono ma viene usato un altro componente per mantenere lo stesso numero di ottani della vecchia benzina. Ma la cosa che forse non tutti sanno e che fin dal lontano 1970 la percentuale di piombo era ridotto, fatta questa piccola precisazione. Vi spiego a cosa serviva il piombo nella benzina, contribuiva alla lubrificazione delle sedi delle valvole (organi che lavorano non lubrificati dall’ olio motore), un’altra differenza la troviamo nel numero di ottani fattore che influisce sulla combustione, maggiore è il numero di ottani migliore sarà la combustione. Il numero di ottani indica il potere ANTIDETONANTE della benzina, ossia la tendenza a non auto accendersi alle elevate temperature.
Fatta queste precisazioni passiamo ad esaminare i danni che comporta l’utilizzo della benzina verde:
La mancanza di piombo aumenta quindi l'usura di valvole e sedi quindi occorre controllare più frequentemente i valori di gioco a freddo delle punterie
L'usura del materiale porta infatti le valvole a rientrare nella propria sede, così il gioco delle punterie diminuisce fino ad annullarsi
Senza gioco, la valvola non chiude più, e quindi si "brucia".
In questo caso bisogna rifare la testata sostituendo valvole, sedi e guide e rettifica manuale dell'accoppiamento valvola/sede
Il basso numero di ottani può innescare fenomeni di "detonazione", ossia di accensione spontanea della miscela aria/benzina prima dello scoccare della scintilla sulla candela, ciò nel tempo può causare danni al pistone ed alle bronzine.

Rimedi da adottare per non avere danni:
Fare una corretta manutenzione, facendo controlla periodicamente il gioco valvole e la carburazione.
Utilizzare degli additivi ( facilmente reperibili) che miscelati con la benzina aiutano a lubrificare le parti e aumentano il numero di ottani. Questi prodotti non utilizzano altri componenti che sostituiscono efficacemente il Piombo.
Ciao e alla prossima dal vostro Pippo

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08/02/17
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Salve a tutti dopo un breve periodo di sosta sono qui con voi per darvi qualche consiglio su come affrontare il lungo letargo invernale con i vostri sidecar. Le accortezze che è necessario mettere in pratica al più presto, per non trovarsi impreparati con l’arrivo dei primi raggi di sole sono poche e vi permetteranno di godervi il vostro amato sidecar senza dover sborsare quattrini dopo il lungo periodo di letargo. Le accortezze che è necessario mettere in atto al più presto sono le seguenti: alimentazione, tubazioni in gomma, carrozzeria e sospensioni.
Alimentazione. Fare un pieno di carburante, aggiungere un additivo, lasciare il motore girare fino a che non sarà in temperatura. In questo modo l’additivo si sarà diffuso in tutto l’impianto di alimentazione.
Pneumatici. Cospargere l’interno e l’esterno della gomma con un prodotto che eviti a questa stessa di seccarsi. Per evitare zone piatte della gomma, sollevare il sidecar su martinetti.
Vernice. Proteggere la vernice con uno strato di cera prima di coprirla con un telo.
Antigelo (solo per quelli con impianto di raffreddamento) . Un antigelo di scarsa qualità può comportare scarsi risultati e il rischio di congelamento (rottura) di parti importanti come basamento, teste, radiatori. Controllare l’antigelo e la sua effettiva qualità.
Batteria. Collegare la stessa ad un mantenitore con carica lenta e automatico, se non dovesse essere possibile accendere il sidecar perlomeno una o due volte al mese e aspettare che arrivi a temperatura.
Movimento: anche in garage spostare il sidecar se non si è messo sui martinetti

Cose da evitare
Pressione sbagliata. Se gli pneumatici si sgonfiano e restano sgonfiati a lungo, possono prodursi danni alla spalla della gomma. Se il sidecar non è sollevato, assicurarsi che la pressione di gonfiaggio sia quella corretta.
Telone. Non coprire il sidecar con tela catramata. Questa è una trappola per l’umidità, che ha un effetto abrasivo sulla vernice e sulle parti in ferro.
Serbatoio carburante. Mai lasciare il serbatoio con poca benzina l’aria all’interno favorisce la ruggine.
Per ora è tutto ci leggiamo alla prossima se avete argomenti da proporre non esitate a contattarci un saluto Pippo di SidecarNapoli
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Ciao e ben tornati,
sono Pippo della SidecarNapoli e oggi voglio rispondere a tutte quelle persone che mi chiedono un telaio sidecar universale per Vespa, la mia risposta è e sarà sempre la stessa guardate la vostra mano le dita sono tutte uguali? No e dunque non può esistere un telaio che vada bene ad una VB30T e allo stesso tempo ad una GS o addirittura ad una PX. Premesso questo vi voglio raccontare di un cliente che per risparmiare ( cosi credeva ) si presenta da noi con un telaio universale e con una vasca con il pianale in vetroresina, dopo un breve sguardo al kit ci siamo sentiti in obbligo di sconsigliarli l’utilizzo di quel kit . La cosa non è stata gradita dal cliente nell’ immediato, però dopo qualche ora, in cui abbiamo dimostrato con i fatti spiegandogli che il telaio cosi come l’aveva portato non sarebbe stato possibile installarlo alla sua Vespa PX perché le inclinazioni facevano si che la ruota (sidecar) non era nella giusta posizione e quindi ne comprometteva l’affidabilità, che la vasca con il pianale in VTR risulta più leggera di quello con il pianale in legno ma lo rende meno sicuro inconveniente subito recepito. Alla fine la nostra chiarezza ci ha premiati e il cliente comunque ci ha affidato la realizzazione del suo sidecar.
Un saluto a tutti Pippo
PS prima di acquistare un kit sidecar contattateci e cercheremo di consigliarvi anche se poi non vi rivolgerete a noi per l’installazione
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28/04/16
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Ciao e ben tornati, 
le mie avventure col sistema frenante dei sidecar è continuato ancora per qualche giorno, infatti prendendoci gusto ma soprattutto avendoci fatto la mano il solo freno della moto non bastava più per fermare la mia “folle corsa” in sidecar e quindi armato di tanta pazienza abbiamo realizzato il freno sulla ruota sidecar, in varie versioni per le moto con impianto freno idraulico l’impegno nella realizzazione è stato minimo mediante un ripartitore di frenata abbiamo comandato le due ruote posteriori con un solo pedale, la cosa si è fatta interessante dovendo affrontarlo su moto con freno a ganasce la prima decisione è stato mettere un secondo pedale sotto il pedale posteriore ma la cosa non ci soddisfaceva perché la forza che ci voleva per avere una buona frenata era tanta e allora abbiamo spremuto le meningi e grazie ad un sistema di leveraggi abbiamo ottenuto un ottimo compromesso. Ora dovevamo inventari qualcosa per le vespe e anche qui dopo attenti studi abbiamo creato un sistema di frenata integrale sempre comandato da un solo pedale. Però la vera “impresa” è stata accontentare un cliente che voleva si il freno sulla ruota del sidecar ma lo voleva comandare in maniera indipendente, gli serviva solamente per aiutarsi nell’affrontare i tornanti durante le sue passeggiate in montagna. Pensa e ripensa abbiamo adattato un sistema semplice ma nello stesso tempo efficace, mediante l’utilizzo di una terza leva ( oltre freno e frizione) abbiamo realizzato un freno autonomo e di facile utilizzo. Anche per oggi abbiamo finito se avete delle richieste particolari non esitate a contattarci e cercheremo di rispondervi un saluto Pippo 
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Freno di stazionamento

Ciao sono sempre io Pippo di SidecarNapoli,
l’ultima volta abbiamo parlato delle mie avventure alla guida che per mia “sfortuna” o per il vostro “piacere” sono continuate, un’altra cosa “diversa” nella guida del sidecar è la frenata, premesso che per moto con potenza inferiore ai 35Kw non è obbligatorio il freno sul carrozzino, la cosa che mi viene subito in mente è stata la sosta ero in giro con una vespa GL 150 arrivato a destinazione la zona per il parcheggio era leggermente in discesa pensai basterà inserire una marcia per tener buona la vespa?? E invece no anche se con piccoli movimenti si muoveva ??????? presi una pietra e la misi sotto la ruota del sidecar, durante la manifestazione non trovavo pace per il sistema poco professionale ( erano le prime uscite ). Il giorno dopo tornato in officina subito ci mettemmo all’opera e con uno spillo in acciaio e una catena (molto piccola) realizzai un freno di stazionamento, forai la leva freno anteriore nella parte che si vede quando si tira il freno e fermai la leva con lo spillo rapido ed economico.
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Manuale di Guida

Mi capita spesso di ricevere richieste di manuali che insegnino a guidare il sidecar la mia risposta è sempre la stessa: Quando hai imparato ad andare in bicicletta hai letto un manuale???...... Credo proprio di no! Quindi perché ci dovrebbe essere un manuale per i sidecar. Partiamo dal fatto che ogni sidecar è unico nel modo di guidarlo(tanti fattori incidono), come del resto il “pilota” esiste chi è ha più dimestichezza nella guida, chi impara più facilmente.Comunque tanto per essere chiari il sidecar ha un secolo di vita se non di più ed è stato guidato da migliaia di persone, non vedo perché non dovresti guidarlo tu. La cosa importante è andare per gradi, iniziano col sentire le reazioni del sidecar. Il consiglio che mi sento di darvi fin da subito e che dovete dimenticare per un momento lo stile di guida che avete con la moto in fatti con la moto sei abituato ad affrontare una curva inclinando la moto e distribuendo il peso nella direzione della curva, con il sidecar tutto questo “ dimenticalo” perché essendo un veicolo asimmetrico devi ragionare in maniera diversa “ a tutti dico che bisogna ragionare come se si fosse alla guida di un’auto” perché col sidecar non “pieghi” ma “giri”, un’altra cosa importante che avendo da ricordare che non tutti i carrozzini hanno la ruota motrice e questo incide sulla guida in modo particolare nelle partenze e in arresto del sidecar, tutto questo perché la ruota non motrice parte leggermente in ritardo e si ferma leggermente in ritardo, dandovi la sensazione che il veicolo vada verso il carrozzino, sia esso posizionato a sinistra (vespe d’epoca) che a destra la maggior parte dei casi. La mia prima sensazione alla guida di un sidecar è stata quasi la stessa descritta, però dopo pochi metri è tutto cambiato ed ora ho scoperto un nuovo modo di viaggiare.
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Ciao sono Pippo di SidecarNapoli e se stai leggendo significa che sei interessato ad un sidecar!!!!


Noi della SidecarNapoli ci occupiamo del’installazione e dell’omologazione di sidecar su moto e scooter, il sidecar è un veicolo asimmetrico con tre ruote e nasce dall’ Unione di un motociclo ed una carrozzino da qui il termine italiano motocarrozzetta in inglese sidecar (definizione più usata). Ma per ora non voglio annoiarti con spiegazioni tecniche. Quindi parliamo del perché desideri un sidecar, sicuramente perché si fa notare, puoi portare in giro tutta la famiglia, puoi viaggiare e non limitarti nei bagagli e qui farai felice la tua dolce metà, ti fermi al semaforo e non poggi i piedi a terra, ma soprattutto lo puoi realizzare in modo che rispecchi la tua personalità, questi sono i pregi ora passiamo ad elencare i difetti (ne sono pochi) è ingombrante come un’auto ma sicuramente ti da più emozioni, questo mi fa venire in mente i mie primi metri su tre ruote, ( ti può interessare leggere guidare un sidecar se non lo hai fatto ancora) parto deciso il sidecar mi tira un pochino da un lato faccio forza sullo sterzo e vado, alla prima curva chiudo leggermente il gas e accenno alla “piega” in quell’attimo sento la moto rigida e realizzo che sono su tre ruote e non su due attimo di panico …… poi penso con l’auto non piego quindi neanche col sidecar e allora “giro” fino a quando poi non affronti una curva a sx e li la cosa diventa interessante, situazione accaduta ad un cliente persona di grossa statura ( in tutti i sensi) la sua prima curva a sidecar vuoto si trovo ad affrontarla su due ruote perché avendo il carrozzino vuoto gli fu facile bilanciare il peso e andare in piega, tornato in officina con la faccia bianca decidemmo di mettere una zavorra nel porta bagagli del sidecar problema risolto…………. Di aneddoti ne ho tanti da raccontare seguitemi scoprirete il magnifico mondo dei sidecar!!!!!!!!!!!!!!!!!

Ciao da Pippo di SidecarNapoli
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Mi presento

Ciao a tutti sono Giuseppe Uglietti meglio conosciuto come Pippo o Pippomoto e da un po come Pipposidecar, cosa dire di me sono della classe del 71 vado in moto da quando avevo tre anni, ne ho prese di cadute e negli ultimi cinque anni mi sono dedicato all'installazione di sidecar
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