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RIABILITAZIONE CON CORONE TELESCOPICHE

lavori molto precisi che permettono un altissimo controllo di placca.
La placca è la vera responsabile dei fallimenti di altre metodiche!
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BRUXISMO
Il termine deriva dal greco, significa “rumore di denti”, digrignare i denti causando un eccessiva usura degli stessi.

E' coinvolta 1 persona su 10.
Ha uguale incidenza tra i due sessi.

Anche il “serramento dentale” è definito come bruxismo, quindi abbiamo:
1. Bruxismo “rumoroso” (digrignamento)
2. Bruxismo“silenzioso” (serramento)
3. Bruxismo misto

Si può classificare anche come:
•Diurno (meno frequente), meglio dire “nella veglia”.
•Notturno (più frequente), meglio dire “durante il sonno”.

Il singolo episodio di bruxismo:
a) Dura in media 9 secondi.
b) Può essere accompagnato da aumento della frequenza cardiaca e vasocostrizione sottocutanea fino all’ ipertensione.
c) Se il soggetto è svegliato, non mostra, di solito, consapevolezza del fenomeno.

Si classifica tra le para-funzioni ed è uno dei fattori principali dei disordini temporomandibolari in grado di provocare dolori muscolari e all’articolazione temporo-mandibolare con dolore vicino all’orecchio.


CAUSA
Potrebbe essere causato da una malocclusione (denti che non combaciano bene) ?
Non lo si è ancora dimostrato, ma una certa correlazione con le mal-occlusioni, dovrebbe sussistere.
Altri fattori che concorrono sono: la depressione e l’ansia, i disturbi del sonno, l’assunzione di alcuni farmaci, l’ipertensione e le aritmie (disturbi del battito cardiaco).

C’è predisposizione familiare o genetica.

Il bruxismo diurno è consapevole: il soggetto sa di digrignare o serrare i denti e spesso si ritrova in tensione quando è sotto stress o molto concentrato.

Nel bruxismo notturno i rumori possono essere avvertiti da chi ci sta accanto, ma soprattutto al risveglio si percepisce una stanchezza muscolare, frequenti mal di testa e talvolta una leggera dolenzia ai denti. In questo caso si vede che i denti sono consumati (faccette di usura).

Nel caso vi sia solo serramento l’usura dentale puo essere minima ma i muscoli masticatori sono iperattivi.

Quale la causa ? Una volta si credeva dipendesse dai precontatti della malocclusione, ma non è sufficiente a spiegare il serramento, si verifica anche in situazioni occlusali ottimali, e soprattutto l’eliminazione delle presunte interferenze, non sempre risolve il fenomeno.

Secondo una teoria più recente il problema è nel sistema nervoso centrale (in particolare nei nuclei motori del trigemino). È acquisito per plasticità neurale, viene “imparato a memoria” e ripetuto quasi involontariamente (diurno), un disequilibrio tra nuclei che innescano contrattura muscolare e nuclei che la frenano. Tuttavia alcuni farmaci antidepressivi migliorano ed altri peggiorano il bruxismo.

Il bruxismo è frequentemente associato a:
1. Sindrome da apnea ostruttiva del sonno,
2. Russamento importante,
3. Alterazioni del sonno,
4. Bevitori di alcol,
5. Bevitori di caffè,
6. Fumatori,
7. Soggetti molto stressati, con ansia e depressione;
8. Alterazioni elettroencefalografiche, spesso durante i 10 secondi che precedono un episodio di bruxismo
9. Sensazione soggettiva di soffocamento, sudorazioni,
10. Apnee e eccessivo numero di microrisvegli (arousal).
11. Allucinazioni notturne.
12. Mal di testa al risveglio.
13. Sonnolenza diurna.
Pare inoltre che il bruxismo sia spesso associato ad ipertensione.
Un’ altra ricerca è davvero interessante. Se si fanno stringere i denti (serramento), anche da svegli, aumenta la pressione del sangue, sia in soggetti con pressione normale che in quelli ipertesi.

Terapia?
Premesso che le conoscenze sul fenomeno sono piuttosto limitate, il migliore dispositivo rimane il bite, costruito su misura secondo certi criteri che dà sollievo soprattutto all’articolazione spesso interessata dal dolore. Un trattamento non iinvasivo, reversibile.

Associata al bite naturalmente è opportuno intraprendere una terapia per annullare od alleviare il dolore in altri distretti muscoloscheletrici, pertanto il consulto con ortopedici, fisiatri ed osteopati conferisce il miglior risultato. Può essere preso in considerazione l’ imparare lo stretching dei muscoli masticatori.

La costruzione del bite, la sua altezza e la sua funzionalizzazione fanno ottenere un buon risultato.

Curata la parte acuta, tolto il dolore e ridotta la sintomatologia si puo iniziare una terapia ortodontica e/o protesica che ripristina la funzione masticatoria, la fonesi e l’ estetica.

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IL BITE

“BITE” (inglese), significa il tipo di ”morso”, cioè come i denti vengono a contatto, come "ingranano" tra loro.
Se l’ingranaggio non è preciso e non rispetta certe regole, si parla di “malocclusione” . Abbiamo malocclusione quando i denti "ingranano male".

Questa situazione si può accompagnare a dolore e rumori ("Disordine temporomandibolare").
Inoltre la presenza di bruxismo(digrignamento) o auto-traumatismi dentari rendono più difficile la terapia.
Di solito, per attenuare i sintomi si va dal dentista per costruire un “BITE” su misura.
* Esistono molte tecniche di confezionamento del bite dentale ma nessuna è stata scientificamente dimostrata superiore all’altra.
Molti danno importanza allo spessore del dispositivo che verrà a frapporsi nel morso: da 1 a 8,15 millimetri. Si è osservato un risultato migliore per gli aumenti maggiori dell’altezza verticale: riduzione più veloce e completa dei sintomi clinici bruxismo, dolore temporo-mandibolare e click(rumori all’articolazione).
Aggiustamenti del bite vanno sempre eseguiti

DOPO IL BITE……….
Quando non è più presente dolore, è necessario ovviare a:
1. mancanza di denti parziale o totale;
2. correggere in maniera permanente l'errato contatto dentale con ortodonzia, ripristino dei denti mancanti, ecc.
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Sigarette elettroniche, sono davvero innocue?


ROCHESTER, New York, USA/Quebec City, Canada: le sigarette elettroniche continuano ad essere popolari tra i giovani e gli ex fumatori poiché sono quasi sempre percepite come un’alternativa più salutare alle tradizionali sigarette. Nonostante questo, due recenti studi condotti da ricercatori americani e canadesi ha messo in evidenza come l’esposizione regolare ai vapori della sigaretta elettronica porti danni alle gengive, infiammazioni, infezioni e malattia parodontale.


Entrambi gli studi hanno investigato gli effetti sulla salute a livello cellulare e molecolare attraverso esperimenti in vitro. Il team del prof. Mahmoud Rouabhia dell’Université Laval di Quebec City ha esposto le cellule epiteliali delle gengive al vapore della sigaretta scoprendo che un gran numero delle stesse cellule morivano dopo appena qualche giorno. «Le cellule epiteliali della bocca sono la prima difesa del corpo contro le infezioni microbiche», ha affermato Rouabhia. «Ci proteggono anche da molti microorganismi che vivono nella nostra bocca».

Per simulare ciò che accade nella bocca di un individuo che inala il vapore della sigaretta elettronica, i ricercatori hanno messo delle cellule epiteliali umane in una piccola camera, immerse in una soluzione simile alla saliva. Il vapore della sigaretta è stato poi pompato all’interno della camera alla velocità di due inalazioni da 5 secondi ciascuna, ogni minuto, per 15 minuti al giorno. Le osservazioni al microscopio hanno mostrato come la percentuale delle cellule morte (che normalmente è del 2%) sia salita al 18, 40 e 53% dopo, rispettivamente, uno, due e tre giorni di inalazioni.

«Al contrario di quanto comunemente si crede, il vapore delle sigarette elettroniche non è soltanto acqua», ha detto Rouabhia. «Anche se non contiene le stesse componenti delle sigarette tradizionali, espone comunque i tessuti della bocca e il tratto respiratorio ad altri componenti che sono il risultato del surriscaldamento della glicerina vegetale e dell’aroma di nicotina contenuti nel liquido della sigaretta».

Gli effetti cumulativi di questo particolare danno alle cellule non sono stati ancora documentati ma sono piuttosto preoccupanti secondo Rouabhia. «I danni alle barriere difensive della bocca possono portare al rischio di infezioni, infiammazioni e malattie gengivali. Nel lungo periodo può anche aumentare il rischio di cancro. Questo sarà tema di investigazioni future», ha concluso Rouabhia.

I ricercatori della University of Rochester Medical Center, negli Stati Uniti, sono giunti a conclusioni simili. Il Dott. Irfan Rahman, della University’s School of Medicine and Dentistry, insieme ai colleghi, ha esposto cellule epiteliali umane ai vapori sopra descritti: «Abbiamo scoperto che quando si bruciano i vapori della sigaretta elettronica, le cellule rilasciano le proteine infiammatorie, che a loro volta stressano le cellule stesse; la situazione può dunque condurre a diverse patologie orali», ha spiegato Rahman.

Molte sigarette elettroniche hanno una batteria, un sistema di riscaldamento e una cartuccia che contiene il liquido; questo è composto principalmente da nicotina e altri componenti chimici. I ricercatori americani hanno scoperto che anche questi componenti, che danno il gusto al liquido, sono nocivi per le cellule gengivali. «Abbiamo scoperto che gli aromi utilizzati, alcuni più di altri, peggioravano i danni alle cellule», ha detto un autore dello studio, Fawad Javed, dell’Eastman Institute for Oral Health.

«Ulteriori ricerche, che includano studi di lungo termine e comparativi, sono necessari per meglio comprendere gli effetti delle sigarette elettroniche», ha concluso Rahman, il quale vorrebbe che i produttori indicassero tutti i materiali e i componenti chimici usati, in modo che i consumatori siano consapevoli dei potenziali pericoli dietro all’utilizzo delle sigarette elettroniche.
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L’ansia per il dentista: i ricercatori scoprono le basi genetiche


MORGANTOWN, W.Va., USA: L’ansia associata al dentista, causata in particolare dalla paura del dolore, è un problema comune che affligge molti pazienti e può arrivare ad inficiare l’igiene della bocca in grandi fasce della popolazione mondiale. Gli psicologi statunitensi hanno scoperto che, oltre ai fattori ambientali, anche la genetica può giocare un ruolo nello sviluppo di una condizione ansiogena.


Lo studio, che ha incluso 1.370 partecipanti dagli 11 ai 74 anni, dei quali 827 femmine, ha dimostrato che la paura del dolore, un problema correlato ma distinto dalla paura del dentista, è ereditaria. I ricercatori hanno evidenziato come alcuni geni che influenzano la paura del dolore possano allo stesso tempo condurre all’ansia per le sedute dentistiche.

«La conclusione più importante dello studio è che i geni possono rendere gli individui più suscettibili allo sviluppo dell’ansia in vista di un potenziale dolore», ha detto Cameron L. Randall, principale autore che lavora presso il Department of Psychology della West Virginia University, dove lo studio è stato condotto.

Secondo i ricercatori, queste nuove scoperte potrebbero avere vaste implicazioni nel futuro dei trattamenti dentali, per esempio potrebbero condurre a una migliore consapevolezza del problema e questa, a sua volta, porterebbe a possibili interventi di riduzione dello stress, condizione che spesso impedisce di sottoporsi a cure adeguate.

«Queste informazioni, insieme a una consapevolezza maggiore dei fattori scatenanti lo stress, come le precedenti esperienze o l’ambiente esterno, può aiutarci a implementare nuovi interventi per ridurre la ‘fobia del dentista’», ha concluso Randall.
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I batteri nel nostro apparato digerente sono circa 100.000 miliardi, più di un chilogrammo.

Ogni persona ha la propria personale colonia batterica.

I batteri probiotici collaborano col sistema immunitario, sottraggono nutrienti preziosi ai batteri patogeni(che portano patologie, malattie) e rilasciano essi stessi sostanze antimicrobiche: riescono ad avere la meglio, sopravvivono e sconfiggono gli altri batteri e riescono a rimanere in equilibrio tra loro (si tratta di alcune centinaia di specie batteriche diverse). Fanno fisicamente barriera al possibile ingresso di altri microbi e tossine(non solo batteriche!). Producono sostanze che aiutano a digerire alcuni alimenti, producono molecole anticancro.

Il lactobacillo ne è un esempio, ma se ne stanno scoprendo molti altri nuovi, e con comportamento biologico diverso

È meglio parlare di simbiotici (probiotici e prebiotici), una vera forza della natura per il nostro benessere, tutela biologica di questo secolo.

Sin dalla nascita la nostra mamma ci trasmette i primi microrganismi attraverso il latte. L’ intero tubo digerente viene popolate da numerosi microrganismi, la bocca è solo il primo tratto. Un tempo si parlava di flora batterica, normale, benigna. In bocca sono presenti centinaia di specie batteriche che devono permanere in equilibrio tra loro.

Finalmente qualcosa di nuovo nell’ igiene orale. Alcuni test scientifici annunciano che siamo giunti ad una svolta epocale nella lotta contro carie e parodontopatie, cioè le affezioni orali responsabili di tante sofferenze, ingenti spese e perdita di salute.

La salute orale è importantissima non solo per la conservazione di denti e gengive; recenti studi internazionali hanno dimostrato l’esistenza di una potenziale relazione tra la salute orale e quella dell’intero organismo. I batteri patogeni che non sono stati eliminati dalla bocca tramite opportune manovre di igiene orale, possono dare il via ad una vera e propria “reazione a catena” di infezioni ed infiammazioni, con possibili gravi conseguenze sistemiche (cioè generali).

Infatti, è stato scientificamente dimostrato che i batteri patogeni del cavo orale sono in grado di raggiungere tutti gli organi del nostro corpo attraverso la circolazione sanguigna.

Alimentazione scorretta, con eccessivo consumo di carboidrati raffinati(zucchero), assunzione di troppe proteine animali, oppure l’abitudine di mangiare in fretta, masticare poco e poi ancora; preoccupazioni, stress, malattie, utilizzo di farmaci, una scorretta igiene orale. . .

La speranza nasce dalla scoperta di probiotici attivi, che riequilibrano e rinforzano le naturali difese della bocca. Agiscono in modo mirato sul microbiota già esistente potenziandolo e riducono la placca dentale e con essa carie e gengiviti.
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Studio Lucchese, via Pinelli 9, oppure accesso più comodo da via del Commissario 48-60, Padova
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IMPIANTI DENTALI
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