Profili penali relativi alla scheda carburante.
Qualora un soggetto IVA aumenti in modo artificioso i costi deducibili e l’IVA detraibile, registrando schede carburante di fatto “false”, avrà effetti, non solo da un punto di vista fiscale, ma anche da quello penale. Infatti, generalmente in sede di controllo da parte della Guardia di Finanza, che svolge anche funzioni di polizia giudiziaria, emergono elementi incontrovertibili circa la
falsificazione delle schede carburante, tali da rendere necessaria la trasmissione della notitia criminis all’Autorità giudiziaria, con il conseguente avvio delle indagini penali.
Al riguardo si evidenzia che la Cassazione ha stabilito che in presenza di schede carburanti false, allo scopo di aumentare i costi deducibili e l’IVA detraibile,
scatta il reato penale (dichiarazione fraudolenta mediante uso di fatture o altri documenti per operazioni inesistenti).
Ulteriori informazioni su http://www.schedacarburante.it

Abolizione della scheda carburante...i soggetti passivi IVA che effettuano gli acquisti di carburante esclusivamente mediante carte di credito, carte di debito o carte prepagate emesse da operatori finanziari, non hanno l’obbligo di tenere la scheda carburante. Il regime agevolativo è alternativo rispetto alla scheda carburante e deve essere riferito al soggetto d’imposta e non agli autoveicoli; ciò significa che può essere applicato solo se i pagamenti per tutti i rifornimenti avvengono mediante sistemi elettronici.
L’adozione di una modalità diversa, anche per una sola operazione, esclude la possibilità di esonero dalla scheda carburante.
E’ possibile variare la scelta del sistema adottato da un anno all’altro.

Il tema dell'abolizione della scheda carburante è ampiamente trattato in monografia reperibile su http://www.schedacarburante.it


Uno degli errori più frequenti nella predisposizione della scheda carburante è quello di farsi mettere i timbri del gestore l'impianto autostradale, magari con la sua firma, e poi successivamente, con calma a casa, completare il rifornimento con la data e l'importo pagato. Così in caso di controllo, risulterà evidente la stessa calligrafia dell'imprenditore usata nell'indicare il periodo di riferimento, gli estremi del veicolo e i km finali.
Maggiori informazioni nella monografia che trovi su http://www.schedacarburante.it.

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Scheda carburante e rappresentanti di commercio

La disposizione normativa contenuta alla lettera c) dell’art. 19-bis1 del D.P.R. n. 633/1972 conferma la detraibilità al 100% dell’imposta relativa all’acquisto di veicoli da parte degli agenti e rappresentanti di commercio e quindi anche dell’imposta relativa all’acquisto di carburante.

D.: Un agente di commercio che possiede un’unica autovettura può detrarre integralmente l’IVA con totale tranquillità?
R.: Certamente no, perché si deve in ogni caso tenere presente un altro principio generale contenuto nel comma 4 dell’articolo 19 del D.P.R. n. 633/1972, nell’ambito del quale si stabilisce che l’imposta assolta sull’acquisto di beni e servizi utilizzati in modo promiscuo non può essere detratta integralmente, dovendosi determinare la misura della detrazione stessa in conformità a “criteri oggettivi, coerenti con la natura dei beni e servizi acquistati”.
Dal momento che dal 1° gennaio 1998 è entrata infatti in vigore la disposizione contenuta nel 4° comma dell’art. 19 del D.P.R. n. 633/1972, anche gli agenti e rappresentanti di commercio possono pertanto vedersi ridotta la detrazione dell’Iva sulle spese di impiego del veicolo utilizzato come bene strumentale.

Per i beni e servizi utilizzati in parte anche per operazioni non soggette all’imposta o per fini privati o comunque estranei all’esercizio dell’impresa, la detrazione è infatti preclusa per la quota d’Iva relativa a tali utilizzi.

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