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231 * “Kill Bill: Vol. II” (Quentin Tarantino, USA, 2004) tit. it. “Kill Bill - Volume 12” * con Uma Thurman, David Carradine, Michael Madsen
Conclusa la lunga “introduzione” con l’eliminazione di un paio di soggetti sulla “lista nera” di Uma, ecco la seconda metà, più parlata, a tratti quasi filosofica, con scontri più brevi e sorprendenti, punteggiata da racconti significativi e azioni a dir poco sadiche.
Dialoghi, colonna sonora, inquadrature, colori e dettagli ancora una volta calamitano l’attenzione dello spettatore attento che sa leggere (almeno in parte) riferimenti e citazioni e, al contrario di quelli superficiali e distratti, sa che in un film di Tarantino niente è casuale.
Il buon Quentin si conferma un maestro nel padroneggiare un formato non facile come il Panavision (2.35 : 1) e ciò, ovviamente, vale anche per l'altro.
Da guardare, ovviamente a brevissima distanza di tempo dal Vol. I, ancora meglio se in continuità.

IMDb 8,0 RT 84% #cinema #film 
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23/07/17
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230 * “Kill Bill: Vol. I” (Quentin Tarantino, USA, 2003) tit. it. “Kill Bill - Volume 1” * con Uma Thurman, Lucy Liu, Vivica A. Fox, Daryl Hannah
Ho aspettato di ri-guardare anche il “Vol. II”, in sequenza, prima di stendere le due micro-recensioni. Dovrebbe essere chiaro a tutti che Tarantino l’ha pensato come un solo film e che è stato distribuito in due parti per motivi commerciali ... il secondo non è un sequel, è il completamento della storia lasciata a metà nel primo.
Ovviamente non stupisce l’abbondanza di sangue, né il linguaggio, né i temi e pertanto ciò che è da apprezzare di più sono le scene in sé e per sé, il montaggio, i frequenti dettagli mostrati in primo piano, il lungo inserto realizzato con disegni in stile “anime” e, assolutamente non da ultimo, la variegatissima e sempre appropriata colonna sonora che include ben oltre 30 temi e canzoni.
Tuttavia, devo dire che ho trovato la scena che precede lo scontro di Uma Thurman (the Bride) con O-Ren Ishii (Lucy Liu) eccessivamente lunga e ripetitiva, rompe il ritmo fino a quel punto incalzante e, pur volendola vedere come un omaggio ai B-movie di arti marziali orientali, stona rispetto al resto.
Tarantino presenta vari personaggi (in primis The Bride) senza lasciar trapelare troppo, proponendo molti avvenimenti in modo vago e avvolti nel mistero, i flashback aiutano ma non sono esaurienti, del Bill del titolo ci fa sentire solo a voce, si vede una sua mano, ma non il volto.

... segue nel post seguente: 231 * “Kill Bill: Vol. II”

IMDb 8,1 RT 85% #cinema #film
al 180° posto nella classifica IMDb dei migliori film di sempre
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23/07/17
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229 * “Midnight Cowboy” (John Schlesinger, USA, 1969) tit. it. “Un uomo da marciapiede” * con Dustin Hoffman, Jon Voight, Sylvia Miles
Film che ha fatto epoca, emblematico nell’ambito della rivoluzione del Nuovo Cinema Americano (American New Wave) soprattutto per aver portato sullo schermo, in modo abbastanza esplicito per l’epoca, scene di prestazioni sessuali a pagamento (in questo caso da parte del protagonista, un “gigolò”), di un doppio stupro e di incontri omosessuali. All’uscita fu addirittura classificato “X” come i film pornografici e solo dopo vari anni (pur senza tagliare niente) passò a “R”.
Superba l’interpretazione di Dustin Hoffman, per molti (me compreso) la migliore della sua lunga carriera ... avrebbe meritato l’Oscar che invece andò a John Wayne per “True Grit”.
Quest’ultimo, già ben noto per le sue idee “conservatrici”, criticò aspramente e in modo palesemente omofobo i temi trattati in “Midnight Cowboy”.
"Wouldn't you say that the wonderful love of these two men in Midnight Cowboy, a story about two fags, qualifies as a perverse movie?"
Non è chiaro se questo suo astio fu accresciuto dal fatto di essere anche citato (seppur in modo non offensivo) in un dialogo fra Ratso (Hoffman) e Joe (Voight) a proposito dei cowboy:
Ratso : "Cowboys are fags!"
Joe: "John Wayne is a cowboy! Are you calling John Wayne a fag?"
A mio modesto parere è un gran film, non solo per quello che rappresentò all’epoca, ma anche per il modo di raccontare la storia di Joe Buck, sprovveduto giovane texano che da un paesino del sud si trasferisce a New York dove pensa di fare un mare di soldi semplicemente e “piacevolmente”. Il rapido montaggio, in particolare per le tante scene di ricordi, piacevoli e spiacevoli, sogni e fantasie, con alternanza di bianco/nero e colore è uno dei migliori che ricordi. Cinematograficamente parlando, lo trovo un film fatto talmente bene che le parole sono superflue.
Sarei curioso di sapere se e quante volte “Un uomo da marciapiede” è passato in TV in edizione integrale ...
La canzone “Everybody's Talkin' “ (composta da Fred Neil e cantata da Harry Nilsson), eseguita più volte nel corso del film, divenne un successo internazionale
Senz’altro un film da non perdere, per il soggetto e la sceneggiatura, le interpretazioni, la regia, il montaggio e la Musica! Cosa volete di più?

IMDb 7,9 RT 90% #cinema #film
3 Oscar (miglior film, regia, sceneggiatura non originale) e altre 4 Nomination per entrambe gli attori protagonisti Dustin Hoffman, Jon Voight, per Sylvia Miles non protagonista e per il montaggio.
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21/07/17
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228 * “The Silence of the Lambs” (Jonathan Demme, USA, 1991) tit. it. “Il silenzio degli innocenti” * con Jodie Foster, Anthony Hopkins, Lawrence A. Bonney
Pur apprezzandolo, non mi entusiasmò quando lo vidi oltre 25 anni fa né lo ha fatto ieri sera. Concordo su elogi e lodi all’indirizzo di Anthony Hopkins, del film nel complesso e della regia, ma continuano a non convincermi l’interpretazione di Jodie Foster e la sceneggiatura che la presenta pressoché come una incapace ... altro che “agente speciale” (oltretutto non sopporto la sua voce/pronuncia con la bocca quasi chiusa e le labbra serrate).
Diciamo che in genere tutto il sistema FBI, polizia, istituti di rieducazione e compagnia bella sembrano un’armata Brancaleone. Stavolta si esagera in senso opposto a quei film nei quali tutti capiscono tutto immediatamente, sono sempre pronti all’azione e, ovviamente, sono infallibili. A me piacciono di più i film con personaggi più “umani” e almeno in parte credibili, pur convenendo che le storie inusuali sono quelle che affascinano. Ripeto, soggetto ottimo, sceneggiatura non all’altezza.
Pur trovando spropositata la sua 23^ posizione nella classifica dei migliori film di tutti i tempi di IMDB (ma chi crede più alle classifiche? al massimo forniscono qualche input o ci ricordano qualche titolo dimenticato), mi sento di suggerire una attenta visione de “Il silenzio degli innocenti”.
5 Oscar (miglior film, regia, sceneggiatura non originale e migliori protagonisti Anthony Hopkins e Jodie Foster) e altre 2 Nomination per sonoro e montaggio.

IMDb 8,6 RT 95% #cinema #film 
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20/07/17
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227 * “Carne trémula” (Pedro Almodóvar, Spa, 1997) * con Liberto Rabal, Francesca Neri, Javier Bardem, Angela Molina, José Sancho, Penelope Cruz,
Più guardo e ri-guardo i film di Almodóvar e più li apprezzo. Al di là delle sue storie talvolta estreme, contorte, a spirale e spesso circolari con corsi e ricorsi di situazioni e scene, trovo che dimostri sempre un “buon gusto” (non sempre buongusto), con immagini, colori (inclusi i soliti classici colpi di rosso) e dettagli accompagnati da ottime colonne sonore (anche stavolta uno struggente pezzo di Chavela Vargas).
In “Carne trémula” ci propone (è co-sceneggiatore) non un triangolo ma un “pentagono” con due coppie e un elemento di disturbo (e relativamente disturbato, ma neanche gli altri scherzano) in una storia che si avviluppa su sé stessa, con tante incredibili coincidenze e casualità, forse poco credibili e plausibili eppure possibili, piazzate magistralmente nel corso di tutto il film.
Ottimo il cast, dai protagonisti agli attori di “contorno”, quasi tutti icone del cinema spagnolo e/o appartenenti a varie famiglie storiche. Liberto Rabal è nipote di Francisco “Paco” Rabal, Javier Bardem è nipote del grande regista Juan Antonio Bardem e di sua sorella minore Pilar che in questo film interpreta Doña “Centro de Mesa”.
Ri-guardato con molto piacere, e ovviamente lo consiglio.

IMDb 7,4 RT 80% #cinema #film 
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20/07/17
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226 * “Cabaret” (Bob Fosse, USA, 1972) * con Liza Minnelli, Michael York, Joel Grey, Helmut Griem, Marisa Berenson
Storia debole e (pretestuosi) riferimenti al nascente nazismo a parte, è un ottimo film.
Eccezionale Joel Grey, brava Liza Minelli, eccellente la colonna sonora e la parte visuale nel complesso.
Non per niente si aggiudicò ben 8 Oscar (Liza Minelli protagonista, Joel Grey non protagonista, regia, fotografia, scenografia, montaggio, sonoro, musica originale) e solo le altre 2 Nomination (miglior film e sceneggiatura non originale) non si trasformarono in altrettante statuette.
Consigliato.

IMDb 7,8 RT 97% #cinema #film 
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18/07/17
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224 * “En construccion” (José Luis Guerín, Spa, 2001) * con Juana Rodríguez Molina, Iván Guzmán Jiménez,Juan López López
Particolare ed interessantissimo documentario, privo di ogni commento con voce fuori campo. Attento, acuto, e particolarmente umano propone le reazioni di tutti quelli coinvolti in un modo o nell'altro nella demolizione di un vecchio edificio e la costruzione di un moderno grande condominio in un quartiere popolare di Barcellona. Deliziosi i commenti del "pubblico" che segue l'attento lavoro degli archeologi dopo la scoperta di una necropoli romana scavando per le nuove fondamenta. Egualmente appassionanti sono i racconti dei pensionati che ricordano avvenimenti vari e le loro molto particolari interpretazioni di problemi legati a economia, urbanistica, demografia e chi più ne ha più ne metta, l'interazione degli operai con gli "osservatori" affacciati da finestre e balconi circostanti o appena dietro reti e transenne, i diversi rapporti fra capomastri, supervisori e maestranze, che includono molti immigrati nord-africani, il tutto ai margini del "barrio chino" (quartiere cinese).
Unico elemento negativo, a mio parere, è le troppe scene dedicate alla giovane coppia di squatters tossicodipendenti.
Mi sembrano assolutamente meritati i 3 premi a San Sebastián e il Goya come miglior documentario per questo singolare racconto che va dal progetto finanziato con fondi europei alla vendita degli appartamenti, passando per demolizione e ricostruzione.
Date un'occhiata alle foto ...

IMDb 7,6 #cinema #film 
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16/07/17
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223 * “The Big Wheel” (Edward Ludwig, USA, 1949) tit. it. “La pista di fuoco” * con Mickey Rooney, Thomas Mitchell, Mary Hatcher
Film abbastanza scadente, dvd comprato solo per la presenza di Mickey Rooney, non particolare conosciuto in Italia, ma famosissimo negli States. Oltre 100 film e innumerevoli serie televisive, attivo fino ai suoi ultimi giorni di vita (“Notte al museo - Il segreto del faraone”, 2014, a quasi 94 anni), vita hollywoodiana molto intensa, con ben 8 matrimoni, il primo dei quali nientemeno che con Ava Gardner.
La sua particolarità? la statura, solo 1,57, ben 11cm in meno della suddetta Ava. Proprio per la sua altezza per anni a ricoperto ruoli del ragazzini imberbi, come è stato anche in questo caso all’età di 29 anni.
Tutto si svolge a margine delle gare automobilistiche in pista, prima su quelle sterrate di provincia e infine a Indianapolis.
Si fa guardare solo per curiosità, ma come detto in apertura vale ben poco.

IMDb 5,7 #cinema #film 
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222 * “Take the money and run” (Woody Allen, USA, 1969) tit. it. “Prendi i soldi e scappa” * con Woody Allen, Janet Margolin, Marcel Hillaire
Primo vero film di Allen, costruito quasi come un documentario sulla vita di un criminale (da strapazzo). Commedia abbastanza divertente (con solo alcuni spunti geniali) che portò il regista newyorkese all’attenzione del grande pubblico. Molti la giudicano una delle migliori di Woody Allen che cominciò ad esibire la sua vasta gamma di facce, smorfie e balbettii che poi divennero quasi il suo “marchio di fabbrica”.
La scelta del semidocumentario implica chiaramente tanta voce fuori campo che altrettanto ovviamente appesantisce la narrazione e il film si riduce ad una serie di sketch, divertenti ma abbastanza slegati fra loro. Meritano certamente i commenti dei genitori del “criminale” che, per la vergogna, rispondo alle domande dell’intervistatore cercando di rendersi irriconoscibili con naso finto, baffi e sopracciglia cespugliose, rassomigliando quasi a Groucho Marx.
Se invece della commedia preferite guardare un semi-documentario serio, fra il noir e il poliziesco, vi consiglio senz’altro “The Naked City” (Jules Dassin, 1948, 2 Oscar, con Barry Fitzgerald).
Woody Allen non è certo il mio regista preferito, riconosco che ha prodotto qualche discreta sceneggiatura, come “attore” non lo sopporto.
Dovranno passare vari decenni prima che ri-guardi “Prendi i soldi e scappa” e prima di allora certamente mi godrò almeno un altro paio di volte “The Naked City”.

IMDb 7,3 RT 90% #cinema #film 
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11/07/17
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221 * “Exodus” (Otto Preminger, USA, 1960) * con Paul Newman, Eva Marie Saint, Ralph Richardson, Peter Lawford, Lee J. Cobb, Sal Mineo
Lunghissimo (3h19’) film che ci fa conoscere un periodo della travagliata nascita dello stato di Israele, pochi anni dopo la fine della guerra, quando la Palestina era ancora sotto il dominio inglese. Storicamente interessante anche se non vi so assolutamente dire quanto sia accurato, ma certamente ci deve essere molta verità.
La precisa regia di Premiger certamente si fa notare, così come le buone interpretazioni degli attori, Paul Newman su tutti, mentre le due donne sono penalizzate dai loro personaggi più o meno insulsi, certamente irritanti. Non mi convince del tutto la Nomination ottenuta da Sal Mineo come attore non protagonista (lo ricorderete nel ruolo di Plato in “Gioventù bruciata”).
“Exodus” vinse l’Oscar per la miglior colonna sonora di film drammatico e ottenne anche un’altra Nomination per la fotografia a colori curata da Sam Leavitt.
Da guardare solo se motivati (qualunque siano i motivi), altrimenti non si giunge alla fine ...

IMDb 6,8 RT 64% #cinema #film 
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11/07/17
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