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Coltivazione sperimentale di Amaranto

L’amaranto è una pianta originaria dell’America Centrale e Meridionale, dalla coltivazione della quale è possibile ricavare dei chicchi commestibili racchiusi all’interno di fiori della tonalità di rosso da cui essa prende il nome. I chicchi rendono l’amaranto simile ad un cereale soprattutto per quanto riguarda il suo utilizzo alimentare viene perciò definito uno pseudo-cereale. Si tratta di una pianta particolarmente vigorosa. Le specie di amaranto commestibili e maggiormente produttive sono l’Amaranthus caudatus, l’Amaranthus cruentus e Amaranthus hypochondriacus. Quest’ultima è ritenuta la varietà di amaranto più facilmente coltivabile. La coltivazione dell’amaranto risale alle civiltà precolombiane, con particolare riferimento alle popolazioni degli Inca e degli Aztechi. Esso veniva definito come “grano degli Dei”, per via delle sue elevate proprietà nutritive. Insieme a mais, chia e alla quinoa, rappresentava il cibo fondamentale per Incas e Atzechi gia più di 3.000 anni fa. Oltre che per i suoi piccoli e preziosi semi, la pianta dell’amaranto viene coltivata per le foglie e per i suoi fiori di colore rosso cupo, chiamato appunto amaranto. Una delle caratteristiche principali dell’amaranto è costituita dal fatto che non contiene glutine e per questo motivo è particolarmente indicato nella dieta delle persone affette da celiachia. Le sue benefiche proprietà sono dovute innanzitutto alla presenza di sostanze “benevole”.Contiene l’11 % d’acqua, il 14 % di proteine, il 7 % di grassi, il 57 % di amido, l’1,9 % di zuccheri, il 6,7 % di fibre alimentari ed il 2,9 % di ceneri. L’amaranto contiene beta-carotene. Minerali: calcio, fosforo, magnesio, potassio, zinco, rame, manganese, sodio,selenio, e ferro. Queste le vitamine: vitamina A, vitamine B1, B2, B3, B5, B6, vitamina C, vitamina E e J. Aminoacidi: arginina, tirosina, treonina, lisina, cistina, triptofano, glicina, fenilalanina, valina, leucina, istidina, serina, acido glutammico, alanina e acido aspartico. Vista la completa assenza di glutine e l’abbondanza di fibre, l’amaranto è un alimento altamente digeribile, questo il motivo per cui viene introdotto nelle diete di persone con problemi intestinali e nello svezzamento dei bambini. Grazie alla sua abbondanza di proprietà nutritive ed alla presenza di proteine, è un valido ingrediente nella dieta Vegetariana Vegana I maggiori produttori di amaranto sono gli Stati Uniti, la Cina e l’India che già nel 1970, avendo riconosciuto le alte proprietà nutrizionali di questo pseudocereale, ha incrementato la coltivazione sino ad arrivare a una produzione su larga scala.
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Coltivazione sperimentale di chia

Comunemente conosciuta come Chia, è una pianta appartenente alla famiglia della menta (Lamiace), ed è nativa del centro-sud del Messico e Guatemala. il noto botanico Carolus Linnaeus nella metà del settecento, gil attribuì il nome di “Salvia hispanica”, nonostante la “Chia” fosse originaria dei Paesi centro americani. L’errore, derivò dal fatto che la Chia, portata in Spagna dopo la conquista dell’America, si era talmente ben acclimatata da inserirsi, quasi come pianta nativa, nei soleggiati suoli spagnoli. In America latina questo vegetale iniziò ad essere utilizzato fin da epoca antichissima. La tradizione locale attesta che questa pianta veniva già coltivata in epoca pre-Colombiana dalle civiltà Azteche. Il suo consumo e la scoperta delle sue proprietà benefiche risalgono, dunque, ad epoche lontane; la stessa parola “Chia” è un termine Azteco che significa “Forza”, vigore. Si narra che da questo seme, gli aztechi traessero la loro forza durante le battaglie e che grazie alla sua forza riuscirono a conquistare territori e popolazioni fino a formare un grande impero. Questo vegetale, insieme all’amaranto, ai fagioli alla quinoa ed al mais, costituiva la base della dieta quotidiana delle popolazioni messicane ed Azteche, oltre che della più nota civiltà Maya. Un cucchiaio di semi di chia , considerato il valore energetico, era considerato la “razione base” di sopravvivenza dei guerrieri Aztechi. La salvia Hispanica cresce spontaneamente nei Paesi del Centro America ed in particolare nel Messico; fiorisce da luglio ad agosto con numerosi fiori tipicamente ermafroditi raggiungendo l’altezza di un metro circa. La sua coltivazione è abbastanza semplice e non necessita di antiparassitari. Si può affermare che queste coltivazioni sono praticamente “ecologiche”, sotto tutti gli aspetti. Il seme di Chia è un piccolo scrigno contenente principi nutrizionali eccellenti. Esso racchiude macronutrienti e micronutrienti in grande quantità, soprattutto se si tiene conto delle piccole dimensioni del seme. Per quanto riguarda i macronutrienti il seme non si fa mancare niente: è un serbatoio di carboidrati, proteine e lipidi, oltre che di fibre solubili e insolubili. Nel seme di Chia ci sono tutte gli aminoacidi, compresi quelli essenziali, cioè quegli aminoacidi che il corpo umano non riesce a sintetizzare e che quindi deve introdurre necessariamente dall’esterno tramite il cibo: per questo è un ottimo ingrediente alimentare per gli sportivi, per aiutarli ad aumentare la massa magra e migliorare le performance. Il seme di Chia ha un basso indice glicemico per cui è consigliato ai diabetici. La Salvia Hispanica, inoltre, contiene il 64% di Omega 3 con ALA (acido alfa linoleico), abbondanti bioflavonoidi (antiossidanti), ed è la fonte di Omega 3 più sana, più sicura e più ricca del Mondo, è l’unico prodotto che fornisce grassi essenziali Omega 3 senza i problemi di gusto, odore, tossicità, irrancidimento e alto contenuto di grassi saturi. La Chia al naturale è quindi inodore e insapore. I semi di chia non contengono glutine (GLUTEN FREE) e non hanno controindicazioni note, sono dunque un ottimo alimento per i celiaci. Ovviamente sono atossici e sembrano essere ben tollerati a livello di allergeni. Nell’alimentazione umana si può affermare che la chia, incredibilmente, possiede un tenore proteico più elevato rispetto alla gran parte degli altri semi similari. I semi di CHIA hanno un alto contenuto in fibra capace di assorbire una quantità di acqua 9 volte superiore al loro peso. Assorbendo acqua, formano un gel che raccoglie scorie e tossine dall’intestino, le incorporano nelle feci eliminandole e migliorando contemporaneamente la stitichezza e il colon irritabile e conferendo un lungo senso di sazietà che può aiutare nelle diete dimagranti. Inoltre questo gel forma uno strato vischioso sulla parete intestinale impedendo ai patogeni di crescere e causare danni. Un altro aspetto nutrizionale da sottolineare è il contenuto in antiossidanti di questi semi, cioè molecole che combattono i Radicali Liberi e lo Stress Ossidativo prevenendo le patologie cronico – degenerative soprattutto neuro – degenerative. Ricordiamo che 100 g di prugne nere hanno 5440, e 100 g di mirtilli circa 2400. Il seme di Chia è un ottimo multi minerale: basti pensare che contiene 2 volte il Potassio delle banane, 15 volte il Magnesio dei broccoli, 5 volte il Calcio del latte, 3 volte il Ferro degli spinaci, e poi contiene ancora altri oligoelementi molto importanti quali: manganese, zinco, fosforo e presenta poco sodio, quindi può essere consumato anche dai soggetti ipertesi.
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Coltivazione sperimentale di teff
Il frumento è il re della nostra tavola, ma in altre parti del mondo sono prodotti come il teff e la quinoa ad essere usati nell’alimentazione quotidiana. Il fenomeno delle migrazioni, ma soprattutto le bio-diversità alimentari che l’economia globalizzata ci ha fatto conoscere ha consentito l’arrivo sulle nostre tavole di alcuni prodotti, prima sconosciuti. Non si tratta di una moda, ma di una vera e propria inversione di tendenza, poiché per anni siamo stati incoraggiati a pensare alla farina raffinata bianca del frumento come alla farina “per eccellenza” e al grano come al cereale “principe” della buona tavola. la crescita del fenomeno della celiachia, probabilmente risultato di un’eccessiva utilizzazione proprio del frumento, ha contribuito alla riscoperta dell’importanza degli alimenti biologici e a far conoscere altre specie di cereali originarie di altri continenti dalle grandi proprietà nutrizionali. Il Teff è una pianta appartenente alla Famiglia Poaceae (Graminacee o Cereali), Genere Eragrostis e Specie tef; la nomenclatura binomiale del teff è Eragrostis tef. Questo vegetale erbaceo di tipo annuale è originario del continente africano, più precisamente dell’Etiopia ,il teff è coltivato da circa 6,3 milioni di agricoltori e costituisce circa i 2/3 del fabbisogno proteico della popolazione etiope. Indubbiamente è un cereale fondamentale, oltre che un significativo elemento d’identità culturale del paese. Il Teff oggi coltivato anche in Spagna (3 produttore mondiale) India, Australia e Nord America. Per etimologia popolare, il nome teff proviene dalla parola aramaica Teffa, che significa “perduto”. La parola si riferisce alla facilità con cui si possono disperdere i piccoli semi del cereale. i semi di Teff sono estremamente resistenti all’umidità, al caldo, alla muffa e alla disidratazione. Da un punto di vista nutrizionale, il Teff fornisce soprattutto carboidrati complessi, è ricco di fibre (ottime contro il diabete), calcio, potassio e ferro ben assimilabili. La straordinaria proprietà risiede nel notevole contenuto di proteine e di ben otto di aminoacidi essenziali. Inoltre, visto che durante la macinazione è impossibile separare le varie parti del seme durante la fase della molitura, e dunque è per forza integrale. E’ un cereale facilmente digeribile e naturalmente privo di glutine e dunque è ottimo anche per tutti coloro che soffrono di celiachia è ricca di fibre, di calcio e soprattutto di ferro, oltre a un’importante percentuale di proteine che abbassano la curva glicemica. Il teff è dunque un cereale realmente integrale e può sostituire la farina di grano ordinaria con ottimi risultati, dal momento che ha un contenuto in nutrienti più alto rispetto ad altri cereali come il frumento.
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Azienda Agricola Cormano
Nel cuore del Sannio e su una delle colline assolate e piene di verde che si allineano ai fianchi della riva destra del fiume Fortore si eleva Baselice. È qui che la storia agricola della famiglia Cormano affonda le sue radici nel XIX secolo, all’inizio del 1900, e da allora ad oggi per ben 3 generazioni, la passione per la coltivazione dei cereali ,ortaggi, vite e dell’olivo è stata alla base del lavoro quotidiano. Oggi l’azienda si compone di 30 ha di terreno, tutti situati nel cuore delle colline Baselicesi, in provincia di Benevento, nella zona storica di produzione del vino Moscato di Baselice. Dall’ anno 2014 è in corso un processo di rinnovamento sia agronomico che tecnologico, che interessa i 20 ha di terreno coltivato a cereali. Questo sta portando l’azienda a presentarsi sul mercato nazionale con prodotti gluten free superfood caratterizzati prevalentemente dalla qualità della materia prima, senza mai dimenticare quelle che sono le caratteristiche tipiche e tradizionali del territorio d’origine.

Ci sono cibi in natura che possono aiutare l’uomo a vivere meglio. Si tratta di una vasta gamma di alimenti (bacche, spezie, frutti, semi) che, se opportunamente integrati nella nostra dieta, si rivelano utili per il nostro organismo.Questi particolari alimenti hanno da qualche anno preso il nome di Superfood, ovvero super Alimenti. Il termine superfood è diventato un termine popolare nel linguaggio dell’alimentazione e della salute. Amaranto , teff , chia , quinoa sono piante esotiche con qualità nutritive sempre più apprezzate tanto da essere definite commercialmente “superfood”. Questi pseudo cereali e cereali, che sono tradizionalmente coltivati e usati nelle regioni andine centroamericane e in Etiopia , hanno acquisito negli ultimi anni una crescente importanza proprio per le loro caratteristiche , per certi aspetti anche superiori ai più diffusi cereali con un notevole incremento del loro valore sul mercato internazionale. Alcune aziende agricole del comune di Baselice , stanno studiando da tempo amaranto ,chia ,teff, quinoa, testando anche l’adattabilità di queste specie all’ambiente dell’Italia centro meridionale, per verificare se possano essere coltivate nel Fortore. Anche se queste piante non sono destinate a sostituire nessuno dei grandi cereali, potrebbero rappresentare, inserite nella giusta filiera, un nuovo mercato che attualmente è soddisfatto soltanto da prodotti d’importazione.
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