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Antonella De March
"Noi che abbiam la testa ferma tra le nuvole, noi che crediam troppo e forse a troppe favole, noi che siamo ricchi anche con pochi spiccioli e ci sentiamo forti senza avere muscoli" JAMAS
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“Mi dai un bacio?" le chiesi.
Faceva freddo, gli alberi erano tristi, i parchi vuoti, le mie emozioni spente e le sue labbra coperte da una sciarpa.
Mostrava solo gli occhi e non rispondeva a nessuna domanda, delle volte annuiva, ma nulla di più.
Avevo freddo, cosi mi avvicinai a lei e l’abbracciai.
Le nostre teste si toccarono, i suoi occhi erano fissi sui miei e io non riuscivo a smettere di guardarla.
“La smetti di fissarmi?” le chiesi sorridendole, cosi il suo sguardo passò sul mio sorriso, ma fece cenno di no con la testa e rimanemmo a guardarci in silenzio per ancora qualche secondo.
I suoi occhi erano color ambra, forse era uno di quei colori che te ne innamori solo una volta nella vita.
“Mi dai un bacio, per favore?” la implorai, ma non rispose, così le morsi il naso.
“Aia, mi hai fatto male!” esclamò.
Le sorrisi e lei tornò subito a coprirsi con la sciarpa.
La sua voce, mi mancava.
Non mi parlava da soli due minuti, ma già mi mancava.
Le nostre teste si toccarono di nuovo, eravamo di nuovo vicini, così vicini che riuscivo a sentire il suo respiro sul mio.
I suoi occhi mi chiedevano o forse m’imploravano di baciarla, così la presi in braccio, le tirai giù lentamente la sciarpa, senza togliere lo sguardo dai suoi occhi finchè non le guardai le labbra e chiudendo gli occhi, dolcemente, la baciai.
Le nostre labbra si toccarono, le sue labbra calde scaldarono quelle mie che erano diventate fredde.
I miei sorrisi crebbero e i suoi sguardi non smettevano di fissarlo, non smisi di baciarla.
In quel momento le mie emozioni che credevo fossero spente, si riaccesero e qualcosa dentro di me, mi scaldava, lentamente.
Le presi la mano, la intrecciai alla mia e m’avvicinai alle sue orecchie:
“Posso gridare al mondo che ti amo?” le chiesi.
Sorrise e annui con la testa.
Mi avvicinai al suo orecchio e le sussurrai “Ti amo”.
Sorrise e mi baciò.
Bastarono quei secondi di silenzio, di sguardi e di pochissimi baci per capire tutto.
Capire che lei, era diventata il mondo.



Never Say Never :’)
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