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Luigi Mauriello
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Anche l'editoria è bella. Basta farlo sapere a tutti. 
 

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«È sempre l’ora del tè, e negli intervalli non abbiamo il tempo di lavare le tazze».

— Lewis Carroll, Alice nel paese delle meraviglie 

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La casa editrice Tunuè presenta la nuova collana di narrativa

Si intitola Romanzi, verrà presentata al prossimo Salone del Libro di Torino e i titoli della collana verranno diffusi sotto licenza Creative Commons. Ne scrivo oggi su +Finzioni.

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Torna il Salone del Libro di Torino
E qui trovate un po' di cose da non perdere, tipo una passeggiata al padiglione dell'editoria indipendente con tantissimi ospiti. 

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Le scuole di lettura in Italia: una soluzione alla crisi?

Sappiamo ormai abbastanza della crisi della lettura e dell'editoria in Italia. Quello che invece non sappiamo è che bisogna rimboccarsi le maniche e trovare delle soluzioni a più livelli, cominciando a studiare come e perché leggiamo e perché non lo facciamo più come una volta. Le scuole di lettura, sempre più diffuse in Italia, ricominciano dalle storie e dalla libertà del lettore, per dare vita a un nuovo inizio: quello, forse, di una rinascita dell'editoria. 

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Il rapporto State of News Media del +Pew Research Center nell'analisi di +Pier Luca Santoro

Molto interessante l'aspetto relativo al peso dei social network nell'industria dell'informazione.

Arrivare alle notizie attraverso Facebook, ad esempio, è per i lettori un'esperienza "incidentale"

Qui la parte dello studio che analizza il rapporto tra social media e news: http://www.journalism.org/2014/03/26/8-key-takeaways-about-social-media-and-news/

#journalism   #socialmedia  
State of the News Media 2014 - http://www.datamediahub.it/2014/03/27/state-of-the-news-media-2014/ |@DataMediaHub- Sintesi e commento all'11° rapporto di Pew su lo sce­na­rio dell’industria dell’informazione negli Stati Uniti.
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Italia, 1980. Foto splendide di Charles Traub. 

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Non sbagliare mai è quasi impossibile.

Con preparazione e buon senso, però, possiamo reagire a ogni situazione di crisi e attuare delle buone pratiche di comunicazione sui social media per tutelare il nostro brand. 

Grazie a +Pennamontata e +Valentina Falcinelli per questo prezioso ebook.
Crisis Management: un e-book per imparare da chi l'ha fatta grossa

"Crisis Management. E adesso che faccio?" è un e-book gratuito per imparare a gestire la crisi online.

Perché, come scrive +Valentina Falcinelli, autrice di questa guida, nessuno è immune dall'errore.

Al suo interno troverai:
- 5 case history
- tanti tip e takeaway utili per prevenire e sedare la "crisi"
- un preziosissimo contributo di +Emanuela Zaccone.

Scarica ora l'e-book. >> http://www.pennamontata.com/news-copywriter/ebook-crisis<<

E se ti piace, condividilo! :)
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Il programma dell'+International Journalism Festival 2014

Il motto di quest'anno è «Stay Fast, Stay Fit»: la velocità ci sta travolgendo ma mantenersi in allenamento ci farà vincere la sfida. 
E il Festival risponde con 50 workshop, 200 eventi, tra cui una sezione dedicata al Data Journalism.

Ci vediamo a Perugia dal 30 aprile al 4 maggio. Chi viene? :)

#ijf14   

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Qual è lo stato attuale del giornalismo digitale?

Una sintesi dei pro e dei contro dal rapporto State of News Media 2014 del +Pew Research Center 

1. Sono aumentati gli investimenti nel business delle news, con la crescita di progetti come Buzzfeed e VoxMedia e l'interesse di imprenditori come Jeff Bezos (acquisizione del Washington Post). Tuttavia l'afflusso di denaro ammonta ancora all'1 per cento delle risorse che sostengono i news media (la fanno ancora da padrone i proventi derivanti dalle pubblicità e dai lettori)

2. La crescita del digital journalism in USA ha significato più posti di lavoro per i giornalisti digital-only (5000 professionisti su 500 siti di notizie). Un numero comunque esiguo rispetto ai giornalisti impiegati nei giornali tradizionali (38.000 professionisti a tempo pieno, in calo del 6,4% rispetto al 2012 con posti di lavoro sempre più a rischio)

3. I social media restano importanti nella fruizione delle notizie e questo costituisce un punto a favore anche per i giornali tradizionali. D'altra parte il 78% degli utenti che si informano attraverso Facebook di solito sono sul social network per altri motivi. I livelli di coinvolgimento sono comunque bassi rispetto a chi giunge sul sito di news direttamente. 

4. Molte agenzie di stampa tradizionali stanno incrementando le proprie entrate grazie a paywall e abbonamenti, eppure la pubblicità resta la maggiore fonte di entrate (69%). Il numero di persone disposte a pagare per accedere alle notizie non è in espansione, ma sono in aumento i costi di fruizione. 

5. In ripresa il settore del video giornalismo online (soprattutto negli americani tra i 18 e i 29 anni), che non può essere però la soluzione a tutti i mali, a causa degli elevati costi di produzione e agli scarsi ricavi rispetto agli investimenti in adv (44% con un guadagno del 2% del fatturato totale dell'annuncio). 

Il rapporto completo>>http://www.journalism.org/2014/03/26/state-of-the-news-media-2014-overview/

La sintesi di +Digiday  >> http://digiday.com/publishers/pews-state-news-media-best-timesworst-times/

#journalism    #digital  
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