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 Teatro Argot Studio 9 maggio 2014 “GOOD WITH PEOPLE”
di David Harrower
traduzione di Natalia di Giammarco
con Vanessa Scalera/nel ruolo di Helen e Tiziano Panici/ nel ruolo di Evan
regia Tiziano Panici
progetto visivo Andrea Giansanti
musiche originali Marco Scattolini
costumi ed elementi di scena Marta Genovese
disegno luci Giuseppe Filipponio
con il contributo artistico di Alice Spisa e Francesco Frangipane
Il giovane Evan Bold ritorna nella vita della signora Helen Huges come un colpo di pistola. La stessa locuzione che liberò lʼufficiale francese Dreyfus dalle accuse mosse a suo carico in uno dei più famosi casi giudiziari della storia europea, è usata dal nostro protagonista per ribaltare gli esiti di un avvenimento passato troppo scomodo, per assolversi dalla colpa di un torto inflitto al giovane Jack Huges, figlio della signora Huges. Helensbourgh è la piccola cittadina che ha custodito il segreto di Helen per quasi dieci anni; un fatto invisibile ed inquietante, nascosto nei suoi ricordi, che ha sconvolto la sua esistenza. A distanza di anni Evan riappare in città innescando un meccanismo di tensione destinato a deflagrare e che azzererà tutto improvvisamente, come una bomba.
Lʼautore del grande successo Blackbird, David Harrower torna ad occuparsi di un caso morale senza porre alcun giudizio sulla vicenda e lasciando il pubblico nella difficoltà di attribuire un valore etico sulla vicenda narrata, spostando continuamente lʼasse di empatia nei confronti dei due protagonisti.
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 Vi aspettiamo al Teatro Studio Uno, Via Carlo della Rocca 6 (Torpignattara) Sabato 10 maggio e domenica 11 maggio, ore 21.00
 BELLE BANDIERE
di
Lorenzo Misuraca
con
Emiliano Valente
regia
Lorenzo Misuraca - Emiliano Valente


“Stiamo sempre incazzati con qualcuno, sempre accerchiati, sempre chiusi dentro questa fortezza immaginaria, che a volte è il nostro centro sociale, a volte è il perimetro dei nostri miti: le facce degli eroi barbuti, il pugno chiuso, Bella ciao, fascio okkio al cranio, i presidi di solidarietà, Ken Loach, la Banda Bassotti, De André, le cene di autofinanziamento, i dibattiti con l'immancabile Vandana Shiva, lo zapatismo, la maledizione di Moretti sulla minoranza di persone, che ci portiamo addosso come fosse una benedizione, il ragazzino palestinese che lancia il sasso in un fermo immagine che però ci nasconde il dopo, i gruppi di acquisto solidale del cibo del contadino, i lunghi cortei da un milione di persone, le tute alla moda della Fiom, gli status sagaci di Facebook contro il Pd, la difficoltà a districarsi tra manette e mignotte, la rabbia contro i figli di papà e il tabù del merito, cicileu e l'mdma, la nostalgia per il sol dell'avvenire, i contadini e gli operai, le belle bandiere. Le belle bandiere”.
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Teatro dell’Orologio 24 Aprile 2014 “Raku – (primo studio)” di Silvia Mai e Valeria Mai, che riescono a comunicare con grande professionalità il valore della forza del corpo, della sua infinita tensione; in Raku, un bastone diventa vertice di energia, per un corpo ottimamente scolpito dalla luce e sempre sul punto di spezzarsi; con (primo studio), la Mai insieme alla collega e sorella Valeria ha presentato una prima bozza di un lavoro ancora in fieri dedicato allo spazio quotidiano.
Molto apprezzata anche la scelta di intervallare le azioni con delle videointerviste utili a comprendere la poetica e il pensiero delle artiste.
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 Teatro dell’Orologio 23 Aprile 2014 “10 TRACCE PER LA FINE DEL MONDO”
 Direzione e interpretazione Riccardo Buscarini
Assistente alla coreografia Elisabetta Consonni Progetto sostenuto da Hiru Dance Organisation (Londra), Accademia di Danza “Domenichino da Piacenza”, Spazio PimOFF (Milano) Progetto vincitore del Bando FFA Fondo Fare Anticorpi 2012 “Nel 28esimo anno della mia vita festeggio i miei primi 10 anni di danza, guarda caso, quando tutti dicono che il mondo sta per finire. Per celebrare questi 10 anni fondamentali nella mia crescita personale, ho pensato di creare e danzare un lungo assolo composto da 10 capitoli: un mix di immagini che si ispirano a brani di musica memorabili raccolti in una playlist preparata con il consiglio delle 10 persone che mi circondano che più sanno di musica e che più sanno di me. Per la prima volta, propongo un lavoro autobiografico che parte da scritti, suggestioni, ricordi raccolti lungo il percorso di questi 10 anni. “10 tracce per la fine del mondo” è la compilation dei 10 momenti in cui avrei voluto alzare il volume per non sentire più niente, ovvero quelle precise inquietudini che vorrei che la fine del mondo spazzasse via.”
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ROSA NURZIA
Scritto e interpretato da Ciro Esposito Diretto da Valentina Carbonara Uno spettacolo della compagnia ESPOSTI SINOSSI: Rosa Nurzia è l’attimo prima della fine, un’esplosione bloccata. Dalle parole di Rosa dipende tutto. Se non racconta, il suo mondo non può finire. Se non racconta, non può accorgersi che il suo mondo è finito. Rosa è immobile sulla sua sedia, fieramente barricata nell’unico spazio consentito al suo essere vecchia e definitivamente sola. Entrare nella sua casa è come dare l’ultimo saluto a un mondo in decomposizione. Rosa ha una storia da raccontare con la sua lingua antica e forte e con il suo corpo incerto, nervoso, che non sa più rialzarsi da solo. Una storia reale, privata, fatta di piccole cose, che fa ridere e che per questo fa male.
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Il Misantropo
Teatro dell’Orologio 15 Marzo 2014  Il Misantropo di Molière regia Adriana Martino Traduzione: Cesare Garboli Con: Pietro Bontempo, Elisabetta Misasi, Giuseppe Antignati, Sonia Barbadoro, Alessandra Muccioli, Dario Iubatti, Remo Stella, Luigi Di Pietro
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 Teatro dell’Orologio 10 Maggio 2014 “LOVE”
 L' amore ai tempi della ragione permanenete - Omaggio a Ingmar Bergman
DI: Leonardo Ferrari Carissimi e Fabio Morgan
REGIA: Leonardo Ferrari Carissimi
con Marco Cocci e Anna Favella
Gabriele Paolocà e Chiara Mancuso 
Davide (Marco Cocci), psichiatra disilluso e caustico, decide di festeggiare i suoi quarant’anni faccia a faccia, come in un duello, con sua moglie Virginia (Anna Favella), avvocato di buona famiglia. I due scompongono ed analizzano il loro rapporto quasi avessero a che fare con un teorema la cui applicazione è impossibile. Il tutto fra portate cucinate e servite dai due domestici di famiglia, Fortunato (Gabriele Paolocà) ed Angela (Chiara Mancuso), che da anni si trovano a loro servizio. Fortunato ed Angela stanno per avere un bambino e, nonostante condividano lo stesso interno, il mondo a cui appartengono è profondamente diverso da quello dei loro padroni: per loro l’amore è una pratica naturale da vivere al di là del pensiero, senza illusioni né pretese. I due mondi però sono solo apparentemente slegati. Qualcosa inverte la rotta del teorema. Il testo di Leonardo Ferrari Carissimi e Fabio Morgan rilegge in chiave noir “Scene da un matrimonio” di Ingmar Bergman, riattualizzandolo nella nostra epoca, l’epoca della ragione permanente.
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 Teatro Rialto dal 8 maggio 2014 “Breve Racconto Domenicale”
di Matìas Feldman 
traduzione e regia Manuela Cherubini 
con Luisa Merloni, Marco Quaglia, Alessandro Riceci, Patrizia Romeo 
Con questo primo studio, PsicopompoTeatro, riprende la ricerca sulla drammaturgia contemporanea argentina, esplorando l'opera di Matìas Feldman.
Il disamore è come un fuoco che si sbiadisce e piano piano si raffredda, un non-fuoco. A volte piccoli movimenti scatenano incontrollabili cascate di eventi. Tutto ciò che è incontrollabile di solito è pericoloso. In Breve racconto domenicale ci troviamo nel mezzo di una battaglia, impari, tra l'inevitabile e la forza di volontà. Una corda inizia a vibrare e ne fa vibrare altre, allora la bonaccia diventa tempesta, la consuetudine si trasforma in capriccio, la quotidianità assume aspetti sinistri. I quattro personaggi sono quattro corde, che a volte suonano insieme, come in un accordo, altre volte sviluppano da sole melodie e contrappunto. Una domenica mattina, qualsiasi.
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 Teatro dell’Orologio 24 Aprile 2014 “Allumin-Io” interpretata da Lara Russo e da Lidia Zanelli, un grande agglomerato di lastre di alluminio interagisce con le attrici dando vita a una splendida e potentissima metafora del rapporto tra natura e cultura, tra rumore e silenzio, tra visione e occultamento. Il corpo nudo sputato fuori dalla creatura metallica è stata una trovata di rara efficacia, dove si manifesta lo strappo dell’uno che diventa due. La performance successiva si intitola “Legame”, dove protagonisti diversi si rincorrono sul palco dando vita alla narrazione corporale dell’erotismo, dell’odio, dell’affetto.
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 Teatro Rialto 25 Aprile 2014 MetalMe di Anagrama
Anagrama è un collettivo coreografico composto da tre danzatrici e coreografe (Marta Capitani, Miranda Secondari e Simona Zaccagno), che, dopo aver condiviso l’esperienza in contesti performativi di interazione tra danza e tecnologia (lavorano infatti insieme in Altroteatro per diversi anni), intraprendono la strada del collettivo.Grande attenzione Anagrama pone alla creazione del materiale sonoro e alla sua rielaborazione in tempo reale, grazie alla collaborazione con il sound designer Adam Bourke. Coreograficamente Anagrama programma configurazioni sceniche che mutano ciclicamente, generando ambienti di percezione visiva e sonora. Il corpo (sia esso corpo del suono, corpo performativo, corpo luce-immagine) nel suo abitare una scena diviene uno spazio aperto alla multi- percezione, o percezione estesa. Ne è un esempio Optico(2009), in cui Anagrama sperimenta, in un lavoro ispirato a Kandinsky, la possibile modularità, dove il modulo è l’unicità di ogni ambiente performativo che prende vita dal precedente ma non è mai uguale a se stesso.
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LA PAROLA ‘MADRE’
Libero tradimento da “Emma B. vedova Giocasta” di Alberto Savinio Scritto e diretto da Luigi Imperato e Silvana Pirone Con Fedele Canonico, Domenico Santo, Salvatore Veneruso Uno spettacolo della compagnia Teatro di Legno SINOSSI: Una notte dopo quindici anni di assenza, Emma B. incontrerà suo figlio. È una notte di attesa, ma anche di festa. Alberto Savinio immaginava la sua protagonista sola in scena, in un monologo allucinato; noi le affianchiamo due personaggi che, insieme a lei, danno vita ad una danza dell’attesa e nello stesso tempo si fanno narratori-testimoni di un segreto profondo e impronunciabile: l’incesto compiuto dalla protagonista per sottrarre il figlio a un’ispezione nazista. La condanna dell’incesto resta sulla soglia dell’ambiguità: Emma infatti è madre, ma sembra riconoscere nel figlio il suo uomo, il suo complemento.
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 Bibioteca Rispoli 7 Aprile 2014 “FAVOLE DAL GIARDINO” incontro con Elio Pecora. Presentazione a cura di Anna Maria Vanalesti, coordinatore Professor Roberto Piperno. Fra luglio e settembre del 2002 e del 2003, nel paese nativo ai confini della Campania, nel giardino di una casa a ridosso della collina, l’autore ha composto settanta favole. Egli assicura che gli si sono presentati, giorno dopo giorno, i più diversi animali, né sapeva come si sarebbero mostrati e pronunciati, né come sarebbero usciti dalle sue pagine. Spiega che anche i versi risuonavano non chiamati, passando dall’endecasillabo al quinario, dal metro libero alla rima e procedendo, lungo qualche ora o un’intera giornata, verso la chiusa. Precisa che sono piuttosto gli uomini a somigliare a questi “suoi” animali, e non il contrario. Avverte il lettore, propenso a trarre da ciascuna di queste favole una morale, che qui l’universo rappresentato viene prima delle regole e delle leggi. Qui conta riaccostare quel che ancora chiamiamo verità e, per essa, la poesia.
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