Profile cover photo
Profile photo
I 36 Decani
2 followers
2 followers
About
Posts

Post has shared content
Scompiglio...
...Ci vuole sempre un po di scompiglio,
ti fa dimenticare, per un istante,
di essere normale, 
anche se non lo sei mai stato... 
Angolo dello scrittore
Angolo dello scrittore
i36decani.weebly.com
Add a comment...

Post has shared content
#Gesù  Cristo, il Nazareno è uno dei nomi più importanti della storia dell'uomo. Il suo mito e la sua storia sono il muro portante di una fede religiosa praticata in tutto il pianeta ed è la speranza di redenzione per migliaia di cristiani in tutto il mondo. Nonostante le sacre scritture abbiano raccontato molto della vita di Cristo, tanti quesiti sono ancora aperti a molteplici interpretazioni. #NatGeotv  

Link Correlati:
http://natgeotv.nationalgeographic.it/it/i-sette-misteri-di-gesu
http://www.natgeofan.it/video/i-7-misteri-di-gesu
http://www.servizioclientiespresso.repubblica.it/index.php?page=news&id=12188
Add a comment...

Post has shared content
Il mito egiziano di #Rie  

Signore di tutti gli dei e creatore del mondo era un antico dio, Rie, la cui sede preferita era il sole e che del sole aveva lo splendore quando l’astro radioso domina nel mazzo del cielo. Ma Rie invecchiava, nuovi dei erano apparsi, più giovani e vigorosi di lui; riusciva difficile all'antico dio solare reggere l’insieme dell’universo con la sicura mano di un tempo. Comunque egli rimaneva il più potente di tutti per un particolare strano: nessuno degli dei conosceva il suo nome segreto. In quel nome era raccolta la sua forza perché esso rappresentava la parola magica che riassumeva in sé la verità di tutte le cose: chi lo avesse conosciuto sarebbe stato superiore a ogni altra divinità e nulla avrebbe potuto più contrastargli il dominio. Gli dei erano molto scontenti perché il vecchio Rie, con tutta la sua potenza, si disinteressava  ormai dell’universo che doveva governare: era solo un povero vecchio tremante, tetro e taciturno, che trascorreva gran parte del tempo dormendo.
Iside, la dea della vita e dell’amore, decise di impadronirsi del segreto del dio e di conoscerne il nome. Attese che Rie si abbandonasse ad uno dei suoi soliti sonni, e, quando la saliva inumidì le labbra del divino vegliardo, la raccolse, impastò con essa un po’ di polvere e fabbricò un serpente che subito fra le sue mani ebbe vita. Cauta, lo nascose in un punto della strada che Rie doveva percorrere ogni giorno, col sole, lungo la volta celeste; e avvenne quello che si aspettava: l’animale, sentendosi bruciare dai raggi infuocati dell’astro, si erse pieno di rabbia e morse il dio solare. Tutti gli dei che seguivano il corso del sole udirono Rie emettere un alto grido di dolore e lo videro abbattersi privo di sensi. Quando il nume tornò in sé, era incapace di muoversi e soffriva terribilmente.
- Che cosa ti è successo? – gli chiesero.
- Non lo so - rispose gemendo Rie – Qualcosa mi ha ferito, qualche malefico essere che non conosco e che non è stato creato da me. Non è fuoco, non è acqua, e tuttavia il cuore mi brucia come se fosse arso e ho le membra fredde come se fossi immerso nell’acqua gelida.
In realtà quel serpente non era stato creato da Rie e nulla egli poteva fare contro quella creatura non sua. Gli dei riuniti intorno a lui erano sgomentati: se Rie fosse morto portando con sé il segreto del suo nome, nessuno di loro avrebbe mai più potuto raggiungere la vera potenza e la reggia celeste rimasta priva di un reggitore supremo.
Allora Iside si fece avanti e disse al ferito che avrebbe potuto guarirlo a una condizione: che le rivelasse il suo nome segreto. Rie comprese che, in tal caso, avrebbe finito per sempre di essere il vero re degli dei, pur restando in vita, e fece di tutto per persuadere la dea a guarirlo disinteressatamente: le ricordò che egli aveva creato tutte le cose viventi e gli stessi dei, e tentò infine di indurla ad accontentarsi di qualcuno dei suoi diversi nomi minori in ognuno dei quali era racchiusa una virtù. Ma Iside fu inflessibile.
- Non dipende soltanto da me - disse – Il veleno che ha assalito il tuo corpo con lo stesso impeto con cui le acque del Nilo occupano i campi quando sono in piena, è di tale potenza che non può essere vinto se non da chi pronunzi il tuo nome segreto.
Rie dovette rassegnarsi, si appartò con Iside e le confidò quando voleva sapere. Subito il veleno si allontanò da lui, ma da allora il signore degli dei, come si aspettava, fu considerato con assai minor rispetto dalle divinità. Proseguendo nella vecchiaia, l’antico dio fu del tutto incapace di muoversi: le sue ossa divennero d’argento, il suo corpo d’oro, i capelli di pietre preziose. Era ormai un prezioso idolo apparentemente privo di vita. Gli uomini, che pure erano sue creature, non ebbero più paura di lui, lo derisero e gli dei si ribellarono. Ma Rie manteneva ancora una vitalità che si era raccolta tutta nel suo occhio dal quale, a un certo momento, dardeggiò un terribile sguardo. Simile a un raggio folgorante, quello sguardo assunse la forma della dea Athor e subito si scagliò sull'ingrato genere umano che, atterrito, corse a rifugiarsi nel deserto abbandonando le città e le campagne. Ma Athor inseguì furiosa gli uomini, li raggiunse e ne fece sterminio senza pietà. Poi tornò da Rie gloriandosi della sua impresa.
Rie dapprima fu soddisfatto della vendetta, ma più tardi si allarmò accorgendosi che Athor voleva continuare la sua opera distruzione e cancellare l’uomo dalla faccia della terra. Per evitare tale pericolo, il dio, ormai incapace di muoversi e di frenare la terribile energia distruttrice che era scaturita dal suo occhio, escogitò un’astuzia. Fece preparare da geni e da demoni una bevanda composta di birra e di succo di melograno, rossa come sangue, e ordinò che fosse versata nel deserto così da sembrare un grande lago. Quando Athor si accinse allo sterminio, vide quel lago, lo credette sangue e lo bevve avidamente, dimenticando nell'ebbrezza quel che voleva fare.
L’umanità fu salva. Tuttavia Rie, ormai stanco e amareggiato, decise di ritirarsi. Trasformò in giovenca la dea Nut, le salì in groppa e si fece portare da lei negli alti cieli. Si limitò a dirigere il corso del sole e non volle più occuparsi delle vicende degli uomini.

Fonte: http://lospecchiomagico.altervista.org/Fiabe%20antico%20Egitto/01%20Rie/Rie.htm

Lo puoi leggere anche qui: http://i36decani.weebly.com (vedi sezione Hunting, Mercoledì)

Argomenti Correlati:
http://spazioinwind.libero.it/popoli_antichi/Egiziani/religione.html
http://doc.studenti.it/podcast/i-miti-egizi-della-creazione-del-mondo.html
http://www.comune.capannori.lu.it/node/12131

#Miti   #Nut   #Athor   #i36Decani   #AnticoEgitto   #Religione   #Iside
I 36 Decani
I 36 Decani
facebook.com
Add a comment...
Wait while more posts are being loaded