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Simone Bertoni
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Simone Bertoni

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#AlfanoaCasa subito! mandata la polizia al macello! #M5S

“Mentre i membri del Governo stirano lo smoking per la passerella, il Ministero dell’Interno è impegnato nella delicata operazione di far accatastare letti nelle piccole stanze del residence di Pieve Emanuele, una struttura che dista 40 chilometri dall’area Expo, ma in realtà lontanissimo anche da qualsiasi luogo abitato, e che sarà una delle “case” dei poliziotti. Gli altri alloggeranno, sempre stretti come sardine, in due altri alberghi che distano 30 chilometri dall’area expo, mentre i più “fortunati” potranno alloggiare nelle baracche degli alloggi di Rho, con una mensa pessima e pochi metri quadrati a testa, come se fossero nelle celle di un convento. Hanno inviato uomini senza avere alloggi adeguati né poter garantire loro un rapido accesso alle mense di servizio ed ai luoghi dove si potranno consumare i pasti. Il Governo tratta i poliziotti in maniera indegna”.

Tutte le info -> http://goo.gl/HZt92J
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Simone Bertoni

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VERGOGNA ASSOLUTA! Guardate come lavorano in Senato, pagati 15 mila euro al mese per starsene a casa. CONDIVIDETE la foto, tutti devono vedere quanto fanno schifo i nostri politici!

www.tzetze.it
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Simone Bertoni

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Non hanno ritegno. Sono gli "azzeccagarbugli" della difesa dell'illegalità! 
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#Stopvitalizio per i condannati: ennesimo vergognoso rinvio con l'ostruzionismo che fa slittare il voto previsto per il 25 marzo. Lo denuncia il Questore del Senato Laura Bottici (Movimento 5 Stelle). Oggi sul tema del taglio ai vitalizi per i...
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Simone Bertoni

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NON SONO RIUSCITO A CONTENERMI
Pensano solo a salvare le banche, a fare norme per favorire le banche degli amici, addirittura la "Banca Etruria", quella dove il papà del Ministro Boschi è socio e vice-presidente, il Ministro Boschi azionista e suo fratello dipendente. Ma che paese siamo?
Ma se l'avesse proposta Berlusconi questa porcata cosa sarebbe successo? Sono appena intervenuto in aula, con tutta la rabbia sana dei cittadini onesti che non ne possono più di questi politici indecenti che pensano a salvare banche, gruppi finanziari, politici corrotti e mai la povera gente.
Se i disoccupati, i pensionati minimi, i giovani che fuggono all'estero si chiamassero “banca” li avrebbero già salvati da un pezzo. Non molliamo, non molliamo. Non possiamo dargliela vinta. Mai.
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ALESSANDRO DI BATTISTA SEI TUTTI NOI ! 💪👊


"SPACCANO VETRINE E RAFFORZANO I LADRI!

I migliori alleati di un sistema corrotto, che con ‪#‎EXPO‬ nutre amici, ladri o gruppi criminali sono quelli che non sanno far altro che spaccare vetrine, macchine o tirare bombe carta a poliziotti pagati 1200 euro al mese. Le loro azioni rafforzano i corrotti.

Chi brucia un'auto non compie nessun gesto rivoluzionario, fa solo un danno a chi magari con quell'auto ci lavora. Chi spacca una vetrina o scrive (ancora, nel 2015) frasi inneggianti ad ideologie ottocentesche magari è lo stesso che nemmeno vota, che non si informa, che per 364 giorni l'anno non alza un dito per migliorare questo paese distrutto da politici disonesti e disonesti intellettuali.

Onore a chi raccoglie firme per un referendum, a chi c'era in piazza quando abbiamo occupato il tetto della Camera per difendere la Costituzione. Onore a chi legge, a chi si mette in marcia per il reddito di cittadinanza, a chi non fa politica per i soldi. Onore a chi non distrugge vetrine ma pregiudizi, luoghi comuni o quel pensiero dominante che si rafforza ogni volta che qualcuno dà fuoco ad una macchina.

Io stasera – come sempre – sarò in piazza, senza scorta. A spiegare il perchè l'EXPO è un disastro, a fare nomi e cognomi di chi ci lucra sopra. A denunciare appalti truccati e mangiatoie varie. A parlare di ENI e di corruzione internazionale (l'ENI che corrompe le classi dirigenti africane per prendersi il loro petrolio è sponsor di EXPO), a costruire, mattone dopo mattone un'Italia normale, onesta e giusta.

P.S. vi aspetto a Cologno Monzese, ore 21.00 in Piazza Castello."

Alessandro Di Battista - M5S
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‎NoMafiaBronte - È arrivata questa lettera di minaccia, accompagnata da un proiettile, diretta al #M5S! Dovrebbe essere la notizia di apertura di tutti i Tg ed invece nessuno ne parla... Chissà se fosse arrivata ad altri cosa sarebbe successo...

Da sempre la mafia ce l'ha con il M5S. Evidentemente stiamo scardinando il sistema e chi prima mangiava indisturbato alle spalle e sulla pelle degli italiani ora ha più difficoltà.

Non ci faremo intimidire, non ci faremo rallentare! Non vi illudete!


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"Vi vantate in televisione di aver istituito la giornata nazionale per le vittime dell' immigrazione ma mangiate con le cooperative per gli immigrati. Siete tutti responsabili di questa oscena propaganda e oscena ipocrisia. E vi scaldate perché non siete abituati a cittadini liberi che vi dicono le cose in faccia"
Un grandissimo Alessandro Di Battista ieri in Aula!
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Cercasi ministro scapolo e sterile di Marco Travaglio
Il Fatto Quotidiano, 22 marzo 2015.
L’altra sera a Servizio Pubblico quel farfallone di Testa di Chicco faceva lo spiritoso: “Ora Renzi metterà Cantone al posto di Lupi, così anche Travaglio sarà contento”. Non so se sia vera l’intenzione che alcuni giornali attribuiscono al premier di nominare ministro delle Infrastrutture un magistrato a scelta fra Raffaele Cantone, attuale capo dell’Autorità Anticorruzione, e Nicola Gratteri, procuratore aggiunto antimafia a Reggio Calabria. Se lo fosse, personalmente, penso che non sarebbe una buona idea.
Cantone e Gratteri sono due ottimi magistrati e due persone specchiate. Conoscendo la macchina giudiziaria, sarebbero perfetti come ministri della Giustizia per disincepparla e farla finalmente funzionare. Renzi aveva avuto il merito di proporre Gratteri come Guardasigilli, ma poi – dinanzi all’indecente diniego di Napolitano – aveva subito battuto in ritirata, facendosi imporre Orlando, brava persona per carità, ma assolutamente inadeguato al ruolo.Le Infrastrutture cioè i Lavori Pubblici e i Trasporti – sono tutt’altra materia: necessitano di scelte politiche radicali, possibilmente in controtendenza con quelle che ammorbano l’Italia da trent’anni indipendentemente dal colore dei governi, dominate dal partito delle grandi opere, cioè delle mazzette e delle mafie. È inutile girarci intorno: a parte poche eccezioni di lavori utili, la corruzione non è mai stata la conseguenza di quei progetti miliardari, ma la causa, anzi il movente. Si sono inventate opere faraoniche quanto inutili (o si è perseverato con quelle che erano utili quando furono concepite, negli anni 80, prima che il mondo cambiasse) pur di far girare fiumi di soldi pubblici e ingrassare clientele, cosche, partiti, burocrati e amici degli amici.
Se Renzi vuole finalmente dare un senso e un seguito allo slogan della rottamazione – finora usato solo come esca per elettori gonzi e come minaccia per gli avversari interni – deve azzerare tutto e ripartire da ciò che serve all’Italia di oggi e di domani: molte piccole e medie opere leggere di manutenzione, riassetto, bonifica e abbellimento, e poche grandi opere pesanti compatibili con l’ambiente e con le nuove esigenze di lavoro e di spostamento degli italiani e dei turisti. Per farlo, occorrono politici che si assumano la responsabilità delle proprie scelte dinanzi al Parlamento e agli elettori. La partenza di Lupi regala a Renzi una splendida occasione per fare un po’ di pulizia, cacciando gli inquisiti (i sottosegretari Barracciu, De Filippo, Castiglione e Faraone) e i compromessi col sistema Incalza (il viceministro Nencini e il sottosegretario Del Basso de Caro). Ma anche gli incompetenti e gli inefficienti.
L’idea che un indagato non possa avere ruoli di pubblica responsabilità e che anche un non indagato debba sloggiare se è inadeguato o imbarazzante per i suoi comportamenti, è condivisa da tutti gli italiani con un minimo di sale in zucca, dunque non dalla maggioranza della classe politica e giornalistica.
Ciò detto, Cantone sta bene dove sta, e chi lo candida continuamente a tutto (manca soltanto che lo propongano per Miss Italia e il prossimo Festival di Sanremo) gli rende un pessimo servigio. Gratteri può essere un ottimo ministro della Giustizia, anche perché la commissione di cui fa parte con Davigo, Di Matteo e altri esperti ha appena partorito un pacchetto di serissime proposte per la lotta alla malavita e al malaffare. Ma con le Infrastrutture c’entra come i cavoli a merenda, ed è il primo a saperlo. Il peggiore degli errori però sarebbe l’occupazione del ministero liberato da Lupi da parte del Giglio magico renziano. I sospetti di opacità affaristiche nei dintorni di Palazzo Chigi, nati ai tempi d’oro del Nazareno con i regali a Mediaset e cresciuti a gennaio con i decreti sul condono fiscale e sulle banche popolari (con le speculazioni sui titoli di Banca Etruria) bastano e avanzano, senza bisogno di aggiungerne altri.
L’amichetto del premier Luca Lotti, poi, non ha la statura né la competenza per ereditare la poltrona, e nemmeno Graziano Delrio (che oltretutto ha nove figli). Forse, prima di scegliere il successore di Lupi, Renzi dovrebbe fare due cose.
1) Spiegare pubblicamente la vera ragione per cui ha auspicato le dimissioni di Lupi. L’ha fatto perché ritiene clamorosamente sbagliata la sua politica in tema di grandi opere, per la lievitazione dei costi fino al 40%, per l’occupazione del ministero da parte degli Incalza e degli altri faccendieri? O “soltanto” per l’orologio e l’aiutino al figlio? La prima ipotesi impone un radicale cambio di rotta, iniziando dallo smantellamento della legge Obiettivo di Lunardi & B., che è l’apoteosi dei conflitti d’interessi. La seconda significa che, se Lupi fosse scapolo o senza figli, sarebbe ancora al suo posto.
2) Fissare un nuovo programma sulle infrastrutture (anche perché l’attuale l’ha scritto Incalza) consultando il Parlamento e i migliori esperti del settore, estranei ai soliti giri e alle solite greppie, portatori di un pensiero moderno e ambientalista che non soffra di sindrome Nimby (“non nel mio giardino”), ma non abbia paura di cancellare le opere inutili, costose, dannose e superate dai tempi.
Soltanto dopo avrà un senso parlare di nomi e scegliere la persona giusta per dirigere il ministero. Possibilmente celibe (o nubile), oppure vedova. E soprattutto sterile.
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IL PROTOCOLLO SECONDO MATTEO ...VOI LAVORATE X NOI E NOI INGRASSIAMO X VOI
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