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alessandro dalpasso
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Cipro Caput Europae

Il destino ha un modo davvero bizzarro di presentarsi.
Pensate alle recenti vicissitudini dell'Unione Europea, la più grave crisi della sua storia è iniziata proprio dove tutto è cominciato, anche se si parla di molti secoli fa.
La Grecia, ritrovatasi ad un punto di non ritorno è stata salvata (forse). La Grecia, proprio quel Paese che ha dato i natali a tutto ciò di cui oggi noi ci occupiamo, dalla scienza alla filosofia, passando per il pensiero politico di più ampio respiro.
Ma venendo al presente, un altro "bizzarro" avvenimento si è palesato davanti ai nostri occhi: uno, forse il, paese egemone di questa Unione tenta di salvare/affossare una piccola isoletta con un metodo di salvataggio/affossamento già sperimentato una volta in uno dei paesi fondatori del "progetto Europa" (dai dai qual'è qual'è? Si proprio l'Italia avete indovinato).
Non mi dilungherò a spiegare ma anche in Italia, nel nostro recente passato, c'è stato un episodio di prelievo forzoso, proprio come è successo a Cipro pochi giorni fa. Era il 1992 quando, nel mese di luglio, il Governo Amato approvò un decreto legge che acconsentiva al prelievo forzoso del 6 per mille, da versare entro il settembre di quello stesso anno. Il tracollo finanziario dell'Italia era vicino e per la lira era in corso una forte svalutazione.


Ora, in questo caso le differenze sono notevoli, basti pensare che nell'isola di Afrodite i prelievi sarebbero del 6,75% sui depositi inferiori ai 100.00 euro (poi smentiti) e del 9,9% su quelli superiori a quella soglia. Quello su cui mi voglio soffermare è di natura più ideologica che finanziaria (sembra un controsenso ma secondo me è l'unica soluzione).


I tentativi di salvare l'euro e tutto ciò che esso rappresenta sono molto antidemocratici (vengo decisi e approvati a porte chiuse a Bruxelles) ma dopo il voto del parlamento cipriota questa accusa è difficile da sostenere. A Cipro nessuno dei deputati del parlamento a votato a favore di questa proposta, che prevedeva un prelievo forzoso sui conti correnti, di modo da ottenere poi un prestito di 10 miliardi per il salvataggio del piano bancario nazionale.
Voglio deludere chiunque mi voglia adesso accusare di difendere coloro che sostengono teorie del complotto bancario mondiale o affini, non è mia intenzione.
Voglio sottolineare però il grande coraggio (o sfrontata audacia) di quel pugno di parlamentari di Nicosia che si sono espressi in modo contrario ad un provvedimento contrario agli interessi di chi lì li ha voluti. E poco importa se adesso il presidente Anastasiades potrà più facilmente negoziare un accordo più favorevole con i partner dell'Eurogruppo o con la Russia, l'errore a questo punto sarebbe vedere uscire Cipro dalla Zona Euro.


Vogliamo più Europa, vogliamo più integrazione europea ma soprattutto vogliamo un'Europa fatta da e per gli europei.
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