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Mara Mucci
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Non importa tanto ciò che fai, ma quello che lasci negli altri...
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IL RUOLO DEL #DIGITALE NELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE

Venerdì 11 maggio sarò a Cesena, nella nuova sede dell'associazione di professionisti informatici Aip-Itcs (nella F.Academy della Farnedi Tech), a parlare di digitale nelle Pubbliche Amministrazioni.

L’evento di venerdì 11 maggio è rivolto principalmente a professionisti, imprenditori, a coloro che operano nel settore delle tecnologie digitali.

Gli operatori delle tecnologie informatiche e di comunicazione, quelli del settore gestionale e marketing, web designer nonché quelli dell’audit nei campi della cybersecurity, privacy e della protezione dei dati personali, avranno modo di conoscere Aip-Itcse confrontarsi sulla grande importanza di fare sistema al fine di dare centralità strategica alle professioni imperniate sul settore Ict e diventare sempre più performanti, preparati e competitivi sul territorio nazionale e internazionale.

La partecipazione alla giornata è aperta al pubblico e gratuita, con registrazione su Eventbrite. La conferenza vedrà diversi momenti. “Il Professionista Informatico nel 2018: competenze, esperienze, qualifiche e certificazioni”, l’AIPeritivo in terrazza F.Academy e per chi vuole finire in bellezza è prevista una cena al Ristorante Ca' Ad Pancot.
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#DIGITALIZZAZIONE
il fondo per la digitalizzazione delle pmi da 100 milioni di euro (10mila euro ad impresa) istituito nel dicembre 2013 era sparito dall'agenda del ministero dello sviluppo economico. Oggi ha visto il boom di richieste.

Ma facciamo un passo indietro.

Chi fa il parlamentare sa bene quanto una proposta richieda tempo e lavoro per vedere l'effettiva attuazione. E che spesso e volentieri le leggi che istituiscono fondi, non hanno un diretto riscontro nella realtà, e spesso e volentieri le risorse stanziate trovano altro utilizzo.
E' il dicembre 2016 quando mi accorgo leggendo una rivista, che i fondi per la #digitalizzazione istituiti nel 2013 non erano mai arrivati nelle tasche delle nostre #PMI. Ho dunque cominciato a fare interrogazioni in commissione, question time in aula in diretta tv (2 ,uno interpellando #Padoan ed uno Calenda). Ho chiamato direttamente gli uffici dei ministeri competenti e del Cipe. Fatto pressione e stressato chiunque avesse potere in merito. Finalmente nel giugno 2017 #Calenda si prende la responsabilità di sbloccare la misura che era scomparsa nel nulla.
Febbrai 2018: finalmente i voucher vengono messi a disposizione.

Sono passati 5 anni dall'istituzione del fondo, ma il mio lavoro di controllo sull'operato del governo dimostra che i risultati, se fortemente voluti, si possono ottenere.

Nella sera di venerdì si sono registrate 85.000 domande completate e altre 7.500 domande in compilazione.
I #voucher sono entrati finalmente nelle disponibilità delle #imprese.

Perché la politica è anche controllo e pungolo, non solo proposta.
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Nostra lettera alla Ministra Madia sul FOIA.
Sei punti per la vera trasparenza. La lotta alla corruzione non si fa a parole, ma anche attraverso il controllo della collettività: accessi agli atti consentiti al cittadino.
No al silenzio diniego.

http://www.maramucci.it/lettera-alla-ministra-madia-sul-foia/
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Articolo sulla lettera che con parlamentari e associazioni ho scritto alla Ministra Madia sul FOIA.

Questo testo non incentiva la trasparenza, sei modifiche per il Governo.

http://www.repubblica.it/tecnologia/sicurezza/2016/02/12/news/sei_modifiche_urgenti_chieste_dai_parlamentari_al_governo-133272708/
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Un rimpasto con rimpianto. La digitalizzazione del paese non si persegue coi tavoli di lavoro.
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DL PUBBLICA AMMINISTRAZIONE - C'è ANCORA TANTO DA FARE

LICENZIAMENTI PUBBLICI

Chi non è d’accordo sul licenziamento rapido del dipendente che timbra il cartellino e va a casa alzi la mano. La mia non si alzerà. Con i nuovi decreti attuativi entro 48 ore sarà sospeso dal servizio e dallo stipendio il dipendente che, piuttosto che essere in ufficio, timbra e va altrove. Entro 30 giorni partirà poi il provvedimento che potrà portare al licenziamento,e, nei casi previsti, anche al risarcimento del danno d’immagine per lo Stato.

Qualcuno in questi giorni replica “le regole già esistevano”. Verissimo, ma erano quasi del tutto inapplicate.

La novità sta nell’avvio di un procedimento anche nei confronti del dirigente che non effettua la sospensione dal servizio del dipendente. Certamente questo servirà da incentivo al rispetto delle norme.
Il dirigente che non prende provvedimenti rischia infatti a sua volta un provvedimento disciplinare.
Non solo, rischia la denuncia per omissione atti d’ufficio. Reato punito con la reclusione fino a due anni.

Resta un grande tema.
I dipendenti pubblici, una volta arrivati in ufficio, hanno abbastanza lavoro, organizzato e periodicamente verificato? Sono all’altezza delle innovazioni anche digitali che la PA deve necessariamente mettere in campo? Sono motivati ed efficaci? Questa non è solo responsabilità loro, ma di chi organizza il lavoro e si pone gli obiettivi. Si tratta di capacità relazionali, di leadership, di gestione della squadra, che purtroppo (punto da migliorare) non si imparano a scuola.

Credo che alla PA serva infine una staffetta generazionale per vincere la sfida dell’efficienza dei servizi per la collettività. Perché anche l’informatizzazione non si inietta endovena, ma è frutto di studio ed attitudine. E su questo la politica ha responsabilità.

Credo che riservare una quota di spesa pubblica per questa mission possa essere la chiave di volta per aumentare la competitività dei servizi, e il riscontro positivo dei cittadini. Stufi di un servizio lento e di domande inevase.
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SCHENGEN AD UN FIORINO 
Qualunque organismo quando è in difficoltà riduce le funzioni vitali e attiva sistemi di autodifesa. Lo fa il corpo umano, lo fa uno Stato. Dovrebbe farlo anche l'Europa, se oltre ad un sistema economico fosse anche civile e politico.

La decisione di sospendere Schengen non sarebbe sbagliata in termini assoluti, se questa venisse accompagnata da altre iniziative corali e organizzate in logica. Così come l'Italia non chiuderebbe mai i confini tra Puglia, Basilicata, Campania e il resto d'Italia per alienarsi dal crescente fenomeno sbarchi, ugualmente non dovrebbe farlo un continente che si ritiene unito.

Sospendere Schengen, lasciare discrezionalità alle singole nazioni, quantomeno fino a maggio, di gestire le frontiere in base alle sue intenzioni non è la risposta che un organismo collegiale si sarebbe dato. A meno che non dia già per perse le sue due nazioni avamposto: Italia e Grecia.
Lo stesso trattato dà il diritto di sospensione in caso di emergenza ai confini dell'Unione europea, ma deve essere l'Unione a decidere, non i suoi interpreti motu proprio.

Sospendere Schengen è un altro danno economico di una politica europea dall'aria viziata dalle politiche interne. Per l'Italia è un danno alle aziende e alle sue infrastrutture portuali. Benché le frontiere rimangano ovviamente ancora transitabili per gli aventi diritto, le lunghe code ai varchi di controllo per camion e Tir determineranno ripercussioni sull'intero sistema trasporti nostrano.
Un sacrificio che in sé potrebbe anche essere accettato se dietro ci fosse un'Europa che pensa all'unisono.

Purtroppo non è questo il clima migliore per recuperare un'unità che in oltre mezzo secolo di storia si era tradotta solo nella moneta unica e in quella libertà e segno di appartenenza che dava Schengen. Stiamo per sacrificare quest'ultimo trattato perché alla voce comune si leva la legittima istanza del singolo Stato che non volendo attendere Bruxelles alza i suoi muri.

Questi sono i momenti in cui una nazione o si rialza o si inginocchia. E noi stiamo guardando per terra.

http://www.maramucci.it/schengen-ad-un-fiorino/
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CITTADINANZA ITALIANA - COSA NE PENSI?
Questa settimana alla Camera è in discussione la modifica alla disciplina della Cittadinanza Italiana.
Ad esempio viene introdotto lo "ius soli" secondo il quale
acquista la cittadinanza per nascita chi è nato nel territorio della Repubblica da genitori stranieri, di cui almeno uno sia in possesso del permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo (cd. ius soli) (art. 1, comma 1, lett. a)).
Viene introdotta anche un'altra fattispecie di acquisizione della cittadinanza in seguito ad un percorso di studi, lo "ius culturae".
Nel mio articolo tutti i riferimenti normativi e alcune proposte. 
TU COSA NE PENSI? 
‪#‎opencamera‬ ‪#‎iussoli‬ ‪#‎cittadinanza‬

http://www.maramucci.it/cittadinanza-le-modifiche-alla-camera-cosa-ne-pensi/
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