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Eloisa Massola
«Sapevo danzare alla luna, / sapevo essere lupa e coniglio...»
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Sul blog, pensieri e riflessioni sul corso di filosofia e letteratura (terminato proprio oggi!) tenuto presso la Casa Circondariale di Vercelli... http://sapevodanzareallaluna.blogspot.com/2018/09/di-cio-che-termina-con-linizio.html
Di ciò che termina con l'inizio dell'autunno
Di ciò che termina con l'inizio dell'autunno
sapevodanzareallaluna.blogspot.com
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Sul blog: «Ciò che è certo, è che non potremo in nessun modo raggiungere la Luce senza prima passare attraverso l'Ombra. L'Ombra non va temuta, ma compresa».
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«Forte delle mie precedenti esperienze (ma la modestia è sempre e comunque d'obbligo, poiché noi esseri umani sappiamo essere così ciechi!), quest'anno ho ingrandito la superficie del mio orto, affiancando al rettangolo già presente lo scorso anno, anche un'area a cerchi concentrici. L'orto rotondo (che in alcune aree del mondo viene coltivato rialzato) permette di consociare più facilmente le piante e veicola, attraverso i suoi cerchi concentrici, le energie vitali e creatrici della Terra.»
Un orto a tutto tondo!
Un orto a tutto tondo!
sapevodanzareallaluna.blogspot.com
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Quanta paura possono farci, i cambiamenti?
Per dieci minuti
Per dieci minuti
sapevodanzareallaluna.blogspot.it
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«Libertà. Essere liberi. Vivere liberi. Saper donare ad altri la libertà.
In latino, il termine libertas ha evidenti analogie col termine liber, "figlio", come ad indicare l'intima connessione tra l'atto di generare la vita e la capacità di permettere a questa vita di costruirsi e svilupparsi in piena autonomia. Poiché questo dovrebbero essere i figli: non un'appendice di genitori scornati, ma un ponte luminoso e indeterminato verso il futuro. Ti dono la vita, che è il regalo più grande; e poi tu sarai libero di farne ciò che desideri.
Non solo. Liber, in latino, significava anche "libro". In particolare, la parte più interna della corteccia degli alberi che, nell'antichità, veniva usata come supporto per la scrittura.»
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Nell'epoca di Internet, dei cellulari e della tecnologia presente in ogni momento della nostra vita, quanto è ancora importante leggere fiabe ai bambini?
Se ne è parlato nella puntata di Petrarca (TGR culturale) andata in onda su Rai Tre sabato 3 marzo scorso, alle 12.55, insieme a Raffaella Pretta, presidentessa dell'associazione La Quarta Parete, che ha ideato il progetto Nonno, mi leggi una fiaba?, un percorso di letture animate rivolto ai più piccoli. Un progetto che ha riscosso molto successo, raccogliendo candidature di nonni da numerose città italiane: Torino, Mestre, Napoli...
Si è discusso inoltre delle "fiabe filosofiche" insieme a Paolo Pulcina, autore, insieme a Roberta Invernizzi del libro Sette stanze d'alberi e d'acqua. «La fiaba filosofica» ci ricorda Paolo Pulcina «è un racconto dove si cerca di spiegare delle tematiche molto ostiche, che ci permetta di superare le difficoltà dell'esistenza».
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«Sono un'accanita lettrice dei gialli di Agatha Christie fin dall'adolescenza, "Assassinio sull'Orient Express" è uno dei miei romanzi preferiti, lo rileggo periodicamente, conosco a menadito particolari e battute e, per me, l'unico Poirot possibile è quello interpretato da David Suchet.
Con queste premesse, ammetto di non essere stata ben disposta nei confronti di questo remake firmato da Kenneth Branagh (che in passato non sempre mi è piaciuto e che ho trovato un po' lezioso in alcune interpretazioni), nonostante il cast stellare: da Judi Dench a Michelle Pfeiffer, passando per Johnny Depp.
Tuttavia non potevo esimermi. Ero curiosa di vedere come il buon Branagh sarebbe uscito dal confronto non solo con la Christie, ma anche col vecchio "Orient Express" del '74, diretto da Sidney Lumet, con Albert Finney nella parte dell'infallibile ispettore belga. (No, nemmeno Finney mi era piaciuto...)»
Assassinio sull'Orient Express
Assassinio sull'Orient Express
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~ Su Phaneron

Il caso della materna "Korczak" di #Vercelli: no alla caccia alle streghe!

«[...] i giornalisti (nazionali e locali) parlano tanto del "clima omertoso" fra insegnanti (dimostrando di non avere ben chiaro che cosa significhi svolgere il proprio lavoro con passione: chi insegna perché AMA farlo, non ha NESSUN INTERESSE a coprire colleghi nullafacenti o, peggio, pericolosi per i bambini e i ragazzi!), ma ben pochi si soffermano sulle responsabilità della dirigente che, a spron battuto, continua a ripetere a tv e giornali di "non averne mai saputo niente". Fosse anche vero (e questo va comunque accertato), si tratta di un fatto gravissimo: dov'era questa dirigente che, da ottobre 2017, ha ricevuto - come tutti i presidi - ben 400 euro di aumento di stipendio?»
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Complici le vacanze, ho tolto un po' di ragnatele al blog! 😁 Ho diversi libri da recensire e mi sento decisamente in colpa!
Ho iniziato oggi con "L'arte di essere fragili", di Alessandro D'Avenia, finito il mese scorso (sono vergognosa, lo so)...

«Leopardi, si sa, è un autore difficile da insegnare: universalmente banalizzato, è noto agli studenti come "lo sfigato", "il gobbo", quello che si è rovinato la vista a forza di studiare («Non fatevi prendere dall'ansia» commento in genere a quel punto, «a voi non succederà di certo...») e che non aveva fortuna con le donne. Povero Giacomo, anche lui vittima dei luoghi comuni.
Il grande vantaggio dell'opera di D'Avenia, dunque, è di ripercorrere tutte le tappe della vita del poeta recanatese proprio allo scopo di riabilitarne la grandezza agli occhi dei più giovani. Alcuni spunti (sebbene non particolarmente originali) sono lodevoli, se non altro per il tono diretto adottato da D'Avenia. Il libro, infatti, non è un saggio su Leopardi, ma un insieme di lettere che l'autore scrive al suo poeta prediletto, creando un ponte fra presente e passato, fra poesia e quotidianità...»

http://sapevodanzareallaluna.blogspot.it/2017/06/larte-di-essere-fragili.html
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