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Francesco Fiore (Cesco983)
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Dodici anni di Spitzer
Non credo che, presso il grande pubblico, il telescopio spaziale Spitzer sia noto quanto lo è il cugino Hubble. Sarà perché Hubble è stato il primo a offrirci l’emozione di visioni cosmiche altrimenti inarrivabili, o forse perché le missioni dello Shuttle dedicate alla sua manutenzione ce l’hanno fatto sentire più a portata di mano, più di casa. O forse è solo una questione di marketing. Non lo so.
Per chi è appassionato di astronomia, però, Spitzer occupa un posto altrettanto importante e le scoperte propiziate dalla sua visione infrarossa sono di assoluta eccellenza. Ce lo ricorda - giustamente - la NASA, festeggiando il dodicesimo anniversario del lancio di questo avamposto osservativo dell’astronomia moderna. E lo fa in un modo molto scenografico (anche se un po’… fuori stagione). L’ente spaziale americano, infatti, ha preparato un calendario (in fondo al post ho messo il link per il download) impreziosito da dodici chicche di Spitzer. Meravigliose visioni del cielo infrarosso che ci accompagneranno per dodici mesi.
Ciascuna immagine, però, è anche il pretesto per ricordare alcune scoperte cruciali propiziate dai dati raccolti da questo telescopio: dalle preziose osservazioni delle culle stellari alle informazioni riguardanti gli affollati ammassi di galassie persi nelle profondità dello spazio e del tempo, dall’analisi degli anelli di Saturno allo studio degli anelli di detriti intorno ad altre stelle, segno inequivocabile di sistemi planetari in costruzione.
Quando venne lanciato, il 25 agosto 2003, aveva un nome decisamente più anonimo. Si chiamava infatti Space Infrared Telescope Facility. Solo quattro mesi più tardi, una volta appurata la sua efficienza e la bontà del suo lavoro, venne rinominato e dedicato a Lyman Spitzer, eminente astrofisico statunitense scomparso nel 1997, il primo a proporre l’impiego di telescopi orbitanti per la ricerca astronomica.
Spitzer ha uno specchio di soli 85 cm di diametro, dunque molto più piccolo di quello di Hubble (240 cm), ma la natura delle sue osservazioni lo obbliga ad avere un efficiente sistema di raffreddamento. La sua strumentazione è mantenuta a una temperatura di soli 5,5 gradi sopra lo zero assoluto, dunque lavora nel gelo di -267.6 °C. E’ la condizione indispensabile affinché il calore prodotto dai suoi circuiti non si sovrapponga alla radiazione infrarossa che sta raccogliendo. Spitzer, insomma, non è affatto un semplice cannocchiale mandato a gironzolare nello spazio!
L’anniversario di Spitzer - come è stato qualche mese fa il festeggiamento dei 25 anni di Hubble - è un ottimo pretesto per ripensare al grande lavoro di progettazione, di studio e di ricerca che sta dietro a ciascuna delle stupende immagini dell’Universo che gli osservatori orbitanti ci permettono di gustare.
Credo lo meritino.

Fonte
http://www.spitzer.caltech.edu/twelve_years

Download calendario
http://www.spitzer.caltech.edu/uploaded_files/other_files/0010/5875/Spitzer12thAnniversaryCalendar.pdf

#astronomia   #spitzer  
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