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Giovanni Boccia Artieri
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Il dibattito "tossico" sul (cyber)bullismo genera panico morale. Ma abbiamo bisogno di definire un nuovo reato? 

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Twitter come salotto della borghesia digitale degli influencer. Ancora sul caso ‪#‎EniVsReport‬.
È attorno a questa realtà che spesso possiamo osservare l’azione degli influencer che si fanno sempre più borghesia digitale, riacquistando un ruolo di centralità nel gioco retorico di contrapposizione con i media dominanti che spesso, è appunto, solo una retorica.

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Il dibattito emerso in Rete e nella stampa – sia specializzata che generalista – ha da subito ipotizzato una realtà binaria fatta di Like/Dislike, in cui un’umanità connessa si contrappone a colpi di voti a favore e contro. La riduzione del discorso in pubblico ad un sistema di voto emotivo fatto di pollice alzato o abbassato è la prima immagine mentale che molti hanno abbracciato. Il dato culturale che va sottolineato è come si sia trasformato negli anni il nostro immaginario sull’umanità connessa che prima, nell’epoca dei blog, ha visto descrivere l’ambiente emergente come una realtà conversazionale e che oggi guarda al web sociale come un terreno caratterizzato fortemente dalla polarizzazione e da un pensiero talmente sintetico da essere ridotto ad un binario pro o contro. Un mondo connesso privo di sfumature, quindi?

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Lo sguardo di Snowden da Twitter: è un atto simbolico e politico l'ingresso su Twitter  di Snowden che ha a che fare con il riappropriarsi della propria voce nei social network, nel scendere all’interno della conversazione, nell’accettare un regime di visibilità ...

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Chiariamoci: il dibattito sulle parole di Umberto Eco sugli imbecilli ed il web si è da prima trasformato in uno scontro di civiltà “quelli-della-rete vs quelli-di-Eco” dove il nulla si confronta con il nulla.
Ma è la cartina di tornasole di un pregiudizio radicato tra progressisti e reazionari che schiaccia ogni dibattito italiano sul web e che impedisce di osservare quanto sta accadendo NON dentro la rete ma nella nostra società a proposito della rivoluzione digitale.

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Discriminati dall'algoritmo di Uber? Alcune cose che ho imparato dagli scienziati computazionali 

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House of Cards in salsa pugliese: il collasso (im)perfetto fra realtà ed immaginario televisivo 

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La consapevolezza dei dati ora che indosseremo l'Internet

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Il caso e la sentenza mettono alla prova i limiti della libertà di espressione sui social media e puntano contemporaneamente il dito sul valore pubblico dei contenuti che postiamo, il che pone una questione su quanto un nostro status ad esempio su Twitter possa essere ritenuto equivalente ad una news su un sito di informazioni. 
Ci troviamo di fronte ad un ambiente nuovo, quello della comunicazione online in spazi i cui confini tra pubblico e privato sono estremamente contestuali e la relazione fra dire qualcosa ed agire in merito è complessa e sfumata. 
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