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paolo turrini
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paolo turrini

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C’è solo un errore innato, ed è quello di credere che noi esistiamo per essere felici. Esso è in noi innato perché coincide con la nostra stessa esistenza, e tutto il nostro essere altro non è che la sua parafrasi, e anzi il nostro corpo è il suo monogramma: se altro non siamo che volontà di vivere, la successiva soddisfazione di ogni nostro volere è poi ciò che si pensa col concetto di felicità.
Ci sono stati dei cervelli nella pur breve storia dell'umanità che hanno illuminato + del sole dalla sua nascita.
Aveva ragione anche Nietzsche :
“L’uomo è una corda annodata fra l’animale e il Superuomo, una corda tesa sopra un abisso.
Un pericoloso andar dall’altra parte, un pericoloso metà-cammino, un pericoloso guardarsi indietro, un pericoloso rabbrividire e star fermi.
Ciò che v’è di grande nell’uomo, è che egli è un ponte e non uno scopo: ciò che si può amare nell’uomo, è che egli è un passaggio e una caduta.
Io amo coloro che non sanno vivere anche se sono coloro che cadono perché essi sono coloro che attraversano.
Io amo i grandi spregiatori, perché sono i grandi adoratori, sono frecce di nostalgia verso l’altra riva.
Io amo coloro che non soltanto dietro le stelle cercano una ragione per sacrificarsi e andare a fondo; ma che si sacrificano per la terra, affinché essa divenga un giorno proprietà del Superuomo.
Io amo colui che vive per conoscere, e che vuole conoscere perché un giorno il Superuomo possa vivere. E cosí vuole la propria distruzione.
Io amo colui che lavora e inventa, in modo da costruire la casa per il Superuomo e preparare per lui la terra, l’animale e la pianta; perché cosí facendo vuole la propria distruzione.
Io amo colui che ama la sua virtú: perché la virtú è volontà di distruzione e freccia della nostalgia.
Io amo colui che non serba in sé una sola goccia del proprio spirito, al contrario, vuol essere interamente lo spirito della propria virtú: e cosí passerà come spirito sopra il ponte.
Io amo colui che della propria virtú fa la propria inclinazione e il stesso destino: cosí, per amore della sua virtú, vorrà ancora vivere, e al tempo stesso non piú vivere.
Io amo colui che non vuole avere troppe virtú. Una virtú vale piú di due virtú, perché essa è doppiamente un nodo cui si attacca il destino.
Io amo colui che spreca la propria anima, che non vuole ringraziamenti, e che non restituisce nulla: perché egli dona sempre e non vuole conservarsi.
Io amo colui che si vergogna quando il dado cade in modo favorevole a lui, e si chiede: ‘Sono forse un baro?’ giacché egli vuole andare a fondo.
Io amo colui che getta parole d’oro davanti alle sue azioni e mantiene sempre piú di ciò che ha promesso: perché egli vuole la propria distruzione.
Io amo colui che giustifica quelli che verranno e assolve quelli che sono tramontati: poiché egli vuole andare a fondo a causa degli uomini del presente.
Io amo colui che castiga il proprio Dio perché lo ama, giacché egli perirà per la collera del suo Dio.
Io amo colui la cui anima resta profonda anche nella ferita e può esser distrutto anche da un piccolo avvenimento, perché cosí andrà volentieri all’altro capo del ponte.
Io amo colui la cui anima è troppo ricca, sí che egli dimentica se stesso e tutte le cose che sono in lui: in tal guisa tutte le cose diverranno la sua distruzione.
Io amo colui che è libero di spirito e di cuore: perché la sua testa sarà soltanto il viscere del suo cuore; il suo cuore tuttavia lo spingerà verso la rovina.
Io amo tutti coloro che sono come gocce pesanti che cadono a una a una dalla nera nube che sovrasta all’uomo: essi annunciano che sta per venire il fulmine e periscono come annunciatori.
Vedete, io sono un annunciatore del fulmine, sono una di quelle gocce che cadono dalla nube: quel fulmine si chiama Superuomo”.
 
F. Nietzsche, Cosí parlò Zarathustra, Longanesi, Milano, 1979, pagg. 37-41
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paolo turrini

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paolo turrini

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che dire : un'opera d'arte
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paolo turrini

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Il mondo è di chi stampa i soldi , di chi è proprietario dei giornali , delle tv delle case discografiche.
Di chi è il mondo?
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paolo turrini

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La vita comunque la si consideri e in qualsiasi modo vada è un affare che non copre le spese.Il divenire delle cose , l'imprevisto , il caso in altre parole gli eventi rendono impossible un qualsiasi approccio sistematico e delegano il tutto al caos.La regolamentazione e l'ordinamento del mondo che ci circonda è pura utopia.La democrazia poi è l'eccelso della pura illusione.Prendete ad esempio la natura cosa c'è di meno democratico della natura.Noi umani siamo esperimenti della natura.[Un esperimento (dal latino ex, "da", e perire, "tentare", "passare attraverso") è la realizzazione di un'operazione empirica atta ad individuare, accertare o precisare qualche aspetto specifico di un fenomeno osservabile che potrebbe riguardare una qualunque area di conoscenza)] .
L'essere umano è naturalmente infelice per due motivi : 1) perché conscio di essere un esperimento della natura 2) perché con la propria opera di conoscenza vuole arrivare alle cause e capirne gli effetti per regolamentare il mondo e da creatura vuole essere creatore.
Non potrà mai essere felice un essere con queste prerogative.
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thank you
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paolo turrini

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05/09/2006
La Maschera
L'orgoglio spirituale e il disgusto di ogni uomo che ha molto sofferto, la sua orribile certezza - della quale egli è interamente pervaso e di cui ha assunto il colore - di sapere , grazie alla propria sofferenza, più di quanto possano sapere i più prudenti e i più saggi; di aver conosciuto e abitato, una volta, molto lontani e paurosi mondi dei quali "voi non ne sapete nulla"! Questo spirituale, silenzioso orgoglio di colui che soffre, questa fierezza del prescelto della conoscenza, dell'"iniziato", della vittima offerta in sacrificio, sente la necessità di ogni forma di travestimento, per proteggersi dal contatto di mani pressanti e pietose e soprattutto da ciò che non gli è simile nel dolore. Il profondo soffrire rende nobili; separa. Una delle più sottili forme di travestimento è l'epicureismo e un certo coraggio del gusto, messo da allora in poi in evidenza, che prende alla leggera il soffrire e si oppone ad ogni cosa triste e profonda. Vi sono "uomini sereni" che si servono della serenità perché vengano fraintesi - essi vogliono essere fraintesi - vi sono "uomini di scienza" che si servono della scienza poiché essa da un aspetto sereno e poiché la scientificità porta a concludere che "l'uomo è superficiale": - essi VOGLIONO indurre ad una falsa conclusione. Vi sono spiriti liberi e temerari che vorrebbero celare e smentire di essere cuori infranti, fieri, insanabili; e talvolta persino la follia è una macchina di una scienza funesta, troppo certa - da cui si deduce che è proprio di una umanità più raffinata provare venerazione "di fronte alla maschera" e non esercitare al momento sbagliato psicologia e curiosità... F.NIETZSCHE
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paolo turrini

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09/09/2006
L'esattore
In sul palco a provar la scena venni sorpreso da una presenza.
Dalla platea vuota , avanzava grave e adagio l'esattore.
In silenzio chiedevami di seguirlo, e in quell'istante per la prima volta ho vissuto e per l'ultima volta sono morto.
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paolo turrini

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SULL'ESISTENZA
L'esistenza è argomento ontologico per eccellenza e si relaziona con quello dell'Essere ma in subordine, come suo modo contingente di manifestarsi e di fluire. Esso attiene perciò anche alla dimensione del divenire.
Cfr. ad esempio Gioberti: «in latino exsistere, che suona "apparire", "essere fuori", "emergere da", "mostrarsi", s'usa a significare la manifestazione d'una realtà che prima era come avviluppata, implicita in un'altra, e che, uscendo, si rende visibile di fuori; quindi prodotta da una sostanza che la contiene potenzialmente, in quanto è atta a produrla»; concetto riassunto nella formula giobertiana «l'Ente crea l'esistente»
Gioberti
FONTE WIKIPEDIA


esistere mi suona di fregatura! 
paolo turrini
CONSIDERAZIONI DI UNO QUALUNQUE.
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commerciante di vino atto a divenire chianti docg .
detto anche vinaino per il piccolo businnes
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    peccato sarei stato un bell'inventore con le adeguate conoscenze
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