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Ombretta Mora
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Sarà la scelta più difficile ma, qui dentro, vorrò esserci soprattutto IO, anche con i miei illimitati... limiti e quel po' di "altro" che m
Sarà la scelta più difficile ma, qui dentro, vorrò esserci soprattutto IO, anche con i miei illimitati... limiti e quel po' di "altro" che m

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La cosa che voglio maggiormente quando sto male...

.... quando nessun argomento, che mi passa per la mente, offre sviluppi interessanti. Quando non ho nulla di buono da aggiungere, devo semplicemente rifiutarmi di scrivere. Dal momento che una scrittura forzata si posiziona all'opposto del concetto di qualità che io prediligo avere, dato che amo scrivere... E scrivere "bene" quando possibile. Poi, scrivere, lo considero un "lavoro" a tempo pieno. Ma non è solo un impegno cosiddetto "professionale", almeno non per me: scrivere fa bene al mio cervello. E magari anche a Chi mi legge, fra queste pagine virtuali... e non solo. Spesso parenti e amici non capiscono la mia permanenza davanti al computer. Considerano quello che vedono: lavoro sempre. Ed è questo il punto, quando scrivo la mia mente non lavora. Anzi, fa altro. Si diverte nel trovare soluzioni per comunicare meglio, principalmente con me stessa, prima che con altri... Mette in pratica una serie di regole che possono essere legate al mio modo di pensare e comunicare, in senso stretto. Ad esempio come lasciare libero spazio alla creatività delle parole appena pensate... E questo aiuta molto la mia mente. E per me, quando mi sento bene, saper scrivere è importante. Scrivere bene poi significa ottenere dei vantaggi competitivi evidenti anche per la mia autostima. Ma poi? Scrivere è importante per me come persona, al centro di tutto e che fa prevalere le proprie esigenze. E scrivere può essere una terapie per sconfiggere i miei malesseri interiori. Proprio così. Sentirmi meno stressata dopo aver messo nero su bianco eventi traumatici, momenti difficili e passaggi particolarmente emotivi, appartenenti alla mia fragile esistenza, mi aiuta spesso, quando non sto male, a evitare problemi fisici. Come, ad esempio, quelli legati alla pressione sanguigna. Dal momento che la scrittura mi lascia ritornare sui miei passi, rielaborando i passaggi difficili che mi si presentavo dinanzi agli occhi. Ma il punto esenziale è che scrivere fa bene al mio cervello, come in questo momento... E in ogni testo che batto sulla tastiera, sono sicura di lasciare una parte di me... Più o meno bella, perchè vincolata con la situazione che vivo in quel momento. Ma quando le parole, a volte, non funzionano, credo che il miglior argomento, in questi casi, sia quello del risparmio. Scrivere male, scrivere anche per le persone sbagliate, nella realtà, significa "bruciare risorse". E in un mondo virtuale come quello delle piattaformi sociali potrebbe persino catapultare il blog in un un vortice di fallimento. Per le ragioni sopra esposte, se capita di non avere l'ispirazione adatta per scrivere io non scrivo tanto per farlo. Io non pubblico contenuti scarsi o poco interessanti. Ho bisogno di trovare il modo giusto per presentare ed esprimere le mie parole che restano sicuramente per me un toccasana per la mia salute mentale ma anche per l'anima... Scrivere mi aiuta ad esplorare il Mio "IO" interiore... Mi aiuta a "guardare dentro" le mie paure... Ma anche le gioie. Imparando ogni giorno ad ascoltare ciò che ho da dire: scrivendo.
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E... non poteva che tornarmi alla mente, in queste giornate, del mese di Maggio, con un clima ancora un po’ così... indeciso, uno dei misteri più intriganti, per me, degli anni ’70: Julio Iglesias. Ma come facevano all'epoca, dell'uscita di questa canzone, intorno gli anni, tra il 1977 e il 1981 più o meno, quei fan, quelle fan, oggi quarantenni, ad ascoltare e cantare, addirittura, questo "motivetto", senza un minimo di imbarazzo? Per quale arcano motivo sulle note di “Sono ...un pirata sono un signore" le donne potevano essere ispirate eroticamente? Da quale recesso arrivava Iglesias? Quale pulsione misteriosa dell’universo lo generava? Cosa trovavano le donne in quel personaggio svenevole, affettato, intellettualmente imbarazzante? Avevo quattordici anni allora e di misteri ne avevo davanti diversi e non solo, avevo un professore di disegno che assomigliava al "divino" Julio (sempre lampadato) che cuccava tantissimo anche lui tra le professoresse... Me ne accorsi, in una gita fatta a Verona, in pullman, con tutta la scolaresca. E mentre lo guardavo flirtare, mi domandavo: "Ma cucca, perché assomiglia a Iglesias ... oppure", sfiorando la fantascienza "Iglesias cucca, perché assomiglia al mio prof di disegno?" E mentre cercavo di capire la contorta (e non facile) "psicologia" degli adulti, le note di questo motivo, facevano un gran successo! Magari, chissà... grazie allo stesso Iglesias e al suo innato carisma da latin lover ... che non ha perso mai la sua trascinante forza e che forse, al di là di tutto, è proprio la chiave principale del suo successo.


P.S. Metto semplicemente "WOW" :o (L'urlo di Munch) perché NON ho altre emoticon a disposizione…. oltre alla mie parole.

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Non vorrei mai ritornare ad avere sedici anni oggi. Non so come ne uscirei. Già avere quelli che ho adesso (e che non svelo...) mi sembra difficile. Il fatto è che a quell'età mi sembravo tutta perfetta. Mi sembrava di essere bellissima e felice, in forma, gentile e sorridente, con una grande voglia di realizzarmi ed arrivare. Dove? (Ancora) Non lo sapevo... E la cosa che mi salva oggi... è che ormai lo so che non esiste un punto di "arrivo", ma ammetto che certe volte tutta questa perfezione mi turba parecchio... Perché ho i capelli quasi sempre raccolti a "crocchia", ma non sono folti, come quelli della mia gemella, nelle foto, il più delle volte, vengo male: causa l'essere poco fotogenica... Ho i denti "a pallettoni" e rimasti storti, sebbene ho portato per anni l'apparecchio (specifico, dei dentisti) per raddrizzarli. Inoltre un seno... importante (che, da nudo, quasi mai passa inosservato). Ciononostante, nell'insieme, ho imparato a non lamentarmi, perché, fossero questi i problemi... Anche se, certe volte, mi si insinua un tarlo nella testa che, come il grillo parlante di Pinocchio mi sussurra: "Ah... Se tu fossi diversa, magari...", ma la verità è che se, io fossi diversa non sarei più quella che sono: L' "Ombra" per qualcuno... E l' "IO" che sono adesso mancherebbe a Chi è, per me molto speciale, ne sono sicura. Quanto all’argomentazione accennata di tutte queste foto, tutto questo ostentare, tutto questo raccontarsi, senza difetti, magari anche fatto in bella vista su queste piattaforme sociali, alla fine, temo hanno solo il potere di offuscarci i pensieri. Mandando in crisi i più deboli. E allora ai più deboli come me, ma con il cuore più giovane e più a rischio del mio, volevo articolare il mio pensiero: "Non importa". Non importa se non si è catalogati "i migliori"...se non siamo i più divertenti, se ancora non abbiamo capito cosa vogliamo dalla vita... E se non lo capiremo mai. Non importa, se non siamo i più carini, i più alla moda, i più bravi, i più di… "Tutto". Va bene così, perché (anche) essere imperfetti non è male..... E, a conti fatti, credo che l'imperfezione sia la parte più bella di ognuno di noi, insieme alle nostre inconfondibili paure... Compagne costanti della nostra quotidianità.

(Dedicato a me e al mio nuovo percorso, da poco, intrapreso.... seguendo un sentiero formato da ciottoli e sassolini bianchi che qualcuno, talmente generoso, mi ha posto sul mio cammino...)
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Se potessi cambiare lavoro, cosa ti piacerebbe fare?


Il P.M. - Pubblico Ministero. Per trascorrere le mie giornate a raccoglie informazioni e prove contro persone o organizzazioni che possono aver violato la legge... Partecipare ai processi presentando al Giudice le prove, frutto del mio impegno, in contraddittorio con gli avvocati che difendono gli accusati. E sarei stata una dipendende pubblica: pagata dallo Stato, senza timore di combattere quotidianamente la crisi economica che versa sul nostro Paese da tempo immemorabile. Bello, vero? Grandioso! Avrei svolto attività piu frequenti, come: la raccolta e la valutazione di segnalazioni di reato da parte delle forze dell'ordine e di privati cittadini, o in maniera autonoma, avviare e dirige le indagini servendosi delle forze dell'ordine (quali: Polizia, Carabinieri, Guardia di Finanza). Avrei iscritto, con coraggio, persone indagate in un apposito registro, chiedendone al G.I.P. - Giudice per le Indagini Preliminari, l'arresto quando lo ritenesse necessario... Avrei interrogato i testimoni e gli imputati, ma avvalendomi di un potere in più, che i semplici avvocati, non hanno... La facoltà di condanna. Avrei chiesto al Giudice, per l'udienza preliminare, l'archiviazione del caso, la proroga delle indagini o lo svolgimento di un processo, ivi presentando le prove sia al Giudice, in un processo vero e proprio che, in contraddittorio con gli avvocati degli accusati. E la mia attività si sarebbe svolta prevalentemente, all'interno di uffici e aule di Tribunale, in condizioni normalmente confortevoli... Avrei utilizzato strumenti più sofisticati di quelli utilizzati abitualmente nel mio Studio, computer con programma di videoscrittura e altre attrezzature da ufficio, banche dati informatizzate. E mi sarebbe piaciuto avere una capacità di analisi e di ragionamento, migliore di quella attuale, legata a capacità organizzative e gestionali, capacità comunicative (scritte e orali), equilibrio e serenità di giudizio, munite a una buona dose di autonomia decisionale, il che non guasta... per non influenzare lo svolgimento di questa professione.
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Mese di Gennaio... Ormai sul finire. Mi costringe ancora a rivedere e scorrere (o talvolta anche a concepire) progetti lasciati, a ritroso, per impegni troppo onerosi, sorti durante l'arco dell'anno che è appena passato... E quando inizia un nuovo anno... ho la fissazione estrema di consultare il calendario per vedere, se può essere "bisestile" o meno... Ma per fortuna lo "scollamento" fra anno solare e anno civile, è un problema che avviene ogni quattro anni... e il 2018 non lo riguarda. Fuori dai miei pensieri, ancora una volta, il tempo scorre senza indugiare, senza mai fermarsi o chiedere. Ma stamani, non so perché? Mi domando quanto con il tempo io stia disperdendomi in atomi che si accumulano lungo la mia strada... Quanto con gli anni sia stata sempre in grado di trattenere anziché scartare. Ho imparato tante cose e spesso, sbagliando, ho discusso e litigato, ascoltato tanta musica. Ho letto poco e scritto molto di più... anche del necessario. In questo modo e con questa sensazione - che nessuno meglio di me sa spiegarsi le cose che sento dentro, ad ogni angolo del mio corpo - sono andata avanti senza troppi intoppi. Mentre, ad ogni capodanno passato, tracciavo confini come a marcare distanze e crescita... In che modo? Su un foglio tracciavo una linea verticale, riportandone alla sinistra tutte le cose successe durante l'anno e alla destra tutti i buoni propositi per l'anno a venire. Con la costante che in me vi era la sensazione viva e percettibile di un riscatto, di una crescita anche esterna... Un po' simile a quei serpenti che fanno la muta e abbandonano indietro la pelle che è stata il loro "involucro" sino a quel momento. E mi chiedo se quella pelle la ritrovano mai, lungo il loro strisciare a terra... e se anche ritrovandola, la riconoscono, sentendola poi una parte di sé... E chissà se dimenticare è sforzo o fortuna? Ora la linea sul foglio non la traccio più... Crescendo ho acquisito una filosofia diversa del tempo... Niente finisce né inizia, ma semplicemente con la sola volontà, tutto può e deve continuare. Dal momento che io non mi ritrovo scritta, tra quei buoni propositi, di cui ho accennato, come tutte le cose belle che semplicemente accadono, perché devono accadere...
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Dolcetto o scherzetto?
Si avvicina la festa più terrificante dell'anno. Per me? Solo un tentativo di darmi un'aria più affabile, mascherata in questo modo...
(Buon compleanno Ulderico, in un mondo che va sempre più di corsa, in cui si usano sempre più piattaforme sociali e telefonini per comunicare, ho pensato che poteva essere bello inviarti i miei auguri a domicilio forse per sorprenderti un po' o per semplicemente ricordarti che Io Esisto ancora... Cucciolone MIO♥)
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Truciolo… Sicuramente un bravissimo ballerino, partner di Stefania Rotolo prima, e della Heather Parisi poi… Un cantante, un attore, un coreografo, un artista poliedrico e valido. Magro, alto, biondo, capelli lunghi e ricci, sguardo un po' efebico, bravo e soprattutto molto ginnico ed elastico: un atleta, per quei tempi, prestato alla danza. L'ho rivisto ieri notte tardi in alcuni spezzoni presi da Popcorn, mentre cantava e ballava la sua "Ti chiami Africa". Enzo Avallone è stato famoso per il suo corpo smilzo, spaventosamente snello, asciutto… accompagnato dai suoi lunghi capelli… biondo platino che gli valsero il soprannome di "Truciolo", precisamente, da parte di Beppe Grillo, quando ancora si limitava a fare lo sbruffone come "comico" e non come politico, oggi, anche se poi non ha saputo mai farmi ridere… E' stato un personaggio importante nel panorama televisivo, della fine degli anni '70 ed i primi anni '80. Sebbene la sua vita ha avuto un tristissimo epilogo, fatto di droga, galera e morte, ovviamente per overdose… e ovviamente anche malato di AIDS, perché Avallone era un Gay non dichiarato. Però mi piace ora ricordarlo mentre fa a gara con la Rotolo a Chi piroetta più a lungo. E TUTTO si può dire della Rai, ma bisogna ammettere che un tempo per entrarci qualcosa lo si doveva saper fare... Truciolo a ballare era davvero bravo, ma è stato vittima, come per altri suoi Colleghi, prima di lui, dell'illusorio mondo dello spettacolo capace di esaltare un artista fino all'estremo, per poi dimenticarlo appena si cala il sipario sopra al suo lento, ma inesorabile declino…
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Un pensiero alla popolazione di Ischia...
Con i Tuoi Pensieri Sopraffini...
Con i Tuoi Pensieri Sopraffini...
conituoipensierisopraffini.blogspot.it
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Dietro a uno schermo... non capisco mai Chi si possa celare... Da quando uso Internet (non da tanto tempo in realtà) ho scoperto un mondo parallelo che ho avuto la fortuna di imparare ad apprezzare profondamente. Ed è vero che a volte dietro questo schermo nasconda le mie effettive personalità, ma è anche vero, come nei rapporti di amicizia non virtuali, che pian piano impari a conoscermi, riuscendo anche a lasciarmi andare... Qui ho conosciuto persone di profonda umanità, che sanno dare senza chiedere nulla in cambio e sono assolutamente fiera di poter annoverare queste persone tra le mie amicizie più care. Sì, perchè tutta questa virtualità, quando dietro allo schermo c'è una persona "vera".... si traduce in rapporti di amicizia reali... Come so, perfettamente, che molti di noi si sono conosciuti, molti si frequentano e molti altri condividono i loro percorsi... E c'è anche Chi ama solo leggere, non interviene, ma vuole seguirmi come un amico silente. Motivo? Mi conosce da moltissimo tempo... Gli piaccio, ma mi trova irraggiungibile. Mentre a volte può anche accadere che qualcuno non sia: "Chi dice di essere". E quando me ne avvedo, metto al riparo immediatamente la mia sensibilità, sebbene mi sfugga il motivo per cui il baro non abbia creduto in un "dialogo" tra di noi, evitando così equivoci di ogni tipo. Una volta, un "saggio" mi ha detto: "Quando qualcosa non ti quadra, esponila meglio che puoi... Ogni sassolino che tieni dentro può creare una montagna insormontabile, ma ogni sassolino che riuscirai a superare ti renderà più facile la scalata..." (Cit.)

(Dedicato alla mia capacità di osservazione, sempre aperta e disponibile a cogliere "l'inatteso" e a registrarlo anche se in quel momento mi appare: "Fuori tema" o insignificante...)
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Da almeno tre giorni… Paolo Villaggio non c'è più. Mi domando a quanti di noi ha fatto ridere (o almeno...sorridere?) Io ho vissuto l'era di quel filone tragicomico che ebbe un successone incredibile da metà anni '70 ai primi anni '80. Nella TV di Stato, Villaggio, si esibiva negli sketch di "Fracchia" e poco dopo portò al cinema il personaggio di Fantozzi. All'epoca ricordo la gente, raccontare le frasi dei film con il tono di voce impostato alla "Paolo Villaggio"…. E tutti ridevano. Ma quando uscì il suo libro, persino io, comprai: "Il secondo tragico Fantozzi" !!! Ed ora riposa in pace. E in questi giorni dedicati alla memoria dell'Attore, rivedendo qualche spezzone di film, mi sono avveduta che non mi trasmette nulla… se non "simpatia" per un tempo che fu…. Come quando ho visto in TV la Mazzamauro, nel vederla da vicino, mi ha ricordato quando faceva la "Sig.na Silvani...". E sebbene stesse commemorando il suo amico Paolo, a me, di colpo mi è balenata un'idea malsana di avvicinarmi a lei e immaginare di dirle...(con le labbra a bacio) "Belva, non mi scacciare!....Non mi picchiare... Non mi uccidere... BELVA!"
(Tratto dal film: "Fracchia la belva umana")
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