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Francesco “Il Letterino” Torto
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#RonHoward riporta in vita la leggenda di #MobyDick in Heart Of The Sea - Le Origini di Moby Dick, dal 7 dicembre al cinema.
Condividete il nuovo Poster Ufficiale!

#heartofsea #intheheartofthesea #ChrisHemsworth #CillianMurphy #cinema #warnercinema
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Ho appena fatto un fantasioso incontro col #Pathfinder nel romanzo #TheMartian #LuomodiMarte, da cui è impossibile staccarsi. Un po' come il Codice Da Vinci, nel bene e nel male. E Ridley Scott ci ha appena fatto un film.
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Today in Geek History: NASA breaks Internet traffic records when they post pictures of Mars from Pathfinder in 1997. See the site as it was 18 years ago: http://j.mp/1Cpg05j
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Da Metal Gear Solid V a Just Cause 3, da Horizon a Mad Max, ecco il meglio offerto dall'E3 di L.A.
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Poi, una sera come tante, leggi un capolavoro. Ogni tanto càpita, anche ai giorni nostri.

"Arrivo a questo romanzo senza aver ancora letto niente di Scott McCloud, né storie né saggi, ma essendo ben consapevole di stare per incontrare un prodigio dell'arte sequenziale, e di stare per imbarcarmi in un viaggio allucinante nell'essenza stessa del fumetto." ...

#LoScultore   #ScottMcCloud   #graphicnovel   #BaoPublishing  
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New on Duolingo: Esperanto!

Start learning the most widely spoken constructed language in the world: https://www.duolingo.com/course/eo/en/Learn-Esperanto-Online
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Mai letto un libro così velocemente in vita mia. Divorate le prime duecento pagine in una notte, le restanti il weekend successivo.
Divertente per gran parte della sua durata; noioso (ma ben scritto) nelle parti alla McGuyver; suggestivo perché, non importa quanto pericoloso, tutti vorremmo passare un anno da soli su Marte a mangiare patate e guardare telefilm anni 70. Oddio, tutti... tutti noi nerd asociali, meglio.
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Ben Affleck sembra fare la sua porca figura, almeno come Bruce Wayne. Il costume ancora mi prude, invece.

Il resto è fantastico. Trailer spettacolare. Peccato per la poca attenzione dedicata a Wonder Woman, di cui vorrei capire il ruolo.
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#HughJackman, #GarrettHedlund, #RooneyMara e #LeviMiller sono i protagonisti del nuovo Poster Italiano di Pan - Viaggio sull'Isola Che non C'è, da Novembre AL CINEMA.

#‎PanIlFilm #pan#peterpan #cinema #warnercinema
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Per i maturandi, ma anche per i maturati e per quelli andati a male.

Da "L'ora di lezione" di Massimo Recalcati, Einaudi, 2014.
#Maturità2015   #maturità   #esami   #scuola  

Venne poi il tempo della maturità. La febbrile attesa della vigilia, il sonno agitato, l’angoscia di prestazione, l’attesa opprimente dei genitori, il volto severo dei commissari, la ripetizione dei programmi a voce alta recitata come un mantra, le fantasie di annebbiamenti e smarrimenti clamorosi durante il colloquio, la sfrontatezza temeraria del bluff o la memorizzazione disciplinata e compulsiva, il calcolo ansioso dei giorni, la liberazione finale. L’esame di maturità e il suo corteo di ricordi continuano a riapparire per molti nei sogni, spesso nella forma dell’incubo tendendo a diventare la matrice di tutte le prove, di tutte le verifiche, di tutti i giudizi, assumendo l’aura epica dell’esame degli esami. L’esame di maturità ha delle gambe e ci insegue. Perché avviene? Perché è un uscio che si apre su di una terra ignota, perché sancisce la fine del mondo del figlio-studente e l’inizio del tempo delle scelte che faranno il nostro destino. Il problema è che questa apertura non è mai automatica: esige una prova soggettiva. Dobbiamo prendere la parola in prima persona di fronte a un Altro che esprimerà su di noi un giudizio definitivo e immodificabile. In numeri che si scolpiranno nei nostri curriculum vitae e nella nostra memoria. In questo esame si è tenuti a parlare rompendo lo specchio dell’uno a uno a cui si era abituati nelle verifiche in classe. Si parla per la prima volta a una Commissione in una sessione aperta al pubblico. Si prende la parola pubblicamente. Ecco la prova piú difficile: sono davvero autorizzato (e da chi) a parlare a mio nome? Sappiamo come i bambini nelle Scuole si prodighino per compiacere (o deludere) le attese dei loro genitori e delle loro maestre. Non parlano mai in prima persona, non parlano per sostenere un proprio discorso, ma innanzitutto per rispondere al discorso dell’Altro. Con l’avvento dell’adolescenza questo schema si rompe clamorosamente perché la giovinezza separa il soggetto dal recinto familiare e lo spalanca al mondo. La mia soddisfazione non coincide piú con quella dell’Altro, ma esige una sua misura singolare. Nell’esame di maturità si conclude allora un primo tempo della formazione: la certezza della terra dell’infanzia finisce e inizia l’instabilità avventurosa del mare. [...]
in ogni prova c’è sempre il rischio del crollo, come dell’ebbrezza della libertà. Senza l’appoggio dell’Altro la nostra parola è, insieme, un’esperienza di angoscia e di libertà. Questa è la vera posta in gioco dell’esame degli esami. La prova non consiste nel parlare di fronte a una Commissione, ma nel fare esperienza che nessuno può sostituirci, che, nel momento in cui ci assumiamo la responsabilità della parola, nessuno potrà prendere il nostro posto. [...]
La prova della maturità ci separa dai nostri appoggi abituali e ci espone al rischio del fallimento. Nessuno può parlare al nostro posto, nessuno può venire al nostro fianco a tenerci la mano. Ecco un’altra verità palesarsi: non siamo forse tutti sempre insufficienti, impreparati, immaturi, per affrontare la prova della vita? Com’è possibile allora farcela, «passare», essere promossi, superare l’esame? Ogni volta che nei nostri sogni ripetiamo l’angoscia della «maturità» ritorniamo su questa insufficienza, sull’impossibilità di superare una volta per sempre, definitivamente, la prova della vita. Niente e nessuno potrà mai garantire l’esito della mia parola. Riuscirò a dire quello che so, sarò convincente, credibile, capace di trasmettere qualcosa della mia vita? Non esiste alcuna Commissione in grado di giudicare la nostra maturità. Perché se davvero esistesse, saremmo in realtà tutti piú tranquilli e meno angosciati. La vera angoscia è sempre nei confronti della nostra libertà e del nostro desiderio. È l’inesistenza di questa Commissione, non la sua esistenza, che ci angoscia profondamente e che ci sospinge ogni volta a farla esistere nuovamente nei nostri incubi! Il mistero piú profondo di ogni processo e di ogni giudizio – come ha mostrato in modo insuperabile Kafka – è che non esiste alcun tribunale in grado di assolverci o condannarci. È per questo che gli esseri umani non cessano di proiettare in cielo e in terra tribunali di ogni genere capaci di emettere un verdetto definitivo sul senso della loro esistenza. Anche il timore (anti-cristiano) di Dio sorge da questa proiezione. Eppure questo timore – come il timore di ogni giudizio emesso dall’Altro – è in realtà un rifugio di fronte alla ben piú cruda e difficile constatazione che siamo, come diceva Sartre, «soli e senza scuse».
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E mo' vediamo che succede...
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Il creatore di Netflix, Reed Hastings, sembra più un professore di matematica di un liceo della East Coast, dove in effetti è cresciuto, piuttosto che l’uomo che sta rivoluzionando la tv. Per intervistarlo in esclusiva e avere la conferma ufficiale che sì, da ottobre Netflix sarà anche in Italia, Wired lo ha raggiunto al Tiergarten, in un piccolo albergo nel mezzo del giardino zoologico di Berlino. L’annuncio era atteso da mesi e l’ufficialità...
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Perfettamente curato, molto suggestivo.
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