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Diritti d'Europa
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Essere irragionevoli è un diritto umano. [Aristotele]
Essere irragionevoli è un diritto umano. [Aristotele]

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Oggi la Corte Europea dei diritti dell’Uomo si è pronunciata su 12 casi ed in particolare ha condannato Ungheria e Turchia per aver violato l’articolo 5 della Convenzione (diritto alla libertà e alla sicurezza) in ben 4 casi; inoltre ha condannato in altri due la Polonia per non aver garantito il diritto alla libertà di espressione ex art. 10 CEDU.
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Quest'oggi la Corte europea dei diritti dell'uomo ha accertato le responsabilità internazionali di Francia, Italia, Grecia, Lettonia e Ucraina; soltanto la Germania è uscita indenne dal controllo internazionale.
Il verdetto emesso a carico dell'Italia è destinato a fare giurisprudenza: nel caso Taddeucci e McCall c. Italia , la Corte di Strasburgo ha accolto il ricorso di una coppia omosessuale perché, ai fini del rilascio del permesso di soggiorno per motivi familiari, era stata equiparata alle coppie eterosessuali non sposate, e pertanto non aveva potuto ottenere tale permesso. Peccato tuttavia che in Italia, a differenza delle coppie eterosessuali, quelle omosessuali non abbiano alcuna possibilità di contrarre matrimonio. Di conseguenza, l'Italia e' stata dichiarata responsabile della violazione degli artt. 8 e 14 della Convenzione europea (divieto di discriminazione e rispetto della vita privata e familiare) e dovrà risarcirli per oltre 38 mila euro tra danno non patrimoniale e spese.
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La Corte EDU condanna oggi Ungheria, Italia e Ucraina per violazioni internazionali. L'Italia esce indenne da due giudizi su tre. Nei casi Ben Moumen e Brambilla la Corte di Strasburgo ha ratificato le condotte delle autorità italiane: Ben Moumen ha ricevuto un equo processo, nonostante sia stato condannato sulla base delle dichiarazioni rese da un teste non ascoltato nel processo, mentre il direttore Brambilla ed i due giornalisti della sua testata lecchese sono stati condannati senza violazione alcuna dei loro diritti fondamentali, per aver intercettato le conversazioni segrete dei Carabinieri del Comando locale. Invece, nel caso Strumia l'Italia dovrà risarcire 15.000 ad un padre fiorentino separato dalla figlia per oltre 7 anni, senza che le autorità riuscissero ad eseguire l'ordine giudiziario di contatto padre-figlia. Infine, oggi si è pronunciata la Grande Camera del Giudice europea a favore di un suo vecchio giudice, Andras Baka, a Strasburgo dal 1991 al 2008. La Corte ha ritenuto contraria alle regole dell'equo processo e della libertà d'espressione la destituzione anticipata del giudice Baka, molto critico alle riforme del nuovo governo, dalla presidenza della Corte Suprema e del CSM ungheresi, nonché l'impossibilità per lui di ricandidarsi a tali cariche. Egli infatti per la nuova legge non aveva maturato i 5 anni di magistratura richiesti per candidarsi a tali cariche; inspiegabilmente, non erano computabili nel calcolo gli anni che aveva trascorso come giudice europeo.
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Quest'oggi la Corte europea dei diritti dell'uomo ha deciso cinque casi, addivenendo a verdetti molti differenti. Francia, Ucraina e Grecia sono state ritenute responsabili di violazioni della Convenzione europea: sono stati così accolti i ricorsi di una richiedente protezione internazionale che, fuggita dalla Guyana e a rischio di espulsione dalla Francia, temeva nuove ritorsioni da parte della sua famiglia, musulmana, per aver sposato un cristiano; di un padre greco che, nonostante una sentenza in suo favore, non riesce da molto tempo a vedere i suoi figli, gemelli; di un cittadino ucraino condannato due volte, in sede penale ed amministrativa, per lo stesso fatto - disordini e danneggiamento in un bar. La Francia tuttavia consegue un pareggio con un'altra sentenza, nella quale la Corte di Strasburgo ha avallato la condotta dell'Ordine degli Avvocati di Parigi, che aveva sanzionato a livello disciplinare due avvocati sulla base di alcune intercettazioni telefoniche. Infine, è stato dichiarato irricevibile il ricorso di un noto presentatore televisivo tedesco, il quale accusava la Germania di non aver protetto la sua privacy dai paparazzi, che avevano realizzato, nonostante tutte le diffide legali, un reportage sul suo matrimonio a Potsdam.
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La perdita di centralità dei parlamenti, e delle assemblee legislative elettive in genere, non può non imporre una riflessione sulla stessa funzione legislativa. Potremmo quasi affermare che i parlamenti, nel tentativo di compensare in parte la perdita di peso politico subita dalla funzione legislativa, si siano rivolti verso altri compiti e funzioni, come quelle di garanzia e di indirizzo politico, quasi a voler riaffermare una propria centralità nel sistema istituzionale, ruolo che resta comunque in costante crisi.
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Turchia, Paesi Bassi e Svizzera sono state oggi giudicate dalla Corte europea dei diritti dell'uomo. Al vaglio del rispetto dei diritti umani, soltanto la Turchia è risultata responsabile di violazioni internazionali: la Svizzera ed i Paesi sono invece usciti indenni dal controllo europeo. Tra i casi più importanti, quello di un pubblico ministero turco le cui utenze telefoniche - usate anche dalla moglie e dai due figli - sono state sottoposte ad intercettazione, e quella di un obiettore di coscienza, anch'egli turco, sottoposto a violenze e umiliazioni da parte dei commilitoni mentre era detenuto come disertore.
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Nessuna violazione quest'oggi nelle decisioni della Corte europea dei diritti dell'uomo. Nel caso italiano M.C. e altri lo Stato italiano ha chiuso tramite regolamento amichevole un contenzioso aperto dal 2013 sull'esatto calcolo della riparazione da corrispondere alle vittime da trasfusione di sangue infetto: corrisponderà tra i 10.000 ed i 12.000, oltre 1500 euro di spese giudiziarie, a ciascun dei 162 ricorrenti, vittime o parenti delle vittime. Nel caso Dupre c. Francia la Corte di Strasburgo ha ratificato la scelta delle istituzioni francesi di non indire nuove elezioni popolari per l'espressione di due europarlamentari transitori, resi necessari dall'adozione del Trattato di Lisbona e in carica per due anni e quattro mesi. Essi furono scelti tra i membri del Parlamento francese, dalle quali rimase escluso il sig. Dupré - ricorrente del presente caso - che non era deputato. Il giudice europeo ha dichiarato manifestamente infondato il ricorso perché l'elezioni contestate perseguivano uno scopo legittimo - evitare i costi di nuove elezioni destinate ad una scarsa affluenza, nonche' ovviare a conflitti con l'ordinamento costituzionale -, avevano una efficacia transitoria e comunque non impedirono al sig. Dupre di ricandidarsi pochi anni dopo, alla tornata elettorale del 2014.
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Quest'oggi la Grande Camera della Corte di Strasburgo si è pronunciata nel caso Avotins c. Lettonia, disattendendo le argomentazioni del sig. Avotins, un cittadino lettone condannato a pagare 100.000 ad una società cipriota sulla base dell'esecuzione di una sentenza straniera. La controversia è nata allorché il sig. Avotins ha scoperto che a Cipro si era svolto un giudizio in sua contumacia ed era stata emessa una condanna a suo carico, di cui la società cipriota chiedeva il riconoscimento e l'esecuzione in Lettonia. La Corte europea dei diritti dell'uomo ha ritenuto che il sistema dell'Unione Europea ha fornito al ricorrente una protezione equivalente a quella che gli avrebbe fornito il sistema convenzionale (in applicazione della giurisprudenza Bosphorus) e che le difficoltà da lui incontrate erano da imputarsi soltanto alla sua inerzia e negligenza. In particolare, egli avrebbe dovuto, all'atto di opporsi al riconoscimento ed all'esecuzione in Lettonia della sentenza cipriota, impugnare tale sentenza davanti ai giudici ciprioti stessi.
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Quest'oggi la Grande Camera della Corte europea dei diritti dell'uomo ha accolto all'unanimità i ricorsi di sette parlamentari ungheresi, i quali erano stati sanzionati per gli atti di protesta politica svolti in Parlamento. Il Giudice europeo ha accertato la violazione dell'articolo 10 della Convenzione perché' le sanzioni pecuniarie irrogate ai parlamentari ricorrenti non erano previste da alcuna fonte normativa ed il procedimento disciplinare messo in atto non rispettava le minime garanzie del contraddittorio, non consentendogli neanche di difendersi dalle accuse. Adesso l'Ungheria dovrà restituire ai parlamentari le cifre che i ricorrenti avevano pagato per quelle sanzioni.
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Quest'oggi la Corte europea dei diritti dell'uomo ha condannato Malta, Croazia, Romania e Turchia per la violazione dei diritti sanciti dalla Convenzione europea: dal diritto alla libertà e sicurezza fino al diritto alla vita, passando per il diritto ad un equo processo e la proibizione della tortura e di trattamenti inumani e degradanti.
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