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Enoteca - Wine Shop Il Tralcio di Pierluigi Pipoli - Sommelier Professionista
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I VINI DEI CARMELITANI SCALZI
Se chiunque sia stato a Venezia conosce il 'ponte degli Scalzi', che permette a chi arriva alla stazione di Santa Lucia di attraversare il Canal Grande, i frati Carmelitani che danno il nome alla struttura potrebbero essere presto famosi anche per un vino.
Alla 52esima edizione di Vinitaly, infatti, sono stati presentati i due vini che hanno creato dopo aver recuperato delle viti a Venezia, raccolte nel vigneto-collezione della biodiversità nel brolo del convento veneziano, che raccontano le origini mercantili della città: dal Raboso delle Malvasie, dalle varietà armene della Marzemina, dal Verduzzo al Lison, ad altre varietà come la Terra Promessa. Ne sono usciti due vini pregiati, un bianco e un rosso, prodotti in 1.400 bottiglie che, con la loro storia e unicità, sfidano i "colossi" del Vinitaly.
L'idea è nata per ridare vita alle attività tradizionali del Convento. Era infatti usanza dei frati di auto prodursi il vino domenicale e da pasto, usando le varietà di vitigni presenti da decenni nei broli dei propri conventi. Le due bottiglie, dalla forma il più possibile vicina a quella utilizzata nel lontano passato, recano nell'etichetta due immagini dei dettagli della Chiesa dei Carmelitani Scalzi di Venezia: una statua del timpano e una parte del mosaico pavimentale (Corriere della Sera).
"Sono orgoglioso di voi e non sarei mancato a questa presentazione per nessun motivo al mondo - ha detto il presidente del Veneto Luca Zaia rivolgendosi ai Carmelitani e al presidente del Consorzio Vini Venezia Giorgio Piazza - perché dentro a queste bottiglie c'è qualità, sono vini buonissimi, ma ci sono storia, identità, la spiritualità di questi straordinari frati vignaioli. Una fusione di materia e spirito di grande fascino"
Fonte: Agenzia Giornalistica Italiana
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CINEMA DEBUTTA A VINITALY CON WINE TO LOVE
Anche il cinema ha partecipato quest'anno al Vinitaly con una commedia romantica ambientata tra la Basilicata e New York.
Domenica 15 aprile all'evento 'BereBasilicata alla Gran Guardia', nel centro storico di Verona, sono state proiettate in anteprima alcune pillole del film Wine to love diretto da Domenico Fortunato, anche protagonista insieme a Ornella Muti. Una produzione Altre Storie con Rai Cinema che vede nel cast tanti attori tra cui Michele Venitucci, Alessandro Intini, Giulia Ramires, Caterina Shulha, Maria Popova, Teodosio Barresi, Jane Alexander, Gianni Ciardo e Alessandro Tersigni.
Il film, in collaborazione con la Regione Basilicata, è ambientato nello scenario lucano del Vulture e racconta le storie familiari e sentimentali di questa terra con i suoi vigneti; un mondo locale che, come dettano i tempi, dovrà confrontarsi con quello globale incarnato dalla città più cosmopolita del mondo, New York.
"Il tema è quello del confronto del piccolo con il grande - dichiara il regista Domenico Fortunato - racconta la storia di una piccola realtà che si apre al mondo globalizzato, orgogliosa della propria terra e consapevole di produrre qualcosa di pregiato, da proteggere ma allo stesso tempo donare al mondo con il rispetto che si deve a tutte le cose preziose". La storia prosegue riflettendo sul rapporto non per forza conflittuale tra il local e global, sicuri che la sintesi di questi due mondi possa essere l'unica strada percorribile per un futuro di qualità più alta.
Fonte: ANSA
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NASCE IL PRIMO COCKTAIL A BASE DI MORTADELLA IGP
Il cocktail, nato da un'idea del bartender Alex Fantini e noto per la bevanda al tortellino chiamata "Bologna Sour", esalta - si legge in una nota - i sapori tipici del salume felsineo. Il drink, creato nel giusto equilibrio degli ingredienti, è a base di liquore di Mortadella Bologna Igp ottenuto per osmosi con sfere molecolari di Mortadella prodotte tramite il metodo di sferificazione. Il cocktail presenta al bordo del calice una crema di pistacchi ed ha tra gli ingredienti della wodka.
Fonte: ANSA
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COSMETICI BIOTECH DALLE VINACCE
Dagli scarti della produzione vitivinicola nasce una nuova generazione di cosmetici 'amici' dell'ambiente: questo grazie a un innovativo processo biotech, che sfrutta uno speciale forno a microonde per estrarre dai residui agroalimentari i polifenoli, le famose molecole antiage che spopolano in creme, maschere e lozioni. L'idea è stata sviluppata da Acadermic, spin-off dell'Università di Genova tra i 15 finalisti di 'BioInItaly Investment Forum & Intesa SanPaolo StartUp Initiative', il 'talent' delle biotecnologie promosso da Assobiotec-Federchimica e Intesa San Paolo per aiutare le startup italiane in cerca di investitori.
"Siamo già riusciti a portare sugli scaffali di alcune farmacie genovesi i primi prodotti cosmetici nati dalla vinaccia", spiega Chiara Lacapra di Acadermic. "Il nostro obiettivo era dare una seconda vita a questi residui vegetali che per le aziende vitivinicole rappresentano uno scarto difficile da smaltire, sia per una questione economica che ambientale: il problema sta proprio nei polifenoli che contengono al loro interno e che, a contatto col terreno, rischiano di 'rubare' ossigeno alle piante".
I chimici farmaceutici dell'Università di Genova hanno quindi provato a fare di necessità virtù, estrando questi polifenoli con un comune forno a microonde modificato e dotato di sofisticati sistemi di controllo. "Le microonde irradiano la vinaccia e fanno vibrare le molecole d'acqua al suo interno, che per effetto della gravità cadono portandosi dietro molte sostanze attive, soprattutto polifenoli, che poi possiamo usare come ingredienti per la cosmetica. I prodotti che abbiamo ottenuto finora – sottolinea la ricercatrice - hanno una concentrazione di sostanze attive che è tre volte superiore a quella dei normali prodotti in commercio". In futuro la linea potrebbe ampliarsi ulteriormente, "perché questo metodo di estrazione dei polifenoli può essere applicato a qualsiasi scarto vegetale che contenga una sufficiente quantità di acqua: abbiamo già fatto esperimenti con melograno, mirtilli, salvia e rosmarino".
Fonte: ANSA
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CROCIERE: SU MSC ARRIVA LA VINOTERAPIA FIRMATA BOCELLI
MSC Crociere lancia a bordo delle sue navi i trattamenti Spa con prodotti di vinoterapia. La nuova collezione, proveniente dai vigneti della famiglia Bocelli, ha già debuttato a bordo di MSC Seaside (ora impegnata in itinerari nel Mar dei Caraibi) e presto sarà disponibile sull'intera flotta della Compagnia, compresa la MSC Seaview, la nave gemella di MSC Seaside attesa al battesimo del 2 giugno a Civitavecchia, che sarà impegnata nel Mediterraneo. Grazie alle proprietà rassodanti degli acini d'uva, questi trattamenti sono realizzati con estratti naturali prodotti dalle uve provenienti dai vigneti di Alberto Bocelli, fratello del tenore Andrea. Il tenore si esibì a bordo di una Msc nel 2008, in occasione del battesimo di Msc Poesia. La linea di vinoterapia Layatica prende il nome dalla regione toscana Lajatico, dove la famiglia Bocelli ha la sua tenuta. Antiossidanti naturali, le uve contengono composti chiamati polifenoli che stimolano il rinnovamento delle cellule.
I polifenoli sono fino a 50 volte più forti della vitamina E e 20 volte più forti della vitamina C.
Fonte: ANSA
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GUALDO DEL RE: PER IL MERLOT UNA BOTTIGLIA DA COLLEZIONISTI A 1000 EURO IN VETRO DI MURANO
Un Merlot pluripremiato, in una bottiglia di vetro soffiato di Murano adagiata in uno scrigno di frassino. Un connubio regale riprodotto in 2mila pezzi, prenotabili esclusivamente on line sul sito www.progettof.it al prezzo di mille euro. Con la prenotazione l'acquirente acquista anche la facoltà di scegliere il numero preferito che verrà inciso a mano: operazione che sarà visibile in diretta streaming dal caveau che ospita le preziose bottiglie.
Il Merlot è quello dell'azienda di Suvereto Gualdo del Re e la bottiglia di vetro soffiato è quella pensata e realizzata ad hoc dalla vetreria Carlo Moretti di Murano. Si tratta del Progetto “f”, un'idea che nasce dal desiderio della cantina di Nico Rossi di creare un vino speciale. Ma sette dei suoi vini, con la regia ventennale dell'enologa Barbara Tamburini, sono arrivati sul podio nell'arco di 5 anni del concorso enologico Mondo Merlot. Una performance mai vista prima.
Rossi dice subito che “f” sta “per famiglia. Il prezioso contenuto ha trovato una forma congeniale. La bottiglia da un litro che custodisce il vino è un'opera d'arte in cui i soffiatori del vetro hanno reinterpretato, nobilitandolo, il classico fiasco toscano”.
Per creare una bottiglia adeguata al contenuto è stato determinato in modo empirico la quantità di vetro soffiato. Ovviamente con la lavorazione artigianale le 2mila bottiglie sono tutte diverse: un problema in più per creare gli scrigni adatti.
Qual è il target di “f”? “Il mercato del collezionismo internazionale in particolare - risponde Rossi -. Ho già ravvisato molto interesse per questa icona della nuova viticoltura italiana: la simbiosi di due eccellenze del made in Italy, la bellezza di un pezzo d'esposizione e il ricordo dell'assaggio”.
Tratto da: Il Sole 24 ore - Emanuele Scarci
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Ed eccoci qui a celebrare un’altra Pasqua insieme,

Per quanto decida di scrivervi poche righe, il mio pensiero va a tutto ciò che sta accadendo nel mondo.
Va a tutti i bambini e alle persone vittime delle ingiustizie degli estremisti che hanno menti talmente manovrate da chi sa chi, e da chi sa cosa, che non sanno nemmeno cosa stanno facendo.
Il mio pensiero va a tutte quelle persone che stanno scappando dalla loro terra per cercare un mondo migliore, vi auguro di trovarlo.
A tutte le persone straziate perchè i propri cari sono state vittime di tutti gli attentati accaduti nel nostro pianeta.
Il mio pensiero va a tutte quelle persone che stanno soffrendo e combattendo contro una malattia.
Il mio pensiero va a chi non ha cibo, a chi fa parte degli ultimi non solo nel mondo.
Non so voi, ma io ci penso.
Forse la pace nel mondo di oggi è un’utopia, ma comunque non dobbiamo smettere di lottare per averla.
L’uomo per sua natura ha sempre bisogno di risorse, energia, potere e ciò purtroppo non è compatibile con la pace in un ormai piccolo pianeta come il nostro, ma con un serio impegno di tutti è sicuramente possibile limitare i danni di questa contorta natura umana.

Un augurio caloroso a tutti voi che mi leggete, scrivete e volete bene.
Vi auguro serenità e pace perchè qualsiasi Dio voi crediate io credo sia uguale al mio.

Auguri di cuore per una Santa Pasqua di rinnovata Pace e Serenità

Pierluigi Pipoli – Enoteca Il Tralcio Monopoli (Ba)

www.enotecailtralcio.itwww.enotecailtralcio.com

facebook – twitter – instagram – linkedin – google+ – skype: Pierluigi Pipoli
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IL SEGRETO DELLA FELICITA'? SCEGLI UNA BUONA ENOTECA
Uno dei luoghi del vino: l’enoteca. Ai tempi di internet e dell’acquisto on line, con gli scaffali della GDO sempre più ricchi di etichette, quanto è importante l’enotecario di fiducia?
La scelta di un enotecario di fiducia è importante quanto la scelta di un buon medico curante; perché un bravo enotecario può a tutti gli effetti, aiutarci a vivere meglio.
Vediamo in dettaglio come e perché:
Voglio un vino buono
voglio un vino buono e giusto (nel senso giusto per l’occasione)
voglio un vino buono e spendere il giusto
voglio un vino buono, spendere il giusto e fare bella figura
voglio solo un bicchiere di quel vino buono, o meglio : magari prima lo assaggio poi lo compro
sono tutti aspetti da non sottovalutare per una buona qualità di vita.
In enoteca volere è potere, e infatti è proprio lì che posso bere qualcosa che altrimenti non avrei mai bevuto a causa della mia ignoranza enologica sconfinata, che il buon enotecario di fiducia cerca di colmare proponendomi nuovi vini e talora vecchie annate.
In enoteca si fa cultura.
Ma non finisce qui..
L’enoteca ha anche una forte valenza sociale:
Sei solo, forse anche un poco triste e vuoi berti qualcosa? All’enoteca non sei più solo: hai il calice giusto, l’enotecario che ti fa pure compagnia, te la chiacchiera e te la racconta, ti porta in genere una cosa sfiziosa da mangiare... sai quei formaggi introvabili, da latte di mammuth e caglio di pterodattilo, o quei salumi di unicorno e quella focaccina di grano antico di cui si nutriva la Sfinge, che al cospetto Cheope è un teen ager. Talmente buona da masticare, ti asciuga il palato e quel lieve sale croccante in superficie che ti mette sete, giusto giusto per un secondo bicchiere e una nuova storia da ascoltare sui rarissimi Ice wine dell’Annapurna, per non parlare delle vigne ad alberello pre fillossera del deserto del Kalahari. E tu sei lì ad ascoltare il tuo enotecario di fiducia, perché il vino te lo vuoi sentire raccontare. In barba a tutte le teorie di degustazione, il vino si beve prima con gli orecchi.
Tratto da: vinoe.it
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“WAR OF WINERIES" - Ecco il primo reality sul mondo del vino
Il vino sbarca nel mondo dei reality, con un format tutto suo, “War Of Wineries”, in onda dal 25 marzo su RealTime. Sei puntate in cui si sfideranno 8 viticoltori, che non verranno giudicati per il loro vino, ma per capacità imprenditoriali, passione, coraggio conoscenza del mondo vinicolo, attraverso sfide, prove ardue ed il severo giudizio di tre giudici del settore. Ma anche un modo per raccontare il mondo enoico del Belpaese, tra lavoro, tradizioni di famiglia passate di generazione in generazione, segreti, scelte, difficoltà, lotte contro il clima avverso e i sacrifici per ottenere un grande vino.
Fonte: WineNews
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VITTORIO FEOLA (60 PASSI - AZ.AGR.LADOGANA) - IN VISITA ALL'ENOTECA IL TRALCIO DI MONOPOLI (BA)
La famiglia Ladogana produce con orgoglio vino da 4 generazioni e rappresenta una delle aziende pioniere nella produzione di vino biologico certificato in Puglia dove, dal 1996, coltiva uve da vigneti interamente di proprietà. L'agricola Ladogana srl viene costituita nel 2006 con l'obiettivo di salvaguardare la tradizione e tramandare le preziose competenze tecnico-produttive della famiglia, accumulate in anni di esperienza, ricerca e lavoro appassionato nel settore vitivinicolo. Nel 2011 si intraprende la costruzione di una nuova cantina per rafforzare la propria mission: adottare standard produttivi di eccellenza per offrire un vino certificato e qualitativamente superiore. La cantina è ubicata in agro di Orta Nova, località Passo d'Orta, a nord della Puglia ed insiste su una superficie di 2.100 mq, composta da tre diverse aree destinate alla produzione, all'affinamento ed imbottigliamento. L'intero controllo della filiera produttiva permette di selezionare e vendemmiare l'uva solo all'apice della sua curva di maturazione e di adottare tecniche di vinificazione in grado di salvaguardare l'integrità, la qualità, i profumi e gli aromi degli splendidi grappoli.
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