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Annapaola Ferri
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Ormai e' la fine...agli stupidi italioti spagnolioti e grecioti probabilmente gli sta bene, piangeranno lacrime amarissime per aver lasciato distruggere tutto scrollandosi le spalle e infastidendosi se qualcuno urlava Attenti! Ora anche se usciremo dall'euro, nel senso che ci buttano fuori, non ritroveremo certo una via di pace e prosperita', anzi...sara' ancora peggio, perche' dopo il totale spolpamento della ricchezza italiana che vuoi fare con carta straccia in mano? che si chiami euro, lira, scudo o giuseppe poco importa, non c'e' piu' tessuto industriale, artigianato presso che scomparso e cmq non c'e' piu' la competenza, i bei giovani figlidimamma' italioti non hanno voluto imparare e continuare una tradizione lavorativa che tante soddisfazioni, non solo economiche, aveva dato ai loro nonni...dei tanti padri stendo un velo pietoso... la cultura italiana ammirata e studiata nel mondo, qui e' finita a livello di l'Eredita' o di GF... il livello sociale e' da popolino dello stato libero di bananas... politica, che??? Qui servira' un piano d'azione molto particolareggiato, gente sana e competente che possa avere una credibilita' per prendere in mano localmente la situazione e ricominciare letteralmente da zero con tanta umanita' e solidarieta' facendo piazza pulita in maniera drastica del marciume che ci ha ridotti cosi', a tutti i livelli, non mi riferisco solo al cialtrone politicante ci sono responsabilita' di tutti fino al cittadino. Ci riusciremo? Boh! la vedo dura ma la strada da intraprendere e' questa e prima la prendiamo e meglio sara'.
La dolce morte dell’euro
La dolce morte dell’euro
ilsimplicissimus2.com
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https://indebitati.it/domanda/mio-fratello-ha-sperperato-i-soldi-di-mia-madre/

Mi sembra di capire che lei non abbia alcuna intenzione di rinunciare esplicitamente ai cespiti immobiliari lasciati da sua madre: dovrà però prudentemente accettare l'eredità con beneficio di inventario, se non vuole coinvolgere in questa storia i beni familiari (di moglie e figli).

Per i debiti lasciati da suo padre e da sua madre dovrà risponderne nella misura del 50% (quelli riconducibili a sua madre andranno rimborsati non appena avrà sciolto la riserva sull'eredità beneficiata) avendo sempre cura, tuttavia, di indicare al creditore dei suoi genitori l'altro obbligato per quota ereditaria (cioè suo fratello): altrimenti rischia di essere chiamato a ripianare integralmente le pretese (tributarie e non).

Le spese funebri dovrà accollarsele lei (a meno di non lasciare su madre in balia dei necrofori comunali) e poi, nel caso, agire giudizialmente nei confronti del fratello per la restituzione della metà dei costi sostenuti: non c'è altra strada. Le spese di successione potrà anche evitarle, per il momento, se non è in possesso di alcun bene appartenente a sua madre, potendo accettare con beneficio di inventario nel termine decennale decorrente dal decesso (a meno che un creditore non la costringa ad optare prima dei dieci anni).
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https://indebitati.it/domanda/acquisto-di-un-immobile-donato-quali-rischi-corro/

In particolare, lei non ci dice se colui che ha donato l'immobile (donante) all'attuale venditore (donatario) sia ancora in vita oppure sia deceduto.

Nel primo caso il rischio che si corre è quello che il donante revochi la donazione per ingratidudine (articolo 801 del codice civile - quando il donatario si rende colpevole d'ingiuria grave verso il donante o gli nega gli alimenti) o per sopravvenienza dei figli (articolo 803 del codice civile - quando il donante viene a conoscenza del fatto di avere figli o discendenti dei quali ignorava l'esistenza al momento della donazione).

Se, invece, il donante è deceduto, qualora non siano decorsi almeno dieci anni dall'apertura della successione (in pratica dalla morte del donante) un qualsiasi erede, leso nella quota di legittima (anche un coniuge del donante sposato in seconde nozze, in epoca successiva alla donazione) potrebbe chiamare in causa chi ha ricevuto in dono l'immobile (il donatario e attuale venditore) per la riduzione delle donazioni effettuate in vita dal defunto e la ridistribuzione, fra i coeredi, della massa ereditaria comprensiva dell'immobile acquistato dal terzo (lei).
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https://indebitati.it/domanda/testamento-ed-esclusione-da-eredita-di-mio-figlio-debitore/

Per poter proficuamente surrogarsi al coerede, suo debitore, nell'azione giudiziale finalizzata al ripristino della quota di legittima, il creditore dovrebbe innanzitutto esperire azione revocatoria (ex articolo 2901 del codice civile) eccependo la simulazione della donazione in quanto atto dispositivo (perfezionato dal debitore insieme al padre) sostanzialmente volto ad impedire l'azione esecutiva sul patrimonio del debitore (quale effettivamente è).

Purtroppo per il creditore, però, l'azione revocatoria, per essere ammissibile, deve realizzare la funzione ad essa assegnata dall'ordinamento e cioè quella di consentire al creditore, attraverso la mera inefficacia dell'atto dispositivo nei propri confronti, la soddisfazione del proprio credito con l'aggressione esecutiva (Cassazione, sentenza 4005/2013).

Nel caso di cui si discute, invece, l'accoglimento della domanda di revocatoria, con la dichiarazione di inefficacia dell'atto di donazione, non consentirebbe al creditore di aggredire la quota di proprietà dei beni ereditari, perché questi resterebbero nella titolarità delle sorelle sino al positivo esperimento dell'azione di riduzione. E, pertanto, tale domanda revocatoria risulterebbe inammissibile. E ciò indipendentemente dalle considerazioni di merito che sarebbe abbastanza agevole provare la simulazione dell'atto di donazione fittizia (trasfermento da genitore a figlio di 280 mila euro) mancando traccia del passaggio effettivo di denaro, nonché che il padre fosse consapevole del pregiudizio apportato al creditore del figlio con l'atto di donazione simulato.
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https://indebitati.it/domanda/ho-revocato-una-domiciliazione-bancaria-su-un-conto-corrente/

Un paio di mesi fa, in seguito ad un contenzioso con Fastweb che mi aveva addebitato circa 60 euro per servizi mai forniti (sto ancora aspettando il trasloco della linea ADSL) ho disposto la revoca della domiciliazione bancaria precedentemente autorizzata.

Ieri, visualizzando l'estratto conto on line mi sono accorto che Poste Italiane aveva prelevato e trasferito a Fastweb altri 141 euro dal mio conto corrente, nonostante la revoca dell'addebito permanente. Ho subito un'altra rapina anche, e soprattutto, grazie alla incompetenza degli ex postini. Cosa posso fare?
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https://indebitati.it/domanda/segnalazione-crif-oltre-i-termini-convenzionali/

Sia che il debito sia stato saldato per intero, o solo parzialmente (a saldo stralcio) con, o senza, rinuncia al residuo ex articolo 1236 del codice civile, quando si è pagato in ritardo più di due rate la segnalazione permane per due anni a decorrere dalla data di avvenuta regolarizzazione. Dopo due anni la segnalazione negativa deve essere cancellata dal gestore della Centrale Rischi di Intermediazione Finanziaria (CRIF).

Pure ammesso, e non concesso, che vi siano stati disguidi interpretativi circa le modalità di perfezionamento del ritardato rimborso del prestito (parziale o integrale, poco importa) i dati della posizione debitoria (riferita ad un evento pregiudizievole) non possono essere conservati per più di tre anni dal momento in cui scade il piano di rimborso previsto dal contratto di prestito (data in cui avrebbe dovuto essere corrisposto l'importo relativo all'ultima rata).

Nella situazione prospettata è come se AGOS continuasse, attivamente, a reclamare qualcosa (probabilmente il residuo del debito) persistendo nelle segnalazioni alla CRIF.
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Dopo la morte di mio padre, io e mia sorella abbiamo effettuato l'accettazione d'eredità con beneficio d'inventario: è venuto fuori, purtroppo troppo tardi, che mio padre avesse grossi debiti con ex fornitori.

Dalla successione abbiamo ottenuto una casa e un'automobile di grossa cilindrata.

Vorrei sapere se, grazie al beneficio d'inventario, possiamo salvarle dalla morsa dei creditori.

In caso contrario, è possibile venderle prima dell'azione dei creditori?
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https://indebitati.it/domanda/pignoramento-salario-a-frontaliere/

Sono un privato italiano che vanta un credito verso un frontaliere per mancato pagamento di affitto in Italia per un totale compreso spese legali per morosità e sfratto di euro 2600. L'inquilino ha consegnato le chiavi ma non ha pagato il debito per il quale recupero dovrei fare un decreto ingiuntivo e proseguire per pignoramento di salario in Svizzera, non conoscendo altro elemento utile come potrebbe essere per esempio conoscere il nome del suo conto corrente in Italia. Il mio avvocato deve necessariamente rivolgersi ad un avvocato svizzero per completare la procedura di recupero? Il costo del precetto ingiuntivo é recuperabile mentre il costo dell'avvocato svizzero non é possibile? Quanto tempo occorre per rendere la procedura esecutiva? Grazie per la vostra risposta.
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