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Angioletto fuori casa, diavoletto con la mamma: ecco perché

“Erano così tranquilli finché non sei arrivata!”

Quante volte ci siamo sentite rivolgere questa frase? E quante volte abbiamo pensato che fosse assurda, e persino offensiva, finché non ci siamo accorte che era semplicemente… vera? Niente panico: ci sono degli studi che dimostrano che, addirittura, questo sarebbe un segnale positivo. Ecco perché i bambini fanno più capricci se ci siete voi mamme e quando si approcciano agli estranei, invece, diventano timidi e ubbidienti.

Nonni impiccioni sono sempre pronti ad accusarci se il bambino inizia a comportarsi male ogni volta che ci siamo noi nei paraggi. “Con me è un angioletto” può suonare antipatico, ma mai come “con me non si sarebbe mai permesso di fare un capriccio simile”: una frase del genere sottintende, nemmeno in modo troppo sottile, che il bambino “peggiora” con noi perché lo viziamo e quindi non godiamo di nessuna autorevolezza ai suoi occhi. Sbagliato! Il fatto che certi capricci si verifichino solo con noi è un buon segno: vuol dire che mostrano le loro reali emozioni in nostra presenza. Siamo un porto sicuro, nel bene e nel male.

Perché accade? Per capirlo, facciamo un esempio. Vi è mai capitato di pensare, con un certo rammarico, di esibire la versione peggiore di voi stesse proprio con le persone a voi più care? Questo succede perché, quando ci sentiamo connessi in modo intimo con una persona, quando ci fidiamo di lei al 100% e sappiamo che ci comprende e ci ama in modo incondizionato, la maschera con cui inevitabilmente affrontiamo la realtà viene meno. Questo discorso vale, in maniera amplificata, per i bambini. A confermarlo è lo studio della psicologa infantile Heather Wittenberg. I bambini riservano il loro meglio – e il peggio – per noi, come genitori. Sono il loro “vero sé” con noi. Ci vuole energia per seguire le regole, specialmente per i bambini piccoli, così quando arrivano a casa lasciano tutto fuori. La buona notizia, secondo la psicologa, è che allo stesso modo anche il loro amore più autentico, e la loro ammirazione, sono riservati a noi.

La maternità è un duro lavoro, ma accettare che i nostri bambini ci amano così tanto da essere completamente sé stessi solo con noi, forse, lo rende un pochino più facile
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Piove? Ecco 4 giochi per bambini da fare in casa

Una giornata piovosa a volte può far entrare nel panico anche le mamme più organizzate: nessun impegno e una tonnellata di ore da passare chiusi in casa con i bambini. Come fare per trascorrere comunque una giornata rilassante e divertente per tutti? Ecco quattro idee per giocare quando piove, televisione esclusa.

I travestimenti
Date libero sfogo alla creatività e aprite tutti gli armadi in modo che la scelta sia bella ricca e poi, perché no, concludete con una bella sfilata in soggiorno, con tanto di sottofondo musicale.

Il safari
Allestite una vera e propria savana con peluche di animali sparsi per la casa e una tenda di accampamento fatta con una coperta sopra delle sedie. La fantasia dei bambini in questo gioco vi stupirà!

Il bagno di bolle
A volte ci ritroviamo a fare il bagno ai bambini in tutta fretta, incastrandolo in dieci minuti ritagliati tra il rientro dal lavoro e la preparazione della cena. Un caldo bagno di bolle e giocattoli galleggianti, invece, può essere una buon modo per trascorrere del tempo in casa, mentre piove, in modo rilassante e divertente.

Fare i biscotti
Farina, uova, zucchero e burro non mancano mai nelle dispense di tutte le mamme. Prepariamo l’impasto e lasciamo ai nostri bambini il compito di realizzare i biscotti secondo la loro fantasia o con gli stampini. Infine, per rendere i frollini più golosi, aggiungete delle scaglie di cioccolato. Che ne dite di accompagnarli con del tè deteinato o un infuso ai frutti? Ottimo quando piove e fa freddo.
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3 modi naturali per far scendere la febbre al bambino

La febbre è una reazione naturale del corpo per combattere le infezioni o le lesioni. Alcune ricerche hanno rilevato che è importante permetterle di fare il suo corso, ma quando colpisce i bambini piccoli può destare molte preoccupazioni. È importante portarli sempre dal pediatra per una visita di controllo. Tuttavia esistono 3 modi naturali per fare sentire meglio il vostro piccolo: ecco quali sono.

Fategli un bagnetto
Dato che l’acqua permette di espellere il calore dal corpo più velocemente rispetto all’aria, il bagno è un metodo efficace per ridurre la febbre e agisce più velocemente dei farmaci. Usate acqua tiepida. Potete anche appoggiare un asciugamano freddo e umido sulla fronte del bimbo per abbassare la temperatura.

Incoraggiatelo a bere molti liquidi
La febbre può portare alla disidratazione, pertanto è fondamentale fargli bere molti fluidi per mantenerlo adeguatamente idratato. La semplice acqua è la scelta migliore, ma vanno bene anche tisane decaffeinate e frutta fresca.

Ottimizzate la temperatura del corpo
Vestite il bimbo con uno strato leggero di abbigliamento per controllare meglio la temperatura. Ogni strato di indumento in più trattiene il calore vicino al corpo, mentre gli abiti larghi e leggeri permettono all’aria di circolare più liberamente e di disperdere il calore.

Ricordate, però, che consultare un medico pediatra è la prima cosa da fare: la più giusta.
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Aspetti un bambino? Ecco come Vivaldi, Chopin e Bach ti aiutano a crescerlo

Tra una donna in attesa e il suo bambino si instaura fin dai primi mesi una comunicazione dolcissima fatta di carezze, respiri, sussurri, dialoghi silenziosi e ninne nanne. Una mamma inizia a parlare al suo piccolo da subito, cerca di trasmettergli il suo amore e di infondergli sicurezza. Lo culla con le parole e con il calore delle sue mani prima ancora che nasca. E in questa forma di comunicazione personale, intima ed unica, la musica ha un ruolo fondamentale. Ecco cosa succede se ascolti musica classica mentre sei in gravidanza.

Vivaldi per equilibrio e serenità
Nei primi mesi, viene consigliato l’ascolto di musica di genere barocco, che si avvicina al ritmo dei battiti del cuore del feto: da ascoltare Vivaldi, Mozart e Shubert. “La Primavera“, ad esempio, è un brano che trasmette gioia, energia e serenità, quella di cui ha bisogno il bambino nei primi mesi, i più difficili per lui e la sua mamma. Il canto degli uccelli crea l’idea di un inizio puro, incontaminato, paradisiaco.

Chopin per dolcezza e relax
Nel secondo periodo della gravidanza – dal quarto al sesto mese – è opportuno ascoltare melodie più dolci e rilassanti, che cullano il feto e che siano capaci di infondergli serenità. La musica di Chopin sa essere delicata e sognante al tempo stesso.

Bach per vivacità e movimento
Negli ultimi mesi, dal settimo al nono mese di gravidanza, è meglio iniziare ad ascoltare la musica di Bach: trasmette vitalità e dinamismo. In effetti, è anche il periodo in cui il bambino inizia a muoversi di più e si prepara all’imminente nascita.

Ricordati, però, che la voce della mamma resta la più bella melodia che un bambino possa mai ascoltare
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Come crescere dei bambini felici

Iniziamo subito col tranquillizzarvi, care mamme: per rendere felici i vostri bimbi NON occorre viziarli. Bando, dunque, ai regali facili, ai troppi “sì”, all’arrendevolezza esagerata. La scienza ci viene in aiuto con alcuni semplici suggerimenti su come crescere i figli in allegria e spensieratezza. Primo passo? Dire addio a smartphone e tablet. Poi, se sarete pronte, leggete qui.

Scherzate!
Sì, proprio così. Secondo una ricerca, se fate i mattacchioni con i vostri piccoli, li aiutate ad avere in futuro un successo sociale e fornite loro gli strumenti per pensare in modo creativo, fare amicizie e gestire lo stress. Quindi sentitevi liberi di giocare a fare i buffoni di corte: i vostri bambini un giorno vi ringrazieranno.

Pensate positivo
Dite addio al ciclo “genitore arrabbiato – bambino arrabbiato – genitore arrabbiato” e rivolgetevi ai bimbi sempre in maniera propositiva e con un sorriso stampato sul volto. Non vi sarà complicato non appena vedrete i loro occhioni riempirsi di gioia.

Mollate la presa
Il segreto per avere cuccioli (futuri adulti) sereni e contenti pare proprio essere quello di non interferire troppo nelle loro vite. Ciò li renderà meno ansiosi, più coscienti di sé e più aperti a nuove esperienze.

Non pretendete la perfezione
Perfetti non lo sarete voi come genitori e, probabilmente, non lo saranno nemmeno i vostri figli a scuola o a sport. L’importante è spronarli e farli sentire sicuri delle loro capacità, l’importante è insegnare loro a fare le cose per bene, con ingegno, volontà e dedizione, e vedrete che una strada la troveranno e avranno successo in qualsiasi campo.
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Bimbi in settimana bianca: 4 consigli su cosa mettere in valigia

Tutti in montagna! I bimbi urlano di contentezza, corrono per casa, sognano già le discese in slittino e i pupazzi di neve. Voi, invece, in preda alla confusione, non sapete cosa mettere in valigia. Tranquille, non rovinate l’entusiasmo della partenza! Ci pensiamo noi a dirvi come fare. I bimbi sulla neve devono avere un abbigliamento adeguato, pratico e caldo. Ecco 4 utili consigli.

Prevedete indumenti a strati
Vestirsi a “cipolla” è la soluzione più comoda ed efficace contro il freddo. Meglio più strati leggeri, che pochi pesanti. No a magliettine in cotone per il primo strato, quello a contatto con la pelle. Preferite capi sintetici e assorbenti, che lasciano traspirare il sudore.

Preferite il pile
Il pile protegge dal freddo e va messo sullo strato termico. Lo strato termico è l’abbigliamento che protegge dal freddo e che va messo sull’intimo. Consigliamo pantacollant sotto la tuta da scii e pile per la parte di sopra. Se fa particolarmente freddo, non dimenticate un lupetto a collo alto, da indossare sotto il pile.

Sì ai due pezzi
Giacche e pantaloni da scii non possono mancare in una valigia per la neve. In commercio, esistono le tute intere oppure il set a due pezzi, che è quello che consigliamo: sono più maneggevoli e più comodi quando, ad esempio, si fa una pausa in rifugio e bisogna cambiare i bambini. Qualsiasi sia la scelta, è importante che il materiale sia impermeabile e traspirante.

Non dimenticate gli accessori
Nella valigia per la neve non devono mai mancare cappelli, sciarpe e guanti di buona qualità. Preferite cappelli in pile rispetto a quelli in lana. Meglio utilizzare i modelli che riparano anche orecchie e collo (cappello finlandese o passamontagna). Lo scalda-collo è preferibile alla sciarpa, che è più ingombrante e quindi più fastidiosa. Infine, i guanti devono essere impermeabili, traspiranti e caldi (generalmente hanno un rivestimento interno in pile).

Adesso correte a fare i bagagli e…buon divertimento!
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Metodo Montessori: evitate le punizioni, fate così

Il vostro bambino fa i capricci mentre tentate di fargli indossare le scarpe. “Non voglio!” vi urla mentre scalcia. Più tardi, a pranzo, verserà la minestra a terra, guardandovi in faccia con sorriso beffardo. A questo punto, arrivate allo stremo delle vostre forze, avrete due possibilità: potrete punirlo (ma lo rifarà, ve l’assicuriamo) oppure potrete fare come vi consigliamo. Adottare il Metodo Montessori può davvero rivelarsi utile. Ecco come.

Ponetevi con dolcezza
Strano ma vero. Sappiamo che, quando siete arrabbiate, porsi con dolcezza verso il vostro bambino può risultare difficile. Ma non c’è cosa migliore che farlo sentire amato e accettato anche quando siete nervose. Si sentirà ascoltato, accolto e tenderà a non urlare.

Spiegategli le conseguenze
Educare in stile montessoriano vuol dire avere pazienza e spiegargli le conseguenze di ciò che succederebbe se non vi ascoltasse. Alcuni esempi?

Rifiuta di mettersi le scarpe quando dovete uscire: ditegli che sarete costrette a lasciarlo a casa da solo e che sarete molto tristi e preoccupate senza di lui.
Rifiuta di mangiare: spiegategli che se non mangerà dovrà andare a letto senza cena. Non costringetelo, fategli sperimentare quanto è brutto non riuscire a dormire per la forte sensazione di fame.
Rifiuta di raccogliere i giocattoli da terra: avvisatelo che, se non li rimetterà in ordine, potrebbero rompersi e dovrete buttarli.
Usare le conseguenze naturali porterà i bambini a prendere le giuste decisioni non per evitare una punizione o per paura, ma perché conosceranno le conseguenze e l’impatto delle proprie azioni. In questo modo i bambini avranno l’opportunità di imparare dall’ordine naturale delle cose.
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3 preziosi consigli per aumentare l’autostima dei bambini

I bambini son fin troppo piccoli per riflettere davvero su se stessi e capire quanto l’autostima sia una risorsa importante per vivere bene. È come una piantina delicata che ha bisogno di molte cure e attenzioni per crescere sana e forte, e che deve avere radici solide, ben piantate in un terreno fertile. Un terreno che le mamme e i papà possono preparare al meglio durante la loro infanzia. Ecco come.

Insegnategli a socializzare
Aiutate vostro figlio a instaurare buone relazioni con gli altri, rispettando sempre il suo temperamento. Se è timido, è inutile buttarlo nella mischia. Cercate invece di farlo interagire con pochi bambini alla volta, perché possa sentirsi a suo agio. Siate voi i primi ad apprezzare la compagnia degli altri e la vita sociale, in modo che anche il vostro piccolo viva queste situazioni come un piacere e non un obbligo, imparando a sentirsi bene anche al di fuori del nido familiare.

Permettetegli di sbagliare
Proteggetelo usando il buon senso, permettetegli di fare esperienze e di sbagliare; lasciategli fare ciò che è in grado di fare e soprattutto ciò per cui mostra interesse. Provate a pensare se il pericolo di farsi male sia davvero reale e immediato, o se invece non sia il frutto della vostra ansia.

Valorizzateli e ispirateli
Sostenete vostro figlio e fatelo sentire una persona competente: non brava in tutto o più brava degli altri, ma una persona con delle competenze in evoluzione, capace di migliorarsi e apprendere cose nuove, volenteroso di imparare ciò che ancora non sa fare.

E infine, cosa non meno importante, fateli sentire amati, sempre. Anche quando siete arrabbiati, fategli capire che l’amore non va “in vacanza”: un bambino amato è un bambino sicuro di sé.
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Come aiutare i bimbi a tornare alla vita di tutti i giorni dopo le feste

“L’Epifania, tutte le feste porta via”. Ricordate questo detto? Ci trasmette sempre un po’ di tristezza: con la fine delle feste, il ritorno a scuola è alle porte. Dopo serate passate a giocare a carte tutti insieme, giornate scandite da pranzi abbondanti e pandori in quantità, è arrivato il tempo di far capire ai bambini che è ora di tornare alla vita di tutti giorni. Gradualmente e accompagnandoli per mano, senza costrizioni o rimproveri. Ecco alcuni preziosissimi suggerimenti.

Tutti a nanna presto
Per i bimbi nei primi anni di vita, il problema non sussiste, perché le feste non influenzano il loro ritmo notturno. Per i più grandicelli, invece, è normale che durante le vacanze abbiano cambiato orari. In questo caso, è importante che tutta la famiglia dia il buon esempio. Iniziate preparando una cena leggera, e poi, staccate le luci: tutti a nanna presto.

No ai divieti, sì alla moderazione
Dopo le grandi abbuffate, occorre riprendere lo stile di vita precedente al Natale. Sì a dieta sana e a lunghe passeggiate: la buona occasione per condividere il tempo coi vostri bambini, in mezzo alla natura. Non vietate i dolci del tutto. La parola d’ordine è moderazione: pasti leggeri e sfizi saltuari.

Giocate d’anticipo con lo studio
Riprendere a studiare è davvero difficile per i bambini: durante le feste trascurano i compiti e passano molto più tempo davanti a tv e videogiochi. Giocate d’anticipo. Fate in modo che anche nei giorni di vacanza studino un po’, ogni giorno. Gradualmente e in piccole dosi: manterrà la concentrazione senza gravare sul loro riposo.
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Bambini e tecnologia: pro e contro della generazione digitale

Il tema bimbi e tecnologia è sempre molto delicato: magari non sanno ancora allacciarsi le scarpe o andare in bici, ma utilizzano alla perfezione smartphone e tablet. Sono i bambini della generazione digitale, quelli che si destreggiano sempre più tra wi-fi, app e touchscreen. Ma che impatto ha la tecnologia su di loro? Quali sono i pro e i contro? Scopriamoli insieme.

Permette di sviluppare maggiori capacità cognitive
Iniziare fin da giovanissimi ad utilizzare dispositivi tecnologici permette di sviluppare capacità cognitive fuori dal comune che renderanno brillanti le menti di coloro che nei primi anni di vita interagiscono in modo continuativo con la tecnologia.

Aiuta i bambini ad essere multitasking
Questi dispositivi mandano più impulsi al contempo, rendendo i bambini più produttivi e veloci nella capacità nell’elaborazione delle informazioni ricevute. Oggi esistono tablet dedicati ai bambini e, per questo, pensati per contenere app con scopi educativi. Ad esempio, è possibile imparare lingue straniere o fare esercizi di logica.

Ogni medaglia, però, ha il suo rovescio: i pericoli legati ad un uso precoce ed eccessivo di tablet, cellulare e pc, sono in agguato e possono coinvolgere ambiti differenti. Ecco quali.

Isolamento psicologico
I bambini si creano un mondo parallelo dove vivere, spesso popolato da eroi e personaggi virtuali di giochi ed app che “frequentano” più dei loro coetanei.

Affaticamento della vista
È causato da un uso prolungato degli strumenti tecnologici. Il pericolo che gli occhi si affatichino più del dovuto e che perdano diottrie, purtroppo, è reale e frequente.

Come per tutte le cose, l’esagerazione può essere un nemico. L’ideale è l’utilizzo di dispositivi digitali per bambini in modo attento e sorvegliato.
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