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Psicologia Film Festival
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Il Psicologia Film Festival nasce nell’autunno 2009, grazie alla collaborazione fra alcuni ragazzi del Collettivo e parte del personale della Biblioteca Federico Kiesow. E' il festival psicologico più amato d'Italia!
Il Psicologia Film Festival nasce nell’autunno 2009, grazie alla collaborazione fra alcuni ragazzi del Collettivo e parte del personale della Biblioteca Federico Kiesow. E' il festival psicologico più amato d'Italia!

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26 Maggio 2016
Il PFF torna con un film ungherese: Land of Storms di Ádám Császi [2014]

Il film racconta delle disavventure di Szabolcs, calciatore ungherese, innamorato di Bernard, suo compagno di squadra in Germania. Quando vengono espulsi entrambi dalla loro squadra, Szabolcs decide di abbandonare il calcio e di rientrare nel suo paese natale, l'Ungheria. Si stabilisce in una grande prateria della Puszta, lavora in una fattoria isolata che ha ereditato e incontra Áron, un ragazzo di 16 anni in cerca d'identità in una regione ultra tradizionalista. Ma Bernard arriva dalla Germania e chiede a Szabolcs di ripartire con lui, dove una nuova squadra di calcio li attende…

Il regista spiega di aver voluto fare un film che lavorasse su gesti sinceri e minimali, con un forte dramma alla base ed emozioni intense che emergono solo di rado. Per questo ha evitato di usare i dialoghi per sottolineare che i personaggi non riescono a verbalizzare ciò che sta accadendo a loro e si è concentrato su quello che i personaggi nascondono e non dicono più che su quello che viene mostrato e detto.
Il regista ha deciso di trattare l'argomento LGBTQ proprio per creare una discussione intorno a questo tema: " Quello che non si conosce si demonizza facilmente, e solo attraverso il potere di storie forti e personali i membri della comunità possono diventare familiari al pubblico più ampio."

Presenterà il prof. Luca Rollè.
Ricercatore all'Università degli Studi di Torino nel Dipartimento di Psicologia. Ha svolto molte ricerche nel campo dell'orientamento sessuale e sullo sviluppo dell'identità di genere.

Vi aspettiamo numerosi!

https://youtu.be/1OTC7JWb_Sc
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19 Maggio 2016
Giorno dopo giorno, la Siria sta diventando uno dei paesi più duramente colpiti dalle dinamiche medio-orientali e dal Califfato dell’ISIS. Allo stesso tempo, è sempre più difficile comprendere il corso della storia e gli intrecci tra le responsabilità del governo di Assad, l’emergere dei ribelli, il ruolo dei paesi occidentali.
La 14° proiezione del PFF sarà proprio dedicata alla Siria, ai suoi cittadini e alla storia di Homs, la città che è stata il principale teatro dello scontro tra i jihadisti e l'esercito di Assad, in quella che era la culla di una delle più antiche comunità cristiane d'oriente, ricco crocevia di tutti i transiti e i traffici di uomini, merci, beni primari, servizi dalla costa mediterranea, libanese verso il Nord, ma anche specchio fedele del pluralismo religioso e dello spirito comunitario che fu di questo paese.

The Return to Homs, di Talal Derki (2014).
Girato nell'arco di tre anni a Homs, il documentario segue le esistenze di due giovani uomini, costretti a cambiare le rotte dei loro sogni. Il diciannovenne Basset, portiere di calcio della nazionale, è diventato prima leader dei manifestanti, poi cantante della rivoluzione e infine combattente e leader della milizia. Il suo amico ventiquattrenne Ossama, noto giornalista e cinico pacifista, invece si è visto costretto a cambiare le sue opinioni fino ad essere arrestato dai servizi segreti militari. Assieme ai suoi eroi, il documentario ci trascina dentro il conflitto, dentro una nazione lacerata dalla nebbia della guerra

All’inizio erano proteste pacifiche ma presto si è evoluto in un assedio a Homs, battaglie e violenza in tutta la Siria, in cui sono state uccise dal regime anime innocenti. Nel giro di tre anni questo clima ha portato Abdul Basset al-Saroot a cambiare: da un attivista pacifista è diventato un leader guerrigliero.
Il film racconta un cambiamento, quello che è dovuto alle varie sfide ma soprattutto alla morte, che ha lasciato il segno in ognuno di loro: sono cambiati a causa della crescente violenza, alla perdita di persone vicine, all'ingiustizia e alla frammentazione.

Presenta . Yahya Monla, 44 anni, è fuggito dalla Siria due anni fa, poi ha vissuto in Libano. Proviene da Homs ed era un insegnate universitario di religione islamica ed era un attivista nella moschea sunnita. E' stato in carcere, accusato dal regime di Assad di aver finanziato le manifestazioni dei ribelli. Qui l'articolo: http://torino.repubblica.it/cronaca/2016/03/02/news/un_tettoper_il_professore_in_fuga_con_tutta_la_famiglia_dall_orrore_della_siria-134620958/

Il trailer: https://youtu.be/pEriZ2XUS-w
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11 Maggio 2016
Manca poco all'estate e il PFF va nelle terre africane ad esplorare la follia con Ce qu'il reste de la folie di Joris Lachaise [2014]

La proiezione sarà in collaborazione con Onde Corte Nervi Tesi, rassegna cinematografica sulla psichiatria.

La scrittrice senegalese Khady Sylla fu internata nel National Hospital Psichiatrico di Thiaroye, nella periferia di Dakar. Tornando con lei in questi posti, si rivisita il territorio della sua "follia". Un luogo che funge come una cassa di risonanza, tornando nei corridoi dell'ospedale. Si incontrano diversi personaggi enigmatici e si percepiscono le contraddizioni interne alla modernità africana. Attraverso l’esperienza della malattia mentale e il trattamento di Khady, il film esplora una storia recente di indipendenza e di decolonizzazione della psichiatria del Senegal.

Presenta Andrea Pendezzini.
Medico, dottore di ricerca in antropologia. Insegna da alcuni anni etnopsichiatria e antropologia medica in contesti di formazione professionale di area sanitaria. Sta ultimando la formazione psicoanalitica presso il Centro Italiano di Psicologia Analitica (CIPA) di Milano.

In breve il trailer del film: https://youtu.be/Nzh4Jo5hnfc

Vi aspettiamo numerosi!

Lo staff del PFF
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26 Aprile 2016
Gli schermi del PFF, in questo intenso e caldo Aprile, tornano in Sud America per l'anteprima Nazionale del documentario Surire, di Bettina Perut e Iván Osnovikoff (2015). Il documentario sarà proiettato martedì 26 Aprile 2016, presso il Centro Studi Sereno Regis, via Garbaldi 33, Torino.

"Il Salar de Surire è un parco naturale sull’altopiano cileno a 4300 metri sopra il livello del mare, al confine con la Bolivia. Nei suoi dintorni abita ancora un piccolo gruppo di anziani, ultimi eredi della cultura Aymara. Il silenzio del luogo è rotto da un costante boato che proviene dai grandi macchinari delle cave, che condividono questi spazi con fenicotteri, vigogne e lama. Surire coniuga l’osservazione del particolare con il gusto per la composizione formale, descrivendo un paesaggio in cui convivono le bellezze naturali e le assurdità concepite dalla mente umana".

Presenta Federica Morelli

Vi aspettiamo numerosi come sempre!

Lo Staff del PFF
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20 Aprile 2016, in anteprima regionale Sole Alto! h 21.00 Officine Corsare

L'intenso aprile del PFF continua con un altro appuntamento imperdibile: l'anteprima regionale dell'attesissimo Sole Alto, di Dalibor Matanic (2015), coproduzione Croata, Serba e Slovena. La proiezione si terrà alle h 21.00 mercoledì 20 aprile 2016 presso le Officine Corsare, via Pallavicino 35, Torino. Ingresso libero con tessera Arci!

TRE DECENNI. DUE NAZIONI. UN AMORE: Sole alto racconta l’amore fra un ragazzo croato e una ragazza serba. Un amore che il regista, Dalibor Matanic, moltiplica per tre volte nell’arco di tre decenni consecutivi: stessi attori ma coppie diverse, dentro il cuore avvelenato di due villaggi balcanici. Il 1991 e l’ombra scura della guerra. Il 2001 e le cicatrici che devastano l’anima. Il 2011 e la possibile (impervia) rinascita. Una sorprendente riflessione sulla natura umana che racconta l’ex Jugoslavia per raccontare il mondo e racconta il dolore per raccontare la speranza.
Sole alto è un'opera che si alimenta di contrasti e simmetrie, un'opera dove il buio, per quanto si sforzi, non riesce mai a soffocare la luce. Matanic utilizza gli stessi villaggi come orizzonti emotivi, prima ancora che geografici, e gli stessi attori come simbolo di ciclicità

Premi:
- Cannes Film Festival 2015 – Un Certain Regard – Premio della Giuria
- Sarajevo Film Festival 2015 – CICAE Award – Miglior Film (The Art Cinema Award)

Partecipa Christian Costamagna
Classe 1979, ha insegnato presso l'Università del Piemonte orientale nell'anno accademico 2014-2015 (corso di Storia contemporanea e dell’Europa Orientale) dove ha conseguito il dottorato di ricerca in Scienze Storiche. Nella tesi di dottorato si è occupato dell’ascesa al potere di Slobodan Milosevic nella seconda metà degli anni ’80. Ha svolto ricerche d’archivio a Belgrado e Lubiana. I suoi articoli sono apparsi su East Journal, Geopolitical Review, Geopolitica – Rivista dell’Istituto di Alti Studi in Geopolitica e Scienze Ausiliarie, Mente Politica, European Western Balkans, e sul LSE blog about South Eastern Europe. Costamagna è consulting analyst per Wikistrat.

Per maggiori informazioni visitate il sito http://psicologiafilmfestival.com/ e la nostra pagina facebook: https://www.facebook.com/PsicologiaFilmFestival/
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14 Aprile 2016 TransFatty Lives
Il PFF torna con un altro interessante documentario firmato USA: Transfatty Lives, di Patrick O'Brien (2015), alle h 21.00 presso il Piccolo Cinema, via Cavagnolo 7, Torino.

Patrick O'Brien, aspirante filmmaker, ha trent'anni quando gli viene diagnosticata la sclerosi laterale amiotrofica. Nonostante la minaccia di avere pochi anni di vita davanti, comincia a documentare tutto quello che gli succede a livello corporeo. E dopo dieci anni, il suo primo film è pronto.
Da un lato c'è la Sla, il nemico. Dall'altro, il regista, soggetto e oggetto al contempo. Invece che arretrare o porre distanze, O'Brien sceglie la strada dell'immersione totale senza filtro: mostrandoci in ogni sequenza che egli è arbitrario artefice di quel che vediamo, e armato di uno humour dissacrante e provocatorio, ci mette a nostro agio, nonostante la posizione 'scomoda'. Intanto, come riesce a riadattarsi anche un corpo privato delle sue funzioni principali, il cinema rigenera i suoi meccanismi vitali: il narratore diventa la voce sintetizzata della tecnologia resa celebre da Stephen Hawking, e la cabina di montaggio è manovrata con sistemi di eye-tracking.

Presenta Valeria Castro
Psicologa, libera professionista, iscritta all'ordine degli psicologi della Toscana. Attualmente frequenta la scuola di specializzazione in psicoterapia sistemico-relazionale presso il Centro Studi e Applicazione della Psicologia Relazionale di Prato.
È responsabile dello sportello di ascolto e sostegno psicologico per l' AISM (associazione italiana sclerosi multipla) nella sezione provinciale di Grosseto, dove svolge attività di gruppo, consulenze e sostegno psicologico per le persone con sclerosi multipla e per i familiari.
Presso lo studio MiVà ceramiche ed altre amenità, di cui é co-ideatrice, conduce laboratori di ceramica per ragazzi e adulti con disabilità.
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31 marzo 2016: replica di Napolislam, Officine Corsare h 21.00
Il PFF ha organizzato un'ulteriore proiezione di Napolislam, di Ernesto Pagano (2015), visto il pienone all'evento di dicembre 2015. L'evento si terrà il 31 marzo 2016 alle h.21.00, Officine Corsare, Torino. Ingresso libero con Tessera Arci.

Napoli si affida a Dio. Solo che il Dio in questione stavolta è Allah: così hanno deciso i napoletani convertiti all'Islam protagonisti di questo film. Sono persone comuni: un disoccupato, una ragazza innamorata, un padre di famiglia che ha perduto un pezzo di sé... Persone diverse che hanno trovato nel Corano una risposta all'ingiustizia sociale, al consumismo sfrenato, al blackout della speranza. Ma la religione che hanno scelto non è solo una fede: è un sistema di regole che viene da una cultura lontana. Come conciliarla con la propria? Tra una zeppola halal e una preghiera per strada, la loro storia quotidiana getta una luce nuova, di volta in volta divertita e amara, sulla nostra società.

Presenterà il prof. Sherif El Sebaie
È nato al Cairo, ma vive a Torino da quindici anni, dove si occupa di diplomazia culturale e di politiche sociali e di integrazione. È docente del Corso Extracurriculare di Lingua Araba e Civiltà e Arti dell'Islam al Politecnico di Torino nonché consulente di enti pubblici e fondazioni private sui temi dell'immigrazione e dell'integrazione. Collabora con diverse testate giornalistiche e ha curato diverse mostre. Nel 2008 ha partecipato all'International Visitor Leadership Program del Dipartimento di Stato USA e nel 2015 è stato nominato Fellow del Simposio Internazionale di Arte Islamica Hamad Bin Khalifa.
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10 marzo 2016: Tonnerre, di Guillaume Brac presso il Cineteatro Baretti h 21.00.
Maxime (Macaigne), che ha lasciato provvisoriamente Parigi e per due mesi soggiorna da suo padre (Menez), è un rocker sufficientemente noto per attirare l'attenzione di Mélodie (Rigot), giovane giornalista locale che gli chiede un'intervista e con cui avvia una relazione sentimentale. Un po' disorientato in questo universo ultra provinciale, con le sue degustazioni vinicole, i suoi corsi di danza, il suo locale notturno adiacente una cripta medievale e le sue fughe nella campagna circostante avvolta nella neve (da cui il film trae un grande vantaggio visivo), Maxime compone, solo nella sua stanza con la sua chitarra elettrica e il suo computer, riducendo al minimo gli scambi con suo padre vedovo. Ma la tenerezza gioiosa delle fughe romantiche ha improvvisamente fine, senza spiegazioni da parte di Mélodie, aprendo (o forse riaprendo) una ferita molto profonda in Maxime. L’opera prima di Brac si muove tra il cinema d'autore francese (Rohmer e Rozier su tutti) e il film di genere, tessendo con abilità un racconto a doppia velocità e di grande precisione, la cui apparente semplicità nasconde un acuto senso dell'umano e della narrazione cinematografica. Sostenuto da un'ottima sceneggiatura, il film eccelle nel distillare informazioni e trae grande vantaggio dalla cornice suggestiva della città di Tonnerre. Il cineasta riesce a dipingere con delicatezza il ritratto di un uomo bloccato in una fase intermedia della sua vita, tra gli sconvolgimenti affettivi del passato e un avvenire potenzialmente felice in cui si getta a capofitto e che gli sfugge all'improvviso.

Sul nostro canale you tube trovate il trailer del film: https://youtu.be/HmkOrZ2kBx4
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16 Febbraio 2016 - Les Messagers  di Hélène Crouzillat e Laetitia Tura
Rieccoci dopo il martedì Grasso a proporvi un nuovo e interessante film alle h. 21.00 @ Sala Poli - Centro Sereno Regis, via Garibaldi 13.

Les Messagers parla di un viaggio attraverso il Sahara per raggiungere il confine più estremo dell’Europa, le enclavi spagnole di Ceuta e Melilla in territorio marocchino. Il messaggio è consegnato dai sopravvissuti, i depositari della memoria dei dispersi, gli unici a resistere all’inevitabilità della scomparsa. Una scomparsa atroce e senza appello dei corpi inghiottiti dal mare e dalla frontiera, dove sono finiti coloro che sono partiti e mai arrivati a destinazione? Quali erano i loro nomi? Mentre i testimoni oculari  riallacciano il filo di quei momenti, la sobria testimonianza del capo della Guardia Civile spagnola riporta alla concretezza della natura del confine, la barriera high tech, connubio perfetto di sicurezza e umanitarismo.

Prima del film sarà proiettato:
Integrazione a Parole, un cortometraggio di Paolo e Riccardo Sarà (2013)
Dieci abitanti del quartiere torinese di San Salvario provenienti da altri paesi scelgono la loro parola italiana preferita e spiegano il perché della scelta. E come sempre dietro alle parole si nascondono altre storie da raccontare.

Presenta Gianfranco Crua, presidente di SUR, Società Umane Resistenti, e viaggiatore con CarovaneMigranti che ha promosso la prima Carovana italiana per i diritti dei migranti, per la dignità e la giustizia (carovanemigranti.org).

Ingresso libero, offerta "a cappello" al termine della serata per sostenere i costi di gestione della sala.

Vi aspettiamo numerosi!

Lo staff del PFF!
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