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CISAL - Confederazione Italiana Sindacati Autonomi Lavoratori
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Confederazione Italiana Sindacati Autonomi Lavoratori
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Come di consueto, ogni qualvolta avviene qualcosa che fa accendere i riflettori sulle organizzazioni sindacali, c’è sempre qualche politicante, in cerca di notorietà o di una piccola ribalta, pronto ad invocare leggi ed interventi sul sindacato.
La recente vicenda legata agli stipendi di alcuni dirigenti sindacali non può essere invocata come ulteriore pretesto per varare interventi legislativi in tema di sindacato.
La continua generalizzazione, come la questione sulle “pensioni d’oro dei sindacalisti” ed ora sulle retribuzioni, è palesemente infondata ed è connessa solo ad alcuni ambiti ed i lavoratori, cosa che occorre ricordare, sono liberi di aderire o meno ad una organizzazione sindacale ed il dissenso, rispetto alla stessa si può manifestare immediatamente e con una semplice lettera di dimissioni dalla organizzazione.  
Per quanto riguarda la Confederazione CISAL la trasparenza e la coerenza che sono  richieste ad altri, sono  invece  prassi.
Si preoccupi invece la politica del fatto che il vero problema che riguarda il sindacato nel nostro paese è che  ancora non sono attuati gli artt. 39 e 46 della Costituzione Italiana.
Il Segretario Generale della CISAL
Francesco Cavallaro
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2015-08-11
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Delega fiscale. Per Cavallaro (CISAL), l'ennesimo regalo agli evasori

Roma, 7 agosto 2015 – L'articolo 4 della delega fiscale - con le nuove soglie che salvano dal processo gli evasori, con l'aumento dell'ammontare complessivo "degli elementi attivi sottratti all'imposizione" e con l'esclusione della punibilità in presenza di "valutazioni" e con una soglia del 10% sulle valutazioni in difetto - rappresenta l'incapacità di intervenire efficacemente su chi non dichiara al fisco quanto davvero possiede.

Invece di elaborare una seria riforma fiscale, il Governo Renzi continua ad adottare provvedimenti sporadici e incondivisibili, inadeguati a sanzionare di chi sottrae ogni anno miliardi alla collettività.

E' quanto dichiara Francesco Cavallaro, Segretario Generale CISAL, sulla nuova norma della delega fiscale del Governo.

http://bit.ly/KVrzUK
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Cavallaro (CISAL): il Governo sempre più lontano dai problemi del Paese

Roma, 3 agosto 2015 – “Il Mezzogiorno d'Italia, come conferma il rapporto Svimez, è a rischio sottosviluppo permanente. Il tasso di disoccupazione, registra l'Istat, è ai massimi storici, con punte drammatiche di oltre il 44% per i giovani tra i 15 e i 24 anni. L'aumento del debito pubblico, il più pesante in Europa dopo quello della Grecia, secondo l'Eurostat è in pesante aumento, superato solo da quello del Belgio. L'economia dei Comuni italiani, denuncia la Corte dei Conti, tra tagli e tasse ha toccato livelli insostenibili. 
Questi gli effetti concreti, certificati a ogni livello, dell'attuale Governo. 
Le riforme annunciate - lavoro, scuola, Senato, Pubblica Amministrazione, RAI, che a sentire Renzi hanno sbloccato l'Italia -, i pretesi interventi sulla spesa pubblica, i fantomatici 50 miliardi di tasse in meno e gli stessi sterili attacchi ai sindacati, lanciati a scopo puramente elettorale, si rivelano giorno dopo giorno chiacchiere inutili, davanti a un Paese allo stremo. Con le teorie, quelle di Renzi in particolare, non si mangia, non ci si cura, non si pagano gli studi. Non si soddisfano insomma neppure le più basilari esigenze dei cittadini.
Sulla conta delle tessere, il Premier dovrebbe iniziare preoccupandosi di quelle del suo partito!”.
E' quanto dichiara Francesco Cavallaro, Segretario Generale CISAL, constatando l'ostinata inconcludenza dell'azione del Governo a fronte del declino del Paese.
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Cavallaro (CISAL): tagli alla Sanità, l'ultima scoperta del Governo Renzi

Roma, 29 luglio 2015 - “Dopo le sentenze della Corte Costituzionale su pensioni e pubblico impiego, il Governo mette mano a un altro "bancomat", la Sanità. E per giustificarsi, fa finta di “scoprire” sprechi di cui si parla da decenni, senza peraltro indicarne circostanze e responsabilità precise. 
Nel frattempo c’è già chi pensa, in analogia con la previdenza, a un "secondo pilastro", ovviamente privato, integrativo della sanità pubblica!
Visti i risultati fallimentari della previdenza complementare, che avrebbe dovuto supportare le pensioni dell’INPS già colpite dall’introduzione del sistema contributivo, non vorremmo che sui milioni di pensionati indigenti si abbattesse anche il disastro di un sistema sanitario di élite inaccessibile ai cittadini meno abbienti.
Tutto questo, mentre il Paese dei contribuenti onesti - lavoratori dipendenti e pensionati in particolare -, paga tasse pesantissime in attesa che il Governo “scopra” finalmente l’assoluta priorità di una seria Riforma Fiscale che, con l'introduzione del contrasto di interessi, ponga fine all’insopportabile evasione di ben 180 miliardi annui”. 
E' quanto dichiara Francesco Cavallaro, Segretario Generale CISAL, in merito ai tagli alla Sanità decisi in questi giorni dal Governo Renzi.
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Pubblico Impiego: in CISAL, pronte le piattaforme contrattuali

Roma, 25 giugno 2015 – Alla luce della pronuncia con cui la Consulta ha dichiarato l'illegittimità costituzionale del blocco dei contratti della Pubblica Amministrazione, riteniamo urgente la riapertura della trattativa tra Governo e sindacati. In particolare, le nostre strutture di categoria, tra cui la FIALP CISAL, che ha promosso il ricorso, sono pronte a presentare le piattaforme rivendicative sul Pubblico Impiego. 
E' quanto dichiara Francesco Cavallaro, Segretario Generale CISAL.
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Blocco contratti PA: norma illegittima, grande vittoria per la FIALP CISAL

Roma, 24 giugno 2015 – Secondo indiscrezioni, la Corte Costituzionale avrebbe accolto il ricorso presentato dalla FIALP CISAL, discusso ieri in udienza, dichiarando l'illegittimità costituzionale delle norme sul blocco dei contratti del pubblico impiego. La storica decisione della Corte, che non riguarderebbe in ogni caso il passato, riapre la contrattazione per oltre 3 milioni e mezzo di lavoratori, dando ragione alla FIALP CISAL, che promosse la causa di legittimità costituzionale all'origine dell'attesa sentenza.
E' quanto dichiara Davide Velardi, Segretario Confederale CISAL.
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CONTROLLO SUI LAVORATORI. PER LA CISAL,
LA NORMA SBAGLIATA NEL MOMENTO SBAGLIATO

Roma, 19 giugno 2015 – «L'intervento del Governo in merito ai controlli a distanza sui lavoratori, oltre che sbagliato, è pretestuoso e serve solo a inasprire le tensioni nel mondo del Lavoro, allontanando ulteriormente proprio quella coesione e quel dialogo tra parti sociali che sarebbero invece necessari per affrontare efficacemente la crisi».
E' quanto dichiara Francesco Cavallaro, Segretario Generale CISAL, a proposito delle recenti polemiche create dal decreto attuativo del Jobs Act sulla modifica dell'Art. 4 dello Statuto dei Lavoratori.
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AGENZIA UNICA PER LE ISPEZIONI. PER VELARDI (CISAL) UN REGALO AGLI EVASORI

Roma, 15 giugno 2015 - «Dubito seriamente che l'istituzione dell'Agenzia unica per le Ispezioni possa portare al Paese risparmi in termini di spesa pubblica e tanto più che contribuisca a combattere l'illegalità. Si tratta piuttosto di un omaggio a chi vuole evadere e/o eludere gli oneri contributivi. 
Invece di impegnarsi sul fronte del coordinamento delle attività ispettive, già previsto ma mai attuato, il Governo sta creando un'ulteriore struttura utile solo ad annullare ciò che ancora funziona. Il decreto approvato in esame preliminare dal Consiglio dei Ministri, in particolare dove prevede l'istituzione del ruolo ad esaurimento del personale ispettivo di INPS e INAIL, andrà a ledere in modo definitivo e irreversibile la professionalità dimostrata dal personale ispettivo dei due enti».
È quanto dichiara Davide Velardi, Segretario Confederale CISAL per il pubblico impiego, in merito al decreto legislativo sull'attività ispettiva.
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BONUS POLETTI: PER CAVALLARO IL DL 65/2015 CONTIENE 
GRAVE VULNUS DA RIMUOVERE IMMEDIATAMENTE

Roma, 12 giugno 2015 – «Le misure adottate dal Governo con il decreto legge 65/2015 in tema di rivalutazione automatica delle pensioni costituiscono un vero e proprio vulnus ai principi di diritto sanciti dalla Costituzione e non a caso ribaditi dalla sentenza della Consulta», afferma Francesco Cavallaro, Segretario Generale della  CISAL.
«Il blocco della perequazione 2012 – 2013  va interamente rimosso con contestuale applicazione della normativa previgente» precisa Cavallaro. «Una volta chiesto scusa ai pensionati - conclude il Segretario - e quantificati i costi, che andrebbero più correttamente definiti veri e propri crediti da loro maturati, Governo e Parlamento dovrebbero concordare tempi e modalità per una graduale restituzione del dovuto per i due anni di blocco e, per effetto del “trascinamento”, per gli anni successivi».
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PUBBLICO IMPIEGO: L’AVVOCATURA VA CONTRO LA COSTITUZIONE E LA CEDU

Roma, 5 giugno 2015 – «Nell’udienza del prossimo 23 giugno, auspichiamo che la Corte Costituzionale non tenga conto dell’invito dell’Avvocatura dello Stato in merito al presunto impatto economico che l’eventuale rimozione del blocco dei contratti pubblici avrebbe sulla contabilità nazionale. Il richiamo, fuorviante e lacunoso, al pareggio di bilancio previsto dall’articolo 81 della Costituzione, trascura ad esempio l’art. 36 della stessa Carta costituzionale, ove si statuisce che il lavoratore ha diritto a una retribuzione proporzionata alla quantità e qualità del suo lavoro. Proporzione evidentemente non rispettata dal 2010».  
Lo ha dichiarato Davide Velardi, Segretario Confederale CISAL per il pubblico impiego, autore, con la FIALP CISAL, del ricorso contro il blocco dei contratti poi sfociato nella questione di costituzionalità. 
«La posizione dell’Avvocatura - aggiunge Velardi - anche a prescindere dalla conformità al precetto costituzionale, viola comunque i diritti fondamentali dei lavoratori, come tutelati dalla Convenzione europea dei diritti dell’uomo (in particolare, Protocollo N. 1, art.1). Normativa di interposizione costituzionale di rango superiore alle norme della nostra Carta fondamentale».
«Il blocco pluriennale dei contratti del pubblico impiego - conclude Velardi - rappresenta una tassa occulta che i lavoratori pagheranno ben oltre la “fase avversa del ciclo economico”, in quanto, oltre a costituire oggi un poderoso contributo alla recessione, in futuro avrà ripercussioni anche sul loro trattamento previdenziale. Quindi, una tassa per tutta la vita!». 
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