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MyArt Film Festival
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FESTIVAL INTERNAZIONALE DEL CINEMA INDIPENDENTE
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Il documentario di Cristina Mantis, la regista calabrese che ha vinto il premio “Rai Cinema” nell’ambito del festival internazionale Visioni dal Mondo sarà al centro di una degli eventi “fuori concorso” del Film Festival che si svolgerà a Cosenza dal 28 al 30 aprile prossimi.

Il documentario della regista calabrese – coprodotto dalla Lago Film di Cosenza (realizzato dalla Solaria Film e distribuito dalla Movimento Film) – racconta il sogno di redenzione che Cissoko Aboubacar, il protagonista africano, invoca per la sua gente e la sua terra.

Cissoko è un profugo di guerra che arriva in Italia provando in prima persona l’estrema precarietà di coloro che fuggono verso l’Europa con il miraggio di una vita migliore. La voglia di contribuire alla riscossa della sua gente lo spinge a filmare con una piccola telecamera i risvolti poco allettanti di un mondo occidentale in crisi dove spesso le condizioni dei suoi fratelli sono drammaticamente vicine alla schiavitù. Il suo ritorno in Africa, in Guinea, per proiettare le immagini nelle scuole e nei villaggi, sarà un costante invito alla cessazione dei conflitti interni e all’affrancamento di se stessi e della propria terra.


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In occasione degli ottanta anni dalla sua morte, all’intellettuale comunista, Antonio Gramsci, sarà dedicato un approfondimento nell’ambito degli eventi “fuori sala” del MYArt Film Festival. A partire dal docufilm di Emiliano Barbucci (RamFilm, con Peppino Mazzotta, e la fotografia di Daniele Ciprì).

All’inizio del 1900 ad Ustica, emarginata isola a nord di Palermo, l’arrivo del vaporetto era un evento che richiamava al molo gli isolani incuriositi dalle novità in arrivo dal “continente”. Dal 1926 il battello a vapore però cominciò a portare anche uomini in catene.

L’isola di Ustica venne destinata ad accogliere oltre che i coatti criminali anche i confinati politici, inviati lì per non nuocere al regime fascista.

Il documentario analizza attraverso i racconti diretti e tramandati la memoria della figura di Antonio Gramsci, intellettuale comunista deputato al Parlamento Italiano, Confinato ad Ustica nel dicembre del 1926 dal Regime Fascista. Gramsci rimase nell’isola 44 giorni.
Ad Ustica Gramsci ritrovò il “suo” Sud, prima di essere tradotto nel carcere di San Vittore.

Il documentario si focalizza sulla Scuola dei Confinati Politici costituita sull’isola proprio da Gramsci nel brevissimo periodo del suo soggiorno.

La scuola, che era aperta a tutti, servì anche ad arginare l’analfabetismo, coinvolgendo cittadini di ogni età e stato sociale. Di quella scuola e di Gramsci oggi molti usticesi hanno ancora ricordo, ed è per l’isola di Ustica uno dei fondamenti della loro memoria storica.
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“The Young Pope – a Tale of Filmmaking” di Fabio Mollo sarà al centro di un evento speciale organizzato nell’ambito della tre giorni di proiezioni e incontri del MYArt Film Festival, che si svolgerà a Cosenza dal 28 al 30 aprile prossimi.

Con il suo documentario, il regista di Reggio Calabria – che in questi giorni è nelle sale cinematografiche anche con il suo secondo lungometraggio “Il Padre d’Italia” (Good Films, con Isabella Ragonese e Luca Marinelli) – mostra il “dietro le quinte” della serie di grande successo firmata dal regista premio Oscar Paolo Sorrentino – andato in onda la scorsa stagione su Sky Atlantic – che racconta la storia di Lenny Belardo, Pio XIII, primo ipotetico Papa americano.

Il regista calabrese ha seguito la realizzazione della serie da dieci puntate e ha potuto documentare il lavoro di un cast d’eccellenza, con Jude Law, Diane Keaton, Silvio Orlando, Scott Shepherd, Cécile de France, Javier Cámara, Ludivine Sagnier, Toni Bertorelli, James Cromwell.

Il documentario di Fabio Mollo è stato finalista ai Nastri d’Argento 2017.
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Il MYArt Film Festival dedicherà un evento speciale al nuovo documentario di Gianfranco Pannone, prodotto dall’Istituto Luce. Il film è un viaggio lungo un secolo nella devozione religiosa popolare italiana, nel quale il regista di Latina tiene insieme “Santi antichi e più recenti, madonne bianche e nere, processioni devozionali…, sono espressioni di un bisogno di sacro in apparenza molto lontano da noi, ma che così lontano non è”.

Ancora oggi, specie nel Sud Italia, ma con “isole” anche al Nord, la fede popolare è un fatto concreto, che trova la massima espressione nel canto, nella musica. E i suoni proposti in questo film da Ambrogio Sparagna ne sono una chiara testimonianza. Il prezioso repertorio dell’Archivio Luce, composto di documentari e cinegiornali d’epoca, asseconda questo viaggio nel mondo della religione popolare, che Gianfranco Pannone, con sguardo laico, rimescola in un percorso emozionale tra passato e presente. Le immagini religiose di oggi assumono un posto di rilievo in quest’epoca che non sembra più anelare al sacro, ma di cui nel profondo tanta gente sente ancora il bisogno, in Veneto come in Sicilia, nel Lazio come in Puglia. E le voci di alcuni intellettuali sono lì a ricordarcelo: da Silone a Pasolini, da Rocco Scotellaro a Mario Soldati, fino a Gramsci.

In occasione del MYArt Film Festival, a Gianfranco Pannone sarà anche conferito – in un’anteprima dell’undicesima edizione – il Premio Mario Gallo 2017, il riconoscimento che ogni anno la Cineteca della Calabria (col il sostegno del MIBACT) assegna a personaggi di spicco del cinema italiano e internazionale.


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Più spazio ai documentari brevi, premiati in una sezione ad hoc
Abolita la sezione dedicata agli Spot Sociali: il premio Migrantes da 500 euro ai docu-corti.

Il MYArt Film Festival ha ritenuto di abolire la sezione di concorso dedicata agli spot sociali poiché non è stato raggiunto un numero idoneo di lavori da sottoporre alla giuria. Molti degli spot iscritti, sebbene di buona qualità tecnica e artistica, si sono comunque dimostrati fuori tema.
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