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ROBERTO RUSSO
Si sedes non is Festina lente
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Dal produrre e vendere per al produrre e vendere con

I Paesi in crescita non vogliono più dipendere dall’importazione di tecnologie dall’estero, e dicono: chi non condivide il processo di localizzazione non avrà più vantaggi qui.
Tedeschi, cinesi, francesi e giapponesi sono stati i primi a capirlo, con grande pragmatismo: arrivano e si organizzano, piuttosto che perdere quote di mercato portano competenze e tecnologie, affidando al partner del Paese il contributo industriale,commerciale, finanziario. È lui l' elemento di valore aggiunto.
Non vinci una trattativa, dicendo solo “faccio il prezzo più basso”, ma con un’offerta nel miglior interesse occupazionale, in termini di investimenti che ci si impegna a fare con produttori locali, dando al cliente la garanzia di acquistare macchinari e prodotti locali.
Per questo non basta più la vecchia ideologia “vendo ed esporto”, ma servono analisi approfondite del mercato di sbocco nelle varie regioni, dei piani di investimento delle aziende, le loro priorità.
Per le imprese la migliore soluzione è crescere insieme con le controparti dei Paesi d'interesse.
Si deve quindi passare dal produrre e vendere per al produrre e vendere con.
Facciamo bene attenzione quando si parla di produrre si intende con le migliori e innovative tecnologie presenti sul mercato.
Questo comporta alcuni effetti collaterali:
necessità di imparare ad insegnare, attraverso l'insegnamento si costruiscono rapporti strategici con i nostri partner esteri;



necessità di lavorare in rete ossia di concepire l'azienda come un sistema policentrico con un nucleo centrale di alte competenze di ricerca e sviluppo e dei poli decentrati di produzione e commercializzazione nei mercati d'interesse;
- necessità di grandi doti di coordinamento e di gestire per gli altri, con gli altri e attraverso gli altri
possibilità di una politica fiscale e finanziaria situazionale e flessibile idonea a recepire le opportunità offerte dai vari mercati;
-possibilità di potere usufruire di competenze in un bacino ampio;
possibilità di unire importanti competenze e flessibilità con costi ;
Questi effetti rappresentano comunque una crescita per chi coglie la necessità, se si vuole continuare ad avere un ruolo, di passare da semplici venditori a partner.


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Dal produrre e vendere per al produrre e vendere con

I Paesi in crescita non vogliono più dipendere dall’importazione di tecnologie dall’estero, e dicono: chi non condivide il processo di localizzazione non avrà più vantaggi qui.
Tedeschi, cinesi, francesi e giapponesi sono stati i primi a capirlo, con grande pragmatismo: arrivano e si organizzano, piuttosto che perdere quote di mercato portano competenze e tecnologie, affidando al partner del Paese il contributo industriale,commerciale, finanziario. È lui l' elemento di valore aggiunto.
Non vinci una trattativa, dicendo solo “faccio il prezzo più basso”, ma con un’offerta nel miglior interesse occupazionale, in termini di investimenti che ci si impegna a fare con produttori locali, dando al cliente la garanzia di acquistare macchinari e prodotti locali.
Per questo non basta più la vecchia ideologia “vendo ed esporto”, ma servono analisi approfondite del mercato di sbocco nelle varie regioni, dei piani di investimento delle aziende, le loro priorità.
Per le imprese la migliore soluzione è crescere insieme con le controparti dei Paesi d'interesse.
Si deve quindi passare dal produrre e vendere per al produrre e vendere con.
Facciamo bene attenzione quando si parla di produrre si intende con le migliori e innovative tecnologie presenti sul mercato.
Questo comporta alcuni effetti collaterali:
-necessità di imparare ad insegnare, attraverso l'insegnamento si costruiscono rapporti strategici con i nostri partner esteri;



- necessità di lavorare in rete ossia di concepire l'azienda come un sistema policentrico con un nucleo centrale di alte competenze di ricerca e sviluppo e dei poli decentrati di produzione e commercializzazione nei mercati d'interesse;
- necessità di grandi doti di coordinamento e di gestire per gli altri, con gli altri e attraverso gli altri
-possibilità di una politica fiscale e finanziaria situazionale e flessibile idonea a recepire le opportunità offerte dai vari mercati;
-possibilità di potere usufruire di competenze in un bacino ampio;
- possibilità di unire importanti competenze e flessibilità con costi ;
Questi effetti rappresentano comunque una crescita per chi coglie la necessità, se si vuole continuare ad avere un ruolo, di passare da semplici venditori a partner.


Dal produrre e vendere per al produrre e vendere con

I Paesi in crescita non vogliono più dipendere dall’importazione di tecnologie dall’estero, e dicono: chi non condivide il processo di localizzazione non avrà più vantaggi qui.
Tedeschi, cinesi, francesi e giapponesi sono stati i primi a capirlo, con grande pragmatismo: arrivano e si organizzano, piuttosto che perdere quote di mercato portano competenze e tecnologie, affidando al partner del Paese il contributo industriale,commerciale, finanziario. È lui l' elemento di valore aggiunto.
Non vinci una trattativa, dicendo solo “faccio il prezzo più basso”, ma con un’offerta nel miglior interesse occupazionale, in termini di investimenti che ci si impegna a fare con produttori locali, dando al cliente la garanzia di acquistare macchinari e prodotti locali.
Per questo non basta più la vecchia ideologia “vendo ed esporto”, ma servono analisi approfondite del mercato di sbocco nelle varie regioni, dei piani di investimento delle aziende, le loro priorità.
Per le imprese la migliore soluzione è crescere insieme con le controparti dei Paesi d'interesse.
Si deve quindi passare dal produrre e vendere per al produrre e vendere con.
Facciamo bene attenzione quando si parla di produrre si intende con le migliori e innovative tecnologie presenti sul mercato.
Questo comporta alcuni effetti collaterali:
-necessità di imparare ad insegnare, attraverso l'insegnamento si costruiscono rapporti strategici con i nostri partner esteri;



- necessità di lavorare in rete ossia di concepire l'azienda come un sistema policentrico con un nucleo centrale di alte competenze di ricerca e sviluppo e dei poli decentrati di produzione e commercializzazione nei mercati d'interesse;
- necessità di grandi doti di coordinamento e di gestire per gli altri, con gli altri e attraverso gli altri
-possibilità di una politica fiscale e finanziaria situazionale e flessibile idonea a recepire le opportunità offerte dai vari mercati;
-possibilità di potere usufruire di competenze in un bacino ampio;
- possibilità di unire importanti competenze e flessibilità con costi ;
Questi effetti rappresentano comunque una crescita per chi coglie la necessità, se si vuole continuare ad avere un ruolo, di passare da semplici venditori a partner.


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