Profile cover photo
Profile photo
www.micheldecerteau.eu
5 followers -
Da un piccolo gruppo di studio al desiderio di condividere con tanti la nostra ricerca
Da un piccolo gruppo di studio al desiderio di condividere con tanti la nostra ricerca

5 followers
About
Posts

Post has attachment
Esce per Mimesis la ricerca su Certeau e le glossolalie di Lucia Amara

Post has attachment
Per conoscere la vita di Michel de Certeau

Post has attachment

In lutto per Parigi
L’immenso odio cieco che ha provocato le uccisioni atroci di tanti uomini e donne a Parigi nella notte del 13 novembre 2015 nasce da un’altrettanto abnorme cecità nei confronti di tutto ciò che appare differente rispetto a una monolitica e omogenea visione di umano in quanto identico. Vogliamo commemorare quelle morti riportando alcune frasi scritte da Michel de Certeau per esaltare le differenze.

“Ciò che è differente ci minaccia. Perciò facciamo di tutto per cancellarne le tracce. Gli altri, la morte, Dio: tutto ciò che designa una rottura dev’essere sfumato. Per essere identici a noi stessi, ci è necessario ricondurre a noi e ridurre a somiglianza ogni dissomiglianza.
Reazioni a catena tendono a camuffare l’alterità man mano che questa emerge nel campo dell’esperienza.
Alle rimozioni che escludono dalla comunicazione le tensioni tra uomini o all’interno dell’uomo (e che, per ciò stesso, scalzano il fondamento di ogni riconoscimento reciproco), all’immediatismo che sollecita la riconciliazione ma rifiuta di accettarne le condizioni e i rischi, alle concordie a basso prezzo che, eludendo le difficoltà, non si accontentano di annullare la fede ma la annacquano in buoni sentimenti, bisogna opporre risolutamente un’apologia della differenza.”

“L’omogeneità è sempre e soltanto un’utopia. […] Certo, là dove non c’è unione, la differenza è inerte; essa non è più il fermento del senso. Ma l’unione diventa sterile e insignificante, se non rinasce più dalla differenza che la mette in questione.”
                       Da “Apologia della differenza” (1968)



“… ciascuno di noi non può vivere senza ciò che ignoriamo, senza un al-di-là di noi stessi che noi non conosciamo più, o non ancora, o che non conosceremo mai. Nell’itinerario o nell’incoerenza di ogni esperienza personale, ogni istante di verità – esperienza affettiva, delucidazione intellettuale, incontro con qualcuno – perderebbe il suo significato se non fosse ricollegato ad altri e in definitiva all’Altro. Non ha senso se non nella misura in cui è inconcepibile senza altri momenti, senza altri incontri.”  
                            Da “L’esperienza spirituale” (1970)

Post has attachment
Tappe di percorso
PhotoPhotoPhoto
05/11/15
3 Photos - View album

Post has attachment
Un caquetoir molto speciale...
Photo
Wait while more posts are being loaded