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Thierry Bignamini
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LA LETTERA CHE HO INVIATO AI QUATTRO CONSIGLIERI "CATTOLICI" DEL PD DOPO LA LORO ASTENSIONE SUL VOTO PER L'ISTITUZIONE DEL REGISTRO DELLE COPPIE DI FATTO

Cari consiglieri,

Per ogni cosa c'è il suo momento, il suo tempo per ogni faccenda sotto il cielo.

Per voi, che del cattolicesimo fate la vostra identità, queste parole dovrebbero essere familiari.

C’è stato un tempo per discutere il programma e un tempo per decidere se accettarlo o meno. Per chiedervi se i punti di quel programma fossero compatibili con la vostra coscienza. Quel tempo era prima delle elezioni.
Ieri era il tempo di rispettare gli impegni presi con i cittadini che hanno votato per voi, per il vostro partito, per la coalizione di cui fate parte, per il sindaco Giuliano Pisapia.
Non l’avete fatto. Vi siete astenuti su un provvedimento che era parte del programma che avete sottoscritto.

Oggi è il tempo per trarre le conseguenze delle vostre azioni. Con quella firma avete preso un impegno con i cittadini milanesi. In cambio di quell’impegno siete stati eletti in consiglio. Quell’impegno non l’avete rispettato. È giunto il momento di chiedersi se in quel consiglio ci potete restare o se non sarebbe più onesto intellettualmente rassegnare le dimissioni.

Proprio nel programma che avete firmato sta la differenza con tanti altri casi, il discrimine tra libertà di coscienza e non mantenimento di un impegno.
Il provvedimento di ieri non è arrivato al voto con – ad esempio – una proposta di iniziativa popolare, né con la firma di un consigliere di opposizione, né – ancora – con un’iniziativa individuale di qualche consigliere.
In tutti questi casi, pur in disaccordo con voi, avrei riconosciuto il vostro diritto a seguire la vostra coscienza e avrei, anzi, apprezzato la scelta di astenervi anziché votare contro e affossare il provvedimento.
Ma non è quello che è accaduto.
Sin dal giorno in cui avete scelto di candidarvi sapevate che questo provvedimento sarebbe stato discusso. Avete firmato un programma. Nessuno vi ha obbligati.  Avete voluto essere in quell’aula ed entrarci con un impegno chiaro nei confronti degli elettori. E l’avete scelto in piena coscienza. Eppure vi siete sentiti liberi di scegliere quali parti dell’impegno rispettare e quali tradire. 

Non chiedo a nessuno la vostra cacciata. Non sono uno stalinista che invoca la Siberia per i dissidenti. Chiedo a voi, alle vostre coscienze, una seria riflessione sul vostro operato presente e una decisione per il futuro. Rispettare gli impegni presi o riconoscere l’errore e tirarsi indietro.

Ogni azione sotto il cielo ha il suo tempo.
C’è un tempo per discutere, per mediare e per scontrarsi (come sta accadendo proprio nel vostro partito in questi giorni).
C’è un tempo per prendere impegni.
C’è un tempo per rispettarli o meno.
C’è un tempo per rendere conto, a voi stessi alle persone con cui vi siete impegnati delle vostre scelte.

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LA BATTAGLIA PER BRIGHTON CAPITOLO #5
Ci siamo! Oggi Noiseland live @ Live Forum (Assago).

Ed ecco il quinto capitolo de LA BATTAGLIA PER BRIGHTON
Qui i primi capitoli:
1 - https://plus.google.com/u/0/111969052126928118088/posts/7oH4rCjkT9C
2 - https://plus.google.com/u/0/111969052126928118088/posts/FnpWm4ECfEX
3 - https://plus.google.com/u/0/111969052126928118088/posts/FE3LUTNt4Zt
4 - https://plus.google.com/u/0/111969052126928118088/posts/G5DNpuquzwM

L'operazione Pedersonn ebbe luogo grazie, soprattutto, a Maddie.
Ho già detto che non mi sarebbe mai saltato di usarla come esca, ma Maddie fa la guardarobiera di un night, e non le fu difficile trovare una ballerina disposta ad adescare Pedersonn in un bar vicino al Presbyterian e a portarselo in una camera d'albergo.

La scelta cadde su Lindsay: una biondina abbastanza matta da non temere i gusti perversi del dottore, anzi, c'era il concreto rischio che si divertisse quella notte.

Non potei assistere all'approccio vero e proprio, ma non credo che Lindsay abbia dovuto faticare molto per farsi seguire nella stanza che avevamo affittato per lei nel piccolo albergo sulla 173 West.

Nascosto nell'armadio fui costretto ad assistere al campionario di depravazione e lussuria di quei due. In un'altra situazione pi può dire che sarebbero stati una coppia perfetta. Urla, gemiti, corsetti, tacchi appuntiti, corde, catene e perversioni di ogni sorta. E ad onor del vero non posso nemmeno dire che fossero tutte idee del dottore subite da Lindsay. Finalmente ne ebbero abbastanza e si lasciarono cadere esausti sul letto.

Quando si svegliò al mattino Pedersonn dovette chiedersi che diavolo fosse accaduto. Il vago odore di cloroformio, che ad un medico non poteva sfuggire, lasciava intuire che fosse stato narcotizzato prima di essere legato alla sedia su cui riprese i sensi. Ma perchè qualcuno avesse legato uno stimato primario davanti ad un ritratto di una biona con le gambe accavallate, beh, questo non avrebbe saputo dirlo.

Sai che non porto le mutandine. Non è così, Nick?
Brennan, Cristo! Possibile che tutte le volte che hai bisogno di me tu debba sempre legarmi da qualche parte?
Non lamentarti, Walt. Sei l'unico che per lo meno si diverte un po', prima di essere svegliato. E comunque la colpa è tua. Sei tu che ti rifiuti di incontrare in privato chiunque non porti il reggipetto.

Finalmente avevamo riunito la banda. Ora era necessario arrivare in tempo a questo strano concerto e convincere l'organizzatore a portarli in Inghilterra. I caporioni, i geniali agenti dell'MI6, quelli che in quegli anni Fleming stava descrivendo con fin troppa generosità, non erano nemmeno riusciti a trovare una scusa più credibile. Fortunatamente con noi c'erano un paio di persuasori specializzati dell'agenzia che avrebbero potuto aiutarci.
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