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Resort La casa dei fiori
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Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
I giardini panteschi sono costruzioni tipiche dell'isola di Pantelleria, edificate per proteggere le piante (spesso una soltanto) dai forti venti che spirano sull'isola in ogni stagione. Strutturalmente si tratta di recinti in pietra lavica murata a secco, quasi sempre a pianta circolare. La loro altezza può variare da uno ad oltre tre metri, in funzione della grandezza delle piante coltivate al loro interno (quasi sempre agrumi). La struttura, priva di copertura, ha un'unica stretta apertura per accedervi e piccole aperture secondarie alla base per consentire il passaggio di acqua piovana. La sommità del muro è, inoltre inclinata verso l'interno per catturare il maggior quantitativo di acqua possibile. Se le mura non permettono al vento di danneggiare i frutti, consentono invece di trattenere l'umidità notturna, creando all'interno del giardino un microclima assai più fresco ed umido dell'ambiente esterno circostante.


Il 12 settembre 2008 il Fondo Ambiente Italiano ha ricevuto in donazione un giardino pantesco dalla storica azienda vitinicola siciliana Donnafugata. Di pianta circolare (diametro esterno di 11 metri) il giardino è collocato in un anfiteatro naturale costituito da terrazze coltivate a vigneto, con piante centenarie di Zibibbo, nella contrada Khamma. Al suo interno è collocata una secolare pianta di arancio dolce “Portogallo”, antica varietà ricca di semi ma anche di succo zuccherino, che, sviluppandosi su più tronchi, occupa tutta l'area disponibile.
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A Pantelleria

…E lo sguardo spazia tra cielo, mare e terra. E il cuore si ubriaca di emozioni.
Vive l’intero ciclo naturale della natura che qui su questa isola è pregna di energia.
Come il nascente sole dall’orizzonte espande i suoi delicati bagliori di colori acquerellati, le membra si risvegliano dal sonno notturno ristoratore e si stirano, pronte per rianimarsi alle meraviglie di un nuovo giorno.
…E la mente che scruta i pensieri è sovrastata dal rumore del vento e ripulita dalle impurità dei ritmi cittadini.
 
Qui il silenzio è una giostra di suoni naturali.
L’aria sempre in movimento, il contatto epidermico continuo del vento che ti attraversa in ogni direzione, che ti dona nuova vita e ti sussurra nuovi pensieri.
E la notte, quando il nero sovrasta il panorama, puntella il cielo di miliardi di stelle, tutte incastonate e brillanti come un caldo e austero mantello che ti avvolge e ti rapisce per la bellezza.
 
Il mare infinito, accogliente e minaccioso nella sua liquidità, come per miracolo, lambisce ogni pezzo di roccia e sostiene questo lembo di terra che galleggia imperioso ed emerge maestoso con tutta la sua forza.
Un enorme agglomerato di crateri, un antico gruppo di vulcani che hanno imprigionato nelle attuali rocce tutta la potenza del fuoco.
Un arcobaleno di mille colori è racchiuso negli strati di ogni singola fetta di roccia e con esso millenni di storia e di popoli e di culture hanno calpestato ogni singola pietra.
 
E tutta l’energia del fuoco, del vento, dell’acqua, che hanno ingravidato queste rocce di forme di vita, si è trasferita nei frutti della terra che ricoprono l’isola.
E mentre raccogli il chicco d’uva dalla pianta che si è fatta strada tra le dure rocce del vulcano e l’assapori, senti nel gusto questo concentrato di energia del fuoco e del sole che hanno plasmato una qualità di frutto assolutamente speciale e unica.
Tutto è intenso, il rumore delle foglie, il colore dei fiori, il calore del sole, la durezza delle rocce, la liquidità del mare, la solidità della pietra, l’incatturabile forza del vento.
 
Vivi un turbinio di forti sensazioni che ti annientano, ti rinnovano, ti rinforzano.
Ti ricongiungi, nuovamente, anche se per un istante, alla tua vera natura primordiale, che è l’origine della vita.
Vieni rimescolato nell’Unità e restituito a nuovo individuo.
Hai l’opportunità di attingere dall’unica vera scuola di vita : sei solo con te stesso, ti misuri, ti rivesti da essere con le proprie esigenze di primaria necessità esistenziale, puramente fisiologiche, e poi tutto ciò che è mentale lo lasci purificare, vivificare, lo fai rinascere a nuova vita constatando che ha bisogno soltanto dell’essenziale e che il superfluo è solo un contorno piacevole e se vissuto nell’eccesso ti fa cadere nell’oblio di ciò che veramente siamo.
 
Qui senti come la forza dell’uomo si adatta e collabora con la forza della natura, c’è conoscenza,adattamento, tolleranza per le caratteristiche dell’isola.
C’è amore istintivo per la propria terra e senso di protezione ma anche nostalgia di conquista di nuovi lidi. …Ti senti piccolo e dominatore...
Un puntino collocato nel Mediterraneo e grande, allo stesso tempo, mentre scruti all’orizzonte, lontano dal resto del mondo. Protetto e indifeso.
… E tocchi con mano il tuo centro, che è fisicamente, la stabilità del tuo corpo, ma che potrei definirlo come il tuo punto di equilibrio con tutto ciò che ti circonda… .
Meravigliosa Pantelleria!!
 
Marisa
27 agosto-10 settembre 2011
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Tipico giardino Pantesco. all'interno un albero di limone o di arancio!
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