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Andrea Robotti
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Imprenditore nel settore della ventilazione e della climatizzazione
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Mi sono iscritto a questo portale e mi sembra molto più serio di molti altri che offrono sconti (...e non faccio nomi!).

Almeno qui il prezzo massimo per quello che desideri lo proponi tu e sono i fornitori a doversi mettere in gioco.

Provatelo!

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Al momento, la valutazione del rischio ai sensi del Regolamento Sanitario Internazionale da parte dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, considera la diffusione di virus Zika, e l’aumento di casi di microcefalia osservati in alcuni dei Paesi in cui sono in corso epidemie di tale malattia, un rischio per la sanità pubblica internazionale (Public Health Risk), e non un’emergenza di sanità pubblica di rilevanza internazionale (Public Health Emergency of International Concern - PHEIC), anche se i modelli previsionali indicano la possibilità della diffusione della trasmissione del virus Zika a gran parte del continente Americano.
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Questo è il post (spettacolare) di un collega ignoto. 

Un bambino, apparentemente sano, si vaccina. Il giorno dopo ha una crisi convulsiva, e a successivi controlli si dimostra che il bimbo è epilettico. I genitori, comprensibilmente, pensano che sia stato il vaccino a farlo diventare epilettico.
La scienza medica, invece, parte da questa osservazione per farsi la vera domanda: l’epilessia è stata causata dal vaccino o si tratta di una semplice coincidenza, che si sarebbe potuta verificare anche con l’onomastico ed il compleanno?. Come si fa? Per rispondere a questa domanda non basta il buon senso della mamma, ci vuole il metodo scientifico.
Prima di tutto si va ad osservare l’incidenza della epilessia tra i bambini vaccinati e quelli non vaccinati: se il vaccino è una causa, si troveranno più epilettici tra i vaccinati. La percentuale è identica quindi il vaccino non è la causa.
Poi, perché non si sa mai, va a controllare se tra gli epilettici c’è un numero maggiore di vaccinati rispetto ai non epilettici: se la vaccinazione è causa, troveremo più vaccinati tra gli epilettici. La percentuale è identica, anche questo dimostra che il vaccino non è la causa.
Già qui ci si potrebbe fermare, ma i medici che sono molto testardi e diffidenti continuano. Cominciano a seguire i bimbi che hanno avuto il primo episodio convulsivo dopo il vaccino e quelli che l’hanno avuto in altra data per vedere se la malattia insorta dopo il vaccino decorre in maniera più grave: evoluzione identica. Controllano se le vaccinazioni aggravano la preesistente epilessia: anche in questo caso il vaccino non fa nulla.
Già basterebbe, ma il realtà la medicina va avanti, perché come diceva Goethe il sapere è come una sfera che aumentando aumenta il suo contatto con l’infinito.
Infatti, mentre qualche tempo fa non si aveva la minima idea di cosa causasse l’epilessia nei bambini, studi molto sofisticati che si avvalgono delle nuove mirabolanti tecniche di sequenziamento del DNA hanno dimostrato che l’epilessia nei bambini non viene a caso (o per volontà degli dei come si credeva un tempo, chiamandola “il mal caduto”), ma è causata da specifiche alterazioni genetiche.
Ecco che a degli olandesi – che si occupano da sempre di epilessia nei bambini e quindi ne fanno una questione di vita o di morte- viene l’idea: vanno - pensate - a ripescare i nomi di tutti i bambini che hanno avuto delle crisi convulsive proprio dopo il vaccino (990 negli anni dal 1997 al 2006 su alcuni milioni di vaccinati). La grandisima parte di queste crisi passa spontaneamente e senza conseguenze e si risolve solo con una gran paura (come accade per le convulsioni febbrili nei bambini) ma in 26 casi questa crisi convulsiva è stata l’inizio di una sindrome epilettica. Gli inarrestabili olandesi sono andati a ricercare ad uno ad uno quei 26 bambini (alcuni già ragazzi) ai quali era poi stata diagnosticata una sindrome epilettica e una volta trovati 23 di questi 26, sono andati a controllare se nel loro genoma erano presenti quelle alterazioni che ora si sa essere la causa dell’epilessia nei bimbi.
Indovinate un poco? Quasi tutti i bambini che hanno sviluppato l’epilessia avevano proprio questi difettti, e il vaccino non ha avuto altro ruolo che quello di svelare una malattia preesistente, e non di causarla, perché naturalmente queste alterazioni erano presenti dalla nascita, e non possono essere state indotte dalla vaccinazione (spieghiamolo perché non si sa mai).
Insomma, è come se una persona stonata si mette a cantare: fino a quando canta non sappiamo che sia stonata, ma a nessuno verrebbe in mente di dire che la canzone che ha cantato l’ha fatto diventare stonato!
Con il vaccino accade la stessa identica cosa: un bambino ha dei difetti genetici o congeniti che causano l’epilessia, e il vaccino semplicemente la svela. Ma non ne costituisce la causa. Immaginate una crepa nel muro, il vaccino è la luce che ve la mostra. Ma, vaccino o no, di lì a poco ve ne sareste accorti.
Per chiarezza aggiungo, come scritto sopra, che il vaccino non ha alcun ruolo nel suscitare o nell'aggravare la malattia, che si sarebbe comunque presentata.
Tutto questo non è scontato, come vedete. Ci vuole rigore e non basta il buon senso di una mamma – che vede l’epilessia cominciare dopo il vaccino e trae ovvie conclusioni (più preoccupante se queste conclusioni le trae un giudice) - e neanche “l’esperienza personale” che i medici antivaccinisti in continuazione tirano fuori.
Ci vogliono anni di lavoro, esperimenti complicatissimi, studi in doppio cieco. Però alla fine di tutto invece di vaghe ed inutili falsità come “nella mia esperienza l’epilessia è causata dalla vaccinazione” c’è una spiegazione, una verità scientifica, che illustra come i vaccini non causino in alcun modo l’epilessia.
Una mamma terrorizzata non può fare questi ragionamenti. Ma un pediatra preparato dovrebbe studiare e conoscere questa letteratura e fare il discorso che ho fatto io ai genitori .
E soprattutto un giornalista (siamo alle solite, caro Giovanni!) che sa fare il suo dovere, subito dopo avere riportato il terribile grido di dolore dei genitori, dovrebbe avere la correttezza professionale di informarsi, sentire qualcuno che se ne intende e scrivere quello che sto scrivendo io, per evitare che altri genitori, ingannati dalla notizia riportata in maniera a mio giudizio non corretta, facciano la sbagliatissima scelta di non vaccinare i figli per la paura di un pericolo che in realtà è assolutamente inesistente
Davanti ai fenomeni del mondo bisogna ragionare: perché il giudizio è difficile e l’esperienza inganna (lo diceva Ippocrate).
Ma soprattutto perché il sonno della ragione genera i mostri. E questo l’ha detto Goya, che mi pare non fosse proprio un medico.
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Curr Opin Neurol. 2007 Apr;20(2):181-7.Vaccination, seizures and 'vaccine damage'.
Neurology. 2015 Aug 18;85(7):596-603. Effect of vaccinations on seizure risk and disease course in Dravet syndrome.
Vaccine. 2014 Nov 12;32(48):6408-14. Inpatient admission for febrile seizure and subsequent outcomes do not differ in children with vaccine-associated versus non-vaccine associated febrile seizures.
Pediatrics. 2014 Oct;134(4):658-66. Etiologies for seizures around the time of vaccination.
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Al via la Cattedra di Umanità: formerà medici capaci di ascoltare.

Formare una nuova generazione di medici e oncologi capaci di ascoltare e relazionarsi con il paziente, oltre a diagnosticare le malattie. E’ questa l’ambizione della prima Cattedra di Umanità che ha debuttato la settimana scorsa all’Istituto nazionale tumori di Milano, da febbraio polo dell’università degli Studi del capoluogo lombardo. L’università Statale — ricorda l’ateneo — sta lavorando da tempo a una nuova dimensione del rapporto medico-paziente, che superi il tradizionale modello paternalista mettendo al centro le specificità della persona malata, consentendogli di vivere attivamente e con consapevolezza il percorso di cura, e non a esserne semplice ‘oggetto’. Dal Patto con i pazienti siglato dal rettore Gianluca Vago un anno fa, fino all’introduzione di nuovi elementi nella formazione degli 8 mila futuri medici e operatori sanitari che studiano in Statale, all’istituzione del Dipo, il più grande polo oncologico universitario italiano. 

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Prima si parlava tanto sulla sindrome di Guillain-Barré, poi sulle morti improvvise e oggi dei cluster di narcolettici scoprendo il tema solo ora. Ormai è noto: in autunno cadono le foglie, si mangiano le castagne e si cerca visibilità parlando di vaccino contro l’influenza.
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sa
Tumori: all'Italia il primato di guarigioni in Europa.

Oncologi Aiom, +18% uomini e +10% donne guariti in 17 anni.

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Allergici e ipersensibili tra immaginazione e realtà. Come uscirne? 
Con un po' di buon senso e degli esami veramente seri si può...
Allergie alimentari: ogni anno in Italia si fanno quattro milioni di test inutili.

La denuncia degli allergologi: esami senza valenza scientifica danno risultati positivi 9 volte su 10.
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