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Castelli e Dimore Storiche®
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Siamo creatori di una rete che mette in circolo luoghi unici
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Come potete vedere, siamo sempre alla ricerca di nuove location straordinarie da poter inserire nel nostro portfolio delle dimore storiche.
Sono strutture poco conosciute, che hanno tutte le caratteristiche tecniche e di comfort per organizzare al loro interno eventi aziendali, meeting o congressi.
Se volete organizzare un’evento straordinario, diverso dagli altri, non esitate a contattare #Castelliedimorestoriche
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11/06/18
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Lo straordinario Museo dei Vigili del Fuoco di Mantova. Valorizziamo anche queste sedi fuori dai classici circuiti.
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28/05/18
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Il magnifico cortile del Palazzo Pretorio di Viterbo valorizzato dalla mostra di piante e fiori.
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LE DIMORE STORICHE ITALIANE: TRA DIFFICOLTA’ E CORAGGIO.

Il privilegio di abitare luoghi straordinari si paga a caro prezzo: la manutenzione solo attraverso fornitori specializzati, il divieto di frazionamenti e modifiche per aumentarne la redditività, i grandi vani con una bassa efficienza energetica. Nel nostro Paese non possiamo ignorare il valore immenso che queste dimore rappresentano per tutti noi e la fatica ed il coraggio di chi, prima che proprietario, ne è responsabile ed amorevole custode. Organizzare meeting, convegni, presentazioni alla stampa e visite culturali in queste strutture ha lo scopo prioritario di contribuire al mantenimento ed al restauro del patrimonio culturale ed immobiliare italiano. Non dobbiamo dimenticarlo.
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Dimore storiche:
L’incontro tra sostenibilità e conservazione

“Restaurare un immobile storico in chiave energetica significa diminuire i consumi e tutelare l’ambiente. Significa anche contribuire alla conservazione e alla valorizzazione del patrimonio culturale nazionale”, sottolinea la Responsabile Gruppo Giovani A.D.S.I. Lazio, Anna d’Amelio Carbone.
 

Sono state le parole pronunciate durante il convegno, “Edifici Storici. Restauro e Risparmio Energetico: Nuove Tecnologie per Nuove Prospettive”, organizzato da ADSI, Associazione Dimore Storiche Italiane Sezione Lazio Giovani a Roma, in cui si era discussa la tematica del restauro sostenibile.
Entro l’anno 2020 gli edifici di nuova costruzione dovranno essere ad energia quasi zero: è una sfida impegnativa per un Paese come l’Italia estremamente ricco di Palazzi, Ville, Castelli, Conventi e Dimore Storiche, disseminati su tutto il territorio.
Il tema in questo momento è di anticipare l’obiettivo di due anni, spingendo fin d’ora i proprietari degli immobili verso un restauro sostenibile che possa assicurare l’autosufficienza energetica azzerando le emissioni.


Allo scopo di individuare un efficace punto d’incontro tra sostenibilità e conservazione e per garantire la tutela del patrimonio storico, abbattendo nello stesso tempo i consumi energetici, si sono incontrati gli architetti, i proprietari delle dimore storiche, gli ingegneri ed i tecnici del settore energetico.
É nato un documento che afferma la necessità di un restauro sostenibile in chiave energetica e conservativa, con attenzione alle specificità edilizie.
In particolare sono stati suggeriti: profili snelli per finestre e porte, materiali come il corten e l’ottone, ben adatti alle caratteristiche estetiche dei palazzi storici, ma nello stesso tempo utili per l’ottimizzazione delle prestazioni energetiche degli edifici.
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L’Italia potrebbe creare un proprio logo, identificativo dei siti e dei servizi che offre ed impegnarsi a diffondere nel mondo la conoscenza e l’affermazione di sé stessa, come una vera e propria azienda. Questo comporta un atteggiamento che al nostro Stato manca: la cura costante della propria immagine e della propria reputazione all’estero. La creazione di un brand, con tutte le implicazioni economiche e sociali positive che implicherebbe, potrebbe essere uno stimolo per noi come popolo e per chi ci governa a praticare atteggiamenti di positivo orgoglio nazionale, che non deve sfociare nel nazionalismo, ma deve essere portatore di concreti valori e consapevolezze del magnifico contenitore che la nostra Italia rappresenta. Il mantenimento di una reputazione positiva, la creazione di un’immagine percepita all’esterno in maniera omogenea e distintiva, sarebbe il trampolino di lancio più efficace per il nostro Paese, generatore di profitto economico e di una sana dignità individuale e collettiva.
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Oggi più che mai, di fronte ai pericoli e alle sfide della globalizzazione, diventa importante aprirsi alla multiculturalità senza dimenticare i valori, la cultura, la storia, le tradizioni, che costruiscono l’identità personale di una nazione. L’Italia è piena di tutto questo e può essere portatrice di una identità molto forte, se comprende l’importanza di valorizzare la propria immagine, dando l’effettivo significato al patrimonio non solo culturale e patrimoniale, ma anche di creatività umana ed emozionale che contraddistingue il suo popolo. Il nostro Paese avrebbe tutti i presupposti per lavorare sul potenziamento della propria national branding al pari di una importante marca, considerandosi dunque come un vero e proprio brand di lusso, lavorando seriamente per valorizzare la propria crescita, la gestione organizzativa, la produttività e i rapporti sociali.
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IL SISTEMA DEL PAGAMENTO DELLE BOLLETTE E L'IMMAGINE DI UN PAESE.
Da qualche tempo è circolata la notizia che una parte degli oneri di sistema della bolletta elettrica non pagati dai clienti morosi saranno addebitati sulla bolletta di cittadini ed imprese virtuosi, nei cui confronti si viene ad attuare un comportamento discriminatorio. Gli oneri di sistema sono una voce di costo introdotta nelle bollette per finanziare specifici obiettivi di interesse generale, come ad esempio l'importo pagato da ogni singolo consumatore per finanziare la produzione di energia da fonti rinnovabili e il bonus sociale.Questo escamotage toglie ogni motivazione a trovare una soluzione organica al problema e a migliorare le prestazioni, perché costituisce una rapida via d’uscita all’urgenza dei mancati incassi da parte degli operatori del mercato dell’energia, che dovrebbero invece essere strutturati in modo tale da sostenere la morosità come un rischio di impresa e da prestare le dovute garanzie finanziarie. Arera ha già fatto sapere che per almeno un anno non accadrà nulla e che, quando il meccanismo partirà, gli aumenti saranno irrisori (si parla di circa 2 euro l’anno a consumatore).Tuttavia rimane la questione di principio: il fatto che i consumatori debbano subire un meccanismo poco corretto a discapito dei soliti furbetti, da l’immagine di un paese che non tutela la sua parte più virtuosa e sceglie vie di comodo senza affrontare soluzioni strutturali e definitive. E’ prima di tutto dalle piccole cose che si delinea l’immagine di uno Stato.

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Cosa pensate delle strategie di WhatsApp dedicate al mondo del business?
Il nuovo servizio di messaggistica per le aziende darà la possibilità di effettuare inserzioni pubblicitarie, sfruttando il fatto che Facebook è proprietario anche di WhatsApp. Un nuovo aggiornamento permetterà un incrocio con i profili di Facebook e i clienti saranno raggiunti dalle inserzioni delle aziende presenti su FB anche mediante WhatsApp. Quali le conseguenze sulla nostra privacy? Sarebbe importante capire se le aziende possano procurarsi in questo modo dati sensibili, in particolare foto e numero di cellulare, o peggio ancora visionare le conversazioni degli utenti.
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Lo strumento dell’art bonus, inaugurato dal Governo per favorire la ristrutturazione ed il recupero da parte di soggetti privati di opere d’arte, in sostituzione o ausilio rispetto all’intervento dello stato, manifesta a nostro parere ampi profili di miglioramento.
L’operazione è interessante soprattutto per le aziende, che possono scaricare quanto devoluto nell’arco di tre anni e nella misura del 65%.
Tuttavia, ad un più attento esame, emerge il limite della possibilità di investire nella ristrutturazione non più del 5 per mille dei ricavi annui dichiarati dal soggetto con reddito d’impresa che la realizza.
Conseguentemente, trattandosi di cifre sostanziose, solo una grande azienda, con alle spalle ricavi importanti, riesce a partecipare.
Da qui ci preme una considerazione: se lo scopo ultimo dell’Art Bonus è valorizzare e recuperare un patrimonio artistico e culturale immenso, troppo a lungo trascurato; se lo Stato non ha i mezzi per intervenire e deve necessariamente appoggiarsi al privato; se è vero che siamo chiamati tutti ad assumerci la responsabilità di questo patrimonio, allora ben venga l’apertura all’utilizzo di questa soluzione.
Anche una piccola o media azienda che desideri contribuire dovrebbe essere incentivata ad utilizzare l’Art Bonus, dimostrando la propria sensibilità e la propria italianità così spesso dimenticata.
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