Profile cover photo
Profile photo
Teatro della Cooperativa
148 followers -
Beati gli assetati di giustizia: saranno giustiziati! - Angelo Cecchelin
Beati gli assetati di giustizia: saranno giustiziati! - Angelo Cecchelin

148 followers
About
Communities and Collections
View all
Posts

Post has attachment
PRIMA NAZIONALE | testo e regia Renato Sarti | con Massimiliano Loizzi | scene Carlo Sala | musiche Carlo Boccadoro | foto Laila Pozzo | produzione Teatro della Cooperativa | Inserito in INVITO A TEATRO
“Ho nostalgia di quella guerra fatta di bombe e sangue e non di spot e canali, dove uno può dir di aver vissuto anche se muore!”
Un solo attore interpreta due ruoli: quello dell’infanticida Anghelos, segnata dalla follia che annulla il confine tra realtà e immaginazione, e del suo doppio, Filax, maniaco delle divise e dell’ordine che tenta inutilmente di rimettere a posto le tessere del mosaico della sua fantasia. Uno sdoppiamento di personalità in cui si condensano le lacerazioni più profonde di un Paese che dal dopoguerra a oggi ha cambiato completamente volto.
Il testo, segnalato nel 1991 al 41° Premio Riccione per il Teatro, viene per la prima volta messo in scena con la regia del suo autore, Renato Sarti, che ha scelto Massimiliano Loizzi come interprete di un personaggio ambiguo e folle, sdoppiato nelle sue componenti maschili e femminili, allo stesso tempo custode e paziente di un manicomio in cui il confine tra realtà e fantasia si perde.
Inizialmente sembra dipanarsi una storia tragica e sconvolgente che porta una donna, Angela Maria Benedetta Benelli, dalla nascita, e dalla perdita della madre in un rifugio antiaereo durante un bombardamento, ad una vita che, passo passo, la conduce alla follia. Ma, in un serrato e allucinante confronto tra la Narratrice (Anghelos) e il suo opposto alter ego (Filax), non soltanto viene “smontata” la protagonista ma la sua vita stessa. Una vita tutta “fantasia”. Un mondo che si è creata per colmare un tragico vuoto.
"Testo di grandissimo interesse, uno dei pochi della nostra costellazione drammaturgica attuale da non lasciarsi assolutamente sfuggire". Ettore Gaipa, prezioso e poliedrico collaboratore del Piccolo Teatro di Milano e di Giorgio Strehler
“Filax Anghelos mi sembra un dramma stimolante, di notevole dinamica teatrale e con un preciso linguaggio. Insomma l’ho molto apprezzato". Vittorio Gassman
Info e prenotazioni su http://bit.ly/2qrXHeo
Biglietti disponibili su http://bit.ly/2oXtT9q
Add a comment...

Post has attachment
dall'omonimo romanzo di Chiara Ingrao | con Laura Pozone | adattamento e regia Laura Pozone e Massimiliano Loizzi | coproduzione Teatro della Cooperativa e Aparte soc. coop. | Inserito in INVITO A TEATRO
“Operaia. Era bastata quella parola a farle crollare il mondo addosso.”
Francesca e Maria, due diciottenni cresciute insieme nello stesso cortile della periferia romana: una sogna un futuro da veterinaria, l’altra di continuare a studiare. Ma sono i padri, a decidere per loro: una studierà legge, l’altra andrà in fabbrica.
Siamo nel 1969, l’autunno caldo. Attraverso gli occhi di Francesca scopriamo la nuova vita di Maria e delle altre operaie, sempre in bilico tra il comico e il drammatico, tra il commovente e l’entusiasmante. Il cottimo, i marcatempo, gli scioperi, il consiglio di fabbrica. Sullo sfondo il turbinio dell’Italia che cambia, da Piazza Fontana alla legge sul divorzio, dallo Statuto dei lavoratori alle ribellioni in famiglia.
Maria, da timida e impacciata ragazzina che in fabbrica proprio non ci voleva stare, con quella puzza di pasta salda che ogni sera provava a cacciare via nel nuovo lusso del bagnoschiuma, si trasforma in “una tosta”, “una con le palle”; ma rischia così di perdere il suo amato Peppe.
Gli anni ’70, raccontati non attraverso lo stereotipo degli “anni di piombo”, ma indagando percorsi di libertà e di dignità che sfidano tuttora il nostro grigio presente.
Info e prenotazioni su http://bit.ly/2pwuNbX
Biglietti disponibili su http://bit.ly/2qrYFHt
Add a comment...

Post has attachment
| testi di Rémi De Vos | traduzione Luca Scarlini | con Ture Magro, Barbara Mazzi e Beppe Rosso | regia e drammaturgia Beppe Rosso | produzione ACTI Teatri Indipendenti con il sostegno del Sistema Teatro Torino e Provincia
Info e prenotazioni su http://bit.ly/2o3kqcr
Biglietti disponibili su http://bit.ly/2oUB9Ti
Tre attori di diversa generazione formano una “piccola società disoccupata” interpretando vari ruoli in un gioco cinico ed esilarante. Il conflitto generazionale è al centro dell’allestimento, quel disagio che intercorre tra giovani e anziani nel affrontare l’attuale trasformazione dell’uomo in rapporto al lavoro. Personaggi che si dibattono in una lotta senza esclusione di colpi per conservare o trovare lavoro, una lotta del tutti contro tutti, in cui non mancano slanci d’amore, ingenuità e momenti di grande illusione. È un mondo dove è evidente la fragilità individuale che di volta in volta si trasforma in astuzia o in follia solitaria. Astuzia e follia che sono anche strategie di sopravvivenza in una commedia contemporanea dove ogni scena apparentemente reale attraverso lo humour e il paradosso viene portata ad estreme conseguenze tragicomiche.
Il testo di Rémi De Vos propone un calembour di situazioni che toccano quasi tutti i ruoli che attualmente offre il mercato del lavoro: il precario, il disoccupato, il freelance, l’occupato a tempo indeterminato o l’occupato in via di licenziamento. Più situazioni legate da un filo rosso che nell’insieme ricostruiscono la “commedia” del mondo del lavoro in questa società postindustriale.
Rémi De Vos, autore francese, tra i maggiori degli ultimi decenni, acclamato da pubblico e critica in patria, ma ancor pressoché sconosciuto in Italia, ci fa entrare nel dramma con un linguaggio imprevedibile ed incalzante che scarta qualsiasi deriva retorica e rivela l’assurdo “indecifrabile” che stiamo attraversando. Una Piccola Società Disoccupata che riflette sul passato e sul futuro, su cosa avviene in una società centrata sul lavoro quando il lavoro viene a mancare. Dove porterà questa nuova rivoluzione, condurrà alla società della disoccupazione o a quella del tempo libero? Evidenti le diverse considerazioni e risposte che le generazioni ancora attive ne danno ed evidente è il conflitto strisciante che le contrappone. Immersi dentro un mondo in cui tutto è mercato, un vortice di mutazione sociale ed antropologica sempre più veloce dominato da formule matematiche, statistiche e ricerche di mercato.
Il teatro, mestiere antico e lento, può tentare di fermare un attimo questo vortice e riportare al centro l’uomo, le sue paure, le contraddizioni, le fragilità e i paradossi che incontra sulla strada del lavoro, trasformando la complessità del momento in puro gioco teatrale.
Add a comment...

Post has attachment
di e con Jacopo Bicocchi e Mattia Fabris | musiche Sandra Zoccolan | produzione ATIR Teatro Ringhiera | Inserito in INVITO A TEATRO
Info e prenotazioni su http://bit.ly/2nMzqP4
Biglietti disponibili su http://bit.ly/2ngqNei
Joe: «in vetta come al solito mi sentivo svuotato… e adesso? Un sogno si avvera ed eccoti al punto di partenza».
Simon: «ti fabbrichi un altro sogno: un po’ più difficile, un po’ più ambizioso, un po’ più… pericoloso».
Jacopo e Mattia sono due amici. Sono due attori. E sono due appassionati di montagna. Meglio: arrampicatori della domenica. Circa tre anni fa si sono imbattuti nell’incredibile storia vera degli alpinisti Joe Simpson e Simon Yates. È la storia di un sogno ambizioso, il loro: essere i primi al mondo a scalare il Siula Grande, attaccato dalla parete ovest. Ma è anche la storia di un amicizia, e della corda che, durante quella terribile impresa, lega questi due giovani ragazzi. La corda che mette la vita dell’uno nelle mani dell’altro. Come sempre avviene in montagna.
C’è dunque una cima da raggiungere. C’è la estenuante conquista della vetta. C’è la gioia dell’impresa riuscita. E infine, quando il peggio è passato, e la strada è ormai in discesa, c’è la vita, che fa lo sgambetto e c’è la morte, che strizza l’occhio: un terribile incidente in alta quota. Joe durante una banale manovra si rompe una gamba. Da quel momento in poi, tutto cambia. L’impresa diventa riuscire a tornare vivi: a 5.800 metri, la minima frattura si può trasformare in una condanna a morte, i due ragazzi ne sono consapevoli, ma nonostante le condizioni disperate tentano un’operazione di soccorso. Tutto sembra funzionare finché, proprio quando le difficoltà paiono superate, ecco che c’è un altro imprevisto, questa volta fatale: e c’è allora il gesto, quel gesto che nessun alpinista vorrebbe mai trovarsi obbligato a fare: Simon è costretto a tagliare la corda che lo lega al compagno. Un gesto che separa le loro sorti unite. Che ne (s)lega i destini per sempre. Quell’atto estremo però, in questo caso miracoloso, salverà la vita a entrambi: tutti e due riusciranno a tornare vivi al campo base. E a ritrovarsi insperatamente lì dopo quattro giorni. È la storia di un miracolo. Di un’avventura al di là dei limiti umani.
Ed è al contempo una metafora: delle relazioni, tutte, e dei legami. La montagna diventa la metafora del momento in cui la relazione è portata al limite estremo, in cui la verità prende forma, ti mette alle strette e ti costringe a “tagliare”, a fare quel gesto che sempre ci appare così violento e terribile, ma che invece, a volte, è l’unico gesto necessario alla vita di entrambi.
Add a comment...

Post has attachment
Added photos to 5 CENTIMETRI D'ARIA Storia di Cristina Mazzotti e dei figli rapiti.
Commenting is disabled for this post.

Post has attachment
con Lucia Marinsalta | regia Marco Rampoldi | produzione Piccolo Teatro di Milano – Teatro d’Europa
“L’altezza non consentiva alla prigioniera di mantenere la posizione eretta. La ragazza era tenuta al freddo e al buio. Inoltre l’aerazione della cella non poteva essere che deficitaria se la comunicazione con l’esterno avveniva mediante un tubo di plastica della sezione di 5 cm…”
Nel 1972 nel nord Italia la parola mafia evoca più un film di grande successo che una minaccia incombente, molto più vicina di quanto si immagini. Il sequestro di Pietro Torrielli Jr, vigevanese, figlio di una famiglia legata all’industria della calzatura, segna l’inizio di una tragica sequenza di rapimenti prevalentemente di giovani, operati dalla criminalità organizzata in Lombardia.
Così, in silenzio, dalla defilata provincia ha inizio una storia di violenze; di esorbitanti richieste di riscatto, soldi che servono alle organizzazioni mafiose per finanziare il nascente traffico di stupefacenti; di condizioni di sopravvivenza sempre più bestiali, mano a mano che a Cosa Nostra si sostituisce la ’ndrangheta. La società civile, scossa dall’escalation del terrorismo e dei suoi rapimenti “illustri”, si rende conto con troppa lentezza della portata del fenomeno.
Le vittime, prima, sono cognomi conosciuti (in molti casi tutt’oggi): Alemagna, Perfetti, Rancilio… poi, diventano solo cose, merci di scambio, e spesso non tornano più a casa. Come Cristina Mazzotti, diciotto anni. Muore la sera del pagamento del riscatto, il suo corpo viene abbandonato in una discarica. 5 centimetri d’aria racconta questa tragica stagione, concentrandosi sulla vicenda di “Cricri”, che, come tante altre di queste vittime, prima è stata lasciata sola, poi cantata solo dal silenzio.
un progetto di Nando Dalla Chiesa e Marco Rampoldi | drammaturgia Paola Ornati e Marco Rampoldi | su testi e ricerche di Thomas Aureliani, Arianna Bianchi, Eleonora di Pilato, Pierpaolo Farina, Francesca Festa, Marco Fortunato, Filippo Franceschi, Martina Greco, Roberto Nicolini, Chiara Sanvito, Arianna Zottarel | foto Laila Pozzo | in collaborazione con Università degli Studi di Milano - Corso di Sociologia della Criminalità Organizzata
Info e prenotazioni su http://bit.ly/2laEeK1
Biglietti disponibili su http://bit.ly/2kB5VcY
Add a comment...

Post has attachment
Tommaso Amadio e il Coro ANA con 18 alpini saranno sul palco del Teatro della Cooperativa e i ricordi correranno lontano, in trincea, a chiedersi quale sia la parte giusta dove schierarsi, nella vita come nelle idee. | Tutto questo è ALBANAIA tratto dal romanzo di Augusto Bianchi Rizzi. | Stasera il debutto. | Info e prenotazioni su http://bit.ly/2k6FWdv
Photo
Add a comment...

Post has attachment
Tommaso Amadio e il Coro ANA con 18 alpini saranno sul palco del Teatro della Cooperativa e i ricordi correranno lontano, in trincea, a chiedersi quale sia la parte giusta dove schierarsi, nella vita come nelle idee. | Tutto questo è ALBANAIA tratto dal romanzo di Augusto Bianchi Rizzi. | Stasera il debutto. | Info e prenotazioni su http://bit.ly/2k6FWdv
Photo

Post has attachment
“… ho un figlio che appena si regge ai primi passi. Per lui voglio scrivere questo mio diario di guerra intessuto fedelmente sui pochi appunti presi quasi ogni giorno nella Campagna italo-greca (28.10.1940 – 22.04.1941), cui io partecipai in qualità di medico di Compagnia alpina.”

dal 15 al 19 marzo 2017 | ALBANAIA | da un romanzo di Augusto Bianchi Rizzi | drammaturgia Tommaso Amadio e Bruno Fornasari | con Tommaso Amadio e il Coro ANA di Milano diretto dal M° Massimo Marchesotti | scene e costumi Aurelio Colombo | regia Bruno Fornasari | produzione Teatro Filodrammatici di Milano | Inserito in INVITO A TEATRO - tagliando Filodrammatici

https://plus.google.com/u/0/b/110982964400096314692/events/cjjnpkqrvtnvt96rn2pua5kadr4

Post has attachment
“… ho un figlio che appena si regge ai primi passi. Per lui voglio scrivere questo mio diario di guerra intessuto fedelmente sui pochi appunti presi quasi ogni giorno nella Campagna italo-greca (28.10.1940 – 22.04.1941), cui io partecipai in qualità di medico di Compagnia alpina.”

dal 15 al 19 marzo 2017 | ALBANAIA | da un romanzo di Augusto Bianchi Rizzi | drammaturgia Tommaso Amadio e Bruno Fornasari | con Tommaso Amadio e il Coro ANA di Milano diretto dal M° Massimo Marchesotti | scene e costumi Aurelio Colombo | regia Bruno Fornasari | produzione Teatro Filodrammatici di Milano | Inserito in INVITO A TEATRO - tagliando Filodrammatici

https://plus.google.com/u/0/b/110982964400096314692/events/cjjnpkqrvtnvt96rn2pua5kadr4
Wait while more posts are being loaded