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Vittorio Zanini
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Rivendico assolutamente il diritto al vagabondaggio, all'avventura, all'utopia e al romanticismo. Ernesto Che Guevara
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Le migliori menti della mia generazione - dicono - sono state distrutte dalla droga. Ma non è vero. Le migliori menti della mia generazione sono state distrutte dal professionismo. Possibili poeti, scrittori, pittori, musicisti sono diventati copy, designer, giornalisti, ospiti televisivi.

Roberto Freak Antoni, Non c'è gusto in Italia ad essere intelligenti
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Lavoro è parola che deriva dal latino labor, laboris: fatica, sofferenza, pena.
Nel dialetto siciliano, come si vedrà, lavorare è travagliare; nel dialetto napoletano, faticare...
Insomma, il lavoro... è pesante! Il lavoro è un incidente... pericoloso!


Chiunque può trovare un lavoro, eh
Ma devi essere in gamba
Per vivere senza
E non sentirne la mancanza

Si lavora per vivere
Non si vive per lavorare
Attento, dai, a non confonderti
E non permettergli di ucciderti

Ma non mi sembra un gran vantaggio
La catena di montaggio
E non mi pare naturale, no, no
Un impiego interinale

La mia vita è spesa a skivar la fresa
Una vita spesa a skivar la fresa
A skivar la fresa
A skivar la fresa

Il ricatto del bisogno
Toglie all’uomo ogni sogno ma
La professione è importante solo
Se ti realizza veramente

Moglie e figli e decoro, lo sai
Infondono lavoro
E’ un approccio molto duro
Che ipoteca il tuo futuro

La mia vita è spesa a skivar la fresa
Una vita spesa a skivar la fresa
A skivar la fresa
A skivar la fresa

Non ho niente contro il tornio
Che per i siculi è travaglio
Un danno, un incubo, uno sbaglio
Noia oltre lo sbadiglio

Il lavoro mi insegue
Ma io sono più veloce
E lo dico senza offesa
Tra me e il lavoro non c’è intesa

La mia vita è spesa a skivar la fresa
Una vita spesa a skivar la fresa
A skivar la fresa
A skivarla

La mia vita è spesa a skivar la fresa
Una vita spesa a skivar la fresa
A skivar la fresa
A skivar la... fresa

Dove si manduca, Dio mi conduca
Dove si lavora, non venga mai l’ora
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Largo all’avanguardia
pubblico di merda
tu gli dai la stessa storia
tanto lui non c’ha memoria
sono proprio tutti tonti
vivon tutti sopra i monti

compran tutti i cantautori
come fanno i rematori
quando voglion fare i cori
che profumano di fiori

Me mi piace scoreggiare
non mi devo vergognare
non c’ho niente da salvare

Me mi piace giocare giocando coi giochi
ne ho pochi ma buoni
Me mi piace volare facendo dei giri
non brevi ma lunghi

Me mi piace scoreggiare
non mi devo vergognare
non c’ho niente da salvare

L’avanguardia alternativa
non fa sconti comitiva
l’avanguardia è molto dura
e per questo fa paura

Fate largo all’avanguardia
siete un pubblico di merda
applaudite per inerzia
Ma l’avanguardia è molto seria
io vado contro corrente
perché sono demente

sono ribelle con l’urlo nella pelle
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Oggi è stata gran calura nella mia gola c'era arsura mi sembrava di impazzire c'era un'afa da morire nella notte l'ho sognato nella gola l'ho gustato ma costava un puttanaio quel chinotto dal lattaio Un chinotto ogni due ore è un gran viaggio da signore Un chinotto ogni due ore fa passare il malumore Il chinotto è la mia droga io lo bevo senza posa quando sono un po' depresso mi riaggiusta con me stesso Un chinotto ogni due ore è un gran viaggio da signore .........(ripete ritornello).......... Il chinotto è molto bello sale dritto nel cervello col suo gusto effervescente fa leggera la tua mente Il chinotto è come un mantra ti disseta e ti rinfranca se lo bevi senza sosta alla tua vita avrai risposta
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Si dice che una volta toccato il fondo non puoi che risalire. A me capita di cominciare a scavare.

Roberto Freak Antoni
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Sulla mia pelle diventa fenomeno sociale, proiezioni ovunque

Non capitava da anni in Italia che un film diventasse un fenomeno sociale: sta succedendo con Sulla mia pelle di Alessio Cremonini, che ricostruisce gli ultimi sette giorni di vita di Stefano Cucchi (interpretato da uno straordinario Alessandro Borghi).

Il successo di critica e di pubblico alla Mostra del Cinema di Venezia, è stato accompagnato dalle polemiche, prima per l'uscita, in contemporanea, su Netflix e in sala, con Lucky Red, e poi per le iniziative spontanee nate in varie città italiane, di proiezioni pubbliche gratuite non autorizzate. Promosse da centri sociali e associazioni, finora ne sono state organizzate circa 25 ed hanno radunato migliaia di persone (i picchi a Milano, Torino e Roma) nonostante condizioni di visione spesso disagevoli. Sono di oggi inoltre due ulteriori notizie: l'entrata del film nella top ten degli incassi, al nono posto, con la seconda media più alta del weekend, e l'iscrizione fra i 21 film candidati a rappresentare l'Italia agli Oscar.

Il sostegno a Sulla mia pelle, è un fiume in piena, e ha trovato sui social network la vetrina ideale, con migliaia di tweet e commenti. Hanno partecipato anche protagonisti dello spettacolo e della società civile, da Jovanotti ("Bellissimo film. La vicenda di #stefanocucchi fa ancora male, questo film però fa bene a tutti") a Pietro Grasso, secondo il quale, vedendo Sulla mia pelle "È stato quasi come sentirla addosso l'agonia di quel ragazzo che è morto mentre era in custodia cautelare - ha scritto su facebook -. Molte cose, come tutti, le avevo lette sui giornali; altre me le aveva raccontate tra rabbia e dolore Ilaria, quando ci incontrammo in Senato quattro anni fa. Ricordo bene le sue parole, la sua sete di giustizia e di verità".

Ilaria Cucchi fin da Venezia ha accompagnato e continua ad accompagnare Sulla mia pelle, in molte proiezioni nei cinema di tutta Italia, per parlarne con il pubblico: "È un film che mi restituisce, che ci restituisce mio fratello, morto di indifferenza - ha detto qualche giorno fa a Senigallia -. È un film duro, che racconta la nostra verità, ma che deve far riflettere tutti noi sul tipo di mondo in cui viviamo". Con l'associazione che ha fondato, la Stefano Cucchi - Onlus, aveva da subito lanciato l'iniziativa #StefanoCucchiinognicittà per proiezioni autorizzate anche al di fuori del circuito cinema, a partire dal 12 ottobre (un mese dopo l'uscita su Netflix e in sala): le richieste sono già un centinaio. L'associazione ha comunque commentato anche le iniziative spontanee di questi giorni: "Crediamo che siano la prova tangibile che c'è un'esigenza sociale fortissima di affrontare queste tematiche, le piazze piene (così come i cinema strapieni) - si legge su Facebook - ci dicono qualcosa di importante: forse qualcosa sta davvero cambiando!".

Non mancano però le critiche a queste proiezioni "clandestine"/pirata (il social di Mark Zuckerberg su richiesta dei produttori e distributori del film ha cancellato tutti gli annunci degli eventi, ma non è servito a fermarle): sia per i danni che porterebbero agli incassi in sala, sia per i modi 'avventurosi' di fruizione. "Se la qualità è ridicola, abbiamo perso tutti" ha scritto Borghi su twitter; "Che un film venga proiettato in un lenzuolo che svolazza con un impianto audio opinabile (come è successo a Milano in Piazza Oberdan, ndr) non fa bene al film e non fa bene alla memoria della persona che il film racconta" ha commentato Alessio Cremonini. L'attenzione per Sulla mia pelle in ogni modo continua a crescere: fra le ultime iniziative annunciate quella di Lorenzo Tinagli, coordinatore nazionale della Federazione degli Studenti, che con l'appoggio di Ilaria Cucchi il 25 ottobre al Forum delle Associazioni presso il Ministero dell'Istruzione, chiederà al Ministro Marco Bussetti di dedicare una giornata alla proiezione del film "Sulla mia pelle" in tutte le Scuole Superiori: "Un gesto che riteniamo importante per ricordare quella drammatica vicenda irrisolta della storia del nostro Paese".
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Il progresso è la capacità dell’uomo di complicare la semplicità.

Thor Heyerdahl
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Conosco delle barche
che restano nel porto per paura
che le correnti le trascinino via con troppa violenza.

Conosco delle barche che arrugginiscono in porto
per non aver mai rischiato una vela fuori.

Conosco delle barche che si dimenticano di partire
hanno paura del mare a furia di invecchiare
e le onde non le hanno mai portate altrove,
il loro viaggio è finito ancora prima di iniziare.

Conosco delle barche talmente incatenate
che hanno disimparato come liberarsi.

Conosco delle barche che restano ad ondeggiare
per essere veramente sicure di non capovolgersi.

Conosco delle barche che vanno in gruppo
ad affrontare il vento forte al di là della paura.

Conosco delle barche che si graffiano un po'
sulle rotte dell'oceano ove le porta il loro gioco.

Conosco delle barche
che non hanno mai smesso di uscire una volta ancora,
ogni giorno della loro vita
e che non hanno paura a volte di lanciarsi
fianco a fianco in avanti a rischio di affondare.

Conosco delle barche
che tornano in porto lacerate dappertutto,
ma più coraggiose e più forti.

Conosco delle barche straboccanti di sole
perché hanno condiviso anni meravigliosi.

Conosco delle barche
che tornano sempre quando hanno navigato.
Fino al loro ultimo giorno,
e sono pronte a spiegare le loro ali di giganti
perché hanno un cuore a misura di oceano.

Jacques Brel

© Hugo Pratt - Corto Maltese
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