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Alessandro Canella (The Old Gamer)
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"Gli uomini veri non ballano. Stanno seduti, sudano e imprecano." (Bill Hicks)
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Come far capire con un teaser di appena 13 secondi che il remake di "Ghost in the Shell" farà solo finta d'ispirarsi all'opera originale.

#GhostInTheShell

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Sarebbe troppo facile generalizzare dicendo che l'Italia è un paese di merda. Però che sia popolato da gente che la merda ce l'ha in testa è indiscutibile, e si tratta di persone con nomi e cognomi.

(purtroppo oscurati, ma facilmente rintracciabili andando a spulciare i post dei vari Salvini e Grillo).

Dunque, tra una settimana esatta avrò la mia prima 10km, alla quale mi sto preparando da poco meno di 3 mesi. E solo stamattina sono finalmente riuscito a raggiungere il muro dei 6 minuti medi a chilometro.
Beh, in verità 6 minuti e 3 secondi.
E per soli 4 chilometri.
Di cui l'ultimo fatto sputando pezzi di polmone.
...
...
...
Domenica morirò.

#DeejayTen

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Giunta romana is the new barzelletta sui carabinieri.

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Per una volta tanto avevamo una pellicola originale, osannata da pubblico e critica, ammiccante verso un certo genere tipo di film molto di moda negli ultimi annni senza però scimmiottarne il modello, insomma un film coi controcazzi da proporre agli Oscar. E invece no, ancora una volta abbiamo preferito cadere nel buon vecchio tafazzismo. E dire che bastava andare a vedere con quali pellicole abbiamo vinto negli anni passati per capire quale strada seguire.

PS: Per la cronaca, questo il trailer del pappone che andremo a proporre. Attenzione: è un concentrato di pura adrenalina, eh!

https://www.youtube.com/watch?v=uRPBH3LC4aU

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C'è stato il periodo in cui ero in fissa con i film horror giapponesi. Poi è arrivata la nuova scuola cinese. Ora è il turno delle tamarrate russe.

"Tutto era così perfettamente imperfetto e quei pochi centimetri d'imperfezione erano una cosa che ci faceva sentire completi e felici."

Ora, perché nessuno mi ha avvisato che Gabriele Muccino avrebbe diretto un remake di Amici miei, eh?!

CRONACA SEMISERIA DI UNA DOMENICA

Ieri mi dico: oggi voglio essere produttivo!
Così mi alzo alle 6, faccio una colazione leggera e accompagno la morosa in stazione per poi andare a fare una corsetta. Già dopo un chilometro scarso sto sputando un polmone, ma decido di andare avanti, come manco Alex Schwazer davanti alla commissione olimpica. Al secondo chilometro comincio però ad avere visioni mistiche di Carletto che, sofficino alla mano, mi fa: «Tu non hai fame?»
Fottiti, infame camaleonte!
Ma duecento metri dopo inciampo e mi ritrovo (CASUALMENTE) in un bar, sbatto contro il bancone e (CASUALMENTE, lo giuro!) un cappuccino e un cornetto prendono il volo e cascano tra le mie mani. Sì, sono un uomo debole...
Torno a casa con l'animo leggero e la pancia piena e sfrutto la mattina per sistemare casa. Il pomeriggio invece faccio un paio di commissioni e preparo una bella cenetta per la mia dolce metà, di ritorno dal lavoro. Quando vede le bistecche rese secche dalle 7 ore di cottura e i peperoni anneriti dalla salsa di soia (o forse dalla cottura?), Cristina si commuove di fronte ai miei progressi culinari, quindi tira la cinghia della motosega per tagliare la carne.
«Amore, per ringraziarti di questa bella cenetta, ho una sorpresa per te.»
Brivido.
«Sai che film è uscito al cinema questa settimana?»
«_Jason Bourne_?»
«Ma no, sciocchino. Mi riferisco a "Io prima di te".»
Nella stanza cala il silenzio, interrotto solo dal grido disperato dei miei spermatozoi quando vado a controllare Wikipedia la durata del film.

Stacco. Siamo davanti alla biglietteria.
«Che film?» fa la cassiera.
«Due per Jas...» Qualcosa di duro preme sulla mia schiena, seguito dal suono metallico di una sicura sbloccata. «_Io prima di te_. Due per Io prima di te
«Sarebbero 16 euro, ma stasera il film è in promozione a 14 Euro con in regalo anche un paio di galosce.»
Raccolgo biglietti e stivali e mi avvio verso la sala con in faccia la stessa espressione di John Coffey ne Il miglio verde.
Raggiungiamo i nostri posti, mentre sullo schermo cominciano a scorrere le canoniche quattro ore di trailer. Alla mia sinistra si siedono due ragazze che, a giudicare da quello che si dicono, hanno letto il libro almeno sei o sette volte.
Mi guardo intorno, incrociando gli sguardi fraterni di altri poveri cristi entrati in sala solo dietro la minaccia delle rispettive fidanzate/mogli/tiziedacuivoglionoaverla.
Il film ha inizio.
La prima oretta è anche divertente con quel suo british humor, non fosse per le sopracciglia di Emilia Clarke, dotate di vita propria, tanto da essere accreditate a parte nei titoli.
Poi però comincia la seconda metà del film, quella drammatica, e lì partono i primi segni di cedimento in sala. A tre quarti della pellicola, quando Sam Claflin* molla il due di picche alla khaleesi di fronte alla sua proposta di prendere insieme il trono di spade, una goccia colpisce il braccio a cui si è avvinghiata la mia dolce metà. Poi una seconda... e una terza. Mi guardo di nuovo attorno: l'apocalisse lacrimante è iniziata.
M'infilo le galosce, quando, senza preavviso, arriva il colpo di grazia: combo scena drammatica finale + sottofondo musicale di Adele. Il livello di strappalacrimosità è così elevato che alcuni spettatori maschi vanno in autocombustione, nonostante l'acqua abbia ormai raggiunto l'altezza ginocchia.
Poi, dopo due ore di film che sono sembrate due giorni, finalmente giungono i titoli di coda.
«Ti è piaciuto?» mi fa Cristina.
Io resto fermo a fissare il vuoto. Dentro di me qualcosa è morto, sostituito dall'immagine delle sopracciglia di Emilia Clarke che ballano la maccarena.

* aka il paraplegico col corpo da fotomodello nonostante non sia in grado di muovere un muscolo da due anni.

Domanda seria: esiste un tempo minimo passato il quale è possibile ironizzare, scherzare, fare satira su una tragedia?

Sì, #TitanQuest è invecchiato proprio bene.
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