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Patricia Paula
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Un vero amico è fatto d'anima.

Antonio Papi
Amicizia
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Ho smesso da tempo di dare un nome alle mie emozioni.
Rinchiudere quelle energie fluide e mutevoli in un vocabolario significherebbe impoverirle.
Le emozioni non possono vedersi nè toccarsi,
ma arrivano dritte all’anima, senza preavviso,
e non lasciano via di scampo:
chiedono di essere accolte, sentite, vissute
per regalarci l’essenza stessa della vita.
Di quali battiti si nutrirebbe il cuore se non lasciassimo fluire liberamente quelle energie vitali?
Che senso avrebbero i nostri giorni se non ci lasciassimo attraversare dalle emozioni?
Quando è la voce interiore a parlare non ci resta che abbassare le difese dell’anima ed alzare il volume del cuore,
perchè le emozioni urlano anche in silenzio
e se vogliamo respirare questa vita
non possiamo fare a meno di sentirne il rumore.

Silvia De Lorenzis
EMOZIONI
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Non mi piace la gente la cui mente non sa riposare in silenzio,
il cui cuore critica gli altri senza sosta, la cui sessualità è permanentemente insoddisfatta, il cui corpo s’intossica senza saper apprezzare di essere vivo.
Alejandro Jodorowsky
Alejandro Jodorowski
Alejandro Jodorowski
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L’ESERCIZIO DEI 101 DESIDERI DI IGOR SIBALDI
Avete mai sentito parlare della legge dell’attrazione? Riuscite a rendervi conto di quanto il nostro cervello è inscatolato da condizionamenti famigliari, dalla società e dalla religione? Come riusciamo a trovare il nostro vero Io e a sentirci più liberi?
Per prima cosa procuratevi due quaderni, uno di bella ed uno di brutta. Nel quaderno di brutta scriviamo 150 desideri.
Per scrivere questi desideri dobbiamo tenere presente 10 importanti regole:
1 Tutti i desideri devono iniziare con IO VOGLIO, non con io desidero: sono due cose completamente diverse
2 Non si utilizza la parola NON
3 Ogni desiderio deve contenere un massimo di 14 parole (io voglio e tutte le punteggiature sono comprese)
4 Non chiedete di amare o di fare sesso con persone precise (nel filmato piangerete dal ridere: Igor spiega il perchè)
5 Non fate paragoni
6 Niente desideri seriali
7 Non si possono chiedere soldi
8 Non scrivere desideri per altri, solo per se stessi
9 Evitare i diminutivi
10 Mettere anche desideri assurdi

Dopodichè tra questi 150 desideri dovete sceglierne 101 e trascriverli sul quaderno di bella, lasciando qualche riga di spazio tra un desiderio e l’altro. Ogni giorno per i 365 giorni dell’anno leggiamoli, bastano 5 minuti al giorno!
Piano piano che i desideri si realizzano (vi garantisco che alcuni si realizzeranno dopo breve tempo), cancellateli e sotto quel desiderio scrivetene subito un altro cosi da avere sempre 101 desideri per tutti i 365 giorni dell’anno.
Come dichiara lo stesso Igor Sibaldi nel suo libro “Il frutto proibito della conoscenza” “ogni desiderio che noi riusciamo ad esprimere è una sorta di premonizione: non si tratta cioè del frutto della nostra fantasia, ma di un improvviso estendersi della nostra percezione, fino a cogliere nel futuro una qualche occasione che sta venendo proprio verso di noi e che può servire al proprio sviluppo interiore.
E ciò che chiamiamo “desiderare” in realtà è il modo in cui questa nostra percezione più estesa cerca di annunciare alla nostra razionalità quelle occasioni che ha intravisto nell’avvenire, e di convincerla a non opporre resistenza e a non distrarsi, quando quelle occasioni arriveranno bensì a farsi avanti e ad afferrarle”.
IGOR SIBALDI
IGOR SIBALDI
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Perché poi accontentarsi di qualcosa?
"Contento" vuol dire "disposto a lasciarsi contenere".
Certi si lasciano contenere dal loro passato,
altri dal loro presente.
Se ne accontentano. Ci si rassegnano.
Come se per loro fosse finita.
Igor Sibaldi
IGOR SIBALDI
IGOR SIBALDI
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Il giorno in cui mi sono amato per davvero
ho capito che in ogni circostanza ero al posto giusto,
nel momento giusto. E allora ho potuto rilassarmi.

Oggi so che si chiama Stima di sé.
Il giorno in cui mi sono amato per davvero
ho percepito che la mia ansia e sofferenza emozionale non erano altro che un segnale quando contrasto le mie convinzioni.

Oggi so che si chiama Autenticità.
Il giorno in cui mi sono amato per davvero
ho cessato di volere una vita diversa ed ho cominciato a vedere che tutto quello che mi succede contribuisce alla mia crescita.

Oggi so che si chiama Maturità.
Il giorno in cui mi sono amato per davvero
ho cominciato a vedere l’abuso nel forzare una situazione od una persona con l’unico scopo di ottenere ciò che voglio, sapendo benissimo che né la persona né io siamo pronte e che non è il momento.

Oggi so che si chiama Rispetto.
Il giorno in cui mi sono amato per davvero
ho cominciato a liberarmi da tutto ciò che non mi era salutare, persone, situazioni, tutto ciò che abbassava la mia energia.
All’inizio la mia ragione chiamava questo Egoismo.

Oggi so che si chiama Amor Proprio.
Il giorno in cui mi sono amato per davvero
ho smesso di temere il tempo libero ed ho smesso di elaborare tanti piani, ho abbandonato i grandi progetti per il futuro.
Oggi faccio ciò che è giusto, ciò che mi piace,
quando mi piace e secondo il mio ritmo.

Oggi so che si chiama Semplicità.
Il giorno in cui mi sono amato per davvero
ho smesso di voler sempre avere ragione e mi sono reso conto di tutte le volte in cui mi sono sbagliato.

Oggi so che si chiama Umiltà.
Il giorno in cui mi sono amato per davvero
ho smesso di rivivere il passato e di preoccuparmi per il futuro.

Oggi vivo nel presente, lì dove la vita si svolge.
Oggi vivo una sola giornata alla volta e so che si chiama Pienezza.

Il giorno in cui mi sono amato per davvero ho capito che la mente poteva ingannarmi e deludermi ma che se la metto a servizio del cuore, diventa un’alleata preziosa. Tutto questo è Saper vivere.
Charlie Chaplin
Charlie Chaplin
Charlie Chaplin
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«Non è possibile vivere troppo a lungo nell’ambiente della propria fanciullezza o in seno alla famiglia senza che ciò costituisca un certo pericolo per la salute dello spirito. La vita chiama l’uomo fuori, verso l’indipendenza, e colui che per indolenza o timidezza infantili non obbedisce a questo appello è minacciato di nevrosi.»
(C.G. Jung – Simboli della Trasformazione)
Carl Gustav Jung
Carl Gustav Jung
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"Quando vivi una perdita, datti il tempo di sentire il dolore, poi lascialo andare"
MORTE e LUTTO
MORTE e LUTTO
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La gratitudine è certamente uno dei più preziosi processi alchemici.
Se prende possesso di te, allora ogni tipo di nevrosi, psicosi, o qualsiasi altra psicopatologia, svanisce in modo del tutto naturale.
Per me questa è l’unica preghiera. Tutte le altre preghiere sono costruite dall’uomo. Questa è la sola preghiera che si manifesta in te come il profumo dai fiori: una preghiera non detta, non espressa in parole, ma vissuta. È espressa in ogni tua azione, in ogni tuo gesto.
Osho
GRATITUDINE Grazie
GRATITUDINE Grazie
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