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Marco Croci
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ieri sera alla Scala LA VALSE / SYMPHONY IN C / SHÉHÉRAZADE
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29/04/17
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Allora, premettendo che la Traviata della Scala attualmente in corso non l'ho sentita e non la sentirò non avendo trovato un biglietto ad un prezzo decente (è andata sold out in un batter di ciglia!), e premettendo anche che già QUALCHE GIORNO DOPO la presentazione della stagione, mentre ero in coda per gli ingressi per il ritorno di Muti, già a giugno i loggionisti incalliti SAPEVANO che la Netrebko pur titolare nel ruolo in cartellone NON SAREBBE PROBABILMENTE VENUTA, mi permetto qualche considerazione in merito all'articolo tedioso del sig. Mattioli della Stampa.
1. Lo spettacolo Cavani/Ferretti/Pescucci (visto varie volte in tv e riproposto spesso alla Scala da Muti prima, ma anche da Maazel) è uno di quelli leggendari che ha segnato un'epoca, come la Boheme di Zeffirelli (1963), il Rigoletto di Deflo (1994), Le nozze di Figaro di Strehler (1981). Va ricordato che nel 1990 la Traviata mancava dalla Scala da 27 ANNI perchè nessuno voleva confrontarsi con le ultime due (Callas/Visconti/Giulini e Freni/Zeffirelli/Karajan), quindi non è una ripresa qualunque, è la RIPRESA DI UNO SPETTACOLO STORICO.
2. All'epoca in effetti Muti faceva l'opera SENZA ALCUN TAGLIO, ma d'altra parte Muti aveva previsto la possibilità possibile del ritorno alle vecchie brutte abitudini.... Il fatto però è che, bene o male alla Scala si è tornati a fare quest'opera abitualmente dopo quasi 30 di "paura".
3. In questo celebre spettacolo, "le zingarelle vestite da zingarelle e i mattadori vestiti da mattadori", Violetta muore di tisi PERCHE' COSI' DOVREBBE ESSERE SEMPRE!!! La questione non è "fare le cose come si sono sempre fatte", è mettere in scena un testo musicale che E' QUELLO, e quel che si vede in scena deve essere plausibile e coerente con quel che i cantanti dicono cantando, CHE NON E' SINDACABILE, l'opera è quello. Nell'ultimo spettacolo del 2013 l'Alfredo "pizzaiolo" era forse la cosa meno fastidiosa (anche se un tantino sciocca): non dimentichiamoci la figura spettrale ed incombente di Annina/Mara Zamperi alias Giusi Ferrè, le allucinanti feste del primo e secondo atto e Violetta che anzichè morir di tisi si spegneva dandosi all'alcool in mezzo a decine di bottiglie di liquori vuote... Un regista intelligente è in grado di cogliere un'infinità di aspetti senza bisogno di far vedere qualcosa di estremamente banale, scontato e a volte anche volgare che non c'entra nulla con l'opera che si sta eseguendo.
4. Posto che magari qualche "altro baritono" alla Scala lo si sta anche ascoltando (penso a Alvarez che alla Scala sta cantando parecchio, penso al Luca Salsi ottimo Foscari lo scorso anno), Fa comunque piacere vedere in azione Leo Nucci, che a 75 anni è ancora in formissima!!!
In fin dei conti, MOOOOOOOOOOOLTO meglio "molto chic"...
http://www.lastampa.it/2017/03/04/spettacoli/palcoscenico/traviata-alla-scala-molto-chic-e-poco-choc-oSXcxnieb0neh8W7FUi4SP/pagina.html
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venerdì mattina, accordature in conservatorio...
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Ieri sera...
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